Rinascita

04 febbraio 2018 ore 22:46 segnala
Sono immobile corpo consumato dall'incedere del tempo e dall'abbraccio della terra. Umidità di minerali e sali, concretezza di polvere, granelli, pietre. Carezze di ciò che era foglia, filo d'erba, muschio, petalo, radice, corteccia. Selvatico odore che m'avvolge, indelebili ricordi di ossa, pelle, peli, piume. Molecole di fatica, lotta, gioco, di sofferenti gemiti, di calorosa gioia, di muta paura, d'amore d'infinite primavere. Capriccio di batteri e funghi, solletico d'insetti, bava di chiocciola, capolavoro di ragno, salto di lepre, orma di lupo.
Minuscolo seme amico del vento e di una formica, complice di poca acqua che disseta il cuore di giada che mi spezza... tenace figlio di un germe infranto, embrione di luce, desiderio, volontà... soffio di vita. Sono una margherita.
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Sono immobile corpo consumato dall'incedere del tempo e dall'abbraccio della terra. Umidità di minerali e sali, concretezza di polvere, granelli, pietre. Carezze di ciò che era foglia, filo d'erba, muschio, petalo, radice, corteccia. Selvatico odore che m'avvolge, indelebili ricordi di ossa, pelle,...
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04/02/2018 22:46:03
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Commenti

  1. CavaliereArcano 04 febbraio 2018 ore 23:08
    Chiedo silenzio

    Ora, lasciatemi tranquillo.
    Ora, abituatevi senza di me.
    Io chiuderò gli occhi
    E voglio solo cinque cose,
    cinque radici preferite.
    Una è l'amore senza fine.
    La seconda è vedere l'autunno.
    Non posso vivere senza che le foglie
    volino e tornino alla terra.
    La terza è il grave inverno,
    la pioggia che ho amato, la carezza
    del fuoco nel freddo silvestre.
    La quarta cosa è l'estate
    rotonda come un'anguria.
    La quinta cosa sono i tuoi occhi.
    Matilde mia, beneamata,
    non voglio dormire senza i tuoi occhi,
    non voglio esistere senza che tu mi guardi:
    io muto la primavera
    perché tu continui a guardarmi.
    Amici, questo è ciò che voglio.
    E' quasi nulla e quasi tutto.
    Ora se volete andatevene.
    Ho vissuto tanto che un giorno
    dovrete per forza dimenticarmi,
    cancellandomi dalla lavagna:
    il mio cuore è stato interminabile.
    Ma perché chiedo silenzio
    non crediate che io muoia:
    mi accade tutto il contrario:
    accade che sto per vivere.
    Accade che sono e che continuo.
    Non sarà dunque che dentro
    di me cresceran cereali,
    prima i grani che rompono
    la terra per vedere la luce,
    ma la madre terra è oscura:
    e dentro di me sono oscuro:
    sono come un pozzo nelle cui acque
    la notte lascia le sue stelle
    e sola prosegue per i campi.
    E' che son vissuto tanto
    e che altrettanto voglio vivere.
    Mai mi son sentito tanto sonoro,
    mai ho avuto tanti baci.
    Ora, come sempre, è presto.
    La luce vola con le sue api.
    Lasciatemi solo con il giorno.
    Chiedo il permesso di nascere.

    Pablo Neruda

    Lupacchiotta... :rosa
  2. ombra.dargento 04 febbraio 2018 ore 23:14
    "La nascita non è mai sicura come la morte. È questa la ragione per cui nascere non basta. È per rinascere che siamo nati." - Pablo Neruda

    grazie orsetto... :rosa
  3. Alisia4ever 05 febbraio 2018 ore 15:09
    la vita che ricomincia dove sembrava tutto finito
  4. Epi.centro 05 febbraio 2018 ore 19:43
    :rosa ...

    Semper Fidelis
  5. ombra.dargento 05 febbraio 2018 ore 21:12
    ricominciare da una margherita... semplice, serena, libera.

    ciao Aly, un :staff



    grazie della visita caro Skip, bello rivederti da queste parti... :rosa

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