CONDANNATA ALL'OBLIO

20 aprile 2018 ore 23:43 segnala


....lei si fermò un istante, prima che le sue labbra sorseggiassero quei secondi che la separavano dal desiderio cercato. "Così mi hai chiesto di essere e io ti ho obbedito", pensava la ragazza mentre sorrideva alla luce che di riflesso, le illuminava il volto. Il gioco antico della seduzione era come acciaio, che incatenandola alle parole che leggeva in quelle bianche pagine digitali, le impediva qualsiasi fuga dalla libertà che lei desiderava, facendole sognare quello che solo appariva realtà.

Così, spogliata di quei pensieri e indossati tacchi a spillo, pizzi e ricami d’anima, lasciò che nulla fosse nascosto, così com'era il suo desiderio, pesante e leggero come macigno e piuma al tempo stesso. In questa magia d'incontro, nell'incastro di pensieri sfuggiti alla prigione della ragione, la passione emerse al ricordo del loro primo bacio profondo e sensuale, reale nella sua assoluta intangibilità.

Subito dopo quello sfiorar di labbra, sfuggito per errore al recinto del controllo, ritornò alla luce l’unica realtà possibile, scia di fumo che trasporta alla grotta del rifiuto di passione e desiderio, piccolo e Smarrito anfratto di quell'oscura dimensione che è la pericolosa proiezione dell’ossimoro “ti voglio ma non posso averti”, prodromica condizione della fine del tutto.

In quelle parole che condannano all'oblio, oscillanti tra salvezza, condanna, verità e menzogna, qualcosa segna i confini perduti e annunciati di quei colori che terminano il futuro.
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« immagine » ....lei si fermò un istante, prima che le sue labbra sorseggiassero quei secondi che la separavano dal desiderio cercato. "Così mi hai chiesto di essere e io ti ho obbedito", pensava la ragazza mentre sorrideva alla luce che di riflesso, le illuminava il volto. Il gioco antico della ...
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20/04/2018 23:43:50
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Gocce del Tuo veleno

17 aprile 2018 ore 12:24 segnala


Hai lasciato credere di amore e passioni ormai lontane, di colpe non tue, dovute alla lontananza. Hai nascosto la tua vera identità come per proteggere il tuo mondo ferito, cercando consenso nelle parole della tua inutile ragione, dispersa come sabbia nel vento. Senza mai lasciare che altri rivelassero le loro scelte di allontanarsi da te.

Sembrava di cuore, polmone e poesia essere fatta la tua anima candida, che raccontavi come impressa nel sangue che sgorga da fonte di verità, l’unica che portava il tuo nome. Lacrime e fiducia spezzata, di questo parlavi nell'agorà che ti eri costruita su misura, per essere la sola regina del dolore.

Poi quelle tue parole, di cui ti eri circondata, ti hanno tradita. Hai dovuto parlare di te, della tua vera natura, delle TUE distanze, quelle di cuore che non hai, quelle di un pegno restituito perché immeritato. Chissà quante di quelle spine di cui parlavi, omologate al copione che ti eri scritta e che recitavi abilmente, da interprete e da regista, persino da curiosa e disattente spettatrice, hai disperso al vento solo per essere capita, compiaciuta e scelta.

E di quei tuoi inutili racconti, intrisi in oscure Gocce del Tuo veleno, di quel millantato disegno di martirio che sembrava essere cosi dolcemente sopportato, dipinto di quell'inchiostro striato di nero, che hai usato per dissimulare il tuo mondo, ti sei fatta scudo. Così finalmente svelata, hai dovuto rivelare di te davvero salvo poi mostrare la tua vile natura con l’uso della censura, togliendo la risposta a chi tentava di scoprire il tuo (ormai) fallimentare gioco.

Ma ormai sei svelata e nessuno crederà alle tue falsità e menzogne perché tu sei così, veleno che nasconde e che distrugge.
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« immagine » Hai lasciato credere di amore e passioni ormai lontane, di colpe non tue, dovute alla lontananza. Hai nascosto la tua vera identità come per proteggere il tuo mondo ferito, cercando consenso nelle parole della tua inutile ragione, dispersa come sabbia nel vento. Senza mai lasciare ch...
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La spiaggia dal sole smarrito

12 aprile 2018 ore 19:19 segnala


… e in quell'attimo ho sentito intorno a me quell'odore di uomo forte e pesante, mascherato di rabbia e odio. Ricordo le sue mani spingere sulla mia faccia, mentre sfregiava la mia anima con il suo sesso e trasformando il suo inferno nel mio.
Ho sentito poi quel rumore sordo di sogno che si spezza , mentre con le parole sfregiava i miei ricordi come fossero cartoline stropicciate e da gettare via.

Nessuna mano tesa per me mentre sprofondavo dentro le insidie di quell'amore che non si conquista con il tempo, ma che si perde in quel lampo di gratuita violenza.

In quei giorni, prima di oggi, non una voce per salvarmi o confortarmi, ma solo silenzi fatti di inutili parole di circostanza, dominate dal nulla che avanzando lento disperde le mie primavere. E ancora dolore e falsi sorrisi, caduti da quell'assurda carovana che ci porta verso la spiaggia dove il sole mai sorge. E qui ormai, io ho perduto ogni speranza e il mio destino, tra scelte inutili o sbagliate si è improvvisamente trasformato in illusioni costruite sulla sabbia, crollate dopo l’alta marea. Ho così amplificato verità impossibili, cancellando ogni mia emozione, mentre quel pensiero ossessivo mi ripeteva che io ero così importante, così inutilmente necessaria.

Poi il buio, con il suo violento chiaroscuro, ha materializzato il dolore dentro la mia testa, in un suono fatto di rintocchi di cuore impazzito, con quell’assurdo e spietato rumore che non smette di rimbalzare tra gambe e testa mentre lui si chinava senza vergogna su di me. Ancora non smetteva di distruggermi senza preoccuparsi di me e dei miei pensieri. E li io aspettavo il momento per andarmene via e dimenticare quello che ancora non era finito, per volgere il mio sguardo, finalmente libera e in pace, verso quella spiaggia lontana dove un giorno risorgerà il mio sole smarrito.
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« immagine » … e in quell'attimo ho sentito intorno a me quell'odore di uomo forte e pesante, mascherato di rabbia e odio. Ricordo le sue mani spingere sulla mia faccia, mentre sfregiava la mia anima con il suo sesso e trasformando il suo inferno nel mio. Ho sentito poi quel rumore sordo di sogno...
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Lo sguardo che libera

09 aprile 2018 ore 17:33 segnala


Ho smesso di contare le volte che ho incrociato quegli occhi, perdendomi in quello sguardo. In quell'attimo la mia fantasia è sfuggita al controllo senza che nulla potesse ricondurla alla ragione e quel sogno ha sopraffatto la mia realtà rendendomi schiavo del momento.

In quell'assurdo viaggio, che qualcuno si ostina a chiamare erroneamente amore, ho sfidato l’ira degli dei, scagliandomi contro convenzioni e la morale, nascondendomi da giudizi improvvisati e verità di comodo, navigando controvento verso il mare dell’inganno e dell’ipocrisia.

Per quante volte avrei voluto chiedere il perché di quello strano comportamento, oscura ambizione sprovvista di coraggio? Ora lo so: ho provato a cercare qualcosa di inconfessabile, apparentemente morboso o irripetibile al punto da desiderarlo cosi intensamente che l’immaginazione è diventa essa stessa, realtà da nascondere.

Non ricordo più ormai quanti pensieri si sono rivolti a quel sorriso, nell'eroica sfida contro i limiti del possibile, al punto da trasformare quell'irrealtà in presenza vera e tangibile.

Poi, infine, svelata quella sua evanescente realtà, quel sogno così reale al punto da essere impossibile, si è improvvisamente svelato e in esso, perdendomi, mi sono liberato.
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« immagine » Ho smesso di contare le volte che ho incrociato quegli occhi, perdendomi in quello sguardo. In quell'attimo la mia fantasia è sfuggita al controllo senza che nulla potesse ricondurla alla ragione e quel sogno ha sopraffatto la mia realtà rendendomi schiavo del momento. In quell'assu...
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La gelosia

24 marzo 2018 ore 13:12 segnala


Ho fatto una ricerca e sono arrivato alla seguente conclusione:

in un caso si tratta di cuore nell'altro di serramento ma purtroppo, stiamo parlando della stessa chiusura!
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« immagine » Ho fatto una ricerca e sono arrivato alla seguente conclusione: in un caso si tratta di cuore nell'altro di serramento ma purtroppo, stiamo parlando della stessa chiusura!
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Quel NO è per sempre

23 marzo 2018 ore 13:41 segnala


Quante volte ho pronunciato la parola NO per allontanare qualcuno? Certamente meno di quante avrei dovuto o potuto. Tuttavia, in ogni caso, lo scandire di quelle due lettere non hai mai preso un senso diverso da quel significato che si fa palese per l’universo intero, tranne che per la persona interessata.

Alle volte però è necessario motivare ulteriormente, aggiungendo e non sottraendo altri vocaboli che definiscono in modo inequivocabile il contesto della non compatibilità tout court. Non tutte le persone sono dunque compatibili, ma non per questo bisogna arrivare all'odio per chi pronuncia il rifiuto che è, nel mio caso, sempre motivato da ragioni espresse.

Spesso l’incompatibilità deriva dal modo di essere della persona rifiutata oppure, il che è peggio, dal modo di estrinsecare se stessi, oppure perché a pelle le cose non funzionano. In questo caso è necessario porre un freno, che deve diventare muraglia invalicabile, dovuta più che dal rifiuto in sé, dal comportamento successivo posto in essere. Altre volte invece allontanare è salvare se stessi e l’altro da un comportamento che, ove continuato, porterebbe a conseguenze incontrollabili, necessariamente da evitare.

Infine bisogna fare attenzione che quel no diventi definitivo, al punto da tenere talmente lontana quella persona da riuscire a scacciarla dalla mente (o dal cuore, se è riuscita ad entrare), eliminando qualsiasi remota possibilità di tornare sui propri passi.

Ecco perché il NO deve essere risolutivo e indiscutibile, quasi come se fosse una sentenza di morte ormai eseguita. Quel NO deve essere NO PER SEMPRE, a far data da ieri.
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Il lungo prato prima della collina

22 marzo 2018 ore 17:33 segnala


Ho camminato sospesa ad un filo alla ricerca della mia felicità, rincorrendo attimi di tempo che ritagliavo dalla mia vita sempre in bilico. Mi sono persa e ritrovata più volte, prima di dannarmi l’anima per sempre, alla ricerca di quell'illusione che qualcuno si ostina a chiamare amore. Mi sono persino umiliata, correndo da te in lacrime, supplicandoti di ritornare a camminare su quella nostra strada smarrita. Poi ho deciso di rompere per sempre quelle catene che mi tenevano legata a te, che invero mi hai posseduta ma mai realmente amata.

Quando ho smesso poi di sentire quel profumo di fragola selvatica, unico ricordo di me bambina mentre a piedi nudi raccoglievo margherite sul lungo prato prima della collina, ho scoperto che tutta la mia vita era stata solo una grande illusione. Li ho capito che dovevo cambiare, riprendere tra le dita la mia dignità rapita, per ricominciare a sognare.

Così ho vagato per spazi aperti senza sapere dove fossi, perdendo persino il controllo delle mie emozioni primordiali, prima di tornare sui miei passi. Qui, sulla via del compromesso, ho consapevolmente ripreso il controllo della mia vita, rinunciando all'amore che credevo fosse l'unica verità possibile per quello che volevo essere.

Ora so di essere ancora una volta sulla strada sbagliata, ma ho scoperto che di quelle emozioni proibite io non posso fare a meno, perché liberano la mia anima e la fanno respirare. Non importa con chi proverò l’amore o quale sia il suo nome, mi accontenterò anche delle briciole, a condizione che io li possa perdermi ancora e ancora, anche solo per quell'attimo che lenisce il dolore, prima di ricominciare a pronunciare un altro nome.

Non posso vivere senza quell'oggi che illumina il cammino verso il mio domani. Sono su una strada pericolosa, non posso negarlo, soprattutto quando l’amore che provo non è corrisposto come io vorrei. Sto spesso sospesa, ancora una volta, tra cielo e terra, su quella corda tesa che è il tempo, in quella continua angoscia di cuore e ragione, che mi fa oscillare inconsapevolmente tra alti e bassi, tra destra e sinistra. Ora so che solo dentro quell'emozione, quella che urla e che stanca, quella che assorbe e che completa, quella che rapisce e toglie il respiro, io voglio vivere.

Solo in quel mondo dove tutto è colore, suono e sapore io voglio consumare la mia vita, non importa a quale prezzo, perché io sono cosi come tu mi vedi. Io strega dannata, la Strega scalza del lungo prato prima della collina, che ha deciso di vivere anche di illusioni, pur di non smettere mai di sentirsi viva.
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« immagine » Ho camminato sospesa ad un filo alla ricerca della mia felicità, rincorrendo attimi di tempo che ritagliavo dalla mia vita sempre in bilico. Mi sono persa e ritrovata più volte, prima di dannarmi l’anima per sempre, alla ricerca di quell'illusione che qualcuno si ostina a chiamare am...
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L'inutile ritorno alla posizione perduta

20 marzo 2018 ore 19:34 segnala


No, non è questione di mancato feeling ma di vera e propria intolleranza, quel sentimento che si impossessa della mia anima in certe occasioni. Non c’è possibilità di dialogo quando qualcuno ti obbliga ad un comportamento che tu non vuoi tenere. Il rifiuto ad accettare l’altrui posizione, è uno dei presupposti della convivenza non pacifica e della volontà di sopraffare e prevaricare l’altrui pensiero, per l’impossibilità di governare il proprio. Questo vale nell'amicizia, nell'affettività e, a maggior ragione, nell'amore.

Quanto incide sull'umore il non voler accettare la posizione dell’altro in un rapporto? Quanto ferisce l’insulto gratuito che ti viene rivolto da chi non accetta il tuo punto di vista? E quanto può essere fastidioso dovere respingere qualcuno che si dimostra violento e per niente aperto al dialogo, solo perché vuole dominare o è stato abituato a farlo? Non molto se sei ben consapevole che con il tuo dire non stai offendendo quella persona, che comunque ti manca di rispetto, ma soltanto che stai solo criticando quel suo comportamento, senza che lei sia cosi intelligente da capirlo.

C’è una domanda che vorrei rivolgere a queste persone, che impongono il proprio io come unica ragione di vita per l’intera umanità: davvero pensate che la vostra solitudine dipenda dal mondo e non piuttosto dal vostro comportamento? Davvero siete convinte che le vostre finte verità siano sorseggiate come acqua fresca da tutti?

Beh allora sapete cosa vi dico? State lontani da me, perché per voi le mie barriere protettive sono e saranno sempre alzate, qualsiasi cosa voi vogliate fare o dire per riconquistare la posizione perduta.
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« immagine » No, non è questione di mancato feeling ma di vera e propria intolleranza, quel sentimento che si impossessa della mia anima in certe occasioni. Non c’è possibilità di dialogo quando qualcuno ti obbliga ad un comportamento che tu non vuoi tenere. Il rifiuto ad accettare l’altrui posiz...
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Passo a due

16 marzo 2018 ore 13:13 segnala


Inaspettatamente le parole si fecero movimento. In un passo a due cominciammo la danza, celati come eravamo ai nostri stessi sguardi.

La musica intorno era battito lento, presi  dalla tensione di quei passi volti solo a consumare quel ritmo. All'aprirsi timido dei sensi d'improvviso esplose quell'inattesa tempesta, distruttrice degli argini di quel fiume lento chiamato esperienza. Divenuta poi impetuosa, ha così liberato energia distruttrice della valle delle iniziali distanze,  dove noi un tempo  trovavamo rifugio. E niente e nessuno ha potuto frenare quell'incipit nascente, creatura plasmata dall'illusione di sfuggire al compromesso della quotidiana esistenza.

In quel momento il cuore disse alla ragione cercando di forzare la serrature poste a protezione di quel nuovo sogno "Non fermarti, siamo qui per danzare insieme". La ragione allora cominciò a distillar pensieri sino a che rapita dal quel presagio divenuto realtà sussurrò "Io voglio fidarmi di te ancora una volta, ti prego però di non ferirmi ancora!".

Fu cosi che quel passo di danza ormai condiviso, vissuto e sentito, divenne ancor più serrato, colorato com'era di quel pericoloso rosso vermiglio chiamato passione. E la musica ritornò sottofondo, sovrastata dal crescente battito, finalmente all'unisono, di cuore e ragione.
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« immagine » Inaspettatamente le parole si fecero movimento. In un passo a due cominciammo la danza, celati come eravamo ai nostri stessi sguardi. La musica intorno era battito lento, presi  dalla tensione di quei passi volti solo a consumare quel ritmo. All'aprirsi timido dei sensi d'improvviso...
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Sulle ali del rimpianto

15 marzo 2018 ore 12:54 segnala


Eppure questo vento ci ha portati lontani, sommersi come siamo dall'infinito mare di pensieri e azioni, desideri e pentimenti. Perché noi abbiamo deciso di essere così, confusi e inchiodati al chiaroscuro muro del tempo, che ci sorride beffardo, nell'attesa di ciò che non è stato e che forse mai sarà.
 
Tutto sembra un puzzle costruito con inconsapevoli pezzi di vita che incastrandosi si disperdono, come onde di un mare in tempesta.

Destiniamoci dunque burrasca e bonaccia mentre sorseggiamo ambiti di convenzionale serenità, interrotti soltanto dal rumore dello sciabordio dell'onda poiché, quando tutto sarà passato, quel futuro irrealizzato, volerà via tra le ali del nostro primo rimpianto.
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« immagine » Eppure questo vento ci ha portati lontani, sommersi come siamo dall'infinito mare di pensieri e azioni, desideri e pentimenti. Perché noi abbiamo deciso di essere così, confusi e inchiodati al chiaroscuro muro del tempo, che ci sorride beffardo, nell'attesa di ciò che non è stato e c...
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