Breve storia di due universi paralleli_Capitolo secondo

09 giugno 2018 ore 10:43 segnala


Sento la necessità incontrollabile di essere desiderata, di provocare chi mi guarda. Con questo spirito oggi esco di casa, con la voglia di provare sensazioni nuove e di stravolgere il mio spirito razionale.

Mi lancio carica, con la musica che rimbomba alta negli inseparabili auricolari del mio ipod nano, verso una meta non stabilita. E così mi sento sexy, perché ho indossato la mia biancheria intima preferita che mi fa sembrare nuda, degli stivali che avvolgono perfettamente i miei piedi che salgono in verticale sino in cielo, a cagione del tacco sottile che accompagna le mie sottili caviglie. Indosso una gonna che avvolge le mie curve provocanti e la mia giacca corta mette in risalto la mia figura, con i capelli sciolti e ondulati, così sospinti dall'aria fresca che mi accompagna accarezzandomi.

La mia anima è in cerca di stimoli, di emozioni nuove. La mia sessualità ha voglia di esprimersi, in tutta la sua pienezza e in tutto il suo orgoglio. Non voglio più privarmi dell'amore, non voglio più restare ferma a guardare il mondo che continua a girare intorno a me. È giunta l'ora anche per me di sperimentare, di esplorare me stessa e tutto l'universo che ne fa parte.

Cammino posando gli occhi sulla natura che mi circonda e, in particolare, sugli uomini che mi guardano. Regalo sorrisi e sguardi a chi è aperto e ricettivo nei miei confronti. E così sembro ricambiare ma è solo un trucco, un abile trucco per sembrare interessata a loro che mi guardano, con quell’aria di conquista che gli uomini hanno da sempre verso di me, anche quando vorrei stare da sola con i miei pensieri. Ma oggi no, non voglio stare sola, voglio essere sovrastata ed immersa in quegli sguardi che mi calano addosso e mi fanno sentire rara e unica.

La musica mi dà la carica, il mio passo è spedito, determinato. Ho caldo, il mio corpo è in subbuglio. Abbasso la cerniera della giacca e i suoi lembi iniziano ad ondulare lasciando intravedere il mio bustino. La mia scollatura è prorompente, difficile per un uomo non posarci gli occhi sopra. Mi compiaccio nel vedere uomini ardere dal desiderio e osservarli mentre smettono di parlare rimanendo in mia contemplazione.

L'imbarazzo è solo un brivido in confronto del piacere che questo mi provoca. “Guardatemi, sono bella”, questo continuo a ripetermi. Loro lo sanno, forse sono intimoriti da tanta sicurezza, o forse sono eccitati dal potere della femminilità. Ma non mi interessa che siano loro a dirmelo, mi basta vederlo sui loro occhi affamati di me.

Ferma a quel semaforo gioco con i miei capelli avvolgendo una ciocca intorno ad un dito. Osservo le mie mani candide dalle dita affusolate mordendomi un’unghia. Dalla borsa prendo una sigaretta e l’accendo, socchiudendo gli occhi al primo respiro e ne assaporo l’aroma con gusto.

Mi fermo davanti a quella grande vetrina e fisso la mia immagine riflessa, lasciando che lo sguardo violi la mia figura, immaginandomi sexy, mentre le dita della mia mano scorrono sui fianchi saziando, la mia fame di carezze. “Io sono desiderabile”, mi ripeto guardandomi in quello sfuggente riflesso. E vorrei portarmi a casa un uomo, uno sconosciuto incontrato per caso, per fargli assaggiare il mio sapore. Qualcuno che sappia di passione e di mistero, che giochi con me alimentando la mia fantasia e che mi tenga testa. Lo so, tutti gli uomini sono sempre più spesso accecati dal sesso dal non vedere cosa si nasconda davvero dietro una donna.

Oggi io voglio desiderio, passione e istinto. Voglio un uomo per me. Non accetto più la loro freddezza dove l’istinto li rende fragili e bisognosi di dominio. Non riesco più ad accettare il loro egoismo perché per troppo tempo ho accondisceso al gioco del compromesso, donandomi senza ricevere nulla in cambio, annullando ogni mio desiderio, ogni mio bisogno. Se devo essere sola preferisco esserlo in posizione eretta e non più piegata dalla fatica di piacere, nell'atteggiarsi a dover essere sempre e comunque sottomessa, desiderosa come sono ora di non essere compresa, ma solo presa. Ciò che darò da oggi in poi sarà proporzionale a ciò che ricevo, con una proporzione inversa a quello che gli uomini si aspettano. Sarò fredda quando non dovrei esserlo e calda solo quando il mio bisogno sarà all'apice, senza poter essere placato.

Mi dirigo verso casa. Eccitata dai miei pensieri, assorbo gli sguardi alimentandomi dell’eccitazione altrui.

Desidero e voglio essere desiderata, toccata soltanto dai loro sguardi indagatori. Niente mani addosso, niente contatti fisici perché da oggi io mi basto. E davanti al mio grande specchio mi vedo bellissima e desiderabile come mai lo sono stata. Mi spoglio senza preoccuparmi dell’uomo che mi ha seguito e che stupito mi osserva dall'ingresso di casa mia. Sono nuda e mi giro intorno, mi avvicino allo specchio sino a toccarne la fredda superficie con il mio seno: vedo i miei occhi riflessi e le mie labbra che si contorcono mentre le dita della mia mano si impossessano di me. Tocco la mia immagine e vorrei che fosse lo sconosciuto a farlo, ma so già che finirei per cedere ancora una volta al compromesso. No, non voglio farlo e lui rimarrà ad osservarmi a distanza. Mi piace vederlo eccitato mentre al mio ordine consuma quella bottiglia di liquore di cui nemmeno ricordo il nome, così come gli ho imposto di fare. A me basta solo che lui si perda dentro quelle gocce che potrebbero essere le mie se solo gli avessi concesso di avvicinarsi a me.

Lo guardo e mi guarda. Lo sto usando per procurarmi piacere e lui non si ribella perché ha capito chi comanda. Che strana sensazione questa per una donna, quando di solito è lei che viene usata. Oggi sono io che ho lo scettro del comando e io oggi ho deciso di fare l’amore con me, voglio possedermi mentre un uomo desidera farlo. Mi accarezzo e mi stringo come mai ho osato fare prima perché so di bastarmi, ora.

Mi siedo su quella comoda poltrona di pelle bianca che ho spostato davanti allo specchio, sul quale ho appoggiato i piedi a gambe divaricate per poter godere della visione della mia orchidea appena sbocciata, bocca affamata e rifugio ormai non più nascosto. Torturo i miei seni e mi godo lo sguardo rassegnato del mio uomo oggetto, presente in quella stanza a fare solo una bella mostra di sé. Lui mi vede mentre li racchiudo tra le mie mani, sollecitandoli pesantemente, stringendoli tra le mie dita. Ora non ho più voglia di aspettare e vedo riflesso il mio sesso gonfio e bagnato. Lo raggiungo senza sforzo e ne inzuppo le dita sino in fondo, giocando con i miei umori che mi colano addosso.

Il suo sguardo mi rende ebbra. L’immagine della sua fragilità e l’innocenza dei suoi occhi che hanno capito che non mi avrà mai, mi rendono stranamente soddisfatta e potente, come un eccesso di felicità che non provavo da tempo e che forse non ho mai provato. So bene che mi basto e che posso da sola raggiungere il piacere estremo in meno di un istante. Rallento per poi accelerare, nessuno mi conosce bene quanto me. Inizio a sospirare più forte per raggiungere quel piacere che voglio godermi a pieni polmoni. Mi guardo riflessa e lo immagino,quell’uomo tanto inutile ma cosi necessario, dapprima chino sulla poltrona e poi inginocchiato davanti a me, mentre affonda le sue fauci di improbabile preda ormai allo stremo, dentro il mio fiore completamente spalancato e pronto alle lacrime,prodotte dall’intenso piacere di cui a stento trattengo i gemiti. Sto arrivando alla fine del mio viaggio e sento le mie piccole pulsazioni, segno di giustizia dopo le forti scosse che le hanno precedute.

Tutto ora è compiuto e sorrido soddisfatta a quell'uomo che non smette di guardarmi con quella sua aria di stupore e sconfitta. Lo lascio avvicinare e quel bacio sulla guancia e quella carezza placano definitivamente il mio desiderio. Lo lascio andare via, non mi serve più. Ora sono sola con me stessa a farmi compagnia. Forse sola lo sono sempre stata, anche quando altri inutili uomini sono stati accanto a me solo per quell'istante chiamato piacere. Ero sola e sono ancora irrimediabilmente sola. Sola ma perché solo ora, ho scelto di esserlo.




Immagine: Pablo Picasso Girl before a Mirror Paris, March 14, 1932
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« immagine » Sento la necessità incontrollabile di essere desiderata, di provocare chi mi guarda. Con questo spirito oggi esco di casa, con la voglia di provare sensazioni nuove e di stravolgere il mio spirito razionale. Mi lancio carica, con la musica che rimbomba alta negli inseparabili aurico...
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09/06/2018 10:43:46
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Commenti

  1. Illumia1 25 luglio 2018 ore 22:00
    Avevo letto su un altro blog solo la prima parte è stato un piacere leggere anche la seconda parte e scoprire i pensieri della donna.
  2. OpzioneA 25 luglio 2018 ore 23:16
    due capitoli e la stessa scena vista da due angolature diverse. Uomo e donna Dio li creò.
  3. Desiree76 11 settembre 2018 ore 14:19
    Rispecchia molto il genere femminile. .
  4. Desiree76 11 settembre 2018 ore 14:22
    Sembra tu ti sia immedesimato nell essenza dell esser donna..complimenti
  5. OpzioneA 13 settembre 2018 ore 16:54
    circamentemente!

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