L'assurdo dominio del compromesso

12 febbraio 2018 ore 16:01 segnala


Il dominio della passione non è forza di corpo contro corpo ma, piuttosto, di anima e mente che si dichiarano guerra, non fatta di violenza ma di desiderio, passione e complicità. Uno scontro che diventa confronto, dove i ruoli diventano parte del gioco, come una sorta di partita potenzialmente infinita, dove non ci sono vinti o vincitori ma solo giocatori.

Non importa chi sia il dominato o il dominante cosi come non importa da chi nasca l'idea da sperimentare. Quello che conta è che l'emozione sgorghi continua, come acqua di fonte senza ristagno, in un diffondersi di profumi sempre diversi e ricercati. La noia viene sconfitta durante il gioco perché nulla è scontato e tutto può essere rimesso in discussione in ogni momento. Solo una cosa non può esserlo mai e la tal cosa è il rispetto dei ruoli dei partecipanti. Ecco che allora l'osare diventa prospettiva di respiro ed ogni occasione diventa liberazione dalle catene dell'ordinario che, questo sì,  lega e distrugge, annoia e frantuma, separa e sconfigge.

Qui però nessuno è sconfitto, qui sono tutti vincitori.

Così come la forza del complice dominio rende vivibile l'azione, così  il pensiero rende reale il desiderio, come espressione di quel qualcosa "che vorrei provare ma che non avrei mai osato nemmeno chiedere”. Dentro questo gioco l'unico limite diventa allora il non chiedere e il non osare, poiché il rispetto rende possibile l'inimmaginabile.

Qualsiasi forza d'idea allora diventa fonte creativa, senza la quale l'anima, il pensiero e il corpo non potranno mai esprimersi ed espandersi oltre i propri limiti. Sarà allora come costringere l'acqua dentro un contenitore troppo piccolo per contenerla. Quando la passione diventerà energia allo stato puro, ciò  farà prima esondare e poi esplodere quel contenitore che molti chiamano amore, al quale io non sono ancora riuscito a dare un nome.

Da ultimo un pensiero sulla paura e sulla liceità del comportamento, che diventano paradigmi della nostra società nell'incedere di qualcosa che deve essere perché "così fan tutti". E' piuttosto un regime di ipocrisia e falsità, quella logica che porta alla distruzione del proprio bisogno e alla frustrazione del non realizzare un sogno, solo perché i presupposti da cui si parte sono vittime del compromesso sociale, che tiene tutto nascosto e rende istintivo quello che solo istintivo non è mai.

E poi ci sono le promesse, quelle violate che conducono all’assurdo dominio del compromesso, che ti porta alla disperata ricerca di una giustificazione che possa aiutarti a sopravvivere ai sensi di colpa.
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12/02/2018 16:01:46
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Commenti

  1. vensolo 12 febbraio 2018 ore 16:18
    riesco a stare attento per due righe quindi
  2. OpzioneA 12 febbraio 2018 ore 16:26
    posso sempre farne un riassunto se lo ritieni indispensabile...

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