La domanda dell'internauta

19 marzo 2019 ore 17:39 segnala


...lei si fermò un istante, prima che le sue labbra sorseggiassero ingorde quei secondi che la separavano dal desiderio. "Così mi hai chiesto di essere e io ti ho obbedito. Voglio che tu mi guardi senza muoverti o dire una parola!", lei disse sorridendo al suo interlocutore lontano, nascosto dietro quella buia luce che sembrava fintamente illuminargli il volto. “Finalmente. Ti stavo aspettando!”, rispose lui, mentre i suoi occhi la cercavano, nascosti come loro erano nel chiaroscuro di quelle stanze mille miglia distanti.

L’antico gioco della seduzione si era impadronito di loro: come acciaio fuso li teneva incatenati a quelle parole d’emozione. Lei non voleva fuggire da qualcosa, ma liberarsi in ogni suo gesto diventando padrona del suo comportamento, che per troppo tempo era stato per mille motivi, tenuto compresso . Lui non voleva condividere i suoi limiti ma scatenare ogni suo istinto represso, liberando quella sua anima da antiche convenzioni che ormai lo soffocavano. Volevano entrambi condividere un sogno, nonostante il diverso spazio-tempo che li separava.

Fu cosi che lei, spogliata dai suoi pensieri più bui, aveva deciso di indossare quei tacchi a spillo, tenuti gelosamente custoditi nella scatola del tempo, nascosta sopra l’armadio. Aveva poi deciso liberamente di cingersi le carni con pizzi e ricami dal sapore antico, trasparenze che poco sanno nascondere, lasciando intravedere il suo universo femminile, trasformando quell'attimo tanto atteso, in principio di fiamma che si scatena d’improvviso da sotto la cenere. Si mostrò a lui in tutta la sua bellezza. E cosi si videro per la prima volta dopo tre anni di percorsi lastricati di emozionanti parole. Lei non riuscì a trattenere una lacrima mentre lui la guardava stupito per la prima volta. Così caddero tutte le loro barriere. In quei pochi secondi si erano liberati di significati e sospetti taglienti come lame ben affilate, pronuncia di sensi costruiti con i movimenti di abili dita, solo apparentemente irrispettosi e crudeli, ma che dimostravano in tutta la loro magnificenza che l’apice del sogno, tenuto gelosamente nascosto nei cassetti segreti della loro coscienza, era stato finalmente realizzato.

Questa è la magia creata dal mondo dell’inconsistenza, fatto di pensieri ed emozioni digitali, incontro di sogni che si intersecano, che quasi mai si realizzano e che altre volte convergono veloci in inaspettati addii silenziosi, simili a ripide salite verso lo Zenith e cadute rovinose alla prima deludente inaspettata realtà che si manifesta.

Cosa è meglio dunque, vivere l’ossimoro del ti voglio e del non posso averti, oppure mantenere abissali distanze per non disperare durante l’inevitabile momento della verità?
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19/03/2019 17:39:40
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Commenti

  1. vagarsenzameta 19 marzo 2019 ore 17:52
    Non saprei.
  2. Tempismo.Imperfetto 24 marzo 2019 ore 20:56
    Qualsiasi cosa si decida di fare, non si avrà mai la certezza di essere nel giusto
  3. OpzioneA 25 marzo 2019 ore 09:57
    ...e ciascuno assumerà la responsabilità per le conseguenze che deriveranno dalla risposta che darà, giusta o sbagliata che sia.

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