Parole di commiato di un internauta

11 ottobre 2018 ore 13:06 segnala


… e finiamo qui questo nostro incontro, costruito come palazzi di sabbia sommersi da onde che, senza un vero ostacolo, tutto inesorabilmente portano via. Tra noi nessun pentimento manifesto, sfiorati come siamo da questa inesistente pioggia, che sembra diradarsi come lacrima sulle guance di chi è stato lasciato e si sente abbandonato.

Questi nostri sguardi nascosti, che non hanno mai fatto l’amore, erano illuminati da presupposti illusori fondati su di una manifesta irrealtà. Tutti quei facsimile di sentimenti ora urlati o sussurrati, fatti di passione frettolosamente consumata nell'arco di pallidi e telefonici “ciao”, erano momenti rubati allo scorrere dei giorni, spesso sovradimensionati rispetto ai bisogni da cui realmente partivano, perché indimostrabili senza lo sfiorarsi di mani, unico ed immutabile simbolo di realtà.

A tal proposito, nel nostro primo tentativo di commiato, scrissi nel nostro diario alcuni poveri frammenti che ti riporto alla mente, e dei quali ti chiesi inutilmente di nutrirti: “… bisogna fare attenzione che quel no diventi definitivo, al punto da tenere talmente lontana quella persona da riuscire a scacciarla dalla mente (o dal cuore, se mai fosse davvero riuscita ad entrare), eliminando qualsiasi remota possibilità di tornare sui propri passi”. Ricordi la forza di queste parole? Certamente dure ma sincere, erano però dotate di cruda verità e di fattuale riscontro, perché è impossibile accontentare il cuore, il corpo e l’anima, partendo da semplici monadi fatte di stupidi e insensibili byte, entità trasformate in sentimenti senza riscontro e cementati da distanze impossibili da raggiungere. E ancora, sovrastata come sei dalla necessità di tornare a vivere la tua scontenta realtà, nascosta tra i mille nick a cui non sai rinunciare, scruti nascosta tra le righe delle mie parole, rimanendo prigioniera della ricerca di un TUO motivo che giustifichi quell'assurdo comportamento, talvolta brusco e violento, in cui soltanto per il TUO piacere, pronunciavi il mio nome cercando in me quel giusto conforto che rappresentava il TUO bisogno d’amore, senza però mai chiedere se fosse il momento giusto per condividerne l’attimo.

Ma non disperare, non è tua la colpa, qui ammetto l’errore. Quello stesso errore che commettono coloro che ti hanno concesso l’uso del loro cuore, dei loro sentimenti e del loro tempo, a cui certamente non potevi o dovevi essere destinata. Solo ora, nel momento dell’addio, sono convinto che punterai quel tuo lungo ed affilato dito accusatore contro il loro agire malevolo, condannandoli senza appello alla dimenticanza, perché colpevoli di averti defraudata del TUO (prezioso) tempo , dei TUOI (veri) sentimenti e del TUO amore (unico e reale), e di averti negato la felicità che andavi cercando.

Mi ritiro ora senza deliberazione alcuna perché non intendo giudicarti, dispiacendomene però sinceramente con il cuore e la mente, consapevole, mio malgrado, che nel TUO mondo l’unica cosa che ti rende davvero viva oggi, è la lotta contro quella TUA realtà antagonista e crudele, che cerchi inutilmente di combattere con quegli stupidi e inutili byte dai quali, come una droga, non riuscirai mai a liberarti.
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11/10/2018 13:06:30
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