Tra cinismo e voglia di vivere

07 marzo 2018 ore 11:42 segnala


Non sempre puoi piacere a tutti, mentre è fondamentale piacere a se stessi. Tenere dentro di sé una posizione critica è difficile ma è sempre necessario. E’ invero assai più facile adattarsi esternamente all’ipocrisia dominante, assumendo la forma e il comportamento di uno dei tanti, perché diventa così più comodo.

Diventa quindi opportuno e salvifico fare delle scelte che talvolta ti fanno allontanare dagli standard comuni, senza dovere per forza adottare un regime di empatia, disponibilità e apertura al mondo.

Questo comportamento però consentirebbe di avere più tempo a disposizione e, dato che è una risorsa limitata, non dedicandola a chi non merita, rimarrebbe più spazio per se stessi e per le persone che tu (e solo tu) ritieni siano più meritevoli della tua attenzione.

Pur rendendomi conto che questo potrebbe apparire ai più non condivisibile, sottolineo che spesso le scelte diventano necessarie, ancorché talvolta possano apparire non comprensibili. Mi appello in questo caso alla libertà ontologica di ciascuno invitando tutti a destinare il (nostro) tempo esclusivamente alle persone che riteniamo migliori PER NOI. A ben vedere forse è l’unica via possibile, per noi che vogliamo sopravvivere al mondo.

Non sempre poi le persone che noi riteniamo migliori, effettivamente lo sono. Tuttavia “da qualche parte bisogna pur cominciare a fare selezione”, diceva una persona a me molto legata. Ecco che allora la scelta diventa strategia e non tattica: tratterremo con noi solo quelle persone che trasmettono valori o contenuti che noi riteniamo importanti, escludendo tout court quelle che sono soltanto dei succhia tempo, da abbandonare senza indugio al loro triste ed infelice destino (che poi magari è oggettivamente migliore del nostro.

Non vorrei che appaia questo come cinismo, poiché per donare agli altri bisogna prima di tutto amare se stessi e tutto quello che ruota intorno alla nostra stessa esistenza. Trattasi dunque di sopravvivenza, come già detto oppure di carità, perché in questo modo liberiamo loro dalla nostra (per loro) inutile e cinica presenza.

Per concludere, uscendo da una logica deontologica e compromissoria, userò una frase che da qualche tempo mi rimbomba nella mente “chissenefrega se con queste mie parole divento antipatico a qualcuno perché io devo, ma soprattutto voglio vivere!”.
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07/03/2018 11:42:07
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Commenti

  1. vagarsenzameta 07 marzo 2018 ore 12:30
    Sempre scegliere per il meglio fintantoché è possibile scegliere.Però rispettiamo quelli che si son fermati prima che le scelte si esaurissero per cercare alternative al tragico momento in cui tutti prima o poi non potremo più scegliere,rispetto a questi rimasti indietro e spesso derisi e dimenticati.
  2. OpzioneA 07 marzo 2018 ore 12:31
    Il rispetto sempre, quello non deve mai mancare.

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