Lasciano il loro cane dal dog-sitter e

02 aprile 2018 ore 15:14 segnala
non tornano più a riprenderlo, così Pablo ha cambiato vita




Pablo, un tenero Chihuahua, è stato abbandonato. La sua famiglia ha deciso di lasciarlo dal dog-sitter e non è mai più andata a riprenderlo. Terrorizzato e nervoso, il povero cagnolino non faceva altro che abbaiare.

Erano passate settimane dal suo abbandono e non riusciva a spiegarsi dove fosse andata la sua famiglia. Dopo cinque mesi, il dog-sitter, non volendo più sentire le lamentele di Pablo, ha pubblicato online un post dicendo che lo avrebbe portato in un rifugio ad alto tasso di eutanasia o che addirittura lo avrebbe venduto su internet.



«Abbiamo saputo che Pablo era costretto a vivere in un armadio perché abbaiava molto - racconta Michele Walsh, coordinatrice del gruppo di salvataggio AMA Animal Rescue -. “Siamo subito andati a recuperarlo».



Sebbene Pablo fosse finalmente al sicuro, le sue paure non erano finite. Timoroso di tutto, non smetteva mai di abbaiare e non si faceva avvicinare da nessuno.

«Era particolarmente spaventato dalle persone - racconta Walsh -. Non sappiamo con esattezza cosa gli sia accaduto ma supponiamo che non sia nulla di buono».



La paura del suo salvatore era quella di non trovare nessuna casa adatta a Pablo ma quando l’ha affidato ad Alexia Perimone le cose sono cambiate. «È stato incredibile vedere la scena - racconta l’uomo -. In appena 15 minuti Pablo era diventato un cagnolino socievole ed ha iniziato a leccare la mano di Alexia. Le ha chiesto di diventare la sua mamma adottiva».





Dopo essersi sistemato nella sua nuova casa adottiva, Pablo ha iniziato le sue sessioni di allenamento per aiutarlo a riacquistare la fiducia. «Ha abbaiato così tanto nella sua vita che stava perdendo la ‘voce’».




Lo scorso dicembre, Pablo era finalmente pronto per essere adottato. Dopo poco tempo, Maura McHale di New York si è innamorata di lui. Ho visto Pablo in una foto e non ho resistito - racconta la donna -. Desideravo un Chihuahua da parecchio tempo e lui era perfetto. Quando sono andato a prenderlo mi ha leccata per tutto il viaggio. Tutto ciò che vuole è qualcuno con cui stare, ha una splendida personalità. Ama ballare: si alza sulle zampe posteriori e inizia a ballare».



Sapendo tutto quello che ha passato con i suoi vecchi umani, la migliore ricompensa per McHale è sapere che il piccolo Pablo non dovrà avere più paura di nulla. «E’ una sensazione incredibile vedere quando è felice. Sa che ormai è al sicuro».

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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non tornano più a riprenderlo, così Pablo ha cambiato vita « immagine » Pablo, un tenero Chihuahua, è stato abbandonato. La sua famiglia ha deciso di lasciarlo dal dog-sitter e non è mai più andata a riprenderlo. Terrorizzato e nervoso, il povero cagnolino non faceva altro che abbaiare....
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Sceglie il cane più piccolo e più debole

26 marzo 2018 ore 19:56 segnala
e lo aiuta a diventare grande e forte



Non poteva adottare un altro cane. Ne aveva già quattro ed era a corto di tempo e di denaro. Ma quando ha visto il Pit Bull di nome Maia dare alla luce una cucciolata, Marcela Wedel si è innamorata della più piccola di tutti i cuccioli, quella che avrebbe chiamato Puppy Grey. «Ho smesso di respirare per un minuto e me ne sono innamorata all’istante - racconta la donna -. Mi sono detta: “Lei è quella che prenderò”».


Tutto ha avuto inizio sei anni fa, quando la polizia ha salvato Maia e altri due Pit Bull da un laboratorio clandestino di droga a San Jose, in Costa Rica. I cani erano incatenati nella proprietà, terrorizzati e coperti di sangue. È possibile che fossero stati usati come cani da guardia o da combattimento, anche se nessuno lo sa per certo.

Tutto ha avuto inizio sei anni fa, quando la polizia ha salvato Maia e altri due Pit Bull da un laboratorio clandestino di droga a San Jose, in Costa Rica. I cani erano incatenati nella proprietà, terrorizzati e coperti di sangue. È possibile che fossero stati usati come cani da guardia o da combattimento, anche se nessuno lo sa per certo.



Marcela si è rifiutata e ha, invece, iniziato ad aiutare Puppy Grey a fare esercizi di fisioterapia ogni giorno, facendola anche nuotare e sottoponendola a regolari trattamenti di agopuntura. E sono arrivati i primi progressi, sino a quando ha iniziato a camminare e a sorridere: «Ha iniziato a sorridere quando aveva forse qualche mese e quando lo fa può illuminare un’intera stanza - racconta la donna -.È contagioso. Fa venire le lacrime agli occhi. A volte le persone che la incontrano sono così sopraffatte dall’emozione che piangono».

Per circa tre anni, Puppy Grey ha condotto una vita relativamente normale, avendo sempre bisogno di una terapia fisica costante, ma riuscendo a muoversi da sola. Fin quando, improvvisamente ha smesso di camminare: alla cagnolina è stata diagnosticata un’ernia per cui aveva bisogno di un intervento chirurgico d’urgenza. Ma neanche questo è servito: la parte inferiore del corpo di Puppy Grey è rimasta paralizzata.





Un ulteriore sfida non solo economica, ma anche per la gestione della vita quotidiana: «Se vado da qualche parte ho bisogno di sapere che lei può venire con me e, se non può, solitamente evito di andare» racconta la donna a cui è venuta anche la sciatica e mal di schiena a furia di portarla in giro.

Per aiutare a pagare i trattamenti di Puppy Grey, Marcela insegna lezioni di yoga e pilates. Vende anche magliette, borse e altri articoli, tutti decorati con il sorriso contagioso di Puppy Grey. Se sarà davvero a corto di soldi, la donna si è detta pronta a mettere all’asta le sue proprietà per pagare le cure di Puppy Grey.





Quest’anno, Puppy compirà 7 anni e ha intenzione di vivere ancora molto a lungo anche perché fra le cose che ama fare ci sono le visite nelle scuole locali in modo che i bambini imparino a conoscere e ad amare i Pit Bull e i cani con esigenze speciali.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -

Il web si mobilita per il cane sequestrato

25 marzo 2018 ore 15:52 segnala
perché abbaiava troppo: “Liberate Miro!”



«Ora è chiuso in uno spazio ristretto, senza la sua famiglia e lontano da chi lo ama». E questo quello che Miro sta vivendo presso il canile Pan Ente Provinciale Protezione Animali e Ambiente a Rovereto. Questo Pastore Abruzzese di circa trea anni ci è finito dopo essere stato sequestrato dalle autorità perché un vicino di casa lo ha accusato di abbaiare troppo.




Anche il web si è mobilitato con una petizione che ne chiede la liberazione e la restituzione alla sua famiglia: «E’ bastato che una sola persona dichiarasse che il cane abbaiava per dar via a questa assurdo provvedimento, nonostante il resto del vicinato non avesse lamentato rumori molesti o fastidio, anche con le finestre aperte - si legge nel testo di promozione della petizione -. Più volte le Forze dell’Ordine sono accorse sul posto in seguito alle chiamate del mio vicino e tutte le volte hanno constatato che Miro non stava abbaiando. Nonostante questo la vicenda è andata avanti con due querele, trasformate poi in due decreti penali di condanna, per l’abbaiare del cane che non permetterebbe loro di dormire. Un’accusa infondata, dal momento che il cane di notte viene fatto entrare in casa, proprio per evitare ogni possibile disturbo».



I proprietari lamentano che Miro è stato trattato come «un oggetto e non una creatura vivente con sentimenti ed emozioni» sottolineando come gli unici sequestri di cani dei quali hanno trovato notizia «sono stati emanati per proteggere i cani stessi da padroni negligenti o violenti. L’unico effetto di questo provvedimento, invece, è quello di danneggiare Miro e di farci soffrire».



Inizialmente l’obiettivo della petizione era stato posto a 10mila sottoscrizioni, numero già raggiunto ed elevato a 15mila per chiedere «per favore, di sospendere questa istanza di sequestro e di permetterci di affrontare il processo in corso fianco a fianco dell’animale che da anni è entrato nel mirino del querelante» spiega la famiglia..

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -

L'incredibile storia di Panther

19 marzo 2018 ore 16:36 segnala
il gatto smarrito da cinque anni che viveva nella casa dei vicini



Dopo cinque anni Nguhi Muturi ha ritrovato il suo gatto Panther. Già così sarebbe un’inaspettata notizia. Ma questo è solo la parte finale di una storia che ha davvero dell’incredibile: il suo gatto tutto nero infatti viveva nella casa accanto alla sua. Ma neanche questo basta per chiudere il cerchio della storia.




In una lunga serie di tweet la 23 enne texana ha raccontato che il suo Panther era andato smarrito cinque anni fa ed era finito in un rifugio per animali a circa 24 chilometri da casa sua. Come purtroppo spesso capita in molti rifugi statunitensi, il micio stava per essere soppresso ma l’adozione di una ragazza lo ha salvato.

Per anni Panther, chiamato Charlie, è vissuto con questa buona samaritana prima di affidarlo ai suoi genitori che, incredibile coincidenza, vivevano proprio accanto a Muturi.





A farsi vivo è stato lo stesso gatto che un giorno si è avvicinato al padre di Nguhi mentre era fuori dalla casa di famiglia. L’uomo l’ha lasciato entrare e Panther è subito corso a sedersi nel suo vecchio posto preferito. E quello che era un sospetto è stato confermato dall’esame delle sue zampe: il micio non aveva gli artigli nelle zampe anteriori, ma solo in quelle posteriori. Quel gatto era proprio Panther.



A chi pensa che la storia sia finita qui, manca ancora l’ultima puntata: i vicini di casa che avevano accolto Charlie (ossia Panther) in precedenza avevano un cane Siberian Husky diventato troppo rumoroso e ingestibile e lo avevano affidato proprio a Nguhi che alla fine lo ha adottato. «Alla fine io ho preso il loro cane, loro hanno preso il loro gatto».



Nguhi ha definito l’esperienza “surreale”: «Avevo appena accettato la sua morte, ora è surreale averlo vicino a me che mi fa le fusa come se nulla fosse. Ora il mio cuore è pieno».


Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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il gatto smarrito da cinque anni che viveva nella casa dei vicini « immagine » Dopo cinque anni Nguhi Muturi ha ritrovato il suo gatto Panther. Già così sarebbe un’inaspettata notizia. Ma questo è solo la parte finale di una storia che ha davvero dell’incredibile: il suo gatto tutto nero...
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Costretto a lasciare il suo cane al rifugio

16 marzo 2018 ore 16:19 segnala
mantiene la promessa e torna a riprenderselo





Quattro mesi fa, Lewis Jimenez ha dovuto prendere una decisione molto difficile: riportare Titus, il suo adorato Pit Bull, di nuovo al rifugio dove l’aveva originariamente adottato. Ma, a differenza di molte persone che abbandonano i loro animali domestici e non tornano mai più per loro, Lewis aveva promesso di tornare e così ha fatto.



La loro amicizia è iniziata nel 2013, quando Lewis ha adottato quel cane di due anni incontrato nell’Austin Animal Center, l’unico rifugio per animali comunale ad Austin, in Texas. Non aveva programmato di adottare un Pit Bull, ma quando ha visto dei volontari che portavano Titus a passeggio nel cortile, si è innamorato di lui. «Era tutto saltellante e felice e ho pensato, “Questo è il cane che voglio!”».



Per i successivi cinque anni, Lewis e Tito erano inseparabili e Lewis non riusciva ad immaginare la sua vita senza Titus. «È come il mio grande bambino - racconta Lewis - Lui è parte di me».



Ma l’anno scorso è successo qualcosa che li ha separati: «La società proprietaria del suo appartamento gli ha comunicato che doveva sbarazzarsi di Titus, o che sarebbe stato sfrattato» raccontano dal canile. Non avendo altro posto dove spostarsi e non conoscendo persone che si sarebbero prese cura del suo cane, ha deciso di riportarlo nel rifugio



«Sentiamo spesso i proprietari che ci lasciano i loro cani promettere che torneranno, ma poi non lo fanno» raccontano dal rifugio convinti che l’uomo non sarebbe mai tornato e preoccupati per Titus che mal si adattava alla sua vecchia vita -. Il rifugio è un posto davvero molto stressante per i cani. Alcuni lo gestiscono meglio di altri, ma Titus non era uno di quelli. Era davvero stressato. Quando lo portavamo fuori dal suo box era fantastico, super giocoso e davvero dolce. Ma nel suo box era spento e molto triste».



Lewis e la sua famiglia, intanto, visitavano Titus il più spesso possibile ed era sempre emozionante per tutte le persone coinvolte: «I volontari mi dicevano che Titus non era più se stesso. Questo mi rendeva ancora più determinato a fare ciò che dovevo fare per tirarlo fuori» racconta Lewis.



Titus è rimasto al rifugio per quattro lunghi mesi, ma il suo amico umano non ha mai smesso di impegnarsi per riuscire a tirarlo fuori da lì. Finalmente quel giorno è arrivato: Lewis e la sua famiglia si sono trasferiti in un posto con giardino dove possono tenere il loro cane.





«Tutti erano davvero, davvero emozionati - raccontano al rifugio -. Titus era entusiasta e così anche Lewis. Tutti i volontari lì presenti stavano piangendo. Alcune persone conoscevano già la loro storia e sapevano che Lewis stava aspettando dietro le quinte di riabbracciare il suo quattrozampe».



Un fotografo ha documentato il momento del loro ricongiungimento e le foto sono diventate virali dopo che l’Austin Animal Center le ha condivise sulla sua pagina Facebook. «Mi dicono che ora Titus se ne sta sdraiato sul divano, anche se non potrebbe, ma lo stanno viziando dopo i duri mesi al rifugio - racconta una volontaria -. Ma hanno detto anche che si è ripreso alla grande. Sono strafelici di averlo di nuovo con loro».

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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mantiene la promessa e torna a riprenderselo « immagine » Quattro mesi fa, Lewis Jimenez ha dovuto prendere una decisione molto difficile: riportare Titus, il suo adorato Pit Bull, di nuovo al rifugio dove l’aveva originariamente adottato. Ma, a differenza di molte persone che abbandonano i...
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I vigili del fuoco danno l' addio al loro amato cane Negro

15 marzo 2018 ore 16:48 segnala


Ogni giorno i vigili del fuoco nella città cilena di Iquique mettono a rischio la vita per il bene della comunità locale, ma quello che questa settimana li ha portati sui giornali locali è il dolce addio che hanno voluto dare a un collega speciale: Negro, il cane che per più di dieci anni ha tenuto loro compagnia nella stazione centrale.



Il cane da guardia ha vissuto al loro fianco con il compito speciale di tenere sotto controllo la stazione quando i suoi amici pompieri rispondevano alle chiamate di soccorso e, soprattutto, salutarli scodinzolando al loro ritorno.



Una piacevole e felice presenza che ha contribuito a smorzare i momenti di stress di coloro i quali svolgono un lavoro molto pericoloso. Ora, dopo tanti anni di servizio e 14 anni di età, Negro è giunto al capolinea.



«Questo pomeriggio, uno dei nostri colleghi ha lasciato la terra - il nostro pompiere a quattro zampe» - hanno scritto online i vigili del fuoco -. Grazie mille per tutti gli anni che sei stato con noi. Ti ricorderemo per sempre».





Ma oltre alle parole, i colleghi umani di Negro hanno voluto fare di più: gli hanno conferito il grado di “pompiere onorario” e garantendogli gli ultimi rispetti che ne derivano. In una cerimonia per l’amato cane, i vigili del fuoco hanno organizzato un funerale d’onore per annunciare il loro commiato addio.









Portato in una bara, affiancato dai colleghi, il corpo di Negro è stato deposto non lontano dalla caserma ed è stato piantato un albero per ricordarlo.



Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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« immagine » Ogni giorno i vigili del fuoco nella città cilena di Iquique mettono a rischio la vita per il bene della comunità locale, ma quello che questa settimana li ha portati sui giornali locali è il dolce addio che hanno voluto dare a un collega speciale: Negro, il cane che per più di dieci...
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Ricoperti di vernice di lattice

13 marzo 2018 ore 16:37 segnala
così sono stati trovati e salvati quattro cuccioli di cane



A Raytown, un sobborgo della cintura urbana di Kansas City, negli Stati Uniti, quattro cuccioli sono stati trovati dalla polizia locale ricoperti di vernice. I quattro zampe non avevano il microchip, e quindi non è stato al momento possibile rintracciare il proprietario. Ma grazie alle testimonianze di un residente, la persona che ha gettato la vernice di lattice addosso ai cuccioli è già stata arrestata.

Adesso gli animali stanno bene, ma pulirli non è stato semplice.





La polizia, dopo il ritrovamento, ha contattato una squadra di veterinari al «Kc Pet Project»: «quando li abbiamo trovati erano sporchi e terrorizzati - raccontano - ci hanno fatto una tenerezza infinita». La vernice stava iniziando ad asciugare sul pelo dei cani di appena otto settimane, e così i veterinari hanno portato i cuccioli al rifugio per lavarli. «L’operazione è durata quattro ore - raccontano dallo staff - e i cani sono stati distratti per tutta la durata del lavaggio con alcuni giocattoli. Qualcuno si è addirittura addormentato per qualche minuto».





Alla fine purtroppo hanno dovuto tosare i cani, perché non c’era altra alternativa. Li hanno chiamati Pablo Picasso, Frida Kahlo, Bansky e Jackson Pollock. La loro storia è diventata virale sul web, e tre dei quattro cuccioli hanno già trovato una nuova sistemazione: «sono stati adottati quasi subito, nel giro di appena una settimana - proseguono dal rifugio - la loro storia ha commosso e intenerito un po’ tutti, perché da queste parti non era mai accaduto un episodio del genere». Aggiungono: «ci auguriamo che anche il quarto trovi presto una nuova famiglia».

Font LaZampa.it - LA STAMPA -
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così sono stati trovati e salvati quattro cuccioli di cane « immagine » A Raytown, un sobborgo della cintura urbana di Kansas City, negli Stati Uniti, quattro cuccioli sono stati trovati dalla polizia locale ricoperti di vernice. I quattro zampe non avevano il microchip, e quindi non è stato al...
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Pollyanna, la gatta troppo timida

12 marzo 2018 ore 11:58 segnala
per essere adottata scopre il bello di una casa



Ciao, mi chiamo Pollyanna e fra poco più di un mese festeggio 2 anni che vivo con Michele. La prima volta che l’ho visto, in gattile, mi ha chiesto se volevo andare a casa sua a prendermi cura di lui. Io ero un po’ impaurita, ma visto che c’era mamma Roberta mi sono fatta accarezzare, non ho fatto le fusa, sai sono molto timida e per quelle ci vuole un po’ più di confidenza. Michele poi mi ha raccontato che ero considerata una gatta difficilmente adottabile, per colpa del mio carattere timido e delle mie paure.



Dopo qualche giorno sono andata a casa di Michele. I primi giorni ero molto spaventata, di giorno stavo nascosta e non mangiavo, di notte con il silenzio uscivo a mangiare, ma siccome avevo troppa paura piangevo tutta la notte, cosi Michele stava con me, si sdraiava per terra e mi diceva parole dolci, ogni tanto si addormentava, ma io subito miagolavo perché volevo sentire la sua voce dato che tanto mi tranquillizzava. Dopo aver fatto passare a Michele 4 notti in bianco, mi sono tranquillizzata, ho capito che ero in un posto sicuro. Da allora al calar del sole esco dal mio nascondiglio e vado in perlustrazione della nuova casa. Dopo una settimana ho iniziato a farmi accarezzare e ad andare sul letto mentre Michele dorme.



Ora addirittura quando allunga la mano corro a strusciarmi sulla sua mano. Certo ancora non mi faccio prendere in braccio e quando sono a terra non mi faccio toccare, ma il mio Michele non mi mette fretta, forse prima o poi romperò anche queste barriere. So che mi vuole bene perché mi lascia il tempo per fare le cose senza forzature o fretta, e anche io gliene voglio perché ho tutto il tempo di cui ho bisogno.



Dopo tre mesi Michele ha deciso che avevo bisogno di una sorella che mi tenesse compagnia quando lui è fuori casa. Dopo qualche giorno è arrivata a casa una gatta di nome King, lo so King è un nome da maschio, ma vi assicuro che il nome è perfetto per lei, lei è il re della casa. King è entrata in casa come se fosse sempre vissuta li, lei è forte e sicura di se, anche troppo a volte. King era curiosa nei miei confronti e voleva subito fare amicizia e giocare, ma a me faceva paura. Mi nascondevo di nuovo nonostante fossi in casa mia. King non mi lasciava mai in pace, e così quello che doveva essere solo un gioco diventava una lotta con graffi, sangue e ferite. Tutto questo è durato quasi 3 mesi, fino a che King stufa di essere graffiata ha iniziato a rispettare i miei spazi e ad avvicinarsi a me con cautela.





Questo suo nuovo approccio ha fatto si che io mi sentissi più tranquilla e così abbiamo iniziato a conoscerci. Un giorno ho scoperto che King non voleva farmi male, ma che era solo curiosa e così ci siamo avvicinate, annusate e accoccolate insieme. Ho scoperto che è bello avere una sorella che mi tiene caldo e che mi coccola e che mi fa divertire quando giochiamo a ce l’hai.



Vi prego con tutto il cuore, non comprate gli animali, ce ne sono tanti che aspettano rinchiusi in una gabbia o abbandonati per strada costretti ad una vita di stenti, fame e paura. Adottate, adottate e adottate, solo cosi si può salvare anche chi come me era considerato non adottabile. O ra vi saluto vado a svegliare michele che ancora dorme.

Ciao da Pollyanna e King



P.S. Michele mi dice sempre: Non sono il tuo padrone perché non sei una schiava, non sono il tuo proprietario perché non sei un oggetto, sei semplicemente un componente della mia famiglia perché ti voglio bene e non ti lascerò mai.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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per essere adottata scopre il bello di una casa « immagine » Ciao, mi chiamo Pollyanna e fra poco più di un mese festeggio 2 anni che vivo con Michele. La prima volta che l’ho visto, in gattile, mi ha chiesto se volevo andare a casa sua a prendermi cura di lui. Io ero un po’ impaurita, ma visto...
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Il cane fedele rifiuta di lasciare l’ospedale

11 marzo 2018 ore 16:48 segnala
dove il proprietario è morto quattro mesi fa



Il suo proprietario è stato pugnalato a morte ed è stato portato in ospedale. Purtroppo per lui non è uscito vivo da quella struttura. Purtroppo per lui e per il suo cane che non si è rassegnato alla sua scomparsa: l’animale, di cui non si conosce il nome, da quattro mesi lo aspetta fuori dall’ospedale.

Questa storia di fedeltà e tristezza viene raccontata dagli operatori dell’ospedale Santa Casa di Novo Horizonte, in Brasile, dove il cane arrivò inseguendo l’ambulanza che stava trasportando il suo proprietario, un senzatetto di 59 anni.



L’uomo, che era stato coinvolto in un combattimento di strada, è morto a causa delle ferite riportate, ma due mesi dopo, il cane continua ad aspettarlo davanti al pronto soccorso. Il personale della struttura sanitaria gli ha dato cibo per cani e acqua, e alla fine hanno trovato un rifugio locale disposto a prenderlo, a tre chilometri dall’ospedale.



Ma quando pensavano di avergli regalato una nuova vita, infermieri e medici se lo sono ritrovati nuovamente all’ingresso dell’ospedale: il cane era fuggito dal rifugio ed era tornato ad attendere quell’uomo che tanto amava. «Abbiamo molto da imparare dagli animali - scrive Cristine Sardella, la donna che ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto che hanno raccontato al mondo la storia di questo cane senza nome -. La sua attesa è vana, ma l’amore che nutre per il suo proprietario è eterno».

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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dove il proprietario è morto quattro mesi fa « immagine » Il suo proprietario è stato pugnalato a morte ed è stato portato in ospedale. Purtroppo per lui non è uscito vivo da quella struttura. Purtroppo per lui e per il suo cane che non si è rassegnato alla sua scomparsa: l’animale, di cui non...
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Da tre settimane in un pozzo artesiano

10 marzo 2018 ore 12:34 segnala
il cane Lucky vivo per miracolo



Era caduto in un pozzo artesiano profondo otto metri a Roma, dove ha trascorso gli ultimi 21 giorni cercando disperatamente di tornare in superficie. Lucky, un cane fantasia di circa 10 anni, è stato salvato oggi pomeriggio da Polizia Municipale, volontarie dell’Enpa e Vigili del Fuoco, dopo tre giorni di tentativi.

Nonostante il cane si trovasse lì da almeno tre settimane, la segnalazione all’Enpa, anonima, è arrivata soltanto martedì scorso. A rendere complesse le operazioni di soccorso era il fatto che il pozzo si trovasse all’interno di un’area verde a forte degrado, non lontano da Largo Preneste.



Per tre giorni i soccorritori hanno cercato di metterlo in sicurezza, ma il cane, terrorizzato, si nascondeva nei cunicoli alla base della cavità. Oggi c’è stato l’intervento risolutivo con una gabbia trappola: attirato dal cibo, Lucky è entrato ed è stato portato in superficie.



Secondo le volontarie dell’Enpa di Roma, il cane potrebbe appartenere a qualche persona senza fissa dimora che era solita frequentare il parco. L’area era occupata da diverse baracche. È possibile che ad alimentare Lucky in questi 21 giorni possa essere stato proprio il suo proprietario.



Le condizioni del cane sono buone. È stato portato al canile comunale della Muratella, dove verrà curato e fatto ristabilire. Quindi verrà affidato all’Enpa, in attesa di trovare una famiglia che lo adotti.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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il cane Lucky vivo per miracolo « immagine » Era caduto in un pozzo artesiano profondo otto metri a Roma, dove ha trascorso gli ultimi 21 giorni cercando disperatamente di tornare in superficie. Lucky, un cane fantasia di circa 10 anni, è stato salvato oggi pomeriggio da Polizia Municipale,...
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