Addio a Capitan, il cane argentino

22 febbraio 2018 ore 17:30 segnala
che per più di 10 anni ha vegliato la tomba del suo proprietario



Per oltre dieci anni è rimasto fedele al suo proprietario morto. Giorno dopo giorno non si mai allontanato dalla tomba da Miguel Guzman, il suo amico umano deceduto nel 2006. Gli è rimasto vicino sino al suo ultimo respiro.




Questa è la storia di Capitan, un cane incrocio di Pastore Tedesco trovato senza vita dove il suo amico umano era stato sepolto. «Sembrava che stesse aspettando il giorno in cui finalmente si sarebbero riuniti» raccontano a un giornale locale gli operatori del cimitero argentino a Villa Carlos Paz, nella provincia di Còrdoba, che ormai lo conoscevano bene e gli portavano anche del cibo.



Nel 2005 Miguel Guzman torna a casa con un regalo per il figlio Damian, allora 13 enne: un pastore tedesco dal pedigree un po’ anarchico, ma dal carattere meravigliosamente dolce e giocoso. La moglie non è d’accordo: la casa è piccola e un cucciolo è un impegno, ma alla fine si lascia convincere. Pochi mesi dopo l’uomo muore. In quei giorni nessuno nota l’assenza del cane che ricompare poco dopo i funerali del suo proprietario. Annusa ogni angolo della casa e se ne va un’altra volta, per poi accucciarsi poco lontano dall’abitazione. «Stava con le orecchie tese, vigile, come se sapesse che da un momento all’altro sarebbe ricomparso il suo padrone. Ogni mattina mi alzavo guardavo fuori dalla finestra e lo trovavo sempre lì. Sempre nello stesso posto. Sempre vigile e in attesa. Finchè un giorno non lo vidi più». La donna lo ha creduto morto o adottato da un’altra famiglia, uscito per sempre dalla loro vita.





Un giorno Veronica Guzman e suo figlio Damian si recano al cimitero di Villa Carlos Paez. Appena si avvicinano alla tomba di Miguel sentono latrare, quasi un pianto. E’ il loro cane Capitan. Quando è il momento di tornare a casa lo chiamano ma lui non li segue. Resta accanto alla tomba del suo amico umano. La cosa incredibile in questa storia è che Miguel Guzman è morto nell’ospedale di Carlos Paez e da lì fu immediatamente trasferito in una camera ardente molto distante 45 minuti a piedi dalla casa in cui aveva abitato. Tutto senza che il cane vedesse che cosa stava succedendo lasciando completamente nel mistero sul come sia risalito al cimitero.



La domenica successiva madre e figlio tornano a far visita a Miguel. E il Capitain era ancora lì. La tomba dell’uomo era ormai diventata casa sua. Marta, la fioraia del cimitero, assicura che il cane ha fatto la sua comparsa nel cimitero nel gennaio del 2007. «Zoppicava perchè aveva una zampa fratturata. Chiamai un veterinario che gli iniettò degli antintinfiammatori mentre i miei figli gli steccarono la zampa. La sua presenza è sempre stata molto discreta. Si è fatto subito benvolere. I ragazzi gli danno da mangiare. Ho cercato più volte di portarmelo a casa ma lui non si allontana mai dalla tomba del suo proprietario. E’ commovente l’affetto che continua ad avere per lui».



«E’ venuto qui da solo e da solo ha trovato la tomba del suo proprietario - ricorda il direttore Hector Baccega -. Passeggiamo per il cimitero tutto il giorno ma alle sei in punto Capitan sempre accanto alla tomba di Miguel. Lui ci regala una grande lezione di cui dovremmo fare tesoro. Dovremmo imparare ad apprezzare di più il ricordo dei nostri cari estinti. Noi li dimentichiamo in fretta, distratti dalla vita, dalle nostre preoccupazioni, dal nostro egoismo. Gli animali ci insegnano invece una dedizione affettiva, una fedeltà, una riconoscenza che noi umani abbiamo smarrito da troppo tempo».



Una storia commovente che in molti vorrebbero avesse un finale degno di così tanta fedeltà: poter seppellire Capitan nel luogo dove ha trascorso quasi 11 anni della sua vita, accanto al suo amico Miguel.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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che per più di 10 anni ha vegliato la tomba del suo proprietario « immagine » Per oltre dieci anni è rimasto fedele al suo proprietario morto. Giorno dopo giorno non si mai allontanato dalla tomba da Miguel Guzman, il suo amico umano deceduto nel 2006. Gli è rimasto vicino sino al suo ultimo...
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Un anno fa nessuno voleva toccare il gatto Valentino

21 febbraio 2018 ore 15:32 segnala


Valentino un anno fa era un gatto che stava passando un brutto periodo: vittima della rogna sarcoptica, non riusciva a tenere gli occhi aperti tanto erano gonfi.


Se ne stava in un angolo della sua gabbietta in un rifugio per animali di Los Angeles, fin quando qualcuno si è accorto di lui. «Ha allungato la sua piccola zampa oltre la gabbia e ha emesso un flebile miagolio - racconta Elaine Seamans, fondatrice della Fondazione At-Choo - Era come se stesse gridando senza voce: “Per favore aiutami”».



Anche se la rogna sarcoptica può essere trasmessa agli esseri umani, Elaine non ha avuto timori e lo ha preso in braccio: «Lui ha posato la sua piccola testa sulla mia spalla. È stato così toccante che ho dovuto a tutti i costi tirarlo fuori da lì».



Elaine si è così messa in contatto con Toby Wisneski, fondatore di Leave No Paws Behind, che ha accettato di prendere con sé Valentino e provare a trovargli una casa una volta guarito. Valentino ha dimostrato di avere molta voglia di vivere: grazie alle cure ricevute ha presto riaperto gli occhi e ha potuto vedere quanta gente gli voleva bene.



Alla fine di marzo 2017, Valentino ha trovato una casa adottiva: Tania Menjivar, residente a Los Angeles, ha visto un video di Valentino sulla pagina Facebook di Leave No Paws Behind e se ne è innamorata: «Quando ho visto Valentino piangere nella sua gabbia nel video, ho capito che avrei immediatamente adottato questo gatto».



Un colpo di fulmine davvero forte visto che Tania non era mai stata un’amante dei gatti, aveva sempre preferito i cani. Ma diversi anni prima, aveva trovato una gatta anziana in mezzo alla strada in cattive condizioni, i veterinari dicevano che le erano rimaste poche settimane da vivere. Ma lei, chiamata Kitty, finì per vivere per cinque anni e morì proprio poco prima che Tania vedesse il video di Valentino.



«Valentino oggi è irriconoscibile» commenta Frank Wisneski, vicepresidente operativo di Leave No Paws Behind, che ha recentemente visitato il gatto per un servizio fotografico in occasione dell’anniversario del suo salvataggio.



Tania ha notato che Valentino, che ora ha circa 3 anni, non ha paura di nulla. Quando incontra i cani appartenenti agli amici di Tania, si avvicina a loro. Ama il suo posatoio sul davanzale della finestra e adora anche rotolarsi nella veranda della sua casa per sempre. «È viziatissimo e un po’ cicciottello - racconta Tania -. Mi sveglia alle 6 del mattino per il cibo, ci scambiamo le coccole per circa mezz’ora e poi lo nutro... Lo adora. È un tesoro».



Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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« immagine » Valentino un anno fa era un gatto che stava passando un brutto periodo: vittima della rogna sarcoptica, non riusciva a tenere gli occhi aperti tanto erano gonfi. Se ne stava in un angolo della sua gabbietta in un rifugio per animali di Los Angeles, fin quando qualcuno si è accorto...
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Adotta un cane anziano e scopre essere quello

20 febbraio 2018 ore 17:58 segnala
che aveva da bambina



Crescendo come figlia unica, Nicole Renae da piccola si sentiva sola. Ma tutto è cambiato quando ha compiuto 10 anni quando, per la sua festa, la nonna l’ha sorpresa con un adorabile cucciolo grigio che ha chiamato Chloe. Tra i due è nato un rapporto speciale, due inseparabili: «L’ho amata sin da subito - racconta Nicole -. Lei era la mia migliore amica». Un rapporto che nei quattro anni successivi si è andato a rafforzare: ogni piccolo gesto che la bimba Nicole dava alla quattrozampe riceveva affetto dieci volte tanto.



Purtroppo, però, il tempo trascorso insieme è stato interrotto. Quando Nicole aveva 14 anni, suo padre ha avuto un nuovo lavoro che poteva svolgere a casa, ma non dovevano esserci distrazioni. «Gli è stato detto che non potevamo avere animali domestici: Chloe doveva andarsene. Io ero solo una bambina, non avevo voce in capitolo. Così Chloe venne portata al rifugio per cani di zona speranzosi che presto avrebbe trovato una nuova famiglia che l’avrebbe amata. Ma l’addio è stato difficilissimo: «Ho sofferto molto, pensavo che non l’avrei mai più rivista».



Da quel giorno ne sono passati di anni, e sebbene non avesse più rivisto Chloe, Nicole ha continuato a portarla nel suo cuore: «Con il passare degli anni ho sempre pensato a lei, una volta ho chiamato il rifugio per cercare di capire dove fosse finita, ma non potevano dirmelo e quindi sono rimasta senza una risposta».



Col tempo, Nicole è cresciuta, è diventata una donna, si è sposata e ha avuto una figlia. Una famiglia stupenda, ma c’era qualcosa che mancava: un cane. Sapendo la gioia che un quattrozampe le aveva regalato da piccola, Nicole ha voluto che anche sua figlia vivesse le stesse emozioni. Inizialmente pensava di adottare un cucciolo, fino a quando non ha trovato un post su Facebook che parlava di un cane anziano che necessitava di una nuova casa.


«Ho visto la foto del cane e ho pensato: “Quel cane sembra un po’ familiare”. Poi ho letto il nome: Chloe, proprio come la mia vecchia amica a quattrozampe. Pensavo fosse una coincidenza e ho deciso di adottarla, senza rendermi conto che in realtà ci conoscevamo da sempre».



Incontrando il suo “nuovo” cane, Nicole fu colpita da una sensazione inquietante. «Appena è corsa verso di me e ha iniziato a leccarmi la faccia - racconta Nicole -. Con il passare del tempo, tutte queste caratteristiche mi hanno ricordato il mio vecchio cane. L’ho abbracciata, piangevo. Non avrei mai pensato di rivederla, ma nel mio cuore sapevo che era lei».



Ma Nicole ha dovuto convincere i suoi familiari che non credevano in una tale coincidenza. Così la donna si è ricordata che la sua Chloe era dotata di microchip, quindi ha contattato l’ufficio del vecchio veterinario per ottenere il suo numero di identificazione. Poi si è rivolta a un altro veterinario più vicino per la scansione del microchip: «I numeri erano perfettamente corrispondenti. Era proprio Chloe. Mi sono sentita come se avessi vinto la lotteria».



Nicole ha poi saputo che Chloe era stata adottata da una coppia di anziani e aveva vissuto felicemente con loro per molti anni prima che entrambi morissero. Poi è passata a un’altra famiglia, ma dopo poco decisero di non tenerla e di portarla al rifugio.



Chloe ha ora 11 anni, ma è ancora sana ed energica proprio come se la ricordava Nicole: «Sono così felice di riaverla, sono così felice di tornare a casa dal lavoro per vederla ogni giorno. E anche Chloe è felicissima, penso che ora sappia che starà con me per sempre».

Fonte LaZampa,it - LA STAMPA -
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che aveva da bambina « immagine » Crescendo come figlia unica, Nicole Renae da piccola si sentiva sola. Ma tutto è cambiato quando ha compiuto 10 anni quando, per la sua festa, la nonna l’ha sorpresa con un adorabile cucciolo grigio che ha chiamato Chloe. Tra i due è nato un rapporto speciale,...
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Cane cade nei binari della metro di New York, fermano tutto

19 febbraio 2018 ore 17:36 segnala
e lo salvano



Anche i luoghi più pericolosi, riservano sempre delle sorprese. Nel caso di questo cucciolo di cane, la metropolitana di New York, una delle più grandi arterie urbane del mondo, è stata il luogo della salvezza. Dakota stava giocando con il suo dog sitter in un parco di Brooklyn, quando il guinzaglio è scappato di mano all’uomo e il povero cucciolo ha iniziato a correre verso l’unico posto che conosceva: la metropolitana Jay St.




La cagnolina è finita in un pericoloso tunnel della metropolitana perché, correndo, ha attraversato le pensilina ed è saltata tra i binari. Per fortuna, dopo che è stato dato l’allarme nella metropolitana di New York , il guidatore del vagone in arrivo ha fermato la sua corsa per salvare Dakota.



La piccola, però, era introvabile nei cunicoli bui e, dopo un’ora di ricerca inutile, la sua padrona Caroline era terrorizzata. «Ho pregato che mi lasciassero percorrere i binari per cercare la mia cagnetta», ha raccontato, fino a quando è arrivato il miracolo. «Una degli operatori ha deciso di esplorare i binari un paio di stazioni lontane da Yay St. Così, incredibilmente, ha trovato Dakota».



La piccola era insanguinata, infreddolita, sporca e terrorizzata, ma tutto considerato stava bene. “Non riesco a dire la gioia che ho provato quando la polizia mi ha mostrato la sua foto per chiedermi se era lei”, ha detto Caroline.



Alla fine, Dakota ha riportato un danno ai polmoni, ha perso qualche dente e si è fratturata la mandibola. L’operaia che l’ha trovata ha raccontato che la piccola era rannicchiata dietro a una piattaforma: «Quando l’ho vista non volevo spaventarla né che mi mordesse, lei stava tremando ed era terrorizzata».



Dopo l’avventura a lieto fine, Caroline ha postato su Facebook uno scritto, in cui ha raccontato come, anche in una città come New York, la polizia e il servizio di trasporti l’abbia sostenuta in un momento di difficoltà, salvando la sua migliore amica.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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e lo salvano « immagine » Anche i luoghi più pericolosi, riservano sempre delle sorprese. Nel caso di questo cucciolo di cane, la metropolitana di New York, una delle più grandi arterie urbane del mondo, è stata il luogo della salvezza. Dakota stava giocando con il suo dog sitter in un parco di...
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Una donna sente miagolare e trova una gatta

18 febbraio 2018 ore 16:08 segnala
che protegge i suoi cuccioli dalla pioggia



«Ho sentito dei miagolii che provenivano da una scatola di cartone, e quando mi sono avvicinata mi sono quasi commossa: dentro c’era una mamma che proteggeva i suoi cuccioli». E’ successo a Logan, nel West Virginia, in un giorno di pioggia. La donna che ha soccorso gli animali si chiama Robin Kilgore, ed era alla ricerca di un altro gatto disperso quando ha trovato la scatola socchiusa con gli animali al suo interno.





«Erano probabilmente stati abbandonati dal loro precedente proprietario - racconta - che non si è preoccupato di “scaricarli” durante un temporale». Robin Kilgore ha trovato la gatta con i suoi tre cuccioli completamente bagnati, mentre cercavano di scaldarsi a vicenda: «è stata una scena dolorosa ma allo stesso tempo dolcissima».



Continua: «La mamma stava facendo il possibile per tenere i suoi piccoli al sicuro - spiega la soccorritrice - e non si sa da quanto tempo i quattro si trovassero lì». L’Associazione «One By One Animal Advocates» adesso si sta prendendo cura di loro, e sta cercando una nuova famiglia che li voglia adottare.



Per ora i felini hanno trovato una casa provvisoria, e sono stati chiamati Panda, Cheddar e Belveeta. La madre è stata chiamata Gypsie. «Ci auguriamo che possano trovare al più presto qualcuno che li voglia adottare per sempre - dicono dall’associazione -. Meritano di cominciare una nuova vita piena di amore».



Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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che protegge i suoi cuccioli dalla pioggia « immagine » «Ho sentito dei miagolii che provenivano da una scatola di cartone, e quando mi sono avvicinata mi sono quasi commossa: dentro c’era una mamma che proteggeva i suoi cuccioli». E’ successo a Logan, nel West Virginia, in un giorno di...
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Un cane ferito trova un amico perfetto con cui guarire

17 febbraio 2018 ore 17:46 segnala



Charlie è un Golden Retriever con un passato tragico alle spalle. Il suo precedente proprietario lo aveva più volte appeso per il collo per poi lanciargli addosso dell’acido. Per mesi il cane è sopravvissuto con diverse bruciature sul corpo, prima di essere abbandonato di fronte a una casa in disperate condizioni di salute. E’ stata la fondazione «Trio Animal» di Chicago a salvarlo e a prendersi cura di lui.



I volontari l’hanno portato alla «Delavan Lakes Vet Clinic» nel Wisconsin, specializzata nelle ustioni. «E fortunatamente non è stato necessario il trapianto di pelle - spiegano i veterinari -. E’ stato curato con pomate e bendaggi». Era un cane terrorizzato dal guinzaglio, siccome era più volte stato maltrattato con questo strumento dal suo precedente proprietario, ma ben presto ha ricominciato a fidarsi degli umani.



Quando è tornato alla «Trio Animal Foundation» Charlie ha incontrato Hazel. Lei è una cagnolina che era stata vittima di maltrattamenti al punto da rischiare di morire. Un giorno un gruppo di bambini l’avevano addirittura immobilizzata per poi darle fuoco. Le bruciature le coprivano la schiena e la pancia, e i veterinari l’hanno dovuta sottoporre a più trapianti di pelle.







«I due cani che avevano vissuto un passato simile hanno subito fatto amicizia - raccontano i volontari centro -. Lei era arrivata prima nella struttura, e lui ha trovato un’amica perfetta con cui guarire». Charlie è già stato adottato da una famiglia: «Avevamo letto la sua storia e volevamo incontrarlo - racconta Karen Lagioia, la sua nuova proprietaria -. E’ stato un colpo di fulmine, e abbiamo subito deciso di farlo entrare nella nostra famiglia. Abbiamo anche un altro cane, con coi Charlie ha già fatto amicizia». Aggiunge: «Da adesso in poi il nostro quattro zampe non soffrirà più».



Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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« immagine » Charlie è un Golden Retriever con un passato tragico alle spalle. Il suo precedente proprietario lo aveva più volte appeso per il collo per poi lanciargli addosso dell’acido. Per mesi il cane è sopravvissuto con diverse bruciature sul corpo, prima di essere abbandonato di fronte a u...
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Cane affronta un orso bruno e muore per salvare

15 febbraio 2018 ore 16:12 segnala
il suo proprietario



Un gesto coraggioso e pieno d’amore. Incurante dei rischi che stava affrontando e la lotta impari con cui si trovava a combattere. Così il cane Pete si è immolato per salvare i suoi proprietari dall’attacco di un orso bruno.




Il tutto è accaduto nei boschi nei pressi di Greenwood Lake, nello Stato di New York, mentre un uomo portava a passeggiata con i suoi cani. Appena fuori dal sentiero l’incontro con un orso bruno che si deve essere sentito minacciato e ha attaccato il gruppo. Pete lo ha affrontato, mentre il suo proprietario metteva al sicuro gli altri animali.

L’uomo è poi tornato sul luogo dello scontro ed è riuscito a mettere in fuga l’orso. Pete ha lottato con tutte le sue forze, ma ha riportato ferite importanti. L’hanno subito portato in una clinica veterinaria. Ha resistito come un eroe al dolore delle ferite per tutto il trasporto. Ma il danno spinale che gli ha provocato l’orso bruno gli avrebbe impedire per sempre di camminare e data l’età molto avanzata difficilmente sarebbe sopravvissuto agli interventi chirurgici.



«Abbiamo deciso che era meglio lasciarlo andare - racconta su Instragram il suo proprietario -. Ora Pete è libero, non soffre più per le ferite e per la vecchiaia: hai passato ben 18 mesi con noi a correre ogni giorno come amavi fare. Per favore accendete una candela per Pete e ricordatevi di promuovere l’adozione dei cani e di salvarli perché a volte possono essere loro a salvarvi. I cani anziani hanno così tanto da dare. Ti amo Pete. Risparmiami un po’ di formaggio per quando ci rivedremo».

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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il suo proprietario « immagine » Un gesto coraggioso e pieno d’amore. Incurante dei rischi che stava affrontando e la lotta impari con cui si trovava a combattere. Così il cane Pete si è immolato per salvare i suoi proprietari dall’attacco di un orso bruno. Il tutto è accaduto nei boschi...
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Olimpiadi invernali, la pattinatrice Meagan Duhamel

14 febbraio 2018 ore 17:00 segnala
salva un cane dal mercato della carne



Le Olimpiadi Invernali in Corea del Sud sono iniziate da qualche giorno, ma il mercato della carne di cane, nonostante le tante proteste internazionali, non si è fermato. A pochi chilometri dal villaggio olimpico tutto è come prima: gli animali vengono uccisi tra atroci sofferenze e vengono serviti nei ristoranti. Le autorità locali avrebbero chiesto a 12 ristoranti di Pyeongchang di non servire cane durante le Olimpiadi, ma soltanto due avrebbero acconsentito alla richiesta. E così anche nelle vicinanze degli impianti olimpici i cani finiscono nei menù serviti ai turisti.



Una nota positiva arriva dal gesto di Meagan Duhamel, pattinatrice canadese, che ha deciso di salvare un cane a quell’inferno: l’anno scorso ha salvato il suo basotto Moo-tae durante una visita nel Paese asiatico lo scorso febbraio, racconta il New York Post. Il cane, di due anni, non è arrivato in Canada senza problemi: l’animale soffrirà per sempre per le sue zampe deformi causate dagli abusi subiti quando era ancora cucciolo.



Duhamel ha adottato anche un altro cane che vive con un’altra famiglia in Canada. La due volte campione del mondo e vegana dal 2008 spera che altri atleti amanti degli animali colgano l’opportunità di salvare un cane durante le Olimpiadi.

Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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salva un cane dal mercato della carne « immagine » Le Olimpiadi Invernali in Corea del Sud sono iniziate da qualche giorno, ma il mercato della carne di cane, nonostante le tante proteste internazionali, non si è fermato. A pochi chilometri dal villaggio olimpico tutto è come prima: gli animali...
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Uomo e cane sono migliori amici sin dall’Età della pietra

13 febbraio 2018 ore 11:35 segnala



Da quando il cane è il miglior amico dell’uomo? È noto che il legame fra queste due specie è secolare. Ma ancora non sapevamo che questo sodalizio dura sin dall’Età della pietra.




A testimoniare le origini di un’amicizia millenaria è la scoperta fatta dai ricercatori dell’Università di Ghent sul cane sepolto nel sito di Bonn-Oberkassel, in Germania, da poco pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Archaeological Science.



Le nuove analisi della più antica testimonianza di sepoltura canina, risalente a 14.200 anni fa, indicano che esisteva un legame e un rapporto di cura fra uomo e animale anche quando quest’ultimo non era in grado di aiutarci.



I resti del cane sepolto indicato che l’animale, affetto da malattie debilitanti, è stato più volte curato e che non sarebbe sopravvissuto senza le attenzioni degli umani.



Le prime tracce di convivenza risalgono ad almeno 32 mila anni fa. Ma finora non si avevano prove di un rapporto «adottivo» e di affetto disinteressato, fatto di attenzioni e premure. Si è sempre parlato piuttosto di un convenienza di convenienza e sfruttamento, dove uomo e cane avevano trovato un vantaggio comune a stare insieme.




Il cane di Bonn-Oberkassel morì a soli 7 mesi. Aveva serie lesioni del cavo orale e soffriva di cimurro canino, una malattia infettiva di origine virale che provoca disturbi del sistema nervoso. E anche se non si può escludere che il cucciolo abbia aiutato il suo umano nella caccia o nella difesa da altri animali, la sepoltura congiunta indica senz’altro un legame speciale riconosciuto dalla comunità della Pietra.




Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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« immagine » Da quando il cane è il miglior amico dell’uomo? È noto che il legame fra queste due specie è secolare. Ma ancora non sapevamo che questo sodalizio dura sin dall’Età della pietra. A testimoniare le origini di un’amicizia millenaria è la scoperta fatta dai ricercatori dell’Unive...
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Un cane cerca di avvisare la proprietaria

12 febbraio 2018 ore 17:29 segnala
che qualcosa non va e la salva da un terremoto



Quando Poppy Yang ha salvato un cane randagio che vagava per le strade di Taiwan, non aveva idea che sei mesi dopo sarebbe stato lui a salvarle la vita. Il quattro zampe si chiama Twenty, e una sera ha cominciato a comportarsi in maniera strana: «Sono arrivata a casa alle 23 - racconta la ragazza - e sono uscita per una passeggiata con il cane. Ma a mezz’ora dal nostro ritorno in appartamento, Twenty è corso nuovamente fuori».



Sembrava molto spaventato, e usciti di casa ha iniziato a impedire a Poppy di rientrare. «Aveva percepito che in casa qualcosa non andava - prosegue - che c’era un pericolo». Qualche minuto dopo c’è stata una scossa di terremoto di magnitudo 6.4. La casa è rimasta in piedi, ma molti oggetti sono caduti dagli scaffali, alcuni mobili si sono danneggiati, e il vetro della doccia si è completamente frantumato.



«Se il cane non mi avesse portata via e quindi impedito di fare la doccia, probabilmente mi sarei ferita con i vetri», racconta la ragazza. I veterinari pensano che sia grazie all’udito che i cani riescono a percepire le vibrazioni del terreno, ed è proprio quello che è successo a Taiwan. «Sono molto grata al mio cane - continua Poppy Yang -. Staremo insieme per sempre ed è questo il modo migliore per ringraziarci a vicenda».





Fonte LaZampa.it - LA STAMPA -
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che qualcosa non va e la salva da un terremoto « immagine » Quando Poppy Yang ha salvato un cane randagio che vagava per le strade di Taiwan, non aveva idea che sei mesi dopo sarebbe stato lui a salvarle la vita. Il quattro zampe si chiama Twenty, e una sera ha cominciato a comportarsi in...
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