Biscotti al cioccolato...

17 novembre 2017 ore 21:33 segnala
In un giorno non tanto lontano. In un pianeta, in cui tutti parlavano e nessuno sapeva ascoltato, si verificò un evento inaspettato.
Una fanciulla di nome Nica si ritrovò nello stesso luogo dove poc'anzi s'era consumata la sua semi disfatta. Difatti, la tempesta che l'aveva travolta era quasi riuscita a distruggerla. Era a pezzi, ma non completamente abbattuta. Si fece forza.
Così con occhi diversi e con un animo nuovo e battagliero, riprese a passeggiare in quei luoghi che un tempo le erano tanto cari ma che l'avevano ingannata.
Il suo solo fine era quello di distarsi da un momento che stava vivendo.
E fu così, che lungo il suo cammino qualcuno catturò la sua attenzione.
Questo qualcuno si chiamava Mr Yellow. Lui aveva un modo unico di rappresentare la realtà, così cinico, ironico e sibillino, che però lei riusciva a comprendere. Un giorno Nica prese coraggio e iniziò ad interagire con lui, restandone molto sorpresa e divertita.
I giorni si susseguirono piacevolmente. E come i primi raggi di un sole primaverile che s'impongono prepotentemente dopo un gelido inverno, lei iniziò a beneficiare di quella compagnia e dei sorrisi che le venivano donati da quello sconosciuto che incontrava sempre più spesso.
Nella sua testa cominciò ad apprezzarlo e stimarlo sempre più.
Nica aveva tanto da imparare da Mr Yellow.
I giorni divennero mesi, in un'altalena di eventi ed emozioni tra paletti, "litigate", fiammate di Grisù, e ancora risate, supercazzole, giramenti di eliche e puntini sulle "i".
I due giunsero alle porte dell'autunno. Lei si aprì maggiormente raccontandosi con naturalezza. Fu allora che conobbe un altro lui, l'amicone capace di metterla sempre in guardia e allo stesso tempo complice e un po’ protettivo, tutto questo sempre con rispetto, ironia e ilarità.
Nella mente di lei balenò più volte un pensiero. "Quella gioviale sintonia poteva essere traslata altrove?"
Impavida ci provò. Ma la fretta ed altre circostanze le indicarono che non era il tempo. Ne fu comunque felice. In fondo, come aveva sempre detto a lui, da quella situazione non aveva mai preteso niente, ne tantomeno lui le doveva qualcosa.
Tutto le era arrivato come un dono inaspettato ed era davvero colma di gratitudine.
In cuor suo era grata a Mr Yellow: per i momenti di spensieratezza che aveva ricevuto e sperava di continuare a ricevere, per il tempo che avevano condiviso (per lei mai perso ma ben investito), per i racconti, le discussioni, le risate, le incazzature e la comprensione reciproca.
Un mattino, con l'arrivo della stagione fredda, Mr Yellow salutò, a suo modo, Nica e si ritirò in letargo con i suoi adorati biscotti al cioccolato, di cui era ghiotto. Fine.

Morale della favola, apprezzate sempre ciò che la vita vi regala in modo spontaneo e inaspettato. Siate " ingordi". Perché dietro l'angolo c'è sempre un biscotto al cioccolato "tentatore"...
Naturalmente scherzo!

Comunque Mr Yellow e Nica non esistono.
Ma sono certa che se fossero reali sarebbero due gran rompiballe. E due rompiballe insieme risulterebbero decisamente troppi!
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In un giorno non tanto lontano. In un pianeta, in cui tutti parlavano e nessuno sapeva ascoltato, si verificò un evento inaspettato. Una fanciulla di nome Nica si ritrovò nello stesso luogo dove poc'anzi s'era consumata la sua semi disfatta. Difatti, la tempesta che l'aveva travolta era quasi...
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17/11/2017 21:33:23
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attendi e vai...

15 novembre 2017 ore 17:58 segnala


Cosa attendiamo per poter andare? Se analizziamo la parola ATTENDERE che significa “volgere l’animo a qualche cosa”. Volgere l’animo, è un dirigersi con l’anima verso quel qualcosa che giudichiamo importante per noi. L’attesa è più di un desiderio, è il preparare l’anima verso qualcosa. Viviamo sempre degli attimi che preparano questa attesa, che scatenano e scompigliano il nostro presente. Quasi come una tempesta, dalla quale si viene travolti e distrutti per rinascere a nuova vita. L’attesa della fine di quella tempesta, il desiderio di rinascere a nuova vita, è una parte importante che serve a preparare il nostro cuore a ricevere un dono importante. Non bisogna, come spesso accade, focalizzarsi e bloccarsi nel desiderio della figura che dovrà arrivare, ma bensì, volgere il nostro sguardo nella profondità del nostro cuore, chiedendosi se veramente il nostro cuore è pronto per ricevere il dono dell’Amore. Io da oggi volgerò il mio animo a scrutare l’orizzonte… partendo nuovamente da me senza aspettarmi niente da terzi. Perché come sosteneva Antoine de Saint-Exupéry “il vero amore inizia quando non ci si aspetta nulla in cambio”. Solo allora sarò libera di andare e riuscirò ad amare in modo completo.

"Sto"...

12 novembre 2017 ore 10:43 segnala
- Ma tu esattamente cosa vuoi da lui?
- Niente. É questo il bello: non voglio proprio niente.
- Cioè non vuoi stare con lui?
- Io "STO" con lui.
- Sì. Ok. Una sera. Un pomeriggio. Questo non é stare insieme.
- Ah, no?! A me pare proprio di sì.
- Dai ... hai capito.
- No. Sei tu che non vuoi capire. Tutti con quest'ansia di incasellare i rapporti, di dare un nome alle cose. Io e Lui semplicemente STIAMO. Condividiamo del tempo e, in quel tempo insieme, semplicemente STIAMO BENE. E non é questione di sesso. Ci si racconta. Senza filtri. Si ride. Parecchio. Ci si confronta. Si sorride. Si sta. Punto.
- Sì. Ok. Ma poi?
- Poi cosa?
- Poi lui va via e tu sei sola.
- Io non mi sento sola. Mi sento piena di vita. Così mi sento ... quando va via.
- Maddaiiii... non sai nemmeno quando lo rivedrai ... SE lo rivedrai.
- Lui non é stupido.
- ?
- Solo uno stupido non torna lì dove é stato bene. Capisci? Ci sono anime che, quando s'incontrano, semplicemente si sentono a casa. É così difficile da capire?
- Per me è assurdo.
- Già ... è la cosa più assurdamente sensata che io abbia mai vissuto.
Letizia Cherubino.



(Non sono parole mie. Però, in parte, mi ci ritrovo...)

Un (ri)incontro...in musica

17 giugno 2017 ore 12:24 segnala
Per ognuno di noi le canzoni sono legate ad un ricordo o “peggio” ad una persona... se dovessi ricostruire la mia storia importante in musica, sarebbe:
Il bombarolo – Fabrizio De Andrè = l’incontro
La Paranza – Daniele Silvestri ( in realtà tutto l’album – Il Latitante) = la conquista
A te – Jovanotti = la relazione
Monetine – Daniele Silvestri = “i ritorni”
Adagio – Lara Fabien = la fine e la sua disperata voglia di riconquista
Quest’ultima per quanto bella, genera in me una repulsione assoluta!
Ieri dopo diversi anni dalla nostra dipartita, lo incrocio. Lui mi vede, sfodera un sorriso a 32 denti, è felice! Io decisamente meno.
Lo saluto, mi abbraccia e si racconta. Io faccio "lo stesso", omettendo qualcosa.
Ho lasciato un poppante e ho ritrovato un uomo, decisamente migliorato. Ma soprattutto sono la prima delle sue ex ad non essere appellata in malo modo. Questo mi rincuora, almeno qualcosa di buono l’ho lasciata in lui. Il bene c'è sempre, nonostante tutto il male.
Ma è (e resta) storia vecchia.

La descrizione di un attimo - Tiromancino = (ri)incontro

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Per ognuno di noi le canzoni sono legate ad un ricordo o “peggio” ad una persona... se dovessi ricostruire la mia storia importante in musica, sarebbe: Il bombarolo – Fabrizio D’Andrè = l’incontro La Paranza – Daniele Silvestri ( in realtà tutto l’album – Il Latitante) = la conquista A te –...
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un nome, un potere

17 giugno 2017 ore 11:00 segnala
Visto che molti me lo chiedono, il mio nick lo devo a lei, Pimpa. Una bellissima patatina, che nonostante (come me) ne abbia passate davvero tante (FIV+ solo per dirne una)non ha mai perso la sua vitalità disarmante. È stata trovata chiusa in un sacchetto della nettezza, una fredda notte di febbraio del 2006. Una scricciolina testarda e i suoi miagolii prolungati l’hanno salvata. Ci sarebbe tanto da scrivere, ma sono un po gelosa dei miei ricordi con lei posso solo dirvi che m'ha accompagnata per 8 bellissimi anni. Fatti di fusa, dispetti, disastri, spaventi e tanto Amore. Non sono stata io a sceglierla, ma lei ha scelto me!


“Nessuno sa cosa significhi essere amato, fino a quando non conquista il cuore di un gatto.” (cit.)
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« immagine » Visto che molti me lo chiedono, il mio nick lo devo a lei, Pimpa. Una bellissima patatina, che nonostante (come me) ne abbia passate davvero tante (FIV+ solo per dirne una)non ha mai perso la sua vitalità disarmante. È stata trovata chiusa in un sacchetto della nettezza, una fredda not...
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Voglio il tuo bene...

27 maggio 2017 ore 17:46 segnala


Di solito tu mi scrivi/chiami perché non hai niente da fare, perché sono "online", io ti scrivo/chiamo perché ne ho voglia e non mi va di fare niente oltre che sentirti e sapere di te. Tu mi nutri e mi rendi viva. Ed io?
Tu ti avvicini e mi chiedi come sto, e io vorrei risponderti "ora che ci sei, decisamente meglio", ma non lo faccio.
Tu scherzi con me per il gusto di scherzare e di burlarti di me. Io scherzo con te perché amo vederti ridere, regalarti sorrisi, amo quando fingi di offenderti e vuoi che ti chieda scusa.
La cogli la differenza?
Non te ne accorgi, ma quando siamo vicini io sento il tuo profumo misto al tabacco dell'ultima sigaretta fumata e chiudo gli occhi, perché non voglio farmi sfuggire niente di te. Voglio inebriarmi di ogni singola particella che ti compone e che è te.
Amo la musicalità della tua voce, i nomignoli che inventi, i tuoi sfotto, la tua barba morbida e pungente...le tue mani gelate e le scuse che trovi quando mi chiedi di prenderle tra le mie,  giusto per farmi vedere che è come dici. Io le stringo nelle mie e non me ne frega niente se sono fredde o calde. Le tue mani sono intrecciate nelle mie, questo mi basta e mi da gioia.
Io ti sorrido e tu mi sorridi. Tu mi sorridi e io mi sciolgo e mi accendo di una luce che non credevo di possedere.
Non tutti le possono notare queste differenze. Io si, me ne accorgo. Sono i piccoli dettagli che ti rendono interessante giorno dopo giorno ai miei occhi. Sono le piccole cose, le tue mezze frasi, i complimenti velati, i tuoi difetti. Tutto mi fa amare te. Perché non c’è un dettaglio che mi piace di te, una singola sfaccettata, ma è un complesso di cose, sei te!
Pur se adesso tra di noi c'è il mare che ci allontana e ci separa, tu sei con me.
La notte poi mi porta a riflettere che sono infiniti i modi di amare o voler bene.
Ma cosa vuol dire ”ti voglio bene”? Letteralmente vuol dire che “IO VOGLIO IL TUO BENE”.. e volere il bene di qualcuno non è pur sempre una forma d’amore.
Allora forse, anche tu "mi ami" a modo tuo..
Perché amare non vuol dire: sei mio/a. 
Amare vuol dire ti amo, anche se non ci dovessimo vedere mai più, ti amo perché tu sei così. Perché sei TU!
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« video » Di solito tu mi scrivi/chiami perché non hai niente da fare, perché sono "online", io ti scrivo/chiamo perché ne ho voglia e non mi va di fare niente oltre che sentirti e sapere di te. Tu mi nutri e mi rendi viva. Ed io? Tu ti avvicini e mi chiedi come sto, e io vorrei risponderti "ora ...
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La vita ci sorprendere...sempre!

25 maggio 2017 ore 15:38 segnala


Questo caldo mette voglia di vivere la notte, di trascorre più tempo fuori. Così ieri ho organizzato una bevuta in un pub. Cosa che non faccio quasi mai, ma visto che il pub è di amici, ho fissato col le ragazze direttamente lì. Per ammazzare l’attesa, mi sono seduta al bancone ed ho ordinato una birra (una delle mie amiche è una ritardataria cronica, ma lo so in partenza, meglio mettersi comode). Dopo pochi minuti una voce maschile e profonda mi chiede se il posto accanto a me è occupato, distrattamente e senza guardare il mio interlocutore rispondo “No”. Quella voce torna a chiedermi altro ma sono assorta dallo smartphone, quindi la ignoro. Mi rendo conto della mia “maleducazione”, mi giro e chiedo venia.. lui mi sorride, si presenta e chiede se può farmi compagnia. Accetto. Rimango affascinata e ammaliata da una voce calda e sensuale, da modi di fare e da una gentilezza signora di altri tempi. Non è il classico belloccio ma ha il suo perché. È un uomo di 37anni, curato, gli occhi ridenti (nonostante tutta la sofferenza passata) e un sorriso che rapisce e spicca dal suo carnato olivastro. Parole su parole, il tempo vola. Ci siamo raccontati una vita in una serata, ho perso la cognizione del tempo...quasi lo conoscessi da sempre. Le mie amiche si son viste bene da interrompere quell’idillio, mi hanno inviato un semplice sms: “se vuoi scaricarlo, dillo, siamo due tavoli dietro” (le adoro!)…ovviamente non volevo! ;-)
È proprio vero: quanto meno te lo aspetti, la vita ti sorprende!
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« video » Questo caldo mette voglia di vivere la notte, di trascorre più tempo fuori. Così ieri ho organizzato una bevuta in un pub. Cosa che non faccio quasi mai, ma visto che il pub è di amici, ho fissato col le ragazze direttamente lì. Per ammazzare l’attesa, mi sono seduta al bancone ed ho or...
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cosa ci spinge a creare un account virtuale?

23 maggio 2017 ore 18:04 segnala
L’espansione dei social network, da anni, sta intaccando la vita di tutti i giorni e anche il modo di intraprendere, intessere e mantenere le relazioni sociali. Alcuni ritengono che in realtà la Comunicazione Mediata dal Computer (CMC) possa essere una modalità migliore per intraprendere i contatti poiché ci sono maggiori probabilità di mostrare il proprio vero Sé online (quelli che molti chiamano “essenza”/ “anima”). Siamo capaci di presentarci agli occhi del nostro interlocutore di turno con leggerezza e disarmati. Ma questo è sempre vero? No, non per tutti! Basti pensare a quanti sfruttano queste piattaforme virtuali per nascondersi dietro un monitor, come “leoni” o meglio “iene da tastiera” o per presentare un’immagine di Sé diversa da quella reale, un falso Sé, che non collima con il loro Sé autentico. Tutto questo, a che pro? Non saprei... Si sa che la sensazione prodotta da CMC può portare a un maggiore sentimento di amore e di sostegno, anche senza una comunicazione faccia a faccia. Allora, forse, è una maggiore connessione sociale che spinge alcuni utenti a mentire? La connessione sociale si riferisce al desiderio degli utenti di creare e mantenere relazioni, i legami sociali che hanno con gli altri e il senso di appartenenza che risulta da questi legami. Attraverso i post che pubblicano, gli utenti possono ricevere l’approvazione alle rete “amicale” online. Possiamo supporre che se inizialmente la motivazione, che spinge a creare un account virtuale e ad utilizzarlo regolarmente, può scaturire dalla curiosità, poi si mantiene grazie al piacere intrinseco, alla sensazione di coinvolgimento e all’assorbimento che gli utenti provano restando online. Ma possibile che il “nostro essere online” sia legato esclusivamente a soddisfare delle esigenze socio-emotive? Ad “appagare” e alimentare il nostro ego? Anche raccontandoci delle bugie? Secondo voi?
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L’espansione dei social network, da anni, sta intaccando la vita di tutti i giorni e anche il modo di intraprendere, intessere e mantenere le relazioni sociali. Alcuni ritengono che in realtà la Comunicazione Mediata dal Computer (CMC) possa essere una modalità migliore per intraprendere i contatti...
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L'uomo e internet

04 maggio 2017 ore 16:59 segnala
Internet e la tecnologia digitale hanno rappresentato la più grande e straordinaria rivoluzione che l’uomo abbia mai potuto generare, promuovere e vivere. Le nuove tecnologie e i social network hanno modificato la nostra quotidianità, permettendoci di essere presenti su più fronti solo attraverso uno smartphone, consentendoci di comunicare, di informarci, di esserci. È diventata una rarità non essere interconnessi alle nuove tecnologie soprattutto se consideriamo che la tecnologia è nata per facilitare alcuni aspetti della quotidianità: è anche vero che l’attuale tecnologia è nelle nostre tasche, ci segue ovunque, in modalità no-stop ad ogni ora del giorno e della notte, in modo silente modifica le nostre abitudini e le nostre relazioni. La piattaforma virtuale permette una facile interazione tra gli individui, indipendentemente dalla loro ubicazione fisica. Prima della tecnologia odierna, la gente ha sempre sviluppato relazioni faccia a faccia: le interazioni vis-à-vis consentono ad una persona di rispondere alla conversazione utilizzando i linguaggi verbali e non verbali (espressione del viso, la modulazione del tono della voce, il linguaggio del corpo, etc.) come feedback tra gli interlocutori della conversazione stessa, quindi può essere considerata più efficace ai fini della socializzazione in quanto i linguaggi sono immediatamente compresi. Tutto ciò viene meno nella comunicazione online e il suo punto di forza sta nel comunicare le informazioni in modo più semplicistico e diretto. L’origine dello sviluppo massivo dei social network ha preso piede grazie ad uno scenario tecnologico assai favorevole: l’utilizzo diffuso di smartphone, tablet e computer ha spianato la strada ai siti di social networking (SNS). I SNS hanno cercato di ricreare le interazioni faccia a faccia sul web, consentendo alle persone di interagire pubblicamente o privatamente. Diversi utenti usano i social media come uno strumento per rimanere in contatto, mentre altri lo utilizzano come “un ponte” per instaurare nuove connessioni. Tra i tanti vantaggi dei social network spicca la possibilità di consentire agli utenti di instaurare e/o mantenere rapporti con persone geograficamente distanti oppure semplicemente di rimanere connessi attraverso un semplice “click” con la propria famiglia, il partner, oltre che con la propria rete di “amici”. Sebbene Internet sia in grado di mantenere collegamenti attivi, la mia domanda è: possiamo considerare tutto ciò SOLO un vantaggio?
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Internet e la tecnologia digitale hanno rappresentato la più grande e straordinaria rivoluzione che l’uomo abbia mai potuto generare, promuovere e vivere. Le nuove tecnologie e i social network hanno modificato la nostra quotidianità, permettendoci di essere presenti su più fronti solo attraverso...
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