L'intrigo Cap itolo 4°

08 febbraio 2009 ore 22:07 segnala
 

Restai senza parole nel riscoprirla così diversa da come l'avevo sempre immaginata, non potevo credere che trovasse il coraggio di spedire quel file, eppure lo vidi sparire lungo i fili sottili e intricati della rete.

- Ora ti spiace lasciarmi sola? - mi liquidò, mostrando un'incontenibile eccitazione - Ti assicuro che la prossima volta ricambierò il favore.

"Una strana sensazione", non trovai altro modo per definire quello che stavo provando, come se di colpo mi fossi svegliato all'improvviso e non riuscissi a ritrovare il letto su cui stavo dormendo. Eppure non era così inusuale concepire che le regole del gioco valessero per entrambi, ma un conto è immaginare che la propria donna si concede virtualmente ad uno sconosciuto... ed un altro provarlo sulla propria pelle.

Dunque la differenza stava soltanto nella certezza che accadesse davvero? Era quella la spiegazione per il brivido caldo che mi accarezzava la schiena e, subdolo, s'insinuava tra i nervi tesi allo spasimo per infiltrarsi dritto dentro a pensieri più oscuri.

Assurdo, si, eppure era un senso di piacevole agitazione quello che divorava la mia innata curiosità, non gelosia, non rabbia, ma esclusivamente desiderio allo stato puro. Detto così sembrava fuori da ogni logica, lontano da ogni reazione chimica dell'umana natura: un tradimento annunciato che diventa l'unica causa del piacere.

Quando la sera successiva ritrovai Stella in rete, ero già così eccitato da non riuscire a contenermi. - Ho voglia di te... adesso, - le scrissi - e non voglio aspettare un minuto di più!

- Prendi il primo aereo e vieni qui, - rispose - non vedo altro modo per sfogare la tua voglia!

- Credo che un uomo ed una donna che si sono conosciuti in rete, debbano incontrarsi nella vita reale solo quando non possono più fare a meno uno dell'altro; purtroppo non siamo ancora a questo punto.

- Ed allora come puoi pretendere di avermi... qui, adesso?

- Ti avrò comunque se obbedirai ad ogni mio ordine.

- Ordini... non desideri?

- Sei sola in ufficio? - la incalzai.

- Non ancora, c'è il solito collega che sembra inventarsi una scusa per stare con me.

- Procurati più pennarelli che puoi e mettili in fila sulla scrivania davanti a te.

- Non hai risposto alla mia domanda, - reagì Stella - è un ordine o un desiderio.

- E' un ordine, - scrissi in maiuscolo - e tutto quello che ti chiederò d'ora in poi suonerà allo stesso modo.

- Va bene... mio signore, ti obbedirò senza mai contraddirti... mi piace sentirmi in tuo completo possesso.

- Come sei vestita?

- Gonna lunga a fiori e camicia chiara... slip e reggiseno neri.

- Si intravede la biancheria intima sotto il vestito?

- Si, stamattina ho scelto il contrasto netto!

- Toglietela, e poi torna qui!

La pausa che ne seguì mi diede l'esatta percezione di quello che stava accadendo. Immaginai ogni passaggio della scena, lei che si alzava dalla scrivania, camminava lungo il corridoio che conduceva al bagno, si spogliava davanti allo specchio... e poi tornava da me.

- Fatto! - disse - Ma sto rischiando di diventare la barzelletta dell'ufficio... sicuramente qualcuno si sarà già accorto che sotto non porto nulla.

- Accendi la WebCam, - le ordinai - voglio vedere l'espressione del tuo viso.

- Ti ricordo che non sono sola...

- E' proprio questo che esalta la mia voglia. Inquadra prima il tuo collega e poi puntala verso la tua camicia, voglio vedere la sagoma del tuo seno che si muove sotto la stoffa leggera.

Centottanta gradi, era quello l'angolo che separava le due inquadrature, dunque l'intruso era seduto esattamente di fronte a lei. Stella avvicinò l'obiettivo alle labbra, poi lo inclinò leggermente verso il basso, mostrandomi la sua procace scollatura. - Così va bene? - mi chiese.

- Fissala sotto la scrivania, - la sollecitai - è quella la soggettiva che preferisco.

- ...mi stai facendo impazzire, - rispose, muovendo confusamente la WebCam - sto perdendo la testa.

Quando l'immagine tornò ad essere chiara, potei distinguere chiaramente i fiori pastello disegnati sulla sua gonna.

- Prendi tre dei pennarelli che hai davanti a te, - continuai - e mostrameli con calma davanti all'obbiettivo.

Li vidi ruotare davanti alla cam, li teneva stretti tra le dita, muovendoli appena - ...nero, bianco e rosso, - scrisse - tre colori che amo particolarmente.

- Va bene, ora apri le cosce ed infilateli tra le gambe.

- Ti prego... il mio collega mi sta fissando con aria perplessa, se mi vede abbassare le mani e riportarle vuote sulla scrivania, capirà tutto.

- Fottitene di lui, - insistetti - è al mio piacere che devi pensare.

- ...sono bagnata come non lo sono stata mai, mi sento ridicola ma non posso fare a meno di obbedirti.

Lo fece con bramosia, scavandosi col medio nella carne fradicia fino a mostrarmene i succhi copiosi che colavano nella parte inferiore del sesso, poi puntò i pennarelli al centro del languore e li affondò con un gesto deciso. - Sto impazzendo, - aggiunse - sono al limite di ogni sopportazione.

- Prendine un altro e fallo scorrere in mezzo finché il cappuccio sarà allo stesso livello degli altri.

Obbedì senza aggiungere una sola parola.

- Ancora uno, - continuai - e poi subito un altro ed un altro ancora; cominci a piacermi!

Il gioco divenne una deliziosa tortura, cinque, sei, sette, otto, nove pennarelli, e le sue dita nervose tamburellavano sui tappi in cerca di stimoli sempre più forti.

- Ancora tre, uno dietro l'altro - la incalzai - voglio vederti godere.

- Troppo tardi, - rispose - non sono riuscita a trattenermi. Ora scusami, ma mi sento proprio scema!

Mi lasciò così, incollato al nero del monitor bloccato sull'ultima inquadratura, senza una parola, senza un sorriso, senza nemmeno un addio. - Stupido, - pensai - come ho potuto non accorgermi che fosse già ben oltre il limite, avrei dovuto fermarmi ad un passo dal baratro ed invece ce l'ho buttata dentro.

Si, era così, non c'era un'altra spiegazione, il piacere l'aveva condotta da me, e l'appagamento me l'aveva portata via. Conosco bene quella sensazione per averla provata altre volte, si rincorre una scintilla fino a vederla scoccare, e poi di colpo ci si perde nel buio assoluto.

La sera seguente non la ritrovai al mio ritorno, poi seguì il sabato e la domenica, due giorni in cui non sarebbe stata certo in ufficio.

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  Restai senza parole nel riscoprirla così diversa da come l'avevo sempre immaginata, non potevo credere che trovasse il coraggio di spedire quel file, eppure lo vidi sparire lungo i fili sottili e intricati della rete. - Ora ti spiace lasciarmi sola? - mi liquidò, mostrando un'incontenibile...
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08/02/2009 22:07:59
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Commenti

  1. EuridicaAlessandra 10 febbraio 2009 ore 17:57
    _000000___00000  dolce
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    amicizia
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    Dal buio nasce la luce,
    dal dolore puo nascere un fiore,
    un tenero filo che con amore
    ci darа un giorno lo spettacolo dei suoi colori.
    Illuminerа il profondo di un'anima sperduta
    in cerca di una strada per ritornare a vivere,
    per sempre,
    nella luce dell'amore...
    :batarosa
  2. Stefania68 10 febbraio 2009 ore 19:23
    :staff :bacio
  3. EuridicaAlessandra 16 febbraio 2009 ore 20:31

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    :fiore Come fiori si aprono ai primi raggi dell` aurora :fiore
    :fiore Tu apri il tuo cuore per tutta la bellezza del mondo ... :fiore

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