Le menti semplici e concrete

20 febbraio 2019 ore 17:55 segnala
Le menti semplici e concrete.
Esistono le menti semplici e concrete e poi quelle contorte, cervellotiche e affatto concrete, ma anzi così indecise, fragili, e confuse, che non riescono mai a dare concretezza a qualcosa. Conosco, anzi stavo pensando a una che è così di mente semplice e concreta, che sa sviluppare infiniti discordi lunghi, logici, ragionato, elaborati e insipidi con chicchessia ed è molto molto concreta. Nella sua estrema semplicità è concretezza tutto le traspare e poco trattiene. Per cui, di fronte a qualche situazione oggettivamente triste o sgradevole secondo i più e secondo il loro modo di sentire, non riesce a nascondere come la pensa, ed evita. Io non appartengo a questa categoria, ma neanche alla seconda. Forse una volta apparteneva almeno alla seconda categoria. Ora manco più a quella. Ho solo un sacco di confusione mentale.
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Le menti semplici e concrete. Esistono le menti semplici e concrete e poi quelle contorte, cervellotiche e affatto concrete, ma anzi così indecise, fragili, e confuse, che non riescono mai a dare concretezza a qualcosa. Conosco, anzi stavo pensando a una che è così di mente semplice e concreta, che...
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20/02/2019 17:55:34
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Poveri ma belli

20 febbraio 2019 ore 16:06 segnala
A volte come ora, senti il bisogno di fissare certe sensazioni, certi fatti che hai notato che hai vissuto, che hai percepito, fissarli prima che il tempo se li porti via, prima che la memoria li dimentichi, prima che passino come se niente fosse. Sono solo sensazioni, percezioni, coincidenze forse direbbe qualcuno, ma io comincio a pensare che questo termine, coincidenza, non basta ad esprimere quello che andrebbe detto. Poco fa sulla Rai, su Rai uno é stata intervistata un attrice, poco nota, ormai di 50 anni, figlia di una notissima attrice. La sua intervista è stata particolarmente commovente per il racconto di vita che lei ha vissuto, che è stato un racconto universale. A volte penso che l universalità nasca solo dalla verità vera, dal sentimento umano, quando è sofferto e vero. Ho notato con acume le differenze generazionali. E mi sono tanto identificata in quella donna che ha l età che io ora ho. Ho notato che gli anni 50 e chi ha vissuto quegli anni era completamente diverso dalla nostra generazione. Noi siamo più intelligenti, ma meno forti, siamo più fragili ed egoisti forse. Ma sto dicendo solo tante corbellerie. Quegli anni i 50 hanno avuto e dato una carica enorme a chi li ha vissuti. I valori era semplici, lampanti, ma forti. La bellezza era uno di questi. Ecco perché il cinema era pieno di bellezze. La bellezza la salute riempie il cuore. E all epoca do e tutto era più facile, bastava la bellezza e sul serio era vista come un grande valore. Ora la bellezza non esiste più, è artefatta a volte e quindi ancora più effimera. Cmq dovrei dire di più, ma non voglio dirlo

Velasquez

18 febbraio 2019 ore 08:25 segnala
Ieri ho guardato un servizio su Velasquez. Le opere che ho visto sono state il ritratto di papà Innocenzo iii o x, non ricordo e un ritratto del suo schiavo di colore. Poi un quadro, ritratto di un cardinale. Non sapevo quasi nulla di Velasquez. Ho ascoltato con passione il commento che lo storico dell arte ha fatto su ogni singolo ritratto, e sono rimasta sorpresa, positivamente sorpresa. Monet definì Velasquez l artista degli artisti. Ed ho capito il perché. Ogni opera di grandi artisti, dal Caravaggio a Michelangelo, non reggono il confronto con l 'espressività di quei volti, di quei personaggi. Altri artisti avranno avuto altri pregi, altre doti, che so pensiamo a quella plasticità imponente, da statua appunto, delle opere di Michelangelo,di quei corpi nudi dipinti nella cappella sistina, pensiamo alla sontuosita di tutta la scena, maestosa, imponente, grandiosa e perfetta nel suo insieme. Che so di Caravaggio non saprei che dire, A me in fondo non mi ha detto più di tanto, anche se sono quadri che per la luce, I colori, i soggetti fortemente scenografici, d effetto. Ma per Velasquez è diverso. E forse Monet che era un impressionista, cioè uno che voleva esprimere impressioni, sensazioni, con la propria arte, e che mirava solo ad esprimere ciò che sentiva e come lo vedeva, e non guardava alla pittura come perfezione artistica, doveva amarlo oltre il plusultra.
Velasquez è stato l unico artista a saper rendere nei propri quadri chi fosse un personaggio, a coglierlo così come era, a far trasparire la sua vera indole, forma, carattere, storia, identità e solo col tocco di un misero pennello, senza nessun altro mezzo, foto, video, film, che poi questi mezzi riuscirebbero mai a farlo.. Mah.
Era un genio, bravo all infinito.
La tela il ritratto del suo schiavo, è così vero nella testa di chi lo vede e di Velasquez. E uno uomo fiero, altero, sicuro di sé ma anche pieno di umanità. Così è raccontato nel servizio e così è. La luminosità è la ritrattistica degli occhi e della loro luce esprime tutto questo. Quel volto, quel personaggio per come è vestito, per la postura altera, eretta, quasi da nobile e cavaliere, quegli occhi luminosi, vispi, incisivi danno un immagine positiva e dignitosa di quello uomo.

Le prospettive positive a Sanremo. Dedicato a Baglioni.

10 febbraio 2019 ore 09:05 segnala
Poco fa ho letto una frase: "Sii felice, ti insegneranno a non splendere e tu splendi" firmato Pasolini. Non so se davvero questa frase sia di Pasolini, a me non pare proprio, per quello che ho letto di lui, però ci riflettevo per la sua evidente, quasi banale per la tanta evidenza, verità. Ti insegneranno a non splendere! Ed è proprio così. Poi perché sia così e chi lo sa. Quanta gente malevola, debole, menefreghista.Forse noi siamo proprio fatti così e nessun altro modo è possibile. Pensiamo che so al Sanremo di ieri e alla canzone che ha vinto. Bè senza alcun dubbio, hanno strumentalizzato il mio Baglioni. Il problema esiste ed è reale ma perché affibbiarlo al mio Baglioni. Forse perché ha una casa a Lampedusa e si è sempre schierato in prima linea con scioa per sensibilizzare l opinione sugli immigrati? Ma non so, non saprei. Certo il contesto di ieri in cui collocare tutto questo, non è stato tra i più felici. Cmq lasciamo stare, il punto è un altro.
È la presenza perenne di questo desiderio umano manipolatore egocentrista, che distrugge, logora, porta quella sorta di annegamento totale del pensiero maggioritario quando è buono e positivo, che ti fa pensare che sto maligno non è poi così inesistente. Sono stanca di questo riproporsi ovunque, nel piccolo quotidiano di ognuno, o nelle grandi dimensioni, di qualsiasi realtà, anche quella sanremese, di queste volontà affondatrici. Si così le definirei. Perché creano, malessere. Cattivi pensieri, tristezza. Che a che pro? Metti forza, energia, tanta professionalità per mandare miseri messaggi politici?
L arte dovrebbe essere altro e trascendere tutti, tutto il misero del reale. E per me Baglioni è nell Olimpo della arte, io così lo vedo, ma forse altri non lo vedono così e hanno fatto ciò che hanno fatto.
La presenza della foglietta è di papaleo, troppo supportati, troppo schierati e politicizzati, che erano guardacaso nel dopo Sanremo, la dice tutta. Gente misera rispetto al mio Baglioni.! C
Che si può fare contro il male e l eccesso, Baglioni? Molto poco a volte!

I libri che leggiamo

02 febbraio 2019 ore 10:37 segnala
Questa è l epoca del web, della posta elettronica, degli ordini in tempo reale, dei messaggi che arrivano nello stesso istante in cui partono. È tutto velocizzato in maniera estenuante, e sicuramente a passo coi robot, le macchine, ma non a passo col tempo di noi miseri mortali, che non possiamo viaggiare col nostro corpo con la stessa velocità del nostro pensiero. Il pensiero lo scrivi e col web viaggia subito, Arriva a destinazione. Ma noi? Chissà tutto questo dinamismo a cosa ci porterà. Cmq grazie a questa modalità velocissima di comunicare, io posso via internet scoprire e possedere conoscenze legate al mondo, cosa che altrimenti non sarebbe possibile. Grazie a questo web posso avere libri e letture del passato che prima difficilmente potevo avere. Anche il sapere è pilotato. E questo si sa. Ecco perché le scuole, i grandi testi del passato, le biblioteche sono sempre state un monopolio della chiesa. Chi detiene la conoscenza e il sapere, poi può decidere per noi.
Per anni soprattutto quando ero ragazza e parlo degli anni 80 e 90,l unico modo per acquistare libri era andare in libreria. E le grandi case editrici, quali Mondadori e Feltrinelli, tra i libri da vendere facevano cernite discutibili, legate al mercato, forse, o chissà a cos altro. Ora, tu puoi scegliere sul serio cosa comprare, ed acquistare testi sul web che mai troveresti nelle librerie. Questa è una vera forma di libertà che chissà fino a quando durerà. Per es in Cina internet è filtrato dalla censura e dallo stato. E non credo succeda solo in Cina, anzi.
Cmq tornando a me,
Ormai si sa non leggo più romanzi. Il mio genere letterario è di altri tipo, sempre ormai storico,e legato a fatti del passato e attuali, che mi appassiono a conoscere sempre di più, soprattutto se c'è lho sotto gli occhi ogni giorno. E uno dei fatti della mia vita sempre presente e da osservare studiare e scoprire, é sempre la grande Roma. Che strano in fondo che io sia nata qui, no?
Leggendo tra i miei libri, del passato di Roma, mi sono resa conto di come sia cambiata .
Mi ricordo nelle numerose versioni latine della mia infanzia, che comparivano sempre questi mitici orti sallustiani. (E questo perché al liceo, Sallustio è l autore più frequentemente usato nelle versioni imposte agli studenti del liceo, forse perché sono in latino classico, quello più logico da tradurre è dove trova applicazione la sintassi tradizionale del periodo classico, quella del tantucci urbis et orbis.)
Mai mi sono chiesta dove stessero sti benedetti orti sallustiani. Da giovani si sa altri interessi abbiamo nella testa! Ed ogni versione è solo da tradurre per il voto e nulla più. Però il termine orti sallustiani passa nella storia della tua vita, come un aneddoto, un ritornello, un suono costante, un termine facile da ricordare.
Ora so che questi orti, o meglio giardini, che appartenevano a Sallustio, occupavano un vasta area di roma, compresa tra
l attuale piazza barberini, porta Pinciana, piazza fiume, inizio di via salaria, e comprendeva al suo interno le rinomate, via Veneto, via Boncompagni, e tutte le vie dietro a c. So Italia in corrispondenza appunto di via Veneto.
Ed ho scoperto che la nostra famosa, fantastica,rinomata, storica, via Veneto, è nata da uno dei più vasti scempi di speculazione edilizia del passato ai danni dell arte e della verde della mia bella Roma.
Questo scempio risale agli anni immediatamente successivi all unità di Italia, ossia il 1880.
All epoca quei giardini appartenevano alla famiglia ludovisi-Boncompagni. Si trattava di bellissimi giardini, opera addirittura del Domenichino, tanto decantati da Sthendal, da Ghoethe ed altri importanti viaggiatori del passato. Quei giardini erano pieni di opere d arte, statue di marmo, fontane, viali, alberi secolari.Alcune di queste statue sono ancora esposte e visibili nei musei di Roma, alcune sono conservate nel museo althemps, in corso rinascimento. Una delle poche fontane conservate di quei giardini, si trova ora, in via Veneto nei piccolo giardinetto antistante a palazzo Margherita, circondato da una enorme cancellata, controllato da americani in divisa e dove c è l ambasciata Americana.
Nel 1880, Buoncompagni Ludovisi decisero insieme alle Generali immobiliare di lottizzare tutta l area e di vendere i lotti secondo una vasta operazione immobiliare che li arricchi. I famosi horti SALLUSTIANI, che si sono conservati per secoli, ed abbeliti ed ingranditi nel 600 dal cardinale ludovisi e ad opera del Domenichino, sono stati interamente distrutti ed eliminati da Roma per sempre, per creare palazzi, strade, alberghi, bar, ristoranti.
Nel 1620, ,infatti, quella area, gli orti sallustiani era di proprietà del cardinale Ludovico ludovisi,
Il cardinale vi fece opere di ristrutturazione, e di quella vilaa resta solo il casino ludovisi che conserva tuttora, in un piccolo palazzetto residuo, (miil cui nucleo originario risale al 500, la facciata antistante è opera di Maderno,) gli affreschi del celebre Guercino, l'aurora.
Ma poi i ludovisi buon compagni, hanno venduto tutto.
E lì, in quella vasta area è nata via Veneto, via Boncompagni, palazzo Margherita, e tutto il resto acquistato dalla alta borghesia romana.
Mi chiedo se il fatto che le Generali conservino degli uffici in via Boncompagni possa essere collegato a questo fatto.
E mi chiedo anche se l'attuale decadenza di via Veneto, (che è stata negli anni trenta centro culturale dei poeti e Dell élite culturale che usavano riunirsi negli allora locali di via Veneto, che so Cardarelli mi pare, che stava tutto il giorno al bar doney e poi nella libreria strega, dopo il famoso premio strega vinto,è che è stata ancora più famosa negli anni 50, col famoso cinema di rosselini Fellini e del NEOREALISMO) sia una sorta di nemesi.
Una nemesi eclatante che é legata al cardinale ludovisi, al guercino e a tutti quelli che hanno dato l anima per il bello e per il giusto, quello vero.. forse. Cmq questo è quanto.
Che tristezza!
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Questa è l epoca del web, della posta elettronica, degli ordini in tempo reale, dei messaggi che arrivano nello stesso istante in cui partono. È tutto velocizzato in maniera estenuante, e sicuramente a passo coi robot, le macchine, ma non a passo col tempo di noi miseri mortali, che non possiamo...
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Tv

20 gennaio 2019 ore 17:53 segnala
Non vedo più le fiction della Rai da un sacco di tempo. E credo che tutto questo dipenda dal fatto che un genere nuovo di fiction si sta consolidando dentro le reti Rai, questo genere è caratterizzato da un escalation verso immagini violente, toni forti e aggressivi, sceneggiature mal costruite e noiose, attori presi dal teatro e che enfatizza o ogni personaggio facendo soli lustro delle loro arti drammatiche. Concludendo il genere fiction, pacato, gradevole, misurato, distensivo, del tipo 'tutto può succedere', è stato cancellato dal palinsesto Rai di questi ultimi tempi. Ad es c è proprio in questi giorni in onda sulla Rai una fiction tanti pubblicizzata che racconta di un gruppo di giovani ragazzi che suonano e studiano musica classica, e il paradosso è che la fiction pare l'esatto opposto di come dovrebbe essere. Chi ascolta musica classica sa bene che questa genera pace, armonia serenità nell ascoltatore, e spesso chi vuole liberarsi dallo stress, magari si mette un poco di musica classica. Eppure in quella fiction il protagonista è un maestro aggressivo e nervoso, interpretato da quello attore tutto tirato e cocainomane. E per questo mi sono rifiutata di vedere anche solo l inizio della prima puntata. Mah, come tutti sta cambiando, come il mondo sta cambiando, i gusti cambiano. E tutto in peggio.

Manzoni

13 gennaio 2019 ore 21:30 segnala
È singolare come ogni luogo sia legato unicamente a ciò che li abbiamo vissuto. Anche il posto più bello se vissuto in un triste momento perde ogni attrattiva, interesse e bellezza. Faccio queste considerazioni, perchè ho scoperto con sorpresa che una dimora estiva di Alessandro manzoni si trova in un posto chiamato lesa. Ignorando questo posto, sono andato a cercarlo sul web. Manzoni ne racconta sempre con piacevolezza. Ha vissuto in questa dimora ininterrottamente per due anni.,Oltre ad averci passato i periodi estivi quasi ogni anno da quando si era sposato in seconde nozze con Teresa stampa. Ed infatti quel palazzo era palazzo stampa. Ha passato in quella villa i due anni dei moti rivoluzionari del 48,quando a Milano ci furono le famose 5 giornate di Milano. E i rivoltosi combatterono gli austriaci. Manzoni si trasferì li sul lago in Piemonte, per evitare quei brutti momenti che stava passando Milano, sotto il giogo austriaco. Leggendo le sue lettere quei posti sembrano belli e ameni, lui così li ha vissuti e così traspare da tutte le sue lettere. Ed io potrei dire, sì obbiettivamente sono così, proprio così come manzoni li sentiva. Ma io purtroppo non ci riesco proprio a dire questa cosa. Non ci riesco proprio.

Instagram

29 dicembre 2018 ore 21:01 segnala
Tempo fa, in una nota trasmissione, sentii il pensiero di un noto personaggio, parlava di instagram. Profetizzava istagram come il social del futuro, in grado di eliminare Facebook e tutti gli altri social del web. Perché é statisticamente provato che ogni utente del web, in genere, concentra la sua attenzione in qualcosa che trova sul web, per pochissimo tempo, pochi secondi. Ogni lettore si stufa subito e a mo zepping, cambia, cerca altro, va avanti, alla ricerca di nuove immagini, nuovi scatti, nuove notizie che lo attraggono. Io non so se questo sia vero. Però io detesto istagram. E proprio per lo stesso motivo sopraddetto. Istagram è fatto di solo foto. Stupide, individualiste, banali foto di tutti. Mai un pensiero mai un elaborazione di pensiero. Solo scatti rubati, che poi chissà ognuno pretende che gli altri ci vedano chissà cosa. Mentre si sa i bravi fotografi si contano sulle dita. Cioè detto in altro modo, è più facile ed espressivo o significante, elaborare un concetto con la mente e poi manifestarlo con la parola scritta o parlata, piuttosto che scattare qua e la un po' di immagini, che non lasciano nulla e nessuno spazio alla elaborazione e all'immaginazione di ognuno.
Un po' come quando guardi la tv. Sei solo un essere meramente ricettivo. Che non ha manco il tempo di reagire e pensare, di elaborare. Forse ci vogliono così, meri automi. E ci hanno ridotto così. Mandandoci dei sicari ad ammazzarmi, già automi di loro, o telecomandi da loro. Loro chi poi? Il sistema?O cosa?

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29 dicembre 2018 ore 19:48 segnala
[youtube=0a4lb Ok! Va bene così. E così deve essere e così sarà. In fondo è statisticamente provato che non può mica andare bene per tutti. In fondo c è chi sta meglio, ma chi sta peggio, e ancora di più. É solo una questione di percentuali, di calcoli matematici, di quote e di frazioni. Bisogna vedere in quale quota rientri. Mi viene in mente ora le cd quote rosa! Chi decide in quale quota Dell universo tu debba rientrare, non è una domanda intelligente. Sarà tutto un caso. O un incontro anzi un incastro. Ma chi la sa questa cosa? Nessuno proprio. Bisogna solo evitare di guardare intorno. Anche perché se ci si limita solo a guardare senza manco conoscere, è peggio ancora. Cmq, ho deciso di rinunciare a tutto quello che non posso cambiare. Tanto non è il caso di combattere per nulla. Non ci sono portata. Mi costa troppa fatica. Inutile tra l altro. I pensieri fissi purtroppo ci stanno.
Ma che ci posso fare. Ma chi ssene frega. Tanto.
Ora mi viene in mente un ritornello di una vecchia canzone di Jovanotti. Lui lo vedeva come un pericolo. Ma io penso sia una salvezza!Non sentire niente

...

26 dicembre 2018 ore 19:11 segnala
Credo che leggere richieda una pace Dell anima che chi ha più! Richieda una cognizione del tempo, passata pure quella. È il concetto stesso di tempo, che non mi sembra più lo stesso. Anche scrivere mi sembra tanto una vera cretinata, anche se questa cosa conserva sempre la sua funzione terapeutica. Certo sempre se si scrive usando il pc perché se, invece, usiamo il cellulare come ora, ti vengono solo un sacco di nervi. Per cui, me ne vado subito