I libri che leggiamo

02 febbraio 2019 ore 10:37 segnala
Questa è l epoca del web, della posta elettronica, degli ordini in tempo reale, dei messaggi che arrivano nello stesso istante in cui partono. È tutto velocizzato in maniera estenuante, e sicuramente a passo coi robot, le macchine, ma non a passo col tempo di noi miseri mortali, che non possiamo viaggiare col nostro corpo con la stessa velocità del nostro pensiero. Il pensiero lo scrivi e col web viaggia subito, Arriva a destinazione. Ma noi? Chissà tutto questo dinamismo a cosa ci porterà. Cmq grazie a questa modalità velocissima di comunicare, io posso via internet scoprire e possedere conoscenze legate al mondo, cosa che altrimenti non sarebbe possibile. Grazie a questo web posso avere libri e letture del passato che prima difficilmente potevo avere. Anche il sapere è pilotato. E questo si sa. Ecco perché le scuole, i grandi testi del passato, le biblioteche sono sempre state un monopolio della chiesa. Chi detiene la conoscenza e il sapere, poi può decidere per noi.
Per anni soprattutto quando ero ragazza e parlo degli anni 80 e 90,l unico modo per acquistare libri era andare in libreria. E le grandi case editrici, quali Mondadori e Feltrinelli, tra i libri da vendere facevano cernite discutibili, legate al mercato, forse, o chissà a cos altro. Ora, tu puoi scegliere sul serio cosa comprare, ed acquistare testi sul web che mai troveresti nelle librerie. Questa è una vera forma di libertà che chissà fino a quando durerà. Per es in Cina internet è filtrato dalla censura e dallo stato. E non credo succeda solo in Cina, anzi.
Cmq tornando a me,
Ormai si sa non leggo più romanzi. Il mio genere letterario è di altri tipo, sempre ormai storico,e legato a fatti del passato e attuali, che mi appassiono a conoscere sempre di più, soprattutto se c'è lho sotto gli occhi ogni giorno. E uno dei fatti della mia vita sempre presente e da osservare studiare e scoprire, é sempre la grande Roma. Che strano in fondo che io sia nata qui, no?
Leggendo tra i miei libri, del passato di Roma, mi sono resa conto di come sia cambiata .
Mi ricordo nelle numerose versioni latine della mia infanzia, che comparivano sempre questi mitici orti sallustiani. (E questo perché al liceo, Sallustio è l autore più frequentemente usato nelle versioni imposte agli studenti del liceo, forse perché sono in latino classico, quello più logico da tradurre è dove trova applicazione la sintassi tradizionale del periodo classico, quella del tantucci urbis et orbis.)
Mai mi sono chiesta dove stessero sti benedetti orti sallustiani. Da giovani si sa altri interessi abbiamo nella testa! Ed ogni versione è solo da tradurre per il voto e nulla più. Però il termine orti sallustiani passa nella storia della tua vita, come un aneddoto, un ritornello, un suono costante, un termine facile da ricordare.
Ora so che questi orti, o meglio giardini, che appartenevano a Sallustio, occupavano un vasta area di roma, compresa tra
l attuale piazza barberini, porta Pinciana, piazza fiume, inizio di via salaria, e comprendeva al suo interno le rinomate, via Veneto, via Boncompagni, e tutte le vie dietro a c. So Italia in corrispondenza appunto di via Veneto.
Ed ho scoperto che la nostra famosa, fantastica,rinomata, storica, via Veneto, è nata da uno dei più vasti scempi di speculazione edilizia del passato ai danni dell arte e della verde della mia bella Roma.
Questo scempio risale agli anni immediatamente successivi all unità di Italia, ossia il 1880.
All epoca quei giardini appartenevano alla famiglia ludovisi-Boncompagni. Si trattava di bellissimi giardini, opera addirittura del Domenichino, tanto decantati da Sthendal, da Ghoethe ed altri importanti viaggiatori del passato. Quei giardini erano pieni di opere d arte, statue di marmo, fontane, viali, alberi secolari.Alcune di queste statue sono ancora esposte e visibili nei musei di Roma, alcune sono conservate nel museo althemps, in corso rinascimento. Una delle poche fontane conservate di quei giardini, si trova ora, in via Veneto nei piccolo giardinetto antistante a palazzo Margherita, circondato da una enorme cancellata, controllato da americani in divisa e dove c è l ambasciata Americana.
Nel 1880, Buoncompagni Ludovisi decisero insieme alle Generali immobiliare di lottizzare tutta l area e di vendere i lotti secondo una vasta operazione immobiliare che li arricchi. I famosi horti SALLUSTIANI, che si sono conservati per secoli, ed abbeliti ed ingranditi nel 600 dal cardinale ludovisi e ad opera del Domenichino, sono stati interamente distrutti ed eliminati da Roma per sempre, per creare palazzi, strade, alberghi, bar, ristoranti.
Nel 1620, ,infatti, quella area, gli orti sallustiani era di proprietà del cardinale Ludovico ludovisi,
Il cardinale vi fece opere di ristrutturazione, e di quella vilaa resta solo il casino ludovisi che conserva tuttora, in un piccolo palazzetto residuo, (miil cui nucleo originario risale al 500, la facciata antistante è opera di Maderno,) gli affreschi del celebre Guercino, l'aurora.
Ma poi i ludovisi buon compagni, hanno venduto tutto.
E lì, in quella vasta area è nata via Veneto, via Boncompagni, palazzo Margherita, e tutto il resto acquistato dalla alta borghesia romana.
Mi chiedo se il fatto che le Generali conservino degli uffici in via Boncompagni possa essere collegato a questo fatto.
E mi chiedo anche se l'attuale decadenza di via Veneto, (che è stata negli anni trenta centro culturale dei poeti e Dell élite culturale che usavano riunirsi negli allora locali di via Veneto, che so Cardarelli mi pare, che stava tutto il giorno al bar doney e poi nella libreria strega, dopo il famoso premio strega vinto,è che è stata ancora più famosa negli anni 50, col famoso cinema di rosselini Fellini e del NEOREALISMO) sia una sorta di nemesi.
Una nemesi eclatante che é legata al cardinale ludovisi, al guercino e a tutti quelli che hanno dato l anima per il bello e per il giusto, quello vero.. forse. Cmq questo è quanto.
Che tristezza!
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Questa è l epoca del web, della posta elettronica, degli ordini in tempo reale, dei messaggi che arrivano nello stesso istante in cui partono. È tutto velocizzato in maniera estenuante, e sicuramente a passo coi robot, le macchine, ma non a passo col tempo di noi miseri mortali, che non possiamo...
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02/02/2019 10:37:09
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