Saxon

14 gennaio 2020 ore 14:55 segnala
Mi sono accorto che tra le varie biografie di band che hanno avuto un significato nella scena metal ho dimenticato una tra le band di punta della New Wave of British Heavy Metal i Saxon, quindi anche se non frega un cazzo a nessuno io un paio di cose le scrivo.



PLAY:
I Saxon Sono stati una delle prime band leader della New Wave of British Heavy Metal, insieme a Judas Priest, Iron Maiden , Raven solo per citarne alcuni. Ma ben presto le lotte interne hanno gravemente rallentato lo slancio della band verso la fine degli anni '80, ma i Saxon hanno in qualche modo perseverato, registrando ed esibendosi costantemente , e alla fine ottenendo una credibilità di tutto rispetto nella comunità heavy metal, in particolar modo più nel resto d' Europa, che nella madrepatria Inghilterra
I Saxon si sono formati dalla fusione di due band, a Barnsley, nel South Yorkshire, nel 1977 dal cantante Peter "Biff" Byford , e dal chitarrista Paul Quinn che suonavano in una band chiamata Coast , Paul ha un amico anche lui chitarrista, Grahm Oliver, che con il bassista Steve Dawson e presto si unirà a loro il batterista Pete Gill - che avevano suonato tutti professionalmente o semi-professionalmente fin dal 1970,hanno una band chiamata Son of a Bitch , alla fine si unirono e decisero di chiamare la nuova band Saxon , ma, come molte aspiranti band heavy metal britanniche del giorno, il quintetto trovò estremamente difficile ottenere un contratto discografico nell'Inghilterra post-punk, finalmente firmato con la francese Carrere Records. Il conseguente, omonimo debut album del 1979 dei Saxon fu rovinato da un lavoro di produzione leggero, ma il gruppo esperto riuscì comunque a costruire un seguito forte facendo un tour inesorabile della Gran Bretagna, supportando tutti dai Motörhead ai Nazareth . La band riuscì quindi a capitalizzare tutto il lavoro svolto dal vivo con il suo secondo album, Wheels of Steel degli anni '80, che vantava una produzione molto più adatta, più pesante e metallica che alla fine ha fatto nuove canzoni (e standard futuri) come "Motorcycle Man", "747 (Strangers in the Night) ", e la title track gli rende una giustizia adeguata. L'album è stato subito annunciato come un classico della NWOBHM da fan e critici, e la band apparentemente stava arrivando all'apice.

https://www.youtube.com/playlist?list=PLQW91GaylGw9iqMsqWSZx39w3JYLuhX4y

I Saxon hanno continuato a pubblicare altri due album praticamente impeccabili , Strong Arm of the Law degli anni '80 e Denim and Leather del 1981, in tournée senza sosta in Gran Bretagna ed Europa, dove la nuova band di Ozzy Osbourne aprì per loro portando in scena per l'occasione il primo album Blizzard of Ozz! Nemmeno la mancanza di successo del gruppo nell'importante mercato statunitense (in cui la distribuzione di Carrere e le limitazioni promozionali stavano diventando completamente esposte) e la perdita del batterista fondatore Pete Gill (sostituito da Nigel Glockler , Gill avrebbe continuato a suonare con i Motörhead )fu in grado di rallentare lo slancio in avanti dei Saxon , e l' album dal vivo, The Eagle Has Landed , fu registrato nel 1982 per celebrare il loro miglior periodo.


https://www.youtube.com/playlist?list=PLL44kuYYS8ykNqcubywsIUcLMnhqfEnX_


Seguirono Power and the Glory del 1983 in seguito l'album Crusader del 1984 pur vendendo più di due milioni di copie fece notare una affievolirsi del heavy metal,la luce si stava spegnendo il seguente Innnocente is no Excuse del 1985 mandò in fumo il rapporto già tenue della band con Carrere Records che si deteriorò completamente a causa secondo Biff dell'incapacità dell'etichetta di espandere la popolarità dei Saxon ,secondo Carrere per l'incapacità dei Saxon di produrre del buon metal, i Saxon finirono il decennio in calando a causa di un suono sempre più melodico e meno metal,ritrovarono la giusta grinta a metà del decennio successivo con l'album Dogs of War album che vide l'addio di Oliver in disaccordo con il resto della band che stava tornando a picchiare duro, i Saxon con una formazione quasi totalmente cambiata ritrovano la via del metalllo grazie all'album Metalhead con brani che sfiorano lo speed metal (Conquistador)




L'album uscì per Steamhammer/SPV GmbH ,da allora non si sono più fermati anzi Biff si è messo anche in proprio pare che a Febbraio 2020 uscirà con un album solista.The Eagles Has Landed …again!

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Mi sono accorto che tra le varie biografie di band che hanno avuto un significato nella scena metal ho dimenticato una tra le band di punta della New Wave of British Heavy Metal i Saxon, quindi anche se non frega un cazzo a nessuno io un paio di cose le scrivo. « immagine » PLAY: I Saxon Sono...
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il Pirata

13 gennaio 2020 ore 15:41 segnala
Oggi 13/01/2020 Pantani avrebbe compiuto 50 anni. Per tutti, non solo per quelli della mia generazione, il tempo di rivedere mentalmente le vittorie, i suoi successi, i suoi trionfi è ancora scolpito in ognuno di noi.
Giro d’Italia, Tour de France , Giro e Tour in accoppiata e poi le tante tappe, sempre in salita, sempre dure, facili per te non per gli altri. Aggiungo poi i gesti e i tanti modi di porti che hanno fatto di te, Marco Pantani, una leggenda del ciclismo. Le mani sotto al manubrio per gli scatti in salita, il buttare a terra cappellino o bandana, gli arrivi liberatori e quei silenzi dopo il traguardo, quasi a volersi nuovamente concentrare per godersi da solo quegli attimi di grande corridore.
Viene detto spesso ehhh, quante ne hai combinate in questi 50 anni… verissimo. Ricordo le mille cadute, in allenamento, in gara che spesso ti hanno bloccato parte della carriera…una in particolare quella del valico di Chiunzi con tutta la squadra che ti aspetta e ti accompagna mestamente e con grande sofferenza al traguardo, un giro d’Italia sfigato. Però il Giro con maglia Carrera ti ha fatto conoscere, avevi anche i capelli, nelle battaglia e nelle prime vittorie contro il tuo compagno di squadra Chiappucci o contro quel mostro di regolarità di Miguelon Indurain o il giovane Berzin. Il primo podio rosa e poi la consacrazione contro Tonkov per la maglia finale. E la Francia, che gioia, che soddisfazione che godimento…il giallo. La tappe delle Deux Alpes, la crisi di Ulrich dopo le stoccate date lunghe il percorso battuto dal freddo e dall’acqua, eri insensibile. Sei un grande.
Hai scalfito la roccia granitica dell’arrogante Armstrong, proprio nella tua ultima vittoria , a Courchevel nel 2000. Eri giovane lì, ma di colpi ne avevi subiti tanti e sei sempre risalito. Queste sono state le grandi difficoltà, il ricominciare non solo dal punto di vista fisico, quello no, è stato facile, avevi un gran fisico, sempre pronto e la classe, poi, ha fatto la reale differenza, non dal punto di vista della testa, della psiche. Una terra inesplorata che forse non sei mai riuscito a capire. Una lotta con te stesso prima, per poi affrontare gli altri.
Hai 50 anni ora, sei molto maturo. Vecchio no, fa quasi ridere, perché rivedo mille volte quei tuoi scatti micidiali su di ogni salita, su ogni strappo, su ogni rampa…ecco quello ha lasciato inalterato il tempo, quello non cambia, non invecchia, non ingiallisce…è il ricordo di tutti noi. Buon Compleanno Marco, regalati una pedalatina dietro Cesenatico, la solita palestra naturale, poi una piadina.




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Oggi 13/01/2020 Pantani avrebbe compiuto 50 anni. Per tutti, non solo per quelli della mia generazione, il tempo di rivedere mentalmente le vittorie, i suoi successi, i suoi trionfi è ancora scolpito in ognuno di noi. Giro d’Italia, Tour de France , Giro e Tour in accoppiata e poi le tante tappe,...
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Oltre

10 gennaio 2020 ore 21:32 segnala


Oltre le sbarre e i confini
oltre il deserto e ancora più in là
stanotte è caduta una stella
proprio sull’orlo della libertà.
Come un amore senza più amanti
o una guerra senza più spade
si resta senza più fiato
come dopo una corsa ormai senza più strade.

Di fiato ne abbiamo sprecato
di grida di urla per avere di più
ed ora che il tempo è cambiato
resta la rabbia e niente più.
Perché per tutto ci vuol così tanto
perché dimmelo tu
si muore ubriachi di noia
si muore per Dio quando non ce la fai più.

Questo grande freddo
dai nostri cuori vedrai se ne andrà
verrà un nuovo giorno
e bruceremo queste città.

Oltre la notte ed il buio
oltre le ombre o ancora più in là
ti ho trovato spezzato diviso
caduto in ginocchio che chiedevi pietà.
Con un biglietto di sola andata
con un solo pezzo di verità
come ti avranno rubato
a quella voglia di libertà.

Oltre il dubbio ed il vuoto
oltre il silenzio ed ancora più in là
se hai spiato la morte
da dietro i vetri della tua età.
Ti prego ancora tieni duro
ho bisogno di te
per prendere al collo il futuro
per prenderci tutto
per me per te.



Una canzone stupenda dei Gang che parla dell'importanza di riprenderci la nostra libertà, anche se qualcuno, al potere, di continuo ce la nega.

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Oltre le sbarre e i confini oltre il deserto e ancora più in là stanotte è caduta una stella proprio sull’orlo della libertà. Come un amore senza più amanti o una guerra senza più spade si resta senza più fiato come dopo una corsa ormai senza più strade. Di fiato ne abbiamo sprecato di grida di...
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Scelte

09 gennaio 2020 ore 15:53 segnala
Nella vita capita di dover fare delle scelte possibilmente nel modo "giusto" , sei stato/a "giusto" nonostante il marciume che avevi attorno sei stato/a coerente ad ogni tuo valore allora hai scelto bene. Aver vissuto in un modo "giusto" non sempre significa non aver sbagliato,non aver fatto cazzate o non aver mai ferito nessuno.



Significa semplicemente aver imparato qualcosa , perché la differenza sta in quello che fai intenzionalmente, se hai fatto del male a qualcuno involontariamente, senza aver soddisfatto un tuo torna conto o quello di qualcun altro perché farlo sarebbe stato andare contro te stesso/a e quello in cui credi allora hai fatto la scelta giusta. Se hai scelto di farlo intenzionalmente per raggiungere i tuoi scopi personali allora non è la scelta giusta. Se hai condotto la tua vita nel "giusto" modo alla fine avrai capito che è proprio dagli sbagli dai fallimenti e dal dolore che ne deriva che riuscirai ad avere un buon carico di esperienza per la vita, un carico che ti potrà sembrare pesante durante il viaggio della vita che si farà sempre più pesante giorno dopo giorno, ma che ti aiuterà a crescere perché la crescita interiore non dipende solo dagli altri ma soprattutto dipende da noi stessi e da quel che scegliamo come cosa giusta o sbagliata da trattenere nel nostro bagaglio.
Per questo è indispensabile imparare a capire il prima possibile cosa è giusto e cosa non lo è,perché nella vita non avrai molte occasioni lei non aspetta che tu sia pronto…..lei passa e se non riesci a starle dietro alla fine riceverai più calci in culo che pacche sulle spalle . Ecco io ho sempre pensato di aver fatto le cose in modo "giusto" ma nonostante questo la vita mi ha riservato un sacco di calci nel culo quindi alla fine forse aveva ragione quel monaco buddhista,nel periodo in cui ho vissuto per oltre un anno in Thailandia, che negli anni 90 mi predisse il futuro, ma questa è un'altra storia e poi non credo in maghi streghe impostori e quant'altro nemmeno ad un fedele di Buddha , così vado avanti a prendere calci in culo dalla vita consapevole che questo prima o poi avrà un termine.

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Nella vita capita di dover fare delle scelte possibilmente nel modo "giusto" , sei stato/a "giusto" nonostante il marciume che avevi attorno sei stato/a coerente ad ogni tuo valore allora hai scelto bene. Aver vissuto in un modo "giusto" non sempre significa non aver sbagliato,non aver fatto...
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Carlos

08 gennaio 2020 ore 22:25 segnala
Era l' 8 Gennaio 1995 quando il mondo dello sport perse uno tra i migliori pesi medi della storia della boxe, Carlos Roque Monzón,morì a causa di un incidente in auto perse il controllo della sua auto mentre faceva ritorno al carcere dopo una giornata di libera uscita per buona condotta.



Carlos Monzon:
Mentre molti campioni di pugilato provenienti dagli Stati Uniti o dall'Europa provengono da quartieri difficili della città, la maggior parte dei migliori combattenti argentini si lancia verso le tristi province di frontiera per raggiungere le luci brillanti di Buenos Aires nella speranza di guadagnare fama e fortuna .
Questa è la storia di Carlos Roque Monzón. Era nato nella desolata città di San Javier, nella provincia di Santa Fe, il 7 agosto 1942, dove viveva in un'umile casa con i suoi genitori, che erano di origine indigena di Mocoví ,e quattro fratelli.
Ha abbandonato la scuola in terza elementare e ha immediatamente iniziato a lavorare per aiutare i suoi parenti. Ha lavorato duramente con una serie di lavori insoliti come il fattorino e il lattaio, ma in seguito ha scoperto che poteva anche guadagnare un po 'di soldi dal suo nuovo hobby del pugilato. Monzón arrivò a guadagnare fino a 50 pesos vincendo incontri backstreet generosamente organizzati. Cominciò a farsi strada tra i ranghi amatoriali e incontrò l'allenatore che lo avrebbe seguito per il resto della sua carriera e diventare una figura paterna e compagna di vita, Amilcar Brusa.
Monzón è diventato professionista nel 1963 all'età di 20 anni, vincendo il suo primo incontro con un knockout al secondo turno. Il peso medio alto sei piedi, duro come il selce ha combattuto per 19 combattimenti nei seguenti due anni. Ha perso tre volte in quel periodo in quello che è stato uno spietato processo di apprendimento per un pugile ancora in fase di sviluppo. Non avrebbe mai più provato la sconfitta sul ring. Soprattutto, da quando fu preso sotto l'ala del combattente Juan Carlos 'Tito' Lectura, patrono del pugilato di Buenos Aires, e promoter di incontri al Luna Park Colliseum. Il giornalista di pugilato riveduto Carlos Irusta incontrò per la prima volta Monzón in quel momento. Come molti esperti di combattimenti, inizialmente non fu colpito dall'aura del pugile di Santa Fe. "Era un ragazzo molto educato, ma non parlava molto", dice Irusta. "Non era carismatico. A quel punto Monzón era solo un altro pugile. Non dava l'impressione che sarebbe riuscito a raggiungere le vette del pugilato come seppe fare in seguito."


Nonostante la sua debole prima impressione, la reputazione professionale di Monzón è cresciuta grazie alle belle vittorie nell'arena di Lectura trasmesse dalla televisione nazionale. Alla fine gli è stata data l'opportunità di lottare per il titolo di campione argentino. Ha sorpreso quasi tutti battendo l'apprezzato Jorge Fernandez per diventare campione dell'Argentina il 13 settembre 1966. Da lì i suoi continui progressi sono continuati fino a quando non ha ottenuto una chanche al titolo mondiale dei pesi medi contro il grande pugile italiano Nino Benvenuti a Roma il 7 novembre , 1970. Ancora una volta, nessuno pensava che avesse molte possibilità di vittoria. "È stato un momento più romantico", ricorda Irusta. "Noi ci siamo riuniti per dare a Monzón una cena d'addio al Luna Park. C'erano molti di noi, e nessuno tranne Brusa, Lectura e un veterano giornalista, Simón Bronenberg credeva a Monzón." All'epoca il pubblico argentino era attratto da combattenti più carismatici, tra cui lo stesso Benvenuti, un'appassionata star di boxer-cum-movie il cui volto poteva essere visto su cartelloni giganti intorno a Buenos Aires, ricorda Irusta. "Carlos avrebbe potuto camminare su Corrientes Street con un vestito fosforescente e nessuno lo avrebbe riconosciuto", dice.
"Tutti gli occhi erano puntati su Benvenuti. Ho avuto la sensazione che lo spettatore medio pensasse: "Chi è questo Monzón, che sta andando a combattere il campione?"
"Buenos Aires si è fermata a guardare", dice Irusta. "Il giorno dopo tutti parlavano di Monzón. Se avesse perso, però, sarebbe stato solo un altro combattimento. "
Lottare contro i fan è stato uno shock. Il geniale Benvenuti è stato fatto sembrare obsoleto. I suoi pugni non sono riusciti ad atterrare mentre Monzón era preciso, impeccabile. Il round finale è parte del folklore della boxe.
Monzón ha battuto e mandato in frantumi il campione nel dodicesimo round prima di finirlo con il suo fulmineo pugno destro. Era una delle sfide più pure nella storia dello sport, ma altrettanto sorprendente era il modo in cui l'argentino si girava disinvolto e tornava al suo angolo dopo aver messo a segno colpi brutali, come se avesse appena preso a pugni il caporeparto in una fabbrica piuttosto che il campione dei pesi medi riverito del mondo. Quei tre minuti erano Monzón puri: meccanici, calcolatori, intelligenti e spietati. Benvenuti avrebbe ricevuto una rivincita l'anno seguente a Monte Carlo, ma questa volta è durato solo tre round. Monzón era passato da laconico ispano-provinciale a idolo internazionale.
Difese il suo titolo 14 volte senza perdere mai, un'impresa mai eguagliata prima o dopo nella divisione dei pesi medi. Ha concluso la sua carriera con un record professionale di 100 combattimenti, 87 vittorie, 10 pareggi e solo le tre sconfitte all'inizio della sua carriera. Oltre a Benvenuti, avrebbe riscritto la futura Hall of Fame di Emile Griffith e José Nápoles, nonché ogni altro concorrente di spicco della sua epoca. Monzón ha dominato la divisione dei pesi medi con una magnifica impunità prima di mostrare l'astuzia di dichiarare il suo ritiro il 30 luglio 1977 dopo una dura vittoria contro Rodrigo Valdez a Montecarlo. Dopo aver visto il suo volto sbrindellato nello specchio dopo l'incontro, Monzón sapeva che era ora di andare via da questo sport. Anche sotto l'intensa esposizione che viene dall'essere campione del mondo, nessun avversario è mai stato in grado di risolvere l'enigma di Monzón. Il suo stile non era né appariscente né impeccabile. Numerosi contemporanei farebbero eco ai sentimenti di Carlos Irusta sul primo spettacolo di Monzón sul ring - un pugile del suono ma niente di straordinario. Brusa, il suo allenatore e collega alla Hall of Fame, ha ricordato con divertimento questa tipica reazione in un'intervista con la rivista Gente . "Dopo aver vinto la sua nona difesa del titolo, l'allenatore di Mantequilla , Angelo Dundee - che è stato nell'angolo per Mohammed Ali e Sugar Ray Leonard, non meno - mi ha detto," Brusita, quanto è pratico questo ragazzo ! Ti distrugge a poco a poco ", ha detto Brusa.
Monzón è stato in grado di usare il suo fisico allampanato e apparentemente sgraziato a tutto vantaggio, confondendo i suoi avversari con una posizione eretta e una serie di colpi di scena difensivi e di prese dalla esperienza di Brusa come wrestler.
Aggiungete a questo la durezza granitica della sua struttura e un pugno ingannevolmente distruttivo da distanza ravvicinata e distanza, e gli avversari di Monzón devono aver sentito che stavano demolendo una bestia infernale che si arrampicava fuori da qualche insondabile fiuma delle Pampas.
Come tanti atleti emersi da duri e violenti retroscena, Carlos Monzón non aveva la capacità di sottomettersi pienamente alla vita comoda della fama e della fortuna che aveva guadagnato. Nei suoi primi giorni da pugile dilettante si trovò spesso nei guai con la legge. Ha scontato brevi periodi in carcere per aver istigato a una sommossa durante una partita di calcio e risse. Le voci, spesso sostenute da prove fisiche, di comportamenti violenti nei confronti delle donne con cui era coinvolto romanticamente lo perseguitavano per tutta la vita. Fu sparato due volte dalla sua prima moglie nel 1973, ma si riprese per continuare la sua carriera.
Carlos Irusta tenta di spiegare l'anomalia di un uomo così controllato all'interno delle corde di un ring di pugilato e ancora così selvaggio da esso:
"Ha bevuto molto e si potrebbe dire che era un ubriaco violento", dice il giornalista di El Grafico da lungo tempo. "Credo che quando non era in grado di esprimersi con le parole rispondeva con violenza. La differenza sul ring era che era il suo lavoro, e ha analizzato tutta la sua aggressività. Ha avuto una straordinaria freddezza ", ha detto. Un temperamento esplosivo e un comportamento burbero non sembravano rendere il pugile meno attraente per le donne di alto profilo, mentre al culmine della sua fama negli anni '70. L'apparizione nei film ha reso la sua stella più luminosa, ha spiegato Brusa nell'intervista di Gente .
"Quando Carlitos realizzò il film ' El Macho ', le donne impazzirono. Si sono lanciati contro di lui ", ha detto.
"L'attrice Ursula Andress è venuta da Los Angeles per cercarlo", ha detto Brusa, "gli ho detto di dimenticare le ragazze mentre era sul ring. E lui ha capito. "
L'Argentina è stata scandalizzata e affascinata quando il campione dei pesi medi ha iniziato una relazione con l'attrice più famosa del paese, Susana Giménez dopo che entrambi avevano recitato nel film, La Mary insieme nel 1974.
Monzón era ancora sposato all'epoca, ma il rapporto sarebbe continuato fino al suo ritiro nel 1977. Secondo quanto riferito, Giménez lo incoraggiò a lasciare lo sport e questo, insieme al suo stile di vita sempre più decadente, causò una caduta tra il pugile, Brusa e Lectura. La diva, oggi uno dei conduttori più popolari dell'Argentina, era un altro degli amanti di Monzón il cui viso a volte mostrava i lividi delle sue violente esplosioni domestiche. È stata la sua relazione con il cantante e attore, Cacho Castaña, che è stata accusata per la rottura.
Un anno dopo essersi separato con Giménez, Monzón ha incontrato Alicia Muñíz, la donna che sarebbe diventata la sua seconda moglie e madre di suo figlio, Maximiliano. Ancora una volta il rapporto si rivelò tumultuoso, ma questa volta si concluse in tragedia.
Anche se ufficialmente la coppia si era separata, erano insieme in un condominio di Mar del Plata nelle prime ore del mattino del 14 febbraio 1988. Ci fu una furibonda lite e la Muñíz finì morta, gettata dal balcone del secondo piano. Le prove forensi hanno dimostrato che l'ex pugile l'aveva strangolata prima della caduta. È stato condannato a 11 anni di carcere per omicidio.
"La gente era stupita quando è successo. Era una domenica durante l'estate, quando non c'erano molte notizie in corso. Tutti parlavano di come Monzón avesse ucciso Alicia. Non si parlava che potesse essere stato un incidente ", dice Irusta.
Sei anni dopo, anche Monzón era morto. Dato un giorno di congedo dal carcere per buona condotta, stava tornando in auto da solo la sera dell'8 gennaio 1995, quando perse il controllo del veicolo. Rotolò diverse volte e Monzón morì prima che i soccorsi potessero arrivare. La reazione del pubblico in Argentina è stata mista, dice Irusta.
"Da un lato, c'era un gruppo che lo considerava un assassino e lo hanno crocifisso", dice. "C'erano altri che, dal punto di vista sportivo, lo vedevano come un grande campione e come qualcuno che si prendeva cura della sua famiglia e si prendeva cura di loro. Ha sempre sostenuto di non ricordare cosa fosse successo quella notte con Alicia. Quando sono andato al suo funerale a Santa Fe, la gente cantava, " dale campeón " (forza campione ). "
"Per il popolo di Santa Fe, non è un assassino", dice Irusta. "A parte quegli eventi orrendi, è Monzón, il campione del mondo."
Nel mondo della boxe è ampiamente considerato essere tra i primi tre pesi medi di tutti i tempi. Mike Tyson, un devoto studioso della storia del pugilato durante gli allenamenti con Cus D'Amato, ha più volte professato la sua venerazione per il pugile argentino.

Carlos Roque Monzón (San Javier, 7 agosto 1942 – Los Cerrillos, 8 gennaio 1995)



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Era l' 8 Gennaio 1995 quando il mondo dello sport perse uno tra i migliori pesi medi della storia della boxe, Carlos Roque Monzón,morì a causa di un incidente in auto perse il controllo della sua auto mentre faceva ritorno al carcere dopo una giornata di libera uscita per buona condotta. «...
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Come una bestia feroce

03 gennaio 2020 ore 16:25 segnala
incipit:
Seduto sul cesso senz'asse nel retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo"Domattina sarò un uomo libero" ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto calendari sfogliati in prigione era tutt'altro che sfrenata.



Partiamo dall'inizio della storia è il 31 dicembre 1933 quando Hollywood partorisce una canaglia di nome Edward Bunker. Il piccolo Eddie conosce il disagio sociale. All’età di cinque anni, dopo il divorzio dei genitori passa da un collegio all’altro, continuando a scappare. Servizi sociali e prigione minorile all’età di dieci anni. Ospedale psichiatrico e riformatorio a tredici. A sedici anni viene arrestato, condannato e giudicato come un adulto. A diciassette anni si aprono le porte della prigione di San Quentin. Il più giovane recluso della storia del carcere di massima sicurezza della California, dove verrà battuto ogni primato per numero di accoltellamenti e omicidi in carcere .Quella di Bunker è una delle vicende più strane e sconvolgenti della letteratura contemporanea. Fin da bambino è chiara in lui una tendenza alla ribellione, a non accettare le regole, all’incapacità di inserirsi nella società. Lui, bambino solo, «cresciuto dallo Stato della California», un piccolo genio – quoziente intellettivo di 152 punti – ma considerato da tutti un pazzo, persino dal padre, tanto da finirci sul serio in ospedale psichiatrico, si sentirà sempre in guerra con il mondo, convinto che ad iniziare la battaglia sia stata la società e non lui.



In carcere deve difendersi in tutti i modi. Lui, il più piccolo e debole di tutti, in vista del pericolo è sempre il primo ad attaccare, tanto che gli stessi detenuti iniziano a temerlo. Bunker sembra condannato per tutta la vita ad entrare e uscire dal carcere e nonostante l’aiuto di Louise Fazenda, un’ex star del cinema muto e moglie del produttore cinematografico Hal B. Wallis, non riesce a stare lontano dai guai. Una volta fuori si allontana dal crimine per un po’, grazie a Louise, una sorta di madre adottiva, che lo proteggerà, gli troverà un lavoro e gli mostrerà il mondo dei ricchi. Ma nonostante tutto Bunker è attirato dalla strada, continua a frequentare personaggi della malavita e si rende responsabile di svariati reati. Traffico di droga, estorsione, rapina.
C’è da chiedersi: perché tutto questo? Perché Bunker non riesce a stare lontano dai guai anche con l’aiuto di una donna ricchissima e ammanicata come la signora Wallis? La vita di un carcerato era dura già allora, tuttavia, come ammette lo stesso Bunker, ai suoi tempi era più semplice per un ex-galeotto reinserirsi nella società rispetto ad oggi. In ogni caso Bunker, che in carcere ottiene addirittura una laurea, non si rassegnerà mai ad un lavoro umile ed onesto. L’ennesima condanna per un ex detenuto come lui. A questo stile di vita preferisce il crimine.
Bunker è destinato a tornare dentro. Ma prima di essere rinchiuso si darà alla fuga, diventando così uno dei dieci criminali più ricercati d’America. Una volta catturato finisce a Folsom, dove si finge pazzo e in mezzo ai pazzi, quelli veri, vivrà delle esperienze agghiaccianti. Dopo un breve periodo Bunker ritorna a casa, ovvero a San Quentin. Siamo nella seconda metà degli anni ’60 e Bunker è un uomo che si ritroverà a fare i conti con il delirio del razzismo, una vera e propria guerra tribale, dove bianchi e neri si uccidono senza motivo. A Bunker tutto questo sembra delirante, lui non è razzista e scriverà un saggio sotto forma di racconto sulla guerra razziale, che verrà pubblicato dalla rivista Harper’s. Da qui inizia il percorso di salvezza di Edward Bunker. A salvarlo non sarà Louise, che nel frattempo è venuta a mancare, ma la sua passione letteraria. Eddie amava i libri già da bambino, e in carcere si dà alla scrittura con costanza,scopre di non essere un criminale che diventa scrittore, ma uno scrittore che una volta è stato criminale, scrive decine di racconti che non vengono pubblicati da nessuno. Deve scrivere sei romanzi prima di riuscire a pubblicarne uno, il settimo, il primo che la gente potrà leggere: Come una bestia feroce (1973). Sarà l’inizio della sua carriera di narratore. Quando esce il suo primo libro, Bunker ha quarant’anni. Due anni più tardi riesce ad uscire dal carcere, definitivamente. Eddie ha chiuso con la vita da detenuto. Da Come una bestia feroce viene tratto un film, Vigilato speciale, (con Dustin Hoffman). Da Animal Factory l’omonimo lungometraggio,(dove appare in un cameo) diretto da Steve Buscemi. E così via. Bunker si presta come attore per alcuni film(tra gli altri Runaway Train che lo vede anche come sceneggiatore,Tango&Cash, Le Iene "Mr. Blu", per citarne alcuni)) e come anticipato, anche sceneggiatore ( De Niro lo apprezzava molto come scrittore e lo volle come suo consulente per "Heat", La sfida). Scrive di genere crime e poliziesco, proprio come i suoi romanzi, che lo consacrano come grande autore di noir.
Dopo la pubblicazione di Cane mangia Cane avvenuta nel 1995, il Los Angeles Times pubblicò un articolo in riferimento a Bunker e al suo nuovo romanzo, l'articolo si concludeva più o meno così : "Tarantino in confronto a Bunker sembra Walt Disney"
I suoi libri non sono importanti tanto per il valore letterario quanto per la testimonianza che riportano, per l’incredibile realtà che riescono a svelare. A Bunker non serve usare molto la fantasia, tutto quello che scrive è frutto di ciò che ha vissuto o che gli hanno raccontato persone nella sua stessa condizione di emarginato dalla società. È l’intera sua opera a nascere e a fondarsi dall’esperienza carceraria e dalla violenza vissuta.
Il 19 luglio 2005, Edward Bunker, malato di diabete, passa a miglior vita. Se ne va un criminale che ha trovato la salvezza attraverso la letteratura. Un percorso iniziato all’età di dieci anni e che in età matura l’ha portato al successo, senza dover tornare a delinquere. Un percorso difficile, sofferto, caparbio, portato avanti con ostinazione, grazie a quella macchina da scrivere donatagli da Louise. Venticinque anni, dentro quella cella, a continuare a provarci. Finché non ce l’ha fatta. Fino a diventare Edward Bunker, un duro della letteratura contemporanea.

original music by David Shire:



Metropolitan Ratto Sweet:
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incipit: Seduto sul cesso senz'asse nel retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo"Domattina sarò un uomo libero" ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto...
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03/01/2020 16:25:16
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Long Haired Punks

27 novembre 2019 ore 14:56 segnala


Un'influenza fondamentale sull'evoluzione del metal estremo,ecco cosa erano e cosa sono i Venom, band all'avanguardia della N W O B H M. Influenzati dalla cruda intensità di Motörhead e dal flash visivo di Kiss , svilupparono un suono cupo e avvolgente che aprì la strada alla successiva ascesa della musica thrash; allo stesso modo, la loro immagine macabra e orgogliosamente satanica - il loro debutto emblematico è stato intitolato Welcome to Hell - si è rivelata una grande fonte d'ispirazione per le band black metal che apparivano sulla loro scia, persino dando al genere il suo nome con l'uscita del loro influente secondo anno 1982 LP Black Metal .





Nonostante gli innumerevoli cambiamenti del personale nel corso degli anni, e più di un po 'di acrimonia interna, Venom ha continuato a girare e rilasciare nuova musica, pubblicando il loro 15 ° long-player in studio, Storm the Gates , nel 2018. Andiamo con ordine, PLAY :
Formati nel 1978 a Newcastle, in Inghilterra, Venom hanno subito alcuni cambiamenti strutturali prima di stabilirsi in un trio di base composto dal cantante / bassista Conrad "Cronos" Lant , il chitarrista Jeff "Mantas" Dunn e il batterista Tony "Abaddon" Bray . Traendo ispirazione da una gamma versatile di artisti tra cui Black Sabbath , Judas Priest , Sex Pistols , the Who , the Tubes ed Elvis Presley , la band ha evitato l'abilità tecnica a favore del potere cinetico, impiegando uno stile selvaggiamente veloce di diavoleria sonora che aveva molto in comune con il punk hardcore e l'heavy metal - nonostante la loro ossessione lirica e visiva per il diavolo, il gruppo ha costantemente affermato di preferire il valore di shock al vero satanismo. I Venom pubblicarono il loro album di debutto, Welcome to Hell , nel 1981 tramite la Neat Records. Ruvido, rumoroso e traboccante di intenti malvagi, l'LP e il suo follow-up Black Metal (1982), contribuirono a spianare la strada a death metal e thrash: nessuno dei due album era un album assolutamente commerciale, ma da allora sono stati ritenuti fondamentali dalla comunità heavy metal. At War with Satan , un concept album su una guerra tra paradiso e inferno (indovina chi vince), è arrivato nel 1983, seguito nel 1985 dal più snello Possessed - la traccia del titolo è riuscita a farsi strada nel Parent Music Resource Center del " Elenco di Quindici ". Entrambi gli album hanno avuto un grande successo, ma la frenetica interpretazione di Venom sul genere era stata perfezionata da artisti emergenti come Slayer , Megadeth e Metallica , Metallica i quali aprevano i live per Venom solo pochi anni prima. Mantas lasciò il gruppo sulla scia del live Eine Kleine Nachtmusik del 1986, lasciando il posto ai chitarristi Matt Hickey e Jimmy Clare, entrambi i quali fecero il loro debutto in studio sul Calm Before the Storm del 1987. I cambi di lineup avrebbero continuato a tormentare la band nel prossimo decennio, con Cronos che ha rinunciato prima dell'uscita del Prime Evil del 1989, e portando Hickey e Clare con sé per intraprendere una carriera da solista. L'album comprendeva una troupe composta da Abaddon , l'ex cantante / bassista degli Atomkraft Tony "The Demolition Risk" Dolan , il chitarrista Al Barnes e un Mantas di ritorno. Questa nuova versione di Venom - meno Barnes , che è stata sostituita dal chitarrista Steve "War Maniac" White - ha lanciato altri due album, Temples of Ice (1991) e The Waste Lands (1992), entrambi scomparsi sotto il radar , dovuto in gran parte al fiorente grunge e alle scene rock alternative. Il trio di Mantas , Abaddon e Dolan ha continuato a girare per la metà del decennio, anche se non c'erano nuove registrazioni in studio .
Il ritorno di Cronos nel 1996 fece sì che i fan si rallegrassero e Dolan si scontrasse, e produsse Cast in Stone del 1997, il primo album dei Venom in 12 anni a presentare la formazione originale - il ritorno all'azione integrale del gruppo fu annunciato dal rilascio di l'EP Venom '96 . La riunione ebbe breve durata, tuttavia, poiché dopo un tour mondiale a sostegno dell'LP, Abaddon lasciò il gruppo. Cronos ha arruolato suo fratello Antony "Antton" Lant per ottenere il kit sull'album numero dieci, Resurrection del 2000. Antton sarebbe rimasto nel 2006 per Metal Black e Hell del 2008, ma la partenza di Abbadon , insieme a un cast di chitarristi rotanti, lasciò Cronos l'unico membro fondatore rimasto del gruppo. Per rendere le cose ancora più complicate, nel 2014 Jeff "Mantas" Dunn , Tony "Demolition Man" Dolan e Tony "Abaddon" Bray hanno iniziato il loro progetto chiamato Venom Inc. , e pubblicato il loro album di debutto, Avé , nel 2017 tramite Nuclear Blast . Venos di Cronos , che ora includeva il chitarrista La Rage e il batterista Dante, firmò un accordo con gli Spinefarm e pubblicò Fallen Angels del 2011. Il quattordicesimo album dei Venom , From the Very Depths , è stato pubblicato nel 2015



Con Storm the Gates in arrivo tre anni dopo. L'anno seguente vide l'uscita di In Nomine Satanas , un lussuoso cofanetto con versioni deluxe dei loro primi quattro album in studio - con la classica formazione di Cronos , Mantas e Abaddon - e il concerto del 1986 Eine Kleine Nachtmusik .
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« immagine » Un'influenza fondamentale sull'evoluzione del metal estremo,ecco cosa erano i Venom erano all'avanguardia della N W O B H M. Influenzati dalla cruda intensità di Motörhead e dal flash visivo di Kiss , svilupparono un suono cupo e avvolgente che aprì la strada alla successiva ascesa d...
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27/11/2019 14:56:21
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No Feelings

07 novembre 2019 ore 16:01 segnala
Stamattina ho sbagliato e invece di schiacciare il tasto play del mio stereo ho inavvertitamente fatto tunner non so su quale stazione radio fosse sintonizzata fatto sta che proprio in quel momento davano "Questione di feeling" più precisamente la strofa che fa



Aprendo l’anima così,
lasciando uscire quello che
ognuno ha dentro,
questione di feeling
lasciando emergere in noi
spontaneamente quel che c’è
nascosto in fondo

Non è proprio il mio genere musicale preferito,anzi, ma quando ho pensato di scrivere due righe sui social, non so perché ma la mia mente malata è andata a ripescare in qualche angolo polveroso della mia memoria questa canzone. All’inizio non ci ho fatto caso, ma poi col passare delle ore, non riuscivo a togliermI dalla testa quel fottuto ritornello.“Devo capire il perché” mi sono detto, e così ho cercato il testo e devo dire che sono rimasto piuttosto stupito. Mina e Cocciante ovviamente si riferiscono a tutt’altro, ma le loro parole esprimono quello che penso a proposito dei Social e roba simile.
E’ tutta questione di feeling. Di quale rapporto vuoi instaurare con chi ti legge, di quanto decidi di dare a chi naviga nei tuoi profili,di quale parte di te stesso hai voglia di mostrare. Parlare di Social per me è difficile in quanto ignorante in materia ma penso che se non hai abbastanza empatia il tutto risulta falso e noioso. Instaurare rapporti e creare relazioni personali on line senza il giusto feeling è un’impresa disperata: capire se può esserci un buon contatto con chi sta dall’altra parte del monitor è fondamentale.
Quindi questo è lo spirito con cui scrivo nel mio blog, senza dimenticare che dall’altra parte del video c’è una persona reale, ci sei tu per la precisione,
e purtroppo per te dall'altra ci sono io che in realtà sono più da No Feelings dei Pistols che da "Questione di feeling" di Mina e Cocciante, e quindi chi se ne frega dopo tutto se non c'è feelings , continuo di per me stesso e auguri a chi cerca un buon feeling

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Stamattina ho sbagliato e invece di schiacciare il tasto play del mio stereo ho inavvertitamente fatto tunner non so su quale stazione radio fosse sintonizzata fatto sta che proprio in quel momento davano "Questione di feeling" più precisamente la strofa che fa « immagine » Aprendo l’anima...
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07/11/2019 16:01:27
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Inchiostro Sprecato

21 ottobre 2019 ore 14:43 segnala
Titolo perfetto per il mio blog se non fosse che già ne ha uno,questa è una collana di libri scritta da artisti della scena metal,punk e rock italiana.



Inchiostro Sprecato è un progetto narrativo la cui prima collana raccoglie opere di artisti noti della scena rock, metal e punk tricolore. Fautori di questa nuova impresa editoriale sono: Paolo Merenda (Alessandria), Fabio di È Un Brutto Posto Dove Vivere (Padova) e Marco TPIC Editions (Campobasso).
La produzione è 100 % D.I.Y., ma la volontà è di fare le cose per bene, divulgando controcultura di qualità in stile Millelire con libretti in formato A6, stampati professionalmente su carta patinata a effetto rivista Già fuori tre volumetti:
La prima uscita è una piccola antologia di racconti brevi di Carlo Cannella, ex Dictarista, Stige e Affluente, con copertina a cura di Delicatessen. Lo stile di Cannella è sempre piuttosto dissacrante, anche se non mancano momenti più intimi
Nella seconda Mauro Codeluppi dei Raw Power ci racconta uno dei suoi tanti aneddoti in tour, con una vena ironica da narratore di razza (anche se questo è il suo debutto come autore).
Chiude il trittico iniziale la coppia Antonio Baciocchi AldOne Santarelli con un tema comune, ossia la guerra. Antonio “Tony Face” ci racconta una storia di partigiani delle sue parti (le montagne piacentine), mentre Aldo, in bilico tra realtà e fantascienza, si inventa una storia di mercenari. Anche in questo caso le illustrazioni sono curate da Delicatessen.
I libri della collana Inchiostro Sprecato possono essere acquistati soltanto attraverso la pagina facebook poiché il progetto 100 % autodistribuito oltre che autoprodotto. In alternativa, si possono trovare i libretti ai banchetti dei coproduttori, durante gli eventi segnalati sulla pagina. Nell’immagine sopra potete visionarne le copertine!
È inoltre attivo un contest per raccogliere racconti nella collana Racconti da visita, dove sono richieste storie di senso compiuto (non poesia o aforismi quindi), che non superino l’ingombro di un semplice biglietto da visita


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Titolo perfetto per il mio blog se non fosse che già ne ha uno,questa è una collana di libri scritta da artisti della scena metal,punk e rock italiana. « immagine » Inchiostro Sprecato è un progetto narrativo la cui prima collana raccoglie opere di artisti noti della scena rock, metal e punk...
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Hardcore for fun!

18 ottobre 2019 ore 15:56 segnala
Oggi cazzeggiando tra i blog di chatta sono incappato in quello di @CoffeDave che mi ha riacceso la spia dell'hardcore, un movimento che ho sempre apprezzato,quindi Play:
Veloce, rumoroso e furioso: questi sono gli elementi dell'hardcore . Fin dalla sua nascita alla fine degli anni '70, l'hardcore iniziò a raccogliere gli atteggiamenti e i messaggi utilizzati dalle prime band punk, impostandoli a guidare linee di chitarra e batteria che erano selvaggiamente incontrollate rispetto a quelle suonate da band precedenti che rientravano nella descrizione punk. Più veloci e più pesanti di altre band punk contemporanee, le canzoni hardcore erano spesso molto brevi e molto frenetiche.


All'inizio, il punk hardcore era principalmente un fenomeno negli Stati Uniti. I punk hardcore sono diventati popolari alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80 , accadendo in più città negli Stati Uniti quasi contemporaneamente. I musicisti che erano stati cresciuti su heavy metal ma che erano stati influenzati dal punk stavano prendendo queste due influenze, combinandole e accelerandole in qualcosa di eccitante e inaudito.
Sulle coste opposte, tre bande hanno contribuito a inaugurare l'era dell' hardcore i Black Flag di Los Angeles i Minor Threat di Washington DC e i Bad Brains sono stati i pionieri primari del suono hardcore,






che ha anche inaugurato l'era dello slam dance negli spettacoli punk rock. Mentre era in circolazione da un po 'di tempo negli spettacoli punk rock, l'intensità della musica hardcore l'ha davvero portata in risalto.Con la nascita di queste prime scene è arrivata un'etica fai-da-te che ha permesso alle scene hardcore di apparire dappertutto. Il Midwest è stato particolarmente denso: a Detroit, a Lansing, nel Michigan, The Meatmen ha iniziato una scena; e St. Paul, Minneapolis ha generato l'incredibile complesso Husker Du , che ha mescolato jazz, psichedelia, folk acustico e pop con i loro riff hardcore.



L'hardcore stava scoppiando dappertutto. Il Nevada ebbe i 7 seconds, il New Jersey ebbe i Misfits e i Gang Green imperversavano a Boston. New York stava organizzando spettacoli hardcore dai Beastie Boys, una band hardcore che in seguito sarebbe stata meglio conosciuta come una band rap.
Una volta iniziato il suono, era impossibile mettergli un coperchio. In sostanza, qualsiasi città o città abbastanza grande da avere una scena sembrava avere una scena hardcore, con il suo pezzo di band hardcore locali e seguaci hardcore locali. Questo continua ad essere il caso, e mentre era e continua ad essere principalmente popolare negli Stati Uniti, le scene hardcore sono evidenti in tutto il mondo.
I dischi hardcore sono una parte essenziale della scena hardcore. Senza di loro, non avremmo una storia registrata della musica . Al suo centro, tuttavia, la musica hardcore e la sua scena comprensiva riguardavano e riguardano davvero lo spettacolo hardcore, in cui tutta l'etica del fai-da-te si unisce. Anche ora, spettacoli di house e club hardcore accadono ovunque, con gruppi che si riuniscono per suonare da scantinati e garage.
L'hardcore continua ad essere un sottogenere della musica con un forte seguito. Mentre ha spianato la strada al thrash metal e ad altri suoni pesanti, molte delle prime band hardcore sono ancora insieme e nuove band si formano costantemente. Insieme alla marea continua dell'hardcore c'è un'ondata di band conosciute come post-hardcore.
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Oggi cazzeggiando tra i blog di chatta sono incappato in quello di @CoffeDave che mi ha riacceso la spia dell'hardcore, un movimento che ho sempre apprezzato,quindi Play: Veloce, rumoroso e furioso: questi sono gli elementi dell'hardcore . Fin dalla sua nascita alla fine degli anni '70, l'hardcore...
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18/10/2019 15:56:28
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