Come una bestia feroce

03 gennaio 2020 ore 16:25 segnala
incipit:
Seduto sul cesso senz'asse nel retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo"Domattina sarò un uomo libero" ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto calendari sfogliati in prigione era tutt'altro che sfrenata.



Partiamo dall'inizio della storia è il 31 dicembre 1933 quando Hollywood partorisce una canaglia di nome Edward Bunker. Il piccolo Eddie conosce il disagio sociale. All’età di cinque anni, dopo il divorzio dei genitori passa da un collegio all’altro, continuando a scappare. Servizi sociali e prigione minorile all’età di dieci anni. Ospedale psichiatrico e riformatorio a tredici. A sedici anni viene arrestato, condannato e giudicato come un adulto. A diciassette anni si aprono le porte della prigione di San Quentin. Il più giovane recluso della storia del carcere di massima sicurezza della California, dove verrà battuto ogni primato per numero di accoltellamenti e omicidi in carcere .Quella di Bunker è una delle vicende più strane e sconvolgenti della letteratura contemporanea. Fin da bambino è chiara in lui una tendenza alla ribellione, a non accettare le regole, all’incapacità di inserirsi nella società. Lui, bambino solo, «cresciuto dallo Stato della California», un piccolo genio – quoziente intellettivo di 152 punti – ma considerato da tutti un pazzo, persino dal padre, tanto da finirci sul serio in ospedale psichiatrico, si sentirà sempre in guerra con il mondo, convinto che ad iniziare la battaglia sia stata la società e non lui.



In carcere deve difendersi in tutti i modi. Lui, il più piccolo e debole di tutti, in vista del pericolo è sempre il primo ad attaccare, tanto che gli stessi detenuti iniziano a temerlo. Bunker sembra condannato per tutta la vita ad entrare e uscire dal carcere e nonostante l’aiuto di Louise Fazenda, un’ex star del cinema muto e moglie del produttore cinematografico Hal B. Wallis, non riesce a stare lontano dai guai. Una volta fuori si allontana dal crimine per un po’, grazie a Louise, una sorta di madre adottiva, che lo proteggerà, gli troverà un lavoro e gli mostrerà il mondo dei ricchi. Ma nonostante tutto Bunker è attirato dalla strada, continua a frequentare personaggi della malavita e si rende responsabile di svariati reati. Traffico di droga, estorsione, rapina.
C’è da chiedersi: perché tutto questo? Perché Bunker non riesce a stare lontano dai guai anche con l’aiuto di una donna ricchissima e ammanicata come la signora Wallis? La vita di un carcerato era dura già allora, tuttavia, come ammette lo stesso Bunker, ai suoi tempi era più semplice per un ex-galeotto reinserirsi nella società rispetto ad oggi. In ogni caso Bunker, che in carcere ottiene addirittura una laurea, non si rassegnerà mai ad un lavoro umile ed onesto. L’ennesima condanna per un ex detenuto come lui. A questo stile di vita preferisce il crimine.
Bunker è destinato a tornare dentro. Ma prima di essere rinchiuso si darà alla fuga, diventando così uno dei dieci criminali più ricercati d’America. Una volta catturato finisce a Folsom, dove si finge pazzo e in mezzo ai pazzi, quelli veri, vivrà delle esperienze agghiaccianti. Dopo un breve periodo Bunker ritorna a casa, ovvero a San Quentin. Siamo nella seconda metà degli anni ’60 e Bunker è un uomo che si ritroverà a fare i conti con il delirio del razzismo, una vera e propria guerra tribale, dove bianchi e neri si uccidono senza motivo. A Bunker tutto questo sembra delirante, lui non è razzista e scriverà un saggio sotto forma di racconto sulla guerra razziale, che verrà pubblicato dalla rivista Harper’s. Da qui inizia il percorso di salvezza di Edward Bunker. A salvarlo non sarà Louise, che nel frattempo è venuta a mancare, ma la sua passione letteraria. Eddie amava i libri già da bambino, e in carcere si dà alla scrittura con costanza,scopre di non essere un criminale che diventa scrittore, ma uno scrittore che una volta è stato criminale, scrive decine di racconti che non vengono pubblicati da nessuno. Deve scrivere sei romanzi prima di riuscire a pubblicarne uno, il settimo, il primo che la gente potrà leggere: Come una bestia feroce (1973). Sarà l’inizio della sua carriera di narratore. Quando esce il suo primo libro, Bunker ha quarant’anni. Due anni più tardi riesce ad uscire dal carcere, definitivamente. Eddie ha chiuso con la vita da detenuto. Da Come una bestia feroce viene tratto un film, Vigilato speciale, (con Dustin Hoffman). Da Animal Factory l’omonimo lungometraggio,(dove appare in un cameo) diretto da Steve Buscemi. E così via. Bunker si presta come attore per alcuni film(tra gli altri Runaway Train che lo vede anche come sceneggiatore,Tango&Cash, Le Iene "Mr. Blu", per citarne alcuni)) e come anticipato, anche sceneggiatore ( De Niro lo apprezzava molto come scrittore e lo volle come suo consulente per "Heat", La sfida). Scrive di genere crime e poliziesco, proprio come i suoi romanzi, che lo consacrano come grande autore di noir.
Dopo la pubblicazione di Cane mangia Cane avvenuta nel 1995, il Los Angeles Times pubblicò un articolo in riferimento a Bunker e al suo nuovo romanzo, l'articolo si concludeva più o meno così : "Tarantino in confronto a Bunker sembra Walt Disney"
I suoi libri non sono importanti tanto per il valore letterario quanto per la testimonianza che riportano, per l’incredibile realtà che riescono a svelare. A Bunker non serve usare molto la fantasia, tutto quello che scrive è frutto di ciò che ha vissuto o che gli hanno raccontato persone nella sua stessa condizione di emarginato dalla società. È l’intera sua opera a nascere e a fondarsi dall’esperienza carceraria e dalla violenza vissuta.
Il 19 luglio 2005, Edward Bunker, malato di diabete, passa a miglior vita. Se ne va un criminale che ha trovato la salvezza attraverso la letteratura. Un percorso iniziato all’età di dieci anni e che in età matura l’ha portato al successo, senza dover tornare a delinquere. Un percorso difficile, sofferto, caparbio, portato avanti con ostinazione, grazie a quella macchina da scrivere donatagli da Louise. Venticinque anni, dentro quella cella, a continuare a provarci. Finché non ce l’ha fatta. Fino a diventare Edward Bunker, un duro della letteratura contemporanea.

original music by David Shire:



Metropolitan Ratto Sweet:
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incipit: Seduto sul cesso senz'asse nel retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo"Domattina sarò un uomo libero" ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto...
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03/01/2020 16:25:16
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Commenti

  1. WattieBuchan 05 gennaio 2020 ore 10:51
    Ciao zio ;-) gran bel pezzo adoro Bunker ho letto alcuni suoi libri di questo ho letto e visto il film,scontato dire che è meglio il libro poi Hoffman nei panni di Eddie ce lo vedo poco,notavo che sono il primo a commentare il tuo post pensavo che in una chat di cervelloni tutti conoscessero Bunker e che ti avessero sommerso di insulti per aver postato le avventure di un criminale,ma probabilmente fa parte di una letteratura non adeguata a chatta.Continua così sei un grande!

    però il bel faccino pulito di Eddie la potevi mettere :-)))
    :ok
  2. LupaTepes.x 05 gennaio 2020 ore 13:41
    un invito a non mollare. mai.

    grazie zione...
  3. Paolo.Indaro 05 gennaio 2020 ore 23:04
    @WattieBuchan :

    buahhhh wattie, cazzo fantasia zero eh?
    però conosci Bunker un punto a tuo favore!
    Ah, 'nculet somaroooo! :-))
  4. Paolo.Indaro 05 gennaio 2020 ore 23:10
    @LupaTepes.x:
    e chi molla, non sono stato io.

    :prot
  5. LupaTepes.x 05 gennaio 2020 ore 23:18
    io, però piccola piccola 0:-)
  6. Paolo.Indaro 11 gennaio 2020 ore 23:08
    @WattieBuchan :

    Mò la foto di Eddie L'ho messa vediamo se hai ancora sa dire!

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