Dignità valore inalienabile

17 febbraio 2017 ore 13:36 segnala


Debbo ringraziare Njlo che, invitando Evelin64 in un commento sulla sua bacheca, dove poneva l’attenzione sull'eutanasia, a scrivere sulla dignità, mi ha incuriosita sul significato di questo concetto, che spesso diamo per scontato e quindi tutti crediamo di conoscere.
Voglio partire dalla sua nascita, che viene datata intorno al 300 a.c. con la nascita dello Stoicismo antico, corrente filosofica nata ad Atene con Zenone di Cizio. che affermava l'identità delle virtù negli uomini a prescindere dal ceto sociale e dal sesso di modo che ogni essere umano era libero di impegnarsi nella ricerca della saggezza che implicava l'indifferenza nei confronti del corpo e dei suoi dolori.
In seguito tale concetto venne ripreso dal Cristianesimo che affermava che l’uomo era fatto ad immagine e somiglianza di Dio, va da se quindi capire che il significato di dignità non era rivolta ad un mondo terreno, ma al mondo spirituale dell’uomo.
Durante il Rinascimento, proprio in contrapposizione ai valori prettamente spirituali della Chiesa, che veniva accusata di aver svalutato il mondo terreno, l’uomo venne considerato un essere di natura indeterminata in grado di compiere autonomamente le proprie scelte di vita.
Filosofi come Hobbes, Montesquieu gli attribuirono un significato elitario, collegandolo ad un concetto di carica pubblica, di alto dignitario, ben lontano dal concetto moderno.
Dobbiamo arrivare alla filosofia morale di Kant, per dire che la dignità viene riconosciuta ad ogni uomo in quanto essere razionale e perciò degno di essere considerato sempre come fine mai come mezzo. ( Agisci in modo da trattare l'uomo, così in te come negli altri, sempre come fine e mai come mezzo). Questo porta a vedere l’uomo non solo nel suo aspetto materiale, ma anche nel suo essere spirituale, non inteso in termini religiosi ovviamente, ma come essere sovrasensibile.
Quindi per concludere che significato ha assunto il concetto di dignità nella nostra società attuale riporto una definizione che mi piace “Con il termine dignità, ci si riferisce al valore intrinseco dell'esistenza umana che ogni uomo, in quanto persona, è consapevole di rappresentare nei propri principi morali, nella necessità di liberamente mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta.”
Quindi dignità e umanità, vanno di pari passo insieme al termine libertà, senza la quale non vi è dignità dell’uomo.
Tutti gli uomini, senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, grado d'istruzione, nazionalità, cultura, impiego, opinione politica o condizione sociale meritano un rispetto incondizionato, sul quale nessuna "ragion di Stato", nessun "interesse superiore", la "Razza", o la "Società", può imporsi.
Si potrebbe dire ancora molto sulla dignità, ma voglio concludere citando due grandi uomini, Sandro Pertini, che affermo che l’uomo senza lavoro viene privato della sua dignità, Papa Bergoglio, che ha affermato “.. Le persone sono meno importanti delle cose che danno profitto a quelli che hanno il potere politico, sociale, economico. A che punto siamo arrivati? Al punto che non siamo consci di questa dignità della persona; questa dignità del lavoro... Dove non c’è lavoro manca la dignità. “
Lascio a ciascuno trarre le proprie conclusioni, dicendo che non dovrebbe esiste uomo al mondo a cui qualcuno potrebbe arrogarsi il diritto di privarlo della proprio dignità, sotto qualunque forma,
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« immagine » Debbo ringraziare Njlo che invitando Evelin64,in un commento sulla sua bacheca che poneva l’attenzione sull’eutanasia, a scrivere sulla dignità, mi ha incuriosita sul significato di questo concetto, che spesso diamo per scontato e quindi tutti crediamo di conoscerlo. Voglio partire d...
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"La dolce morte" facciamo chiarezza

15 febbraio 2017 ore 14:31 segnala

Stamattina leggendo la bacheca di Evelin64, che pone l’attenzione sull'eutanasia e ricordandomi anche il fatto di cronaca di ieri che poneva l’accento sulla sedazione profonda in prossimità della morte e in assenza di possibilità di altro controllo per il dolore, ho voluto informarmi per chiarirmi le idee in merito, sulla diversità di queste pratiche, questo mi ha portato a voler fare chiarezza sia sui termini usati, sia sulle differenti modalità che vengono messe in atto, complice anche la mia professione nel campo sanitario.
Partiamo da quello che si può applicare in Italia LA SEDAZIONE PROFONDA che cosa è, come viene applicata e quando può essere applicata:
La sedazione profonda o palliativa è la somministrazione di farmaci atti ad indurre nel paziente un sonno profondo, quando ci si trova in presenza di sintomi refrattari ( con tale termine si indicano quei sintomi che non rispondono a nessun trattamento sanitario specifico e sono il dolore, la mancanza di respiro e il vomito), per malattie inguaribili e nell'imminenza della morte naturale. Questo trattamento è finalizzato al controllo della sofferenza fisica e psichica e dal comitato di Bioetica Italiano non è considerato una forma di eutanasia ma una terapia palliativa medica atta ha sedare i dolore . Chiaramente è il malato a scegliere questa possibilità, rispetto ad altri interventi terapeutici. http://www.curecare.it/area-divulgativa-3/approfondimenti-dal-mondo-5/678-sedazione-palliativa-alla-fine-della-vita-linee-guida-aggiornate
IL SUICIDIO ASSISTITO
Con Suicidio assistito si intende che alla persona , che lo vuole praticare, vengono messi a disposizione i farmaci atti allo scopo, sotto forma di bevanda, oppure tramite una flebo o somministrati attraverso un sondino naso gastrico, è il paziente che deve assumere direttamente il farmaco, senza l’aiuto di nessuno in quanto altrimenti diverrebbe eutanasia attiva che non è ammessa negli stati in cui si pratica il suicidio assistito. Chiaramente il paziente deve essere cosciente e consapevole di quello che sta facendo, in quanto si potrebbe incorrere in casi in cui il suicidio venga indotto a soli scopi egoistici e di interesse da parte di terzi puniti dalla legge. Questo tipo di pratica, che non è considerata medica, è applicata in Svizzera presso cliniche private con associazioni che se ne occupano, molto raramente viene fatta presso strutture pubbliche. https://it.wikipedia.org/wiki/Suicidio_assistito
EUTANASIA ATTIVA
Con questo termine si intende quella pratica, considerata medica, la quale attraverso una puntura letale pone fine alla vita del paziente con il suo consenso. La sostanza che viene usata è cloruro di potassio. E’ praticata e legalizzata in Europa in questi paesi: Belgio, Olanda e Lussemburgo
EUTANASIA PASSIVA
Per eutanasia passiva si intende l’interruzione delle cure, sempre su richiesta e con il consenso del paziente.
Esiste la possibilità da parte del paziente di esprimere la sua volontà anticipatamente nel caso in cui sia impossibilitato ad autodeterminarsi, si chiama Dat ( disposizioni anticipate di trattamento) ed è regolamentato da un ddl sulla fine della vita, che prevede: “..ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari."
Non voglio entrare in merito a questioni etico-religiose, ognuno trarrà le proprie conclusioni, l’unica cosa che però voglio esprimere è che sia data alla persona la possibilità di avere una morte dignitosa e una qualità di vita accettabile quando giunge alla fine.
Spero di essere riuscita a chiarire le varie pratiche che oggi esistono in merito alla “ dolce morte”
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« immagine » Stamattina leggendo la bacheca di Evelin64, che pone l’attenzione sull'eutanasia e ricordandomi anche il fatto di cronaca di ieri che poneva l’accento sulla sedazione profonda in prossimità della morte e in assenza di possibilità di altro controllo per il dolore, ho voluto informarmi ...
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01 febbraio 2017 ore 14:44 segnala


Oggi mentre camminavo per strada mi è tornata in mente una frase che mi disse tempo fa una persona a me cara, che non era proprio uno schiocco superficiale, anzi ..la frase è questa: “ Tutti noi siamo bisessuati, è la cultura che ci ha portato a discriminare”.
Quello che mi piacerebbe fare è cercare di fare un po’ di chiarezza, fra tutte le varie “etichette” che vengono usate per definire i gusti sessuali, che mi sembrano solo voler dividere le persone in categorie, mentre chi vi appartiene mi pare che gli serva esclusivamente per assumere una identità di appartenenza, sempre restando ferma nella mia idea che siamo tutte persone e che tutte formiamo il genere umano, ma visto che dobbiamo per forza catalogarci, almeno è giusto capire le categorie esistenti, sempre che nel frattempo non ne nascano di nuove.

Eterosessualità: deriva dal greco heteros, che significa "differente" mentre sessualità deriva dal latino sexus. Il termine "eterosessuale" venne inventato nel 1868 in opposizione al termine "omosessuale", entrambi coniati dal letterato ungherese di lingua tedesca Karl-Maria Kertbeny (1824-1882), e venne pubblicato per la prima volta nel 1869. "Eterosessuale" venne inserito per la prima volta nel 1923 nel Nuovo Dizionario Internazionale della Merriam-Webster, come termine medico per "passione sessuale morbosa per una persona del sesso opposto", ma nel 1934 nella Seconda Edizione Completa divenne una "manifestazione di passione sessuale per una persona del sesso opposto; sessualità normale" ( Wikipedia)



Bisessualità: Si indica col termine bisessualità l'orientamento sessuale di un soggetto che ha la capacità di provare una forte attrazione romantica, sentimentale e affettivo-erotica nei confronti di individui sia del proprio sia dell'altro sesso, indirizzando il proprio comportamento sessuale di conseguenza. La persona bisessuale (diminutivo bisex o BI) può quindi sperimentare attrazione sessuale e intraprendere relazioni amorose con componenti di entrambi i sessi. Comunemente, le persone che non hanno un orientamento esclusivo per un sesso rispetto all'altro vengono facilmente identificate come bisessuali.
La bisessualità è stata osservata in varie società umane lungo tutto il corso della storia registrata e nel resto del regno animale; non è pertanto caratteristica esclusiva dell'essere umano. Come gli altri due termini principali indicanti le possibili varianti di orientamento sessuale, ossia eterosessuale e omosessuale, anche la parola bisessuale è stata coniata e per la prima volta utilizzata nel corso del XIX secolo (Wikipedia)



Omosessualità: è una variante naturale del comportamento umano che comporta l'attrazione sentimentale e/o sessuale verso individui dello stesso sesso. Nella definizione di orientamento sessuale, l'omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana, e si riferisce all'identità di un individuo sulla base di tali attrazioni e dell'appartenenza a una comunità di altri individui che condividono le stesse.
L'omosessualità si riscontra in molte specie animali. La diffusione dell'omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse. Nel corso della storia, alcuni aspetti individuali dell'omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società. Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia e alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti e puniti dalla legge. Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “venire fuori”). I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, ebbero inizio negli anni sessanta del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni cinquanta si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Ciononostante l'omofobia persiste, e soprattutto si presenta nei confronti dei giovani, potendo comportare difficoltà di socializzazione e gravi conseguenze per l'individuo, tra le quali il suicidio.
Oggi, gli aggettivi più comuni utilizzati sono lesbica per le donne omosessuali e gay per gli uomini omosessuali, benché alcuni preferiscano altri termini o anche nessun termine di definizione (Wikipedia)



Transessualità: La transessualità o transessualismo è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non è corrispondente alla condizione psicologica dell'identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso una cura ormonale e interventi medico-chirurgici volti a riattribuire l'identità fisico-psicologica.(Wikipedia, per approfondire vi rimando al link https://it.wikipedia.org/wiki/Transessualit%C3%A0 )



Un discorso a parte andrebbe fatto per la definizione Transgender che spesso viene impropriamente usata, che cambia di significato a secondo degli ambiti in cui viene citata, anche se la sua origine deriva da un movimento chiamato Transgedismo il quale sostiene che l'identità di genere di una persona non è una realtà duale "maschio/femmina", ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti di "maschio" e "femmina".
In questo senso il transgenderismo è da considerarsi come un movimento politico/culturale che propone una visione dei sessi e dei generi fluida e che rivendica il diritto di ogni persona di situarsi in qualsiasi posizione intermedia fra gli estremi "maschio/femmina" stereotipati senza per questo dover subire stigma sociale o discriminazione.
Da questo punto di vista sotto il termine "ombrello" di "transgender" possono identificarsi:
• la persona transessuale operata (che ha raggiunto a tutti gli effetti e in tutto e per tutto il genere sentito proprio).
• la persona transessuale non operata o parzialmente operata (che ha lasciato integri i genitali di origine ma ha effettuato altri interventi di modifica fisica o estetica).
• la persona di genere non-binario (femmina genetica o maschio genetico di qualsiasi orientamento sessuale) che non si riconosce nel binarismo/dicotomia uomo/donna, rifiutando così lo stereotipo di genere che la società e la cultura locale impone ai due sessi. In questo senso e in questa accezione del termine, che però è la meno conosciuta in Italia, alcuni ritengono che transgender e "queer" siano due termini-ombrello fra loro sovrapponibili.
• la persona crossdresser, termine che tende a sostituirsi sempre più alla dicitura "travestito" perché associato, quest'ultimo, alla parafilia. In questo senso il crossdresser è una persona che si traveste, in privato e/o pubblicamente, senza implicazioni di eccitazione sessuale, per esprimere la propria identità di genere e/o il proprio ruolo di genere interiore; il crossdressing può essere praticato sia da una donna che da un uomo, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale.
Nel tempo e nella trasposizione del termine nella cultura italiana la parola transgender ha assunto diversi ed altri significati che poco hanno a che vedere con l'origine del termine inteso come "movimento politico culturale". Questa seconda accezione è ormai diventata più popolare di quella originale.
Una terza accezione del termine "transgender" è quella che sostituisce il termine "transessuale", sovrapponendosi ad esso.
La ragione, anch'essa nata all'interno del movimento LGBT o GLBT è da trovarsi nel fatto che il termine "transessuale" è di per sé impreciso, se non errato dal punto di vista clinico. In realtà qualsiasi persona operi una transizione sessuale, agisce sul "gender", sul genere sessuale e non sul sesso che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è e resta immutabile.
Quindi transgender può anche essere usato al posto di transessuale, peraltro cancellando la dicotomia fra "operati" e non operati che poco interessa il "gender" ma molto invece interessa il "sesso" di una persona.(Wikipedia, per approfondire, https://it.wikipedia.org/wiki/Transgender)

Rimane comunque da dire che l’educazione e la società hanno ancora una grande influenza sulla visione che le persone hanno della propria sessualità, avendo formato schemi mentali rigidi e spesso divenuti anche una prigione, che non gli permette di mettersi in discussione sull’argomento

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Oggi mentre camminavo per strada mi è tornata in mente una frase che mi disse tempo fa una persona a me cara, che non era proprio uno schiocco superficiale, anzi ..la frase è questa: “ Tutti noi siamo bisessuati, è la cultura che ci ha portato a discriminare”. Quello che mi piacerebbe fare è...
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..'NA DOMENICA BESTIALE...

29 gennaio 2017 ore 13:35 segnala


Voglio raccontarvi una storia che mi è capita quest’oggi e che mi ha fatto riflettere oltre che incazzare per ovvi motivi.
Ieri , in tarda pomeriggio, mi sono accorta che non mi funzionava la cucina del gas. Il primo pensiero è stato “ oddio non ho pagato la bolletta e mi hanno chiuso il gas”, non era così infatti lo scaldabagno, che naturalmente è a gas, funzionava perfettamente. Il secondo pensiero è stato “ la donna delle pulizie ha bagnato gli ugelli e adesso non funzionano”, ma questo pensiero è stato immediatamente scartato in quanto non ne funzionava nemmeno uno, per cui avrebbe dovuto avergli fatto la doccia a tutti. Il terzo pensiero è stato, “ La canna del gas si è stortata per cui non passa il gas” spostata la cucina, verificata la canna, scartato anche questo pensiero. Alla fine mi sono arresa e ho cominciato a chiedermi come potevo fare per cucinare la spesa fatta il giorno prima e che altrimenti sarebbe andata a male, oltre al fatto che non potendo cucinare non potevo neppure mangiare.
Da qui comincia l’avventura del signor Bonaventura. Chiamo per prima la mia amica e le chiedo se gentilmente il giorno dopo sarei potuta andare da lei a cucinare, premesso che la mia amica normalmente è sempre a casa la domenica, proprio oggi era a pranzo fuori e quindi non poteva se non nel pomeriggio, allora chiamo mia figlia e lei gentilmente mi dice “ Mamma tu vieni hai le chiavi, io non ci sono, ma tu fai pure” . La cosa le garbava anche visto che si sarebbe trovata la cena pronta.
Stamattina raccolgo tutte le mie carabattole, giusto per la cronaca era mia intenzione cucinare un piatto tipico milanese la cassoeula ( pronuncia cassola), con la polenta, ottimo ma un pochino elaborato se non si vuole farlo troppo grasso, visto che è composto da puntine di maiale, salamini verzini e verza, il tutto va prima cotto separatamente, per togliere un po’ di grasso e poi unito insieme.
Tornando a stamattina e alle mie carabattole, vado a casa di mia figlia armata dal sacro fuoco della cuoca, arrivata a mo di ditta traslochi davanti alla porta di casa sua, messa e girata la chiave nella toppa la porta non si apre, dopo un paio di tentativi capisco che aveva chiuso anche la seconda serratura la cui chiave è solo in suo possesso. A quel punto, prima mi incazzo per la sua distrazione, poi mi abbatto per la mia impotenza di fronte a quella situazione. Riprendo le mie carabattole e come una nomade torno a casa, rassegnata a non cucinare e a mangiare quel che c’è in frigor ( formaggio ‘na tristezza di domenica, l’unico giorno che posso permettermi di cucinare decentemente). Alla fine torno alla carica con la mia amica e andrò da lei nel pomeriggio speriamo bene visto l’andazzo.
Ora vi chiederete come mai mi è passato per la testa di scrivere questo post, perché grazie a questo incidente domestico ho pensato a chi è privo SEMPRE di queste comodità che noi diamo per scontate, ho pensato a chi vive per la strada, ha chi non ha più una casa e a come si deve sentire, allora mi sono detta come sei fortunata apprezzalo e non dare mai per scontato quello che hai.
BUONA DOMENICA A TUTTI
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« immagine » Voglio raccontarvi una storia che mi è capita quest’oggi e che mi ha fatto riflettere oltre che incazzare per ovvi motivi. Ieri , in tarda pomeriggio, mi sono accorta che non mi funzionava la cucina del gas. Il primo pensiero è stato “ oddio non ho pagato la bolletta e mi hanno chius...
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...l'insieme fa la forza.......

22 gennaio 2017 ore 11:15 segnala


Guardo tutti i giorni gli uomini che stanno lavorando per l’emergenza neve, terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le Marche, proprio stamattina hanno detto che ci sono 8.000 persone al lavoro per aiutare chi è rimasto isolato nelle frazioni, chi è rimasto sepolto sotto la neve dell’hotel, per aiutare gli allevatori i cui animali stanno morendo di freddo e fame, insomma tutti stanno lavorando per salvare e aiutare chi è in difficoltà, senza badare a razza, colore, ideologia politica, guadagno, fatica, solo perché in essi vedono altri esseri umani e basta. Tutto questo mi fa dire una sola cosa che chi crede di poter pensare solo a se stesso, senza capire che o ci si salva insieme o nessuno si salverà non ha capito che volente o non volente siamo un insieme , una cordata, oggi sarò io ad aver bisogno di te domani sarai tu ad aver bisogno di me, mi viene in mente la storiella del corpo umano usata da Menenio Agrippa per parlare ai romani .
Agrippa spiegò l'ordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, gli organi sopravvivono solo se collaborano e, diversamente, periscono; conseguentemente, se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo ma, in tal caso, ben presto tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento.
« Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso , ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute. »
Ora leggo su alcune bacheche che ci si lamenta del degrado che chatta sta subendo e che a causa di questo le persone decidono di non fare più nulla, di non scrivere più blog, di allontanarsi e lasciare che le cose vadano per i fatti loro, io penso invece che proprio in questo momento di involuzione si debba esserci di più, altrimenti quello che è stato costruito si lascia che divenga una rovina, altrimenti finito il periodo di vacche grasse si abbandona, allora mi chiedo cosa cercavamo prima, solo gratificazione data dai numeri e dai consensi? Io non ho mai cercato questo, quello che cercavo e cerco è il contatto con le persone, certo ha volte è deludente difficile, ma questo non è un buon motivo per abbandonare il campo e battere in ritirata è solo motivo per imparare a scegliere e selezionare chi frequentare e chi no, ma come dicevo prima rimaniamo comunque un insieme e gli insiemi contengono di tutto.
Volevo solo esporre il mio punto di vista e se ne avete voglio lasciate il vostro. Ho scelto il blog per via dello spazio più ampio di scrittura che mi da e per il fatto che resta e non sparisce dopo due minuti come nelle bacheche. Un abbraccio a tutti e grazie per chi ci vorrà essere.
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« immagine » Guardo tutti i giorni gli uomini che stanno lavorando per l’emergenza neve, terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le Marche, proprio stamattina hanno detto che ci sono 8.000 persone al lavoro per aiutare chi è rimasto isolato nelle frazioni, chi è rimasto sepolto sotto la neve dell’ho...
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Addio 2016 ....Benvenuto 2017

31 dicembre 2016 ore 12:16 segnala



Eccoci alla fine di un anno passato tra alti e bassi, tra risate e sorrisi, tra lacrime e incazzature, tra attimi di felicità e problemi da risolvere, tra sogni e speranze, delusioni e amarezze. Insomma abbiamo vissuto.
Tirare le somme non è così facile come fare addizioni e sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, però bene o male ci si prova sempre, questo è il destino di ogni fine anno, come se scattata la mezzanotte si voltasse pagina e si ricominciasse tutto da capo. Perlomeno ci si prova a fare nuovi propositi, che poi magari non riusciamo a mantenere, ma ci si prova, vedi mai che per una volta ci si riesce?
Dal canto mio voglio ringraziare le persone che mi sono state vicine, che hanno sopportato i miei sbalzi di umore, le mie rotture di palle, che hanno saputo ridere con me e farmi ridere anche, a chi a saputo accogliere la mia tristezza e confidarmi la sua, a chi mi ha regalato attimi di serenità, a chi a saputo cogliere la parte meno visibile di me, a chi è riuscito ad andare oltre la maschera che porto, a chi è riuscita ad accettarmi con la mia forza e tutte le mie fragilità.
Ora non mi resta che fare gli AUGURI di BUON ANNO sperando che porti a tutti un pizzico di saggezza, un mare di serenità, una montagna di salute e un oceano d’Amore.
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« immagine » Eccoci alla fine di un anno passato tra alti e bassi, tra risate e sorrisi, tra lacrime e incazzature, tra attimi di felicità e problemi da risolvere, tra sogni e speranze, delusioni e amarezze. Insomma abbiamo vissuto. Tirare le somme non è così facile come fare addizioni e sottraz...
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I fidanzatini di Ancona sono solo carnefici?

09 novembre 2015 ore 21:21 segnala

Oggi ho letto la storia dei fidanzatini di Ancona, ho letto i resoconti dei fatti, e mi sono posta delle domande. La prima sicuramente è questa, come mai un ragazzo di diciotto anni, si procura una pistola e si presenta a casa dei genitori della ragazza con questa, se era andato solo per chiarire la situazione che si era creata? La seconda come mai due ragazzini arrivano a commettere un gesto simile? Mi sono ricordata di Omar e Erika e da semplice donna della strada, vorrei provare a cercare delle risposte alle mie stesse domande.
Ora facendo riferimento solo hai fatti la cosa che risalta è il fatto che Antonio, il ragazzo diciottenne, si sia presentato a casa dei genitori della ragazza per voler chiarire, ma si era anche procurato una pistola. Ora la mia domanda è, ma se vai per parlare come mai porti una pistola? Probabilmente aveva già progettato di usarla, quindi c’è premeditazione nel suo gesto folle. Gesto folle che nasce da un amore malato nato fra i due ragazzi. Un amore malato che ha portato a isolarsi da ogni altro contesto, per cui uno viveva solo in funzione dell’altra. Ogni cosa che poteva ostacolare il loro volere stare insieme diventava il nemico, per cui i genitori erano i nemici da eliminare. Ora altra domanda, ma è mai possibile che Antonio non fosse in grado di capire il gesto che aveva deciso di compiere? Certo che lo sapeva, certo che era consapevole del gesto che stava compiendo, ma per lui e per lei che ne è comunque stata complice, la cosa più importante era eliminare ogni ostacolo senza pensare ad altro. Compiuto il gesto folle se ne sono andati insieme, hanno gettato la pistola, e sono andati alla stazione. Questi sono i fatti, i puri semplici fatti. Una donna è morta, un uomo è in coma irreversibile. Due famiglie sono state distrutte, ne valeva la pena?
Quando si entra in questo circolo vizioso dove non esiste più niente tranne che la propria ossessione, tutto il resto sparisce, non conta più nulla, solo la propria ossessione.
Si poteva evitare questa tragedia? Si poteva prevedere questa conclusione folle? Personalmente penso di si
Ho voluto mettere in evidenza questo fatto di cronaca per questi motivi, uno a cosa può portare un "amore malato", l'altra che non vi sono scusanti verso certi gesti come togliere una vita, la terza che essere genitori non è mai un compito facile.
Vedremo cosa accadrà ora, che la giustizia faccia il suo corso...............
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« immagine » Oggi ho letto la storia dei fidanzatini di Ancona, ho letto i resoconti dei fatti, e mi sono posta delle domande. La prima sicuramente è questa, come mai un ragazzo di diciotto anni, si procura una pistola e si presenta a casa dei genitori della ragazza con questa, se era andato solo ...
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..al mio harem di amiche non solo virtuali......

03 novembre 2015 ore 20:34 segnala


@sciamedistelle che rendi le notti più belle ballando nel cielo le tue tarantelle, portami un po’ di caramelle se vuoi che ti suoni le ciaramelle

@Alisia4ever per sempre ti cercherò finchè le fragole e la panna mi porterai e come una regina mi tratterai io a te ma cheri do la ciliegina che sempre se indovina tranne d’estate che è nà rovina

@Beautiful2x con te potrei scrivere un romanzo d’amore , d’intrighi e di poesia, tu piccola donna che ancora stai cercando la via. Quando scrivi la letterina per Babbo Natale non te lo scordare che un tom tom devi domandare se alla meta vuoi arrivare.

@A.damantya per te la vita è fatta di piccoli sogni da realizzare, perché uno grande l’hai lasciato andare, ma il più bel sogno deve ancora arrivare, con la tua forza di donna sarda sempre ce la puoi fare. Aperimi sa janna o frisca rosa che so tremende…

@aurora.2013 tu sei tutta da scoprire, ogni giorno mi vieni a salutare e con la dolcezza dei tuoi modi mi pare di sognare. Sempre di corsa sei con mille cosa da fare, ma al parrucchiere non ci puoi rinunciare, la prossima estate un metro però ricordati di portare che se no la lunghezza se po’ ancora sbagliare

@tristina a furia di traslocare per tua fortuna certi pesi se so lasciati andare, ora hai più spazio nel tuo cuore ma me raccomando quando te stò a parlà lo gnometto nun te scurdà, che lo sto ad aspettà.

@Luce.diunsogno il mojto nun lo sai fà anche se ce stai a provà, però una cosa la sai fà abbracciare con la tua presenza che resta anche in tua assenza, ma non ti incazzà che se no poi te tocca menà e uno pocò struzza te fa diventà.

@zhangjie a te piccola Donna che ha scelto il nik di una grande Donna posso solo dire che hai la capacità di modellare e cucire abiti fatti d’amore che indossati ti riscaldano il cuore

@violafata la Donna dell’impossibile che ha avuto la fortuna di trovare il suo sogno che la resa felice.

@scimmia2015 tu sei tu,non so mai dove trovarti, alle fermate dei treni non scendi, questo ti fa andare avanti, ci sarà sempre una fermata dopo quindi non mollare mai, resta come sei.

@ema.nuelaa Non esiste la malizia in te, vedi solo il bello delle persone, questo ti rende speciale per chi ti sa prezzare....

@Evelin64 per chi ha la fortuna di saper leggere con gli occhi del cuore riesce a sentire la nEve che si scioglie al calore del sole

Le rose più belle siete voi..................
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« immagine » @sciamedistelle che rendi le notti più belle ballando nel cielo le tue tarantelle, portami un po’ di caramelle se vuoi che ti suoni le ciaramelle @Alisia4ever per sempre ti cercherò finchè le fragole e la panna mi porterai e come una regina mi tratterai io a te ma cheri do la cilieg...
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03/11/2015 20:34:56
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......unite per l'eternità.........

30 giugno 2015 ore 19:01 segnala


Vi era un bel parco in cui tutti i giorni andava una cagnolina a giocare. Era una cagnolina molto socievole, che si fidava delle persone, per cui scodinzolava a tutti allegramente. Rincorreva il pallone dei bambini che giovano a calcio, cercando di prenderlo in bocca, ma non capiva come mai quei bambini invece di darle una carezza la trattassero sempre in malo modo e lei triste se ne andava. Cercava allora di giocare con quelli che correvano lungo i vialetti, gli abbaiava festosa e correva dietro di loro, ma nemmeno quelli la degnavano di attenzione anzi se si avvicinava troppo, era facile che le arrivasse un calcio. Lei non aveva mai pensato che lo facessero apposta, anzi era senz’altro perché correndo, involontariamente, la colpivano, era lei che si metteva tra i loro piedi. Insomma come faceva, faceva non andava mai bene, nessuno apprezzava le sue buone intenzioni, in fondo pur non essendo giovanissima, era rimasta una cucciola con tanta voglia di fare le feste e pensava di portare un po’ di gioia nella vita degli altri e anche nella sua. Quando tornava nella sua cuccia, ripensava alla giornata trascorsa e alle persone che aveva incontrato e appoggiando la testolina fra le zampe si addormentava. Un giorno, mentre sgambettava nel solito parco, vide una bella gatta bianca, lei che era una cagnolina di pura razza bastarda, capì immediatamente che la gattina non lo era. Camminava tutta impettita, tenendo alta la sua bella coda, attenta a non incespicare fra i cespugli ma appoggiando le sue zampette sulla morbida erbetta. La nostra vagabonda fu incuriosita da quella splendida micia e penso di andarle incontro abbaiando festosa come al suo solito. La micia dapprima la ignorò, solo per il baccano che faceva, la guardo e comincio a soffiare , inarco il dorso e alzo ritto il pelo pronta all’attacco e allo stesso tempo alla difesa. La cagnolina si mise ad abbaiare più forte nella speranza che la gatta capisse che non aveva cattive intenzioni, ma questa più la cagnolina abbaiava e più lei gonfiava il suo candido pelo. Insomma due nemiche giurate sembravano a chi le stesse osservando. La cagnolina allora restava a guardare la micia da lontano, ogni tanto provava ad avvicinarsi ma appena questa la sentiva troppo vicino ripeteva sempre la stessa scena. La cagnolina non capiva perché facesse così, cercava con il suo abbaiare, con il suo guaire di comunicare ma purtroppo non si capivano, eppure sarebbe stato così bello correre insieme sui prati, rotolarsi nell’erba se solo avessero potuto comunicare. Sarebbe stata una compagnia di giochi ideale, ma non c’era nulla da fare così sembrava. La cagnolina girava da sola per l’immenso parco, ma la sera appoggiando la testolina sulle sue zampette ripensava alla micia e sospirava addormentandosi. Nel sogno vedeva lei e la sua sospirata amica giocare insieme e poi stanche delle lunghe corse riposarsi una accanto all’altra, ma era solo un sogno, nella realtà continuavano a non fidarsi l’una dell’altra, ad avere paura ad avvicinarsi e il tempo passava inesorabile. Un giorno la cagnolina andò a dormire nella sua cuccia, come ormai da molto tempo si addormento sognando la micia, ma da quel sogno non si sveglio la mattina dopo, sul suo musetto c’era un’espressione serena perché finalmente giocavano insieme su un magnifico prato pieno di occhietti azzurri che facevano capolino tra l’erba, questa disse la cagnolina deve essere la felicità.
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« immagine » Vi era un bel parco in cui tutti i giorni andava una cagnolina a giocare. Era una cagnolina molto socievole, che si fidava delle persone, per cui scodinzolava a tutti allegramente. Rincorreva il pallone dei bambini che giovano a calcio, cercando di prenderlo in bocca, ma non capiva c...
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30/06/2015 19:01:04
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Se una persona.....quale Se sei?

27 maggio 2015 ore 14:22 segnala


Ogni persona ha un suo equilibrio. Se questo equilibrio viene compromesso c’è qualcosa che non va. Una persona sana, fisicamente e mentalmente, riesce a dare il giusto spazio ad ogni cosa nella sua vita. Dorme bene, vive pienamente… ma più il suo equilibrio è leso più questa routine viene compromessa. A ledere il nostro equilibrio sono gli sterminati fattori esterni che quotidianamente ci mettono a dura prova. Delusioni, fallimenti, sogni svaniti… sono tutte componenti di un caos mentale ed emotivo che ci arrecano danno. I più forti reagiscono… ma per rientrare in questa fortunata élite occorre avere un carattere poco sensibile. Per i più dolci di cuore si sa… tutto è amplificato, soprattutto i dolori… e allora si cerca di contrastarli come meglio si può… e qualcuno si rifugia nel tepore del proprio letto. Dormire infatti aiuta a staccare la mente, a evitare di pensare.

In una società basata ormai quasi prevalentemente sull’apparenza, oggi, si tende a dare più importanza a come una persona appare. Anche se, come tutti sappiamo…, la realtà è esattamente opposta: le persone fredde sono in realtà le più sensibili… le persone nervose… arrabbiate… sono le più fragili, quelle silenziose sono quelle che avrebbero più da dire. In genere è la delusione a far sì che le persone costruiscano sui loro volti delle maschere… maschere per difendersi, maschere per piacere di più, maschere che alla fine, prendono il posto dei nostri stessi volti. Ecco perchè questa psicologa, di cui però non si conosce l’identità, ha perfettamente ragione… leggete.

Se una persona dorme tanto, è triste.

Se una persona parla poco, ma veloce, è perché si tiene molte cose dentro.

Se una persona non riesce a piangere, è debole.

Se una persona mangia in una maniera assurda, è nervosa.

Se una persona piange per ogni minima cosa, è innocente e di buon cuore.

Se una persona si arrabbia per cose sciocche, ha bisogno di amore.

Se una persona ride molto, anche per le cose più stupide, si sente molto sola.

Prima di giudicare qualcuno, cerca di comprenderlo.

(Tumblr)

Ho trovato questo scritto sul web, quello che mi ha colpito è che secondo me rispecchia molti di noi,ma quanti di noi si sono posti la domanda perchè sono o faccio così? Ecco credo che qui si possano avere delle risposte, poi a ciascuno riflettere quanto ci si ritrova oppure no.....io mi ci sono ritrovata!!!!
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« immagine » Ogni persona ha un suo equilibrio. Se questo equilibrio viene compromesso c’è qualcosa che non va. Una persona sana, fisicamente e mentalmente, riesce a dare il giusto spazio ad ogni cosa nella sua vita. Dorme bene, vive pienamente… ma più il suo equilibrio è leso più questa routine ...
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27/05/2015 14:22:19
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