La rosa e il rospo

03 maggio 2015 ore 13:27 segnala


In un giardino c'era una bellissima rosa però nessuno la tagliava, perché al suo lato vi era un grande ranocchio grasso e brutto. Un giorno la rosa molto arrabbiata gli disse: " Perché non ti allontani da me??? " Il ranocchio, molto triste, si allontanò. La settimana seguente, passando da quelle parti, il ranocchio chiede alla rosa :" Che cosa ti è accaduto??? Perché i tuoi petali si stanno appassendo??? " La rosa rispose: " Le formiche mi stanno mangiando giorno e notte " ...Il ranocchio le rispose: " Quando io stavo vicino a te, anche se tu non volevi, io me le mangiavo, per questo eri così bella e splendente !!!". Molte volte siamo come la rosa non ci rendiamo conto del bene che ci fanno le persone che stanno al nostro fianco, non le apprezziamo, senza renderci conto che ci stanno proteggendo . NON ESSERE COME LA ROSA, APPREZZA LE PERSONE CHE TI CIRCONDANO, PERCHÈ ANCHE SE TU NON TI RENDI CONTO, LORO STANNO LÍ PER PROTEGGERTI . Chi ti offende ti rende FORTE ...Chi ti critica ti rende IMPORTANTE ...Chi ti invidia ti rende più PREZIOSO...ed alcune volte è divertente sapere che, quelli che ti augurano il PEGGIO...devono sopportare che ti capiti il MEGLIO!!!( dal web)

Questa novelletta mi ricorda tanto le novelli sufi, che nello loro semplicità diventano insegnamenti di vita per coloro che le sanno fare proprie.
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« immagine » In un giardino c'era una bellissima rosa però nessuno la tagliava, perché al suo lato vi era un grande ranocchio grasso e brutto. Un giorno la rosa molto arrabbiata gli disse: " Perché non ti allontani da me??? " Il ranocchio, molto triste, si allontanò. La settimana seguente, passan...
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....la nostra canzone...

13 gennaio 2015 ore 20:55 segnala



Ti ho detto taci, resta in silenzio
Non ti voglio ascoltare, non ti voglio sentire
Quindi taci.
Cosa continui a parlare, tanto dici solo menzogne
Si, ti ho sempre ascoltato, creduto
Ma ora taci, rimani li e guarda
Resta immobile e aspetta
Testardo, testardo come un mulo sei
Non riesci a smettere di ululare i tuoi rintocchi
Campane che spattacchiano richiami inalscoltati
Lo vuoi capire che non giungono
Tu non ci credi, non puoi crederci
E allora suona, suona a distesa
Che i tuo rintocchi divengano
Rimbombo di cannone
Galoppo di cavalli
Armonia di corde pizzicate
Da pensieri stonati
rulli di tamburi ritmati
su cui marciano eserciti fantasma,
Il vento porta ancora le note
della nostra canzone incompiuta
due mani non bastano per suonarla



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« immagine » Ti ho detto taci, resta in silenzio Non ti voglio ascoltare, non ti voglio sentire Quindi taci. Cosa continui a parlare, tanto dici solo menzogne Si, ti ho sempre ascoltato, creduto Ma ora taci, rimani li e guarda Resta immobile e aspetta Testardo, testardo come un mulo sei Non ries...
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......I due Somari....

24 novembre 2014 ore 15:00 segnala


C’era una volta, non tanto tempo fa, due Somari, uno maschio e uno femmina, di nome Alfonso e Lola. Vivevano felici e contenti nella loro fattoria, insieme a tanti altri animali, erano grandi amici. Si confidavano ogni segreto, si difendevano a vicenda dalle chicchere degli altri animali, che li guardavano con invidia per la loro bella amicizia. Scorazzavano felici e liberi nei prati, si chiamavano l’un l’altra anche da lontano, si aspettavano quando l’uno era andato a fare un lavoro con il padrone, mentre l’altra era libera, mangiavano nella stessa mangiatoia il fieno senza mai litigare, al massimo si mordicchiavano reciprocamente le orecchie oppure si tiravano un lieve calcetto negli stinchi quando non erano d’accordo su qualcosa.
Un brutto giorno, non si è capito il perché visto che gli asini ragliano e io non capisco il raglio d’asino, hanno litigato, ci scommetto conoscendoli per un malinteso, ma tutti sappiamo quanto i somari so testardi, non si parlarono più. Divisero le mangiatoie, si girarono le spalle e facendo finta di nulla, affinchè gli altri animali non se ne accorgessero, ognuno stava nella sua stalla. Ora c’era un piccolo Chiuchino, vecchio, spelacchiato, reduce da tante battaglie, al quale non sfuggiva il loro cambiamento di abitudini e neppure i loro silenzi, e i loro ragli alzati al cielo. Il piccolo Ciuchino, che ben sapeva di non poter essere paragonato ai nobili Somari, però gli voleva bene a tutti e due, mal sopportava quella situazione, lo faceva soffrire vedere così due grandi Amici che non riuscivano a risolvere un malinteso, anche perché sapeva bene quanto i due stessero soffrendo ciascuno chiuso nel suo mutismo e rifugiatosi nel suo angolino. Cerco dapprima di parlare con l’una e poi con l’altro, ma con nessun risultato, tranne che di toccare la loro reciproca sofferenza e la mancanza che l’una aveva dell’altro, una taceva, l’altro lanciava ragli a vanvera, insomma sta situazione andava sbloccata. Pensa che ti ripensa, il Ciuchino trova una strategia, mette le due mangiatoia una di fronte all’altra, lega i due Somari ( ma somari, somari) assieme, e aspetta divertito che si sveglino. Appena svegliati, tutti e due cercarono di raggiungere la propria mangiatoia, ma una tirava a destra, l’altro a sinistra e nessuno dei due arrivava al cibo. Stettero tutto il giorno a provarci, appena uno tirava più forte l’altra gli rispondeva in ugual misura. Il ciuchino dentro di se si domandava quanto sarebbero andati avanti, prima di capire quale fosse l’unica soluzione. A dire il vero nemmeno io posso dirvi il finale di questa storia visto che i due Somari sono ancora li a provarci a raggiungere ognuno la propria mangiatoia, ma confido che presi per fame si parlino e capiscano che l’unica soluzione è quella di tornare a mangiare assieme, prima di morir di fame. Buona vita a tutti i Somari del mondo.




E se non l'avete capito è proprio dedicato a voi due a cui voglio bene
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« immagine » C’era una volta, non tanto tempo fa, due Somari, uno maschio e uno femmina, di nome Alfonso e Lola. Vivevano felici e contenti nella loro fattoria, insieme a tanti altri animali, erano grandi amici. Si confidavano ogni segreto, si difendevano a vicenda dalle chicchere degli altri ani...
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......Aspetterò'.......

20 novembre 2014 ore 12:01 segnala


Mi prendo di te la parte “peggiore”
quella che tutti hanno scartato, quella arrabbiata, quella che all’emozione scappa,
quella parte delusa, derisa, quella che nessuno vuole, quella abbandonata,
quella che mi dice( sono piena di difetti).
Mi prendo la parte invisibile, quella che tutti evitano o fanno finta di non vedere,
mi prendo le tue parole deluse (siete tutti uguali),
mi prendo le colpe di chi non ti ha saputo amare, di chi ha giocato i tuoi sentimenti ai dadi,
mi prendo tutto, tutto quello che per gli altri è il peggio,
aspetterò che il tuo cuore ricominci a “battere” un’altra volta
Aspetterò come l’assetato in un deserto la goccia di dolcezza che uscirà dalle tue labbra,
aspetterò che la tua anima sciolga il gelo della tristezza, della diffidenza,
aspetterò i raggi del sole che usciranno dal tuo cuore
aspetterò l’amore, quello che nessuno ha mai visto,
aspetterò tutta la vita l’attimo
che sia per sempre o l’istante come il bagliore di un lampo
e quando tutti si accorgeranno quello che hanno lasciato,
Sarai nel mio respiro
e allora mi prenderò la tua parte “migliore”, perche la “peggiore” l’ho sempre amata
dall’inizio.
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« immagine » Mi prendo di te la parte “peggiore” quella che tutti hanno scartato, quella arrabbiata, quella che all’emozione scappa, quella parte delusa, derisa, quella che nessuno vuole, quella abbandonata, quella che mi dice( sono piena di difetti). Mi prendo la parte invisibile, quella che tut...
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..........A te che fai parte di me..........

18 novembre 2014 ore 13:57 segnala


Il miracolo dell'AMORE

Se nella mia mente fosse racchiuso tutto il Sapere,
ma l'Amore non abitasse nel mio cuore
per conoscere chi mi sta accanto
sarei un congegno fermo e arrugginito.
Se parlassi ogni lingua del mondo
ma non avessi il linguaggio dell'Amore
per parlare con chi mi sta accanto
la mia voce risuonerebbe come l'eco del silenzio.
Se conoscessi tutti i misteri
e possedessi tutte le chiavi del mondo
ma non aprissi il mio cuore all'Amore
per capire chi mi sta accanto
ogni porta davanti a me rimarrebbe chiusa.
Se avessi tutte le ricchezze della Terra
ma l'Amore non vivesse nel mio cuore
per donarmi a chi mi sta accanto
sarei l'uomo più povero del mondo.
Se avessi tutta la forza e il coraggio del mondo
ma l'Amore non avesse dimora nella mia anima
per sostenere e aiutare chi mi sta accanto
sarei come un fuscello al vento.
Se fossi il padrone del cielo
ma l'Amore non risiedesse nel mio cuore
per volare insieme a chi mi sta accanto
avrei ali rattrappite.
Se conoscessi ogni persona della Terra
ma non avessi incontrato te
non avrei guardato con meraviglia
al miracolo dell'Amore.

Saggezza Indiana


Le parole sono carezze che si vanno a posare sull'anima di chi le ascolta con il cuore e le vive con l'emozione del silenzio............
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« immagine » Il miracolo dell'AMORE Se nella mia mente fosse racchiuso tutto il Sapere, ma l'Amore non abitasse nel mio cuore per conoscere chi mi sta accanto sarei un congegno fermo e arrugginito. Se parlassi ogni lingua del mondo ma non avessi il linguaggio dell'Amore per parlare con chi mi st...
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Dominante e Sottomesso..il gioco dei ruoli

02 novembre 2014 ore 12:17 segnala


Dopo aver a lungo osservato alcuni comportamenti, su chatta, ho capito che il gioco dei ruoli porta alla fine agli stessi risultati, soddisfare un proprio bisogno da ambo le parti.
Il Dominante, il soggetto che così definisco è chi attraverso lusinghe o altro, riesce ad accattivarsi la simpatia di persone deboli che hanno la necessità di “appartenenza”, di avere un punto di riferimento cui volgere lo sguardo, persone che da sole non “sanno stare in piedi”, che si devono appoggiare ad altri, che devono sapere di essere importanti a loro volta per quella persona. Dal canto suo il dominante, in effetti, ha bisogno di soddisfare una sua esigenza di emergere, di avere una sua corte personale che gli dia tutta la sua attenzione, la sua devozione, che lo ritenga un essere speciale, che combatta per lui e magari muoia per lui come farebbe un re nel suo regno sentendosi tale, in effetti, grazie alla sua corte personale.
Il Sottomesso che parrebbe, in effetti, un buono, un docile, una persona che si lascia manipolare usa questo suo metodo per a sua volta soddisfare un bisogno. Chi può attirare il sottomesso? Persone che hanno il bisogno di sentirsi utili, indispensabili, di sentirsi salvatori, di avere una causa per cui combattere, rendendosi (illusoriamente) indispensabili per l’altro. La cosa buffa è che non si rendono conto di essere manipolati dal sottomesso, che gli fa credere quello che a lui torna più comodo per ottenere quello che vuole, attenzione, servilismo, mandando sempre avanti loro e nascondendosi dietro.
Ora questi due atteggiamenti parrebbero in contrasto, in effetti, sono identici cambiano solo le modalità ma la loro finalità è uguale. Non esiste un manipolatore se non esistessero persone che si fanno manipolare, questo è il punto, vale in ogni caso è una legge di mercato.
Questi giochi sono giochi perversi, i rapporti che nascono da tali situazioni sono e restano rapporti malati che alla lunga comportano sofferenze, ambedue sono un’esaltazione dell’ego e delle sue necessità da soddisfare. Quando un rapporto è sano, quando non vi sono “giochi”, necessità, ma solo sentimenti veri.
Mi scuso se non sono stata chiara, ma spero perlomeno di aver reso l’idea di cosa sono i giochi dei ruoli, in un rapporto non esistono ruoli, ma solo persone che liberamente scelgono di costruire i rapporti, scevri da bisogni ma ricchi d’amore.
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« immagine » Dopo aver a lungo osservato alcuni comportamenti, su chatta, ho capito che il gioco dei ruoli porta alla fine agli stessi risultati, soddisfare un proprio bisogno da ambo le parti. Il Dominante, il soggetto che così definisco è chi attraverso lusinghe o altro, riesce ad accattivarsi ...
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Il Gigante dai piedi d'argilla

08 ottobre 2014 ore 17:39 segnala


Vorrei raccontare una storia che credo molti conoscono, quella di Davide e Golia ma in una nuova chiave.
C’era una volta, non tanto tempo fa, diciamo circa 14 anni, un piccolo Davide che per passione e per forse geniali intuizioni penso bene di fondare un paesello. Questo paesello all’inizio era abitato da pochi amici che si conoscevano tutti fra di loro, si scambiavano battute, ridevano, si divertivano, vivevano sereni e in pace fra di loro. La voce dell’esistenza di questo paesello felice fece il giro del mondo e a quegli iniziali abitanti se ne aggiunsero altri. Questo incremento della popolazione fece si che partissero nuove iniziative, affinché la vita del paesello diventasse sempre più viva e interessante, affinché gli abitanti divenuti più numerosi avessero la possibilità di confrontarsi e comunicare meglio fra loro, quindi sono nati forum, chat, gruppi blog, bacheche e quant’altro potesse loro permettere di farlo al meglio, avendo una vasta e plurima scelta. Il piccolo Davide intanto cercava di governare al meglio il paesello che aveva creato dal nulla, orgoglioso e felice che questo suo apparente irrealizzabile sogno giorno dopo giorno si stesse concretizzando. Come sempre accade però cominciavano ad arrivare sempre in numero più elevato, malfattori e briganti che insinuandosi fra quelle brave persone erano in cerca di realizzare i loro scopi, i quali non erano più solo quello di comunicare, di confrontarsi, di alleviare situazioni di solitudine ma di trovare persone da raggirare, nella totale mancanza di rispetto. Molti abitanti del paesello non erano preparati a questo e sono caduti nei loro raggiri. Anche il piccolo Davide ormai divenuto un grande Golia nel frattempo aveva abbandonato il suo sogno iniziale, accecato dal guadagno che ne poteva ricavare, il tranquillo paesello si popolo di luci al neon che promettevano ogni ben di Dio e il grande Golia forte della popolazione che vi abitava invitava tutti ad aprire nuovi negozi, nuove attività, dimenticandosi dei bisogni e dei reclami che gli abitanti del paesello continuavano a presentargli. Piano piano gli abitanti si stancarono di questa sua politica, di non essere ascoltati e cominciarono ad andarsene a perdere affezione verso le attività che avevano sempre svolto, i gruppi andavano sempre più deserti e non furono più un momento di incontro e di scambio, i blog sempre più frutto di copiatura e non più dell’ingegno del loro creatore, le chat sempre più luogo di incontri a luci rosse e non più momento di ilarità o anche di confidenze e condivisione, insomma il paesello stava morendo ma il grande Golia ormai accecato non se ne accorgeva e continuava nella sua visione, senza rendersi conto che se gli abitanti scappavano oppure non erano più attivi e felici come una volta i negozianti avrebbero chiuso i battenti per mancanza di clienti. La vera risorsa del paesello erano e sono i suoi abitanti, loro sono quello che gli da lustro e prestigio, come in ogni paese sono le persone che creano il luogo dove si vive e non l’opposto.
Buona lettura a tutti riflettiamoci un po’ sopra magari siamo ancora in tempo a cambiare e far si che questo paesello ritorni vivo, vitale.


Questo post vuole essere una tavola rotonda sull'argomento proposto dove gli interventi vengano ad ampliare il concetto esposto attenendosi al tema trattato.
Si seguiranno le stesse regole dei dibattiti , la padrona di casa avrà funzioni solo di moderatore e sarà suo compito trarre la sintesi finale.
Sarebbe costruttivo non divagare in mere critiche o sfoghi personali, ma fare un analisi della situazione attuale e avanzare proposte costruttive.
Grazie a tutti………

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« immagine » Vorrei raccontare una storia che credo molti conoscono, quella di Davide e Golia ma in una nuova chiave. C’era una volta, non tanto tempo fa, diciamo circa 14 anni, un piccolo Davide che per passione e per forse geniali intuizioni penso bene di fondare un paesello. Questo paesello al...
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...Fatima voleva bere un caffè........

03 agosto 2014 ore 00:13 segnala


C’era una volta…no scusate, ricominciamo. C’è stata oggi, ecco meglio più veritiero, una donna che ha deciso di andarsi a bere un caffè, si vabbè direte voi che c’è di strano, nulla tranne che per bere quel caffè ci ha messo un po per capire dove voleva andare a sorseggiarlo. Andiamo in ordine e forse riesco a farvi capire quello che è accaduto.
La nostra amica, che per rispetto alla privacy chiameremo Fatima, si trovava in un profondo stato di agitazione, non solo ma aveva in corpo tanta rabbia e in testa tanta confusione, non riuscendo più a sopportare questo stato di cose, prese una decisione, quella di andare a bersi un caffè.
Appena uscita di casa, guardò con aria schifata il bar proprio sotto casa sua, che gusto c’era bersi un caffè li…nessuno. Quindi prese la macchina e progetto di andarselo a bere a Venezia, magari seduta ai tavolini dello splendido Caffè San Marco. Pronti partenza via, ma come al solito la povera Fatima sbagliò l’autostrada e invece di andare verso Venezia si ritrovò ad andare verso Genova, vabbè nulla di male il caffè l’avrebbe bevuto sotto i portici di fronte al mare e vicino ai carruggi, bello lo stesso e poi gli ricordava tanto l’amato Lucio Dalla. Mentre percorreva l’autostrada per Genova vide la deviazione di Tortona che indicava l’autostrada per Torino e il Fréjus, immediatamente senza pensarci su due volte imbocco la deviazione per la Val d’Aosta, entusiasta dei bei ricordi che aveva di quel posto. Ma la nostra Fatima per le strade è proprio negata, sbaglia ancora e si ritrova sull’autostrada che porta verso Piacenza-Brescia, pensate che si sia persa d’animo, non sia mai visto che poteva andare a bersi il caffè più caro del mondo a Brescia, però avrebbe potuto scegliere anche Bologna essendo la deviazione per l’autostrada A1, insomma c’era solo l’imbarazzo della scelta e poi un caffè è buono ovunque seduti al tavolino ammirando il panorama, guardando lo struscio della gente in un giorno di festa e con il sole che fa l’occhiolino fra le nuvole. Corre Fatima con la sua macchina, gustandosi l’ebbrezza della guida, sentendosi padrona del mondo e del suo destino. Arrivata alla deviazione per A1 direzione Milano-Bologna Fatima la imbocca e guida decisa la sua macchina verso Milano. Ho deciso andrà a bersi il caffè al bar sotto casa. Guida allegramente per i 50 km che la separano da casa sua e pregusta l’aroma del caffè che ben conosce. Finalmente a casa, ma sono già le 18,00 e lei solitamente si gusta una granita alla mento o all’anice e no non si abbandona una piacevole abitudine, il caffè sarà per un'altra volta……..oggi granita alla menta.
I Sufi dicono sii Sufi nel cuore poi porta pure un colbacco in testa….la nostra Fatima nel suo cuore è e resterà sempre una Sufi….qualunque copricapo le vediate indossare.
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« immagine » C’era una volta…no scusate, ricominciamo. C’è stata oggi, ecco meglio più veritiero, una donna che ha deciso di andarsi a bere un caffè, si vabbè direte voi che c’è di strano, nulla tranne che per bere quel caffè ci ha messo un po per capire dove voleva andare a sorseggiarlo. Andiamo...
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......danza lenta........

10 luglio 2014 ore 13:24 segnala


DANZA LENTA

Hai mai guardato I bambini in un girotondo?
Ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?
Hai seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
Hai mai osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
..............
La vita non è una corsa.
Prendila più piano
Ascolta la musica
Prima che la canzone sia finita
--------------------------------------------------------------------------------------

Questo stralcio di poesia presa dal web, mi ha fatto riflettere come a volte non ci diamo il tempo di guardarci attorno e osservare tranquillamente la vita. Pensiamo che solo con il fare possiamo partecipare alla festa della vita. Mi hanno insegnato che la vita è un lungo viaggio da percorrere, per conoscere noi stessi sperimentandoci, ma mi hanno insegnato anche che il punto di arrivo è lo stesso di partenza. Stanca di ubriacarmi nel "fare" preferisco soffermarmi sull'essere e osservarlo, senza giudizio di sorta per poterlo vedere esprimersi nella sua pienezza, ascoltando la musica che canta la mia anima, cercando di trasmetterla come una sinfonia, nel fare.
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« immagine » DANZA LENTA Hai mai guardato I bambini in un girotondo? Ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra? Hai seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? Hai mai osservato il sole allo svanire della notte? Faresti meglio a rallentare. Non danzare cosi veloce. Il tempo...
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...........il senso della vita.................

07 luglio 2014 ore 22:54 segnala


Come affamata di vita corri su deserti infuocati
Dove mille oasi, miraggi di desiderio, ti attirano
Nella loro frescura ad appagare la tua sete infinita
Ma come miraggi svaniscono in un attimo
meteore della vita.
Di miraggio in miraggio ti trastulli
Senza mai trovare lo zampillo che spenga la sete
Sete atavica, sete infinita d’amore.
Ti porgo l’acqua della vita in un bicchiere umile
Senza pretese, fatto di fango impastato con lacrime,
Tornito con mani pulite che possono accarezzare un cuore.




Non disdegnarlo per il suo aspetto poco invitante,
per la sua natura poco appariscente e non comune,
non cerca lusinghe, non ne vuole dare,
non è tempestato di pietre preziose che luccicano,
ma contiene quello che da senso alla vita.


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« immagine » Come affamata di vita corri su deserti infuocati Dove mille oasi, miraggi di desiderio, ti attirano Nella loro frescura ad appagare la tua sete infinita Ma come miraggi svaniscono in un attimo meteore della vita. Di miraggio in miraggio ti trastulli Senza mai trovare lo zampillo che...
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