Monogamia, fedeltà e morale.

01 maggio 2017 ore 12:31 segnala
Monogamia, fedeltà e morale: monologo libero sul delirante andante.

Ho quasi 30 anni e sono single.
Mi spiego meglio: ho una relazione, ma non una di quelle riconosciute come tali.
Ci vediamo, facciamo cose insieme, non andiamo a letto con altra gente.
Stiamo insieme, insomma, ma non conviviamo, non abbiamo figli e non siamo sposati.
Insomma, sono nubile, dicevo.
Combatto gli stereotipi di genere da quando ho memoria, credo di aver cominciato all’asilo, picchiando forte quel bambino che non voleva giocassi con lui, perché sono femmina.
Io non volevo giocare con lui perché era idiota, ma un paio di calci glieli ho dati lo stesso.
Alle elementari scassavo la minchia perché non volevo indossare il rosa, non mi piacevano le Barbie e preferivo fare a botte.
Insomma, io da bambina se non picchiavo qualcuno non ero contenta, per questo ora sono pacifista.
Le medie sono state un gran buco nell’acqua, provavo ad adattarmi a tutto senza sentirmi adatta a niente.
Superiori passate a combattere contro il pregiudizio verso le donne sessualmente attive.
Ahhh, quella battaglia continua ancora oggi, non credo smetterà mai, almeno finché sarò in vita.
Le donne scopano, ma non possono dirlo.
Si masturbano, ma non possono dirlo.
Scelgono o scartano partner in base alle qualità amatorie, alla misura del membro, alla durata delle prestazioni, ma non possono dirlo.
Le cose stanno migliorando eh, non dico di no, ma l’insulto più gettonato è ancora “troia” e questo da molto a cui pensare.
Analizziamo per un attimo “troia” (e tutti i suoi sinonimi, sia mai che si sentano esclusi):
La troia è una donna che offre prestazioni sessuali in cambio di denaro, è un lavoro.
Lo faresti o no, questo non conta, è un mestiere.
Insulteresti mai qualcuno gridandogli “IDRAULICO!”?
Ecco.
Ah, ma è un insulto perché scopa tanto.
Allora è anche peggio e il peggio del peggio sono le donne che lo dicono ad altre donne.
Dobbiamo tutte fare un esercizio mentale: basta dare della zoccola ad un’altra donna.
Se ci risulta veramente insopportabile, sicuramente non è per la quantità di peni su cui si concentra giornalmente, perché, diciamocelo, non sono (letteralmente) cazzi nostri.
Sforziamoci di insultarla per la vera ragione che ce la rende antipatica, senza scadere nel “troismo”, che ci offende tutte, ma proprio TUTTE.
Ma io sto divagando!
Dicevo, sono una combattente, una caga minchia, una straccia palle.
E fin qui, credo l’abbiano capito tutti!
Ma se penso che ho quasi 30 anni e sono single, una pressione enorme inizia a schiacciarmi, da fuori a dentro, da dentro a fuori.
Quella strana forza dice che è tardi, tardissimo e io non sto facendo niente per rimediare.
Perché non ho un compagno?
Perché non ho figli??
Dove sta andando la mia vita???
Vivo da sola da anni, mi mantengo, ho un lavoro (per quanto precario), una macchina, un gatto, ho ottenuto grandi soddisfazioni personali... ma dov’è mio marito???
Ecco.
Se la sento io, questa pressione, immagino che chi sia un po’ più “negli schemi” abbia sulle spalle uno zaino pieno di macigni da una tonnellata.
Anzi, forse ha anche le cavigliere, le polsiere, le salsiere (eh?!).
Tralasciamo il discorso dei figli, per ora, ci torniamo dopo (forse, perché non so dove sto andando, ma voi seguitemi).
Le relazioni sentimentali tradizionali non funzionano.
Ve ne siete accorti?
Ok, lo so, lo so, sicuramente la vostra funziona e io non lo capisco perché ho quasi 30 anni e sono single e la volpe non arriva all’uva e tanto si mangia una lepre perché è una fottuta volpe, ok, ok!
Ma torniamo con i piedi su questa terra, per un secondo.
Concentratevi sulle relazioni altrui, se la vostra funziona (o se dovete fare finta che funzioni, non ve ne faccio una colpa).
Nonostante l’inevitabile avanzamento in direzione del buon senso, qui ancora ci si sposa relativamente giovani.
Ma bastava dire “ancora ci si sposa”, in verità.
Costruiamo ancora la nostra idea di relazione sullo schema “uomo-donna” (o uomo-uomo, o donna-donna, o gatto-pesce, quel che vi pare) per tutta la vita.
Il “vissero felici e contenti” dei poveri, quello in cui ci si innamora (forse), si decide che quella persona lì va bene e si decide che deve andare bene per sempre.
Siamo OSSESSIONATI dal “per tutta la vita”, come se fosse scritto nel nostro fottuto DNA.
Ma non c’è scritto, ve lo assicuro, l’ho letto tutto (non è vero, ma fidatevi, non c’è).
Siamo stati convinti che debba durare per sempre, costi quel che costi e se non lo fa siamo dei falliti.
Dei perdenti totali.
Ora, prendiamoci un momento per riflettere sull’insensatezza di tutta questa pantomima.
L’innamoramento, la fase delle farfalle dello stomaco, degli occhi luccicanti, dei brividi lungo la schiena, del desiderio incontrollabile, del tempo che sembra volare, FINISCE.
Si, lo so, non per voi, la vostra coppia è inossidabile come l’acciaio dei Miracle Blade ecc ecc.
Se quando finisce accanto abbiamo una persona con cui c’è equilibrio, forse ce la si fa.
Ce la si fa se nessuno dei due è interessato alla passione carnale, che irrimediabilmente svanisce (almeno a fasi alterne), o se si è abbastanza in accordo da risolvere la carenza con un po’ di buon senso.
Altrimenti arrivano le corna.
A volte un paio di cornini appena visibili sotto il cuoio capelluto, a volte palchi da alci norvegesi, ma sempre corna sono.
Potete agghindarle, limarle, nasconderle, dipingerle, decorarle a Natale per fare invidia ai vicini, ma eccole.
Tu magari non tradisci, perché sei una persona dai principi troppo saldi, ma soffri come un cane per quelle corna che non riesci a dare.
Ora parlo per le donne, altrimenti gli uomini insorgono “non siamo tutti porci, bla bla bla oink oink oink!”.
Le donne hanno voglia di scopare.
Meno dell’uomo? Dipende dalla donna, abbiamo un funzionamento differente, ma in linea di massima no.
Abbiamo voglia di scopare e basta, in quanto esseri umani.
Uno degli svantaggi di essere vagina-munite è che ti inculcano da subito l’idea che la donna tradisce per amore e non per sesso, quindi è più grave.
E’ più grave, si, perché la donna che vuole scopare si sente costretta a farlo per amore e quindi si auto convince di amare il pene che ha scelto e passa da una relazione all’altra.
Voilà, bel lavoro!
Sto di nuovo divagando.
Ci sentiamo costretti a farla andare e ci sentiamo costretti a farla andare contro natura.
La nostra mente dice “Voglio continuare a stare con lui/lei”, il nostro corpo dice “Potrei semplicemente fare sesso con qualcun altro, quando ne sento il bisogno”, la società dice “E tu quel bisogno te lo tieni!”.
E noi cosa facciamo?
Ma la cosa più logica, ovviamente!
Ci teniamo il nostro partner, senza dirgli assolutamente niente, mentre scopiamo con qualcun altro e intanto soffriamo come bestie perché sappiamo di sbagliare!
Ha perfettamente senso.
E facciamo così anche quando il problema va ben oltre il sesso, ma dilaga in tutti gli altri ambiti della relazione.
Non c’è più dialogo? Dobbiamo farla andare, parliamo con qualcun altro.
Si litiga continuamente? Dobbiamo farla andare, raccontiamolo a qualcun altro, sfoghiamoci.
Odiamo la persona che ci dorme accanto ogni notte? Dobbiamo farla andare, diciamoglielo, ma rimaniamo.
Ci hanno talmente terrorizzato con questa favola del non rimanere soli, che non sappiamo nemmeno come realmente sia.
Ho quasi 30 anni e sono single, ve lo dico io com’è: dipende.
A volte ho dei bisogni che includono un altro essere umano (e non parlo necessariamente del sesso), ma per la maggior parte dei bisogni basto io.
Non esiste il mostro sotto il letto, “DaSoli” non vi ucciderà nel sonno.
“ConUnaPersonaCheDetesti” invece uccide.
Non deve durare per forza.
Non esiste una linea di confine che se attraversata renda impossibile tornare indietro.
Non esiste uno scatto temporale che ti obblighi a “tenere duro” per il resto della vita.
E’ da quando sono nata che sento quella puttanata che “i nostri nonni sono rimasti insieme tutta la vita perché una volta le cose rotte si riparavano, ora si buttano”.
BALLE.
I nostri nonni/genitori (non i miei, entrambi separati) sono rimasti insieme perché erano TERRORIZZATI.
Se io, che sono nata nel 1988 e sono stata cresciuta da una femminista, sento la pressione della società, figuriamoci quale fosse la pressione nel 1940 o 50 o 60!
Prendiamo ad esempio persone cresciute in un barattolo di vetro riempito di cattolicesimo, pregiudizi, xenofobia e oppressione?
Bell’affare, bell’affare davvero.
Non intendo ammirare una generazione che picchiava a sangue froci e mogli, che ci considerava incubatrici con le gambe e per cui tutto era o bianco o nero.
No grazie, per me basta, sono piena.
Ora devo parlare dei figli, l’avevo detto e lo faccio.
Quando una relazione fa schifo e ci sono i figli.
Complicato.
Io di figli non ne ho, l’ho detto, quindi parlo con la naturalezza di chi vede tutto dall’esterno e spara a zero.
Questo nostro modo di vivere le relazioni, cercando di farle andare con meccanismi arcaici per poi soffrirne, fa male ai bambini.
Un bambino cresce meglio se ha sia la mamma che il papà?
Forse, probabilmente.
Se i suoi genitori si amano, si rispettano, si trattano civilmente e insegnano cosa siano tutte queste cose con l’esempio, allora è bello, meraviglioso.
Non sempre facile, non sempre perfetto, ma suona comunque come una dolce musica e non come un concerto di motoseghe.
Se, come in tantissimi casi, i figli vengono cresciuti immersi in questa cultura di “insieme a tutti i costi”, assistendo alla testardaggine insensata, ai litigi, alle recriminazioni, ai ricatti, ai tradimenti… beh, che ve lo dico a fare?
Ci hanno insegnato un sacco di cose, su cosa sia meglio per i bambini.
I miei genitori sono stati insieme per i miei primi 20 anni di vita e si sono fatti tanto male.
No, certo, non tutte le famiglie sono come la mia, lo so.
Ma se state insieme senza amore (e non parlo dell’innamoramento, ma dell’equilibrio) i vostri figli lo sapranno.
I bambini, come gli animali, hanno tutti i sensi accesi, soprattutto il sesto.
Lo sapranno e impareranno, di nuovo, ancora e ancora e ancora, che vige la legge del “deve continuare”.
A tutti i costi.
Non è questo che vorrei imparassero i miei figli.
Vorrei imparassero ad amarsi, al punto da rimanere soli, se necessario.
Vorrei che imparassero ad amarsi al punto da saper riconoscere l’amore, un giorno.
Vorrei che, se un giorno arrivassero ad avere quasi 30 ed essere single, non si sentissero pressati, spinti, schiacciati dal fallimento.
Sono gelosa e questo mi rende contraddittoria, ma mi hanno insegnato che chi mi ama deve essere MIO.
Come un maglione, come una spazzola, come una casa.
Mio, nessuno lo deve toccare, mai, nemmeno per sbaglio.
Razionalmente SO che non c’entra niente con l’amore.
C’entra tutto con la società che mi ha cresciuta.
Sono stata cresciuta da una società che mi voleva ancora “moglie e mamma”, ma o questo o niente altro.
Non lasciatevi convincere, non è la natura ad aver inventato il “per sempre”.
Solo i pinguini, i cigni e le cocorite stanno insieme tutta la vita.
Noi non siamo uccelli, anche se molti sono teste di papero.
Aprite la vostra mente all’idea che le cose possano finire senza che nessuno sia colpevole.
Io ci sto provando.

Grazie per l’attenzione a quei 2 esseri umani che sono arrivati fino a qui.
A tutti gli altri, croste di formaggio muffite (tanto non stanno leggendo, potrei dire qualunque cosa!).
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Monogamia, fedeltà e morale: monologo libero sul delirante andante. Ho quasi 30 anni e sono single. Mi spiego meglio: ho una relazione, ma non una di quelle riconosciute come tali. Ci vediamo, facciamo cose insieme, non andiamo a letto con altra gente. Stiamo insieme, insomma, ma non conviviamo,...
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Commenti

  1. llaure 01 maggio 2017 ore 12:54
    Mi piace come ti esprimi, libera e non te ne frega una beata cippa, di quello che potrebbero pensare, brava davvero. ti aggiungo fra i preferiti perchè meriti.
  2. Cattivome73 01 maggio 2017 ore 12:56
    Purtroppo la nostra profonda radice culturale ci porti sempre verso l'unica soluzione accettabile : pagarsi la libertà a suon di combattimenti e sensi di colpa.
    In queste questioni ancora più che in altre rimane una base granitica che non è mai stata messa in discussione: l'individuo viene definito sempre in relazione ad un bisogno che sia della società, del mercato, dei suoi parenti prossimi, dei suoi amici... E per svincolarsi da questa visione sensi di colpa, conflitto oppure, nei peggiori dei casi, entrambi.
    Uff il mancato caffè a Monfalcone mi pesa sempre di più :-D
  3. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:23
    siamo davvero solo in due o tre arrivati a leggere fin qui? E' interessante, anche se devo ammettere un po' lunghino.Mi verrebbero da fare tante domande.
  4. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:28
    elenchiamole, poi se non rispondi va bene lo stesso...anche se non le pubblichi, ma mi piace l'ordine.
    1) Perché dici che sei single?? Che cavolo vuol dire se hai una "relazione non riconosciuta come tale"...se non convivi. Hai un uomo, non ne cerchi altri, si presume che in qualche modo tu ci stia bene anche se non sarà la perfezione....se ci stai questa persona ti darà qualcosa e proverà a renderti felice. Non mi sembri single. Se fossi in lui mi girerebbero un po' i coglioni. Io avevo una donna, per limiti miei non ci facevo una famiglia, non ero certo perfetto, lei non era certo perfetta....ma non era certamente una "Single".
  5. topopigro68 05 maggio 2017 ore 17:29
    Grazie per le croste di formaggio e le muffe......Purtroppo ho letto tutto, quel purtroppo è in senso positivo e mi venivano solo in mente queste parole: "Amo questa donna".....Non fraintendermi, mi piace come pensi, te lo dico sempre che hai una bella testolina, poi posso essere d'accordo o meno su quello che dici ma lo ammiro lo stesso, perché spieghi in maniera chiara il tuo pensiero fregandotene se è corretto o scorretto per la società, o per i cosiddetti ben pensanti.....Guarda per mia fortuna o sfortuna i miei genitori si sono amati per più di 30 anni, poi quando mio padre venne a mancare mia mamma non ha mai minimamente pensato di trovarsi un altro e ha dormito sempre con la foto di mio papà sotto il cuscino, finché non è venuta a mancare anche lei 6 mesi fa. Quindi non faccio testo, sul tuo giustissimo discorso dello stare insieme per forza. Per quanto riguarda le donne, beh il classico discorso che si faceva da giovani sul fatto che se un uomo si fa 30 ragazze in un'estate è un grande e una donna che se ne fa 30 è appunto, come dici una troia, è una diatriba che andrà avanti all'infinito.......Ma penso che il discorso si basi semplicemente sul fatto che se una ragazza ci prova con un uomo difficilmente riceve un rifiuto, mentre un ragazzo che ci prova con una ragazza il rischio due di picche è sempre in agguato......Perdonami l'esempio banalissimo se io ci provassi con te prenderei un due di picche e un vaffa enormi, se viceversa fossi tu a provarci con me beh probabilmente penserei: "Grazie Signore per esserti degnato di guardare a questo povero peccatore"........E' un esempio, o se preferisci un paradosso, ma penso renda l'idea ed è su questo che probabilmente viene fuori quella brutta offesa che spesso viene fatta alla donna.......Se viceversa, è una donna a farla ad un'altra donna, beh credo che sia solo invidia o la normale diatriba tra donne........Spero di non averti tediata troppo e grazie per regalare sempre questi tuo pensieri in libertà, che sono sempre splendidi........
  6. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:35
    2) Sei proprio sicura che il problema sia che ci si senta schiacciati dal dover far durare le relazioni per sempre?
    Secondo me non tutti pensano che una relazione debba durare per sempre e sono spaventati da questo pensiero, solamente vorrebbero provare a farla durare "per sempre". Poi che ci riescano o meno...fotte sega. Però secondo me ci sono persone, in certe fasi, che lo vorrebbero. Io ti dirò che non mi dispiacerebbe trovare una relazione che non mi facesse sentire il desiderio di altre donne....di dire "cazzo ci provo". Anche perché il percorso inverso l'ho fatto un sacco di altre volte. corna cornini cornetti, debolezze, fughe...farsi usare da donne matte come cavalli. Cercare una compagna a posto e non farla dare di matto sarebbe una sfida nuova e affascinante.
  7. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:41
    3) (Vado in ordine non logico)
    Davvero una donna non dovrebbe dare della troia ad un altra donna?

    Io penso di no...delle donne che si comportano come troie nei confronti di altre donne ci sono eccome. Facciamo i politicamente corretti e seguiamo la corrente che un uomo non può dare della troia alla donna...(secondo me può, donna puttana e uomo puttaniere sono due pezzi combacianti)...ma una donna può insultare una sua collega.

    Esempio classico di donna troia con altra donna. Ho avuto un sacco di amiche giovani e belle che si sono fatte il collega maturo, capoufficio, sposato e con figli. Con la scusa " se fa le corna sono fatti suoi che ha una relazione che va male"....stronzate, se fa le corna è anche perché le ventenni vanno con i quarantenni brillanti, perché sono in un momento della vita che col potere della passerina possono ottenere tutto. E non si fermano nemmeno un momento a pensare che dopo venti anni saranno loro le quarantenni tradite. Per me le donne possono farsi insulti sessisti, perché usano il sesso.
  8. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:45
    4) Perché le corna sono da ritenere così terribili?

    Non si pensa mai che un cornuto si meriti le corna? Io credo che lo si dovrebbe pensare...spesso le corna ce le meritiamo.
    Io guardo me stesso, avevo una persona che si faceva un gran mazzo per me, non sono riuscito a trattarla come meritava e se ci ragiono bene....penso che me le sarei meritate un po' di corna. E se le avessi scoperte, penso che avrei voluto essere in grado di perdonarle.Le corna non mi sembrano la fine del mondo.
  9. Isakko 05 maggio 2017 ore 17:48
    5)....mi sono stancato, te lo scrivo un'altra volta in privato.
    Comunque scrivi spesso delle cose interessanti, anche se non la penso come te.Complimenti.
  10. pennykella 05 maggio 2017 ore 18:53
    1) L'uso della parola "single" è volontario, serve a sottolineare come per la maggior parte della gente (davvero) una (quasi) trentenne che non convive (ecc ecc) non sia considerabile fidanzata.
    E' acidità calcolata.
    2) Il mio è un discorso generalizzato per evidenti necessità (se dovessi trattare l'argomento in maniera completa, toccando tutti gli esempi possibili, morirei di vecchiaia mentre tento inutilmente di arrivare alla fine), quindi è logico che esistano moltissime persone che non si sentono affatto costrette, ma semplicemente desiderose di avere una relazione "per sempre".
    Detto questo diventa difficilissimo distinguere le coppie che ci stanno provando (e riuscendo, magari?) perché seguono una naturalissima inclinazione da quelle che lo stanno facendo perché infarcite di idee preconcette su che cosa debba o non debba essere/avere una storia/persona per considerarsi completa.
    3) La donna non dovrebbe dare della troia ad altre donne perché il termine "troia" (e tutti i suoi sinonimi) sono nati ed ancora strettamente legati alla promiscuità (reale o presunta).
    E' importante usare una terminologia corretta, una donna che si comporta male può essere stronza, magari, ma non troia.
    Anche quando il suo comportamento sfocia nell'ambito sessuale, anzi, a maggior ragione.
    Sull'argomento delle ventenni che scopano con i quarantenni...sei stato talmente BANALE e PRESSAPOCHISTA che non mi ci addentro nemmeno, sono a stomaco vuoto e non ho voglia di litigare.
    Non rispondere con una domanda su questo, perché tanto non intendo approfondire.
    4) Le corna meritate? Motivate, forse, ma meritate no.
    Quando manchiamo di rispetto al compagno che abbiamo scelto, stiamo implicitamente affermando a gran voce la nostra mancanza di valore.
    Innanzitutto stiamo preferendo la comodità di mantenere vivo un rapporto noto (per quanto sgradevole), prendendoci comunque la nostra dose di egoistico benessere.
    Potrebbe essere anche giustificabile, se non fosse che nel considerare il nostro partner non un pari, ma un essere che non ci interessa rispettare, stiamo, come detto prima, affermando che meritiamo di stare con un essere inferiore.
    La coerenza è per me di valore incalcolabile e lo dico da incoerente che cerca di redimersi.
    Se sono insoddisfatta discuto, spiego, litigo, lascio, perdono, faccio compromessi, ma non tradisco perché ho troppo rispetto per me stessa.
    Voglio avere sempre ragione, a costo di giocarmi la soddisfazione, spesso.
    Fa parte dei miei difetti caratteriali (uno dei tanti).
    Detto questo, tutte le mie amiche hanno tradito o lo fanno tutt'ora ed io le comprendo e le amo lo stesso, anche se non condivido il loro parere sull'argomento.

    Ah, mi sono stufata anche io. :D
  11. Isakko 05 maggio 2017 ore 19:54
    Boh....secondo me le corna si fanno e si prendono con tristezza.Logori un rapporto a lungo, accumuli un sacco di cattiverie reciproche....e il compagno (uno o l'altro)si invaghisce del primo che lo liscia un po'...ma poi si accorge che oltre i picchi di tristezza ci sono anche i picchi positivi che l'amante non ti sa dare. Io penso che potrei averle avute delle belle cornine....ma senza che fossi meno amato da quella povera donna.
  12. pennykella 05 maggio 2017 ore 20:53
    Non si può fare di tutta l'erba un fascio.
    Conosco traditori che lo fanno perché vogliono continuare ad avere qualcuno che li aspetta a casa, ma godono troppo nel farsi altra gente e non essere beccati.
    Conosco altre persone che soffrono di alcune mancanze profonde, ma sono incastrate in situazioni complesse e hanno il tradimento come unica valvola di sfogo.
    Ci sono troppe variabili nel rapporto di coppia, per poter stabilire la colpevolezza o le ragioni che spingono a comportamenti scorretti.
    Quello che è certo è che esistono SEMPRE delle alternative, la scelta di tradire anziché lasciare è di fatto UNA SCELTA.
    Ed è indubbiamente non una scelta che si basa sul rispetto, sulla reciprocità e sul principio.
    L'essere umano sbaglia, si può comprendere e perdonare, ma da lì a dire che sia giusto ricambiare l'onestà (dando per scontato che il partner non tradisca a sua volta, si intende) sgradita con una menzogna comoda, passa un sacco d'acqua sotto i ponti.

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