Storia di una disoccupata #VOGLIOSOLOLAMIANASPI

30 agosto 2018 ore 14:09 segnala
Vi racconto una storia (purtroppo) vera.
Il mio nome è Alessia, sono alla soglia dei 30 anni e sono precaria.
In questo, adesso, in Italia, non c’è nulla di straordinario, me ne rendo tristemente conto.
Ho iniziato a lavorare nel 2010 e ho iniziato nei call center, da cui non sono mai più uscita (anche questo non è nulla di speciale).
Ebbene, senza perdere tempo in giri di parole, a maggio ho perso il lavoro.
Era l’ennesimo call center inbound, per l’ennesima assistenza in cui sei costretta anche a vendere, con l’ennesimo “ci dispiace, ma adesso c’è un calo di chiamate, dobbiamo guardare i numeri”.
Io ed un’altra dozzina di persone, alcuni con figli, alcuni con mutui, molti con affitti (tra cui io).
Come numeri siamo stati assunti, come numeri siamo stati cancellati e poco male.
E’ la prassi, no?
L’ennesima richiesta di NASPI (disoccupazione), la terza in questi quasi 8 anni da lavoratrice.
Mi prenderò un paio di righe, più avanti, per parlarvi della prima volta, ma ora occupiamoci di questa.
Ebbene, il 03/05/2018 mi sono recata al patronato, ho preso la documentazione necessaria (un modulo chiamato SR163, molti sapranno di che parlo) e ho seguito l’iter.
Ti rechi in banca (o, come nel mio caso, in posta), fai timbrare e compilare questo modulo, lo porti al patronato insieme alle ultime 3 buste paga e fotocopia dei tuoi documenti d’identità e loro si premurano di inoltrare tutto all’INPS.
Dopodiché, armandoti di grande pazienza, vai al centro per l’impiego, fai 2-3 ore di attesa con un bigliettino sudaticcio nel palmo della mano, ti iscrivi e te ne torni a casa.
Facile, no?
Certo, è una gran rottura di coyote, ma si può fare.
Se non che, vista la mia passata esperienza con la NASPI (ve ne parlerò, prometto), tengo d’occhio la situazione con una certa ansia.
Da qui sintetizzerò i passaggi.
Dopo 15 giorni la mia pratica, che sbircio dal sito dell’INPS, non ha subito alcuna variazione.
Scrivo una prima segnalazione, datata 13/06/2018.
Nessuna risposta.
Chiamo il numero verde dell’INPS: non sanno nulla, sollecitano.
Mi reco all’ufficio INPS più vicino: 4h di attesa (no, non esagero).
Si disfano di me in 10 minuti, dicendo che c’è stato un problema: la mia precedente NASPI (2017) è rimasta “aperta sui sistemi”, bloccando la nuova domanda.
Manderanno una segnalazione all’ufficio di competenza.
Attendo, ma dopo una settimana ancora non c’è alcuna variazione.
Chiamo il numero verde: non sanno niente.
Mi procuro il numero dell’ufficio di competenza a cui dovrebbero aver richiesto lo sblocco (sede INPS in Valle d’Aosta, dove vivevo nel 2017).
L’impiegato non è stato contattato da nessuno, ma prende in carico personalmente la mia richiesta e mi ricontatta pochi giorni dopo: “Tutto a posto!” dice ed io mi fido.
Mi chiede di aspettare 10 giorni, arriverà la lettera dell’INPS e liquideranno la mia NASPI.
Ridendo e bestemmiando arriviamo al 26/07/2018 ed io non ho alcuna notizia.
Chiamo: non sanno nulla.
Scrivo: mi dicono che manca il modulo SR163 (quello citato all’inizio, esatto, quello che ho ritirato al patronato, compilato, firmato e riconsegnato. QUELLO).
Rispondo che è impossibile, dicono che controlleranno.
Scrivo una nuova segnalazione: il suo sollecito non può essere accolto, è troppo vicino al precedente, deve attendere 15 giorni.
Chiamo, mi reco all’ufficio, 4h di attesa.
Dicono che non manca niente e solleciteranno la pratica.
Chiamo l’ufficio della Valle d’Aosta, perché è l’unico impiegato che mi abbia mai richiamato, lo supplico di aiutarmi.
Dice che la documentazione è completa, lui la vede, scriverà una mail, ma nessuno risponde, neppure a lui.
Scrivo una nuova segnalazione, siamo al 02/08/2018 (sono passati 3 mesi).
Non accettano la segnalazione, è passato troppo poco dalla precedente.
Scrivo una PEC al recapito presente sul sito.
Nessuna risposta.
Chiamo.
Richiamo.
Chiamo ancora.
Il 24/08 scrivo una nuova segnalazione e ribadiscono che FORSE (non ne sono sicuri) manca il modello SR163.
Rispondo che è impossibile, ma vado comunque al patronato, per controllare.
Mi hanno dato la copia originale, che ho inoltrato sia tramite mail che tramite PEC.
Era lunedì.
Oggi, 30/08/2018, a quasi 4 mesi di distanza dalla richiesta originale, non ho ancora ricevuto neppure un centesimo della mia NASPI.
Ah, ma qualcosa ho ricevuto: una lettera con bollettino allegato, con cui mi si chiede di restituire quasi 700€ che mi hanno liquidato in più negli anni precedenti, spalmati in più di 12 mesi tra vecchia NASPI e stipendi.
Se proprio mi gira posso rateizzarli, eh.

Sottolineo che NESSUNO SI E’ MAI MESSO IN CONTATTO CON ME.
Se non avessi chiamato e scritto, saremmo ancora al punto di partenza.
Non che sia cambiato molto, a ben pensarci…

Nel lontano giugno 2013 io chiesi la mia prima NASPI.
Mi fu liquidata nel luglio del 2014 (13 mesi), tutta insieme, per “un errore procedurale”.
Ed io stetti zitta.
Il giorno in cui arrivarono i soldi, piansi.

Adesso vi racconto qualcosa di me: non ho una famiglia ricca.
I miei genitori sono morti entrambi.
Mio padre è morto nel 2014: io, le mie sorelle e mio fratello stiamo ancora aspettando il suo TFR (sempre INPS).
Mia madre è morta a febbraio, chissà tra quanti anni avremo il suo, di TFR.
Forse, se avrò dei figli (AH AH AH), potrò girarlo direttamente a loro.

Vivo sola, ho un affitto, le bollette, la spesa e la macchina.
Non sto chiedendo dei soldi in regalo, non sto facendo la carità.
STO ASPETTANDO QUELLO CHE E’ MIO.
Ho lavorato per quei soldi.
Ho pagato le tasse per quei soldi.
E vi dirò una cosa… SONO INCAZZATA NERA.
E sono anche stanca.
E’già abbastanza brutto vivere in un paese che ti costringe ad un eterno precariato, rendendo impossibile progettare il futuro.

Voglio solo la mia NASPI.
#VOGLIOSOLOLAMIANASPI

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30/08/2018 14:09:01
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Commenti

  1. Isakko 28 settembre 2018 ore 16:39
    spero si risolva qualcosa.

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