la Signora Maria (Parte prima) iniziazione

05 gennaio 2017 ore 10:20 segnala
Mia madre era sarta e svolgeva la sua attività in casa, una stanza era predisposta per tutto ciò che le serviva per la sua attività, la fortuna per me era che nel lato sinistro c’era il tavolo da lavoro dove lei tagliava le stoffe e i cartamodelli, in un angolo la macchina da cucire e nell’altro angolo la tavola da stiro, nel lato appena aprivi la porta c’era due poltrone dove solitamente si sedevano le clienti, e non c’era nessun camerino di prova, ma diciamo che le clienti spesso si collocavano tra le due poltrone per provare gli abiti che mia madre faceva, logicamente la stanza quando venivano clienti veniva chiusa dalla porta e se in casa ero solo spesso mi mettevo a spiare dal buco della serratura, avevo avuto modo di spiare diverse donne e ogni volta che avevo qualche bello spettacolino finivo in bagno a segarmi ripensando alle scene appena viste.
A volte mia madre mi mandava a consegnare capi d’abbigliamento completati o solo imbastiti per farli provare e poi riportarli a lei, la cosa mi dava spesso fastidio perché magari dovevo uscire con gli amici o perché preferivo che fosse la cliente a venire a casa così potevo spiare dalla serratura, ma mi facevano comodo anche le mance che mi davano che usavo per mettere miscela al motorino.
Certo avevo visto delle belle signore che per qualche secondo rimanevano o in slip o in reggiseno alcune mi facevano girare la testa altre meno, c’era una signora che così quando la vedi le prime volte non la vedevo eccitante ma mi attraeva sempre più nonostante avevo avuto modo di spiarla che indossava sempre mutande poco eccitanti e reggiseni ugualmente che sembravano corrazzati, probabilmente anche dalla sua corporatura, era carnosa e il seno era grosso, mi faceva impazzire il solo pensiero di poterlo stringere e baciare, e mi ero masturbato diverse volte immaginandolo.
Maria era il suo nome, era diventata una cliente fissa di mia madre e gli commissionava spesso gonne o giacche, visto che non abitava lontano spesso mia madre mi comandava di portargli a provare delle gonne o altri abiti imbastiti, prima di fare le cuciture definitive.
Ogni volta che andavo a casa di questa signora mi faceva accomodare in cucina e poi lei percorreva tutto il corridoio per raggiungere la sua camera dove si provava gli abiti, con lei in casa viveva la madre che era sempre in una cameretta con la porta chiusa se dormiva altrimenti la vedevo vicino alla finestra che faceva dei lavori con l’uncinetto, più volte avevo cercato di raggiungere in punta di piedi la camera della signora Maria per spiarla ma mi mancava il coraggio.
Un giorno le avevo portato due gonne e una giacca, quindi armato di coraggio mi ero avvicinato allo stipite della porta della sua camera e la trovai di spalle che orami era con le mutande e reggiseno, come si piegò per infilarsi la gonna il culo lo avevo ad un metro dal mio viso, mi godetti lo spettacolo fino a quando la sfilò e si infilò l’altra gonna, mi allontanai per non essere scoperto e aspettai che tornasse in cucina.
Come tornai a casa mi segai come un forsennato, la immaginavo a pecorina che gli sfilavo le mutande e la prendevo così, mi faceva impazzire, e come sapevo che sarebbe passata a casa io aspettavo il suo arrivo, e come mia madre mi comandava di portare qualche capo da farle provare mi davo sempre disponibile.
Un giorno appena mi fece accomodare in cucina mi accese la televisione che lei prima si sarebbe provata le gonne e poi avrebbe cercato nella sua camera una foto che dovevo portare a mia madre.
Io appena la sentii che aveva raggiunto la camera, andai a spiarla e come sempre era di spalle, mi sporsi e mi andarono gli occhi in uno specchio sul lato sinistro e come lo misi bene a fuoco mi resi conto che il mio sguardo si era incrociato con quello della signora Maria, mi si gelò il sangue e mi paralizzai, lei sempre di spalle si mise il dito indice davanti la bocca come a dirmi di stare zitto, io ero paralizzato.
Le pensai tutte, ora glielo dice a mia madre, lei si volta che ancora ha il dito avanti la bocca, con l’altra mano mi prende il polso, mi fa entrare, è in reggiseno color carne, mutande nere, e collant color carne, mi sussurra di guardare in silenzio, lei si prova le gonne, si siede sul bordo del letto e si sfila il collant, poi apre un cassetto del comodino e tira fuori un altro collant nero, comincia a indossarlo fino a quando si rialza e si rimette la gonna sua e la maglia, mi ero eccitato e credo lo abbia notato.
Andiamo in cucina ma fa piano altrimenti sente la madre, in cucina con un tono di voce più normale mi chiede se voglio un bicchiere di coca cola e io ho la bocca secca quasi non riesco a dire neppure si annuisco e lei subito me lo serve e sedendosi mi invita anche a me, subito mi chiede come mai mi piaceva spiarla, e io quasi balbettando gli dico che è lei è il genere di donna che mi piace, lei sorride e mi dice ma sono grassa e ho più di 40 anni non sono neanche sexy, io potrei essere il nipote o il figlio e che sono un bel ragazzo con a disposizione chissà quante amichette.

Io mi armo di coraggio neppure mi rendo quasi conto di quel che mi esce dalla bocca, gli confesso che lei mi ha sempre affascinato e che i suoi seni mi fanno impazzire, lei ride nuovamente e mi dice che avevo potuto mai vedere i suoi seni visto che ogni volta che aveva provato dei capi d’abbigliamento sia a casa sua che a casa mia mai si era tolto il reggiseno, e che avevo viaggiato solo di fantasia.
Effettivamente gli dissi che non avevo mai avuto modo di vederglielo ma lo immaginavo piacevole così, rise nuovamente e poi mi accarezzò la guancia, poi mi disse che aveva notato che mi ero eccitato prima mentre la guardavo, abbassai il viso e gli confessai che mi ero eccitato molto e che ancora lo ero, un attimo di silenzio e vidi la sua mano avvicinarsi alla mia cerniera e poi la poggiò sul mio gonfiore, mi stava toccando e scorreva la mano sfiorandomi e sentendo tutta la mia eccitazione.
Tolse la mano e mi disse sei ancora un ragazzo ma quello che avevo tra le gambe era di un uomo, si alzo e mi prese le braccia mi abbracciò e mentre io già mi stavo facendo dei castelli in aria lei mi sussurrò di andarmene a casa, e se avevo piacere l’indomani lei sarebbe tornata dall’ufficio alle 14, poi avrebbe mangiato e aspettato che la madre si riposasse, se avevo intenzione di vederla alle 15 si sarebbe affacciata dalla finestra e io mi sarei dovuto far vedere.
Quando andai a casa mi segai e pensavo solo alla signora Maria, chissà cosa mi avrebbe fatto o cosa gli avrei potuto fare il giorno dopo? Non so se e quante ore ho dormito durante la notte, e la mattina dopo a scuola non pensavo ad altro, forse avrei fatto del sesso per la prima volta con una donna.
Alle 14 mi ero messo in finestra per vedere quando sarebbe tornata da lavoro e sarebbe salita a casa sua, la vidi arrivare con la sua 127 bianca, scendere dall’auto ma non mi feci vedere, aspettai un po’ e poi decisi di uscire di casa, sul portone di casa c’era Rossella una ragazza che mi piaceva ma non mi aveva mai dato speranze, stava aspettando Simona la sua amica che abitava nello stesso mio palazzo, ci mettiamo a parlare e ci raggiunge Simona, mi chiedono dove stavo andando e io preso alla sprovvista rispondo che sarei andato in piazzetta con gli amici e loro subito mi invitano ad andare con loro al cinema più tardi, va bene rispondo ci vediamo verso le 16,30 in piazzetta gli dico e scappo via.
Vado sotto casa della signora Maria sono ormai le 15 guardo e non la vedo affacciata alla finestra, aspetto vicino ad una ringhiera fino a quando finalmente vedo i vetri aprirsi e Maria mi guarda e chiude la finestra, vado al portone che è aperto ed entro, salgo al quarto piano, le mi vede dallo spioncino e apre la porta, la saluto e lei subito mi fa segno con il dito indice di far piano e parlare piano, indossa una vestaglia, mi prende per mano e mi conduce nella sua camera, entriamo e subito chiude la porta, mi fa sedere sulla poltrona, e lei si siede sul bordo del letto, scoprendo le gambe e fino a metà delle cosce, ha delle calze nere, mi chiede subito cosa mi aveva eccitato di più il giorno prima, e io gli confesso che quando si era tolta il collant color carne per poi infilarsi quelli neri mi aveva eccitato tantissimo, lei mi chiede se era per il colore e io no proprio per i collant e come l’aveva indossato, lei fa una faccia strana e scopre le gambe mostrandomi le calze che gli arrivano fino alle cosce, e poi mi dice di solito gli uomini preferiscono queste calze ai collant.
Io balbetto quasi non so che dire ma cerco di recuperare e gli dico che il colore nero ha il suo fascino e che quel tipo di calze è eccitante molto, lei sembra soddisfatta, dai vieni sul letto mi tolgo le scarpe ma non mi spoglio, passo nell’altro lato e lei si mette supina, e mi invita a mettermi supino anche a me, mi prende la mano, so che tremo, mi chiede se ho mai fatto sesso con qualche donna vorrei dirgli una cazzata ma so che sa già la verità, no non ho mai fatto sesso, il suo braccio lo mette sopra la mia testa e lo vuole mettere sotto io la sollevo e lei si aiuta facendomi avvicinare a lei, con l’altra mano scopre il seno che ancora imprigionato nel reggiseno, con la guancia sento il calore del suo seno mi volto ho le labbra sul seno lo bacio e lo ribacio, lei mi chiede di non scoprirlo subito ma mordicchiarlo così lo faccio e lo ciuccio con la mano lo sto anche toccando, non resisto le dita passano sotto e sento il capezzolo duro, provo a sollevarlo ho voglia di leccarlo bene, è enorme quel seno non riesco a tenerlo in mano vedo l’aureola che circonda il capezzolo è larga come la immaginavo, in bocca ho il suo capezzolo destro e con la mano sto palpando l’altro seno, dai che vai benissimo mi dice.
A quelle parole prendo l’iniziativa e comincio a massaggiare la pancia e pian piano scendo fino a sentire l’elastico del suo slip per l’occasione anche lo slip non è il solito, non resisto prima una bella palpata con la mano piena sullo slip e sento sotto il cespuglio, lei mi ferma con la mano e mi chiede se voglio imparare tutto oggi o con calma, voglio tutto gli dico e sento che mi lascia andare la mano, scosto lo slip finalmente sento il cespuglio, e sento le labbra, le sfioro e le accarezzo, le massaggio anche le cosce, lei divarica le gambe, ritorno a toccarle le labbra e ora le sento bagnate, il dito scivola dentro come risucchiato, lei ha un gemito, le dita entrano ed escono scivolano dentro di lei, si muove, arca la schiena, stringe coi denti le labbra della bocca, gli piace penso, con la bocca comincio a scendere nella pancia, vedo il monte di venere mezzo coperto dallo slip scostato, scendo ancora ma appena arrivato al bordo dello slip Maria mi scosta, mi fa stare supino e mi comincia a spogliare mettendosi a cavallo su di me, mi comincia a leccare i lobi delle orecchie, il collo, il petto i capezzoli la pancia mentre mi slaccia i pantaloni e me li apre, sto scoppiando e lei con le mani sull’elastico dello slip libera la mia voglia, esclama una frase che neppure capisco, quando sento la sua lingua che la passa come avesse un gelato davanti, non capisco più nulla sono su una nuvoletta ,ogni tanto guardo in basso e vedo la sua bocca che sale e scende sul mio pene, lo vedo sparire dentro di se, ogni volta che la sua testa sale lo libera e lei si gusta con la lingua intorno alle labbra, sono talmente eccitato che non riesco neppure a dirlo ma lei continua e io non resisto, sto godendo e lei non smette, continua e io vorrei urlare ma non posso farlo, lei non smette si è accorta che ho goduto penso?
Quando si tira su mi sussurra che le è piaciuto tanto sentirmi godere dentro la sua bocca, ha ingoiato ogni goccia, io gli chiedo scusa e lei mi dice di stare tranquillo, che ora ci pensa lei, mi prende per le gambe e mi scosta al centro del letto e mi finisce di spogliare e anche lei si toglie la vestaglia il reggiseno e gli slip, si mette di lato e mi prende a leccare nuovamente, la voglia è tanta e io sono già nuovamente eccitato, io riesco a palpargli il sedere e poi vedo che lo avvicina al mio viso, alza la gamba destra io mi piego verso sinistra ho il suo pube a pochi centimetri dalla mia bocca, le prendo a leccare, al principio ho quasi timore e poi ha un leggero odore di urina, continuo mi dico e l’odore si affievolisce sento invece quasi un muco denso che mi riempie sempre più la bocca, smette di succhiarmi e sento che sta godendo, si fa dei versi soffocati sta godendo con la mia lingua, ho la bocca impregnata di questo muco, riprende a succhiarmi e io proseguo a leccare lei, passano pochi minuti prima che sento il suo bacino muoversi nuovamente sul mio viso, la sto facendo godere nuovamente penso e in effetti nuovamente dei gridolini soffocati e anche quel muco.
Che porcello mi dice sai che mi hai fatto godere ancora? Ho piacere rispondo io subito, e voltandosi mi dice si ma io voglio godere ancora e sai come???? Io la guardo e non dico nulla, ma sento il suo ventre che sta sul mio e prendendo il mio pene se lo indirizza dritto dritto sulle labbra del suo cespuglio, scende prima con un ginocchio e poi con l’altro e sento un calore che imprigiona tutta la mia asta sotto dentro di lei ed è lei a muoversi su di me e a dare il ritmo, a volte sale e scende a volte rotea il bacino mi dice che mi sta scopando e in effetti è lei che dirige il gioco, ho paura a chiederglielo ma sento di doverlo fare, gli chiedo se la devo avvertire quando sono vicino all’orgasmo e lei mi dice di no ha le sue precauzioni, anzi gli piace sentire dentro di lei quando gode l’uomo, sto godendo nuovamente, e quando mi rendo conto dell’orgasmo bellissimo ho le mani che stringono i suoi seni, lei continua a muoversi nonostante tutto e gode dopo poco.
Ci stendiamo sul letto e Maria si mette la vestaglia e mi dice di aspettare li così che torna subito, passano una decina di minuti prima di vederla comparire, si era andata a rinfrescare e aveva preso dei cioccolatini, mentre ce li gustiamo mi chiede se mi era piaciuto e cosa più di tutto, io non sapevo cosa rispondere era tutto così perfetto, mi era piaciuta ogni cosa che avevamo fatto, lei sembra curiosa e mi chiede se avessi voluto fare qualche cosa in particolare o se avevo un desiderio, gli rispondo nuovamente che era tutto perfetto.
Mentre mi pulisce con un tovagliolino che aveva umidificato io mi eccito nuovamente e lei mi chiede ma vuoi ancora farlo? Si gli rispondo e la comincio a baciare nuovamente sui seni, fino a quando la sento che mi sussurra di scoparla mi metto su di lei e la penetro, lei mi tocca sul petto e sui fianchi mentre mi muovo le prendo le cosce e cerco di alzarle lei mi aiuta e ora ogni colpo che affondo è un ciaf che eccita e da piacere, Maria la sento che è sempre più eccitata e infoiata mi spinge a proseguire con quegli affondi e appena sento che comincia coi gridolini non resisto il mio ritmo aumenta lei gode e di seguito anche io, non mi fermo e il mio pene non da cenno di riposarsi, sono talmente eccitato che proseguo e Maria dopo poco di nuovo la sento che sta per godere nuovamente, si la sento di nuovo sta godendo e anche sotto sento come avesse delle pulsazioni il suo ventre.
Rallento il ritmo dopo qualche minuto fino a fermarmi, lei sorride, mi dice che ha avuto due orgasmi quasi consecutivi , io annuisco e gli sussurro che l’ho sentita godere, lei mi dice bravo, devi sempre sentire quando una donna gode se la vuoi far felice e ha apprezzato molto la mia iniziativa che le ho fatto sollevare le gambe, perché mi ha sentito profondamente dentro di lei.
Lei rimane stesa sul letto mentre io mi metto di fianco e la continuo a palpeggiare e baciare, sentiamo un rumore e lei si alza di scatto infilandosi la vestaglia, la sento che parla, cavoli penso la madre si sia svegliata ma non voglio far rumore e aspetto il suo ritorno, passano una decina di minuti e quando torna infatti mi conferma che la madre è sveglia ma che sta nella sua camera, gli chiedo se mi devo rivestire e lei con una certa riluttanza mi dice che sarà meglio.
Un vero peccato dico mi sarebbe piaciuto farla mettere carponi e prenderla in quella posizione, lei fa un sorrisetto e mi abbraccia, mi dice di stare tranquillo che la prossima volta me lo farà provare, come altre cosine più eccitanti e ci rivestiamo con la sua promessa di rivederci la settimana successiva.
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Mia madre era sarta e svolgeva la sua attività in casa, una stanza era predisposta per tutto ciò che le serviva per la sua attività, la fortuna per me era che nel lato sinistro c’era il tavolo da lavoro dove lei tagliava le stoffe e i cartamodelli, in un angolo la macchina da cucire e nell’altro...
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05/01/2017 10:20:46
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