Linguaggio binario

02 giugno 2010 ore 01:53 segnala

Una specie di flash back sudato.

Le era venuto in mente così, mentre ricanticchiava tra sè la canzone degli otto Ohm.."cosa cazzo ci facevo io con i fiori in mano.."

E se ne era ricordata all'improvviso. Un lampo tra i neuroni, quei maledetti trasmettitori di piccoli impulsi elettrici. di memorie, alle quali cerchiamo di dare un senso, un verso  che sia credibile, e poi le chiamiamo vita.

Aveva fatto l'unica cosa che sapeva fare, quella che poteva arrestare le lacrime e contenere il dolore: scrivere.Si era alzata dal letto, aveva acceso la luce e si era precipitata verso il suo personale esorcismo.

E piano piano, gli impulsi elettrici erano diventati linguaggio binario del pc.Simboli.

Ma d'altronde, come diceva Pessoa, tutta la vita è una simbologia confusa.Lei non era forse d'accordo?

Ooohh si che lo era.

E anche quel gesto doveva essere simbolico. doveva dar senso mistico ad una cosa che si stava sgretolando...doveva dare un verso alle memorie.

Lo stava perdendo , lo aveva già perso.

Lui, come i bambini capricciosi che storcono il naso quando si cambia loro minestra, non aveva più voluto mangiare. Lei lo sapeva, lo sentiva forte il rifiuto..e poi, lui, con la sua fantasia poco simbolica le aveva detto che non ci sarebbe stato." Non ci vengo, aspettarmi sarà inutile".

Ma lei, cresciuta  a pane e romanticherie, proprio non ce l'aveva fatta a rinunciare al suo ultimo stralcio di magia...

"Io sarò lì. Ti aspetterò."

E lo aveva fatto, era lì. Con una rosa rossa in mano, due biglietti per il cinema all'aperto nell'altra.

In piedi e fiera. Stava attendendo il suo uomo. Colui che non l'avrebbe mai lasciata sola. Ecco perchè era vestita da Ginevra, aspettava Lancillotto. Nessun Re Artù, ma un cavaliere.

Era rimasta così per venti minuti. Scrutando il cellulare. Aspettando.

Poi aveva deciso di sedersi sul ciglio della strada. Lo avrebbe visto lo stesso.

I cancelli si stavano per chiudere, ultima chiamata. Sarebbe arrivato.

E così, si sentì davvero una perfetta idiota quando fu sorpresa, accovacciata sul ciglio della strada, a piangere, dal ragazzo dei cancelli. Scoperta.

Lui le sorrise, e le disse:

"Beh, io a questo punto il film lo vedrei lo stesso. Non si fa aspettare così a lungo una ragazza".

Pensò alla dolorosa banalità di quel momento, alla patetica lacrima che aveva sul viso, e a come anche questo, prima o poi, sarebbe diventatao una memoria da comprimere, da contenere.

Da trasformare in linguaggio binario, per dargli un senso, una direzione...e per chiamarlo vita.

" Tra tutte quelle che potevi essere

non devi rimanere dispiaciuta

se sei rimasta in gara solamente tu

con tutto quello che sei diventata..nei giorni, minuti e secondi..."

 

 

11615026
Una specie di flash back sudato. Le era venuto in mente così, mentre ricanticchiava tra sè la canzone degli otto Ohm.."cosa cazzo ci facevo io con i fiori in mano.." E se ne era ricordata all'improvviso. Un lampo tra i neuroni, quei maledetti trasmettitori di piccoli impulsi elettrici. di...
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02/06/2010 01:53:59
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Commenti

  1. BirthOfTheCool 03 giugno 2010 ore 03:33
    Sai, nessuna donna mi ha mai regalato un fiore.Un bacio.
  2. PeSSima.DiSpeTTosa76 03 giugno 2010 ore 15:16

    ..io l'ho fatto tre volte.

    Due mi è andata bene...

    ;-)

    baci a te Storm

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