Sotto casa di Matteo.

18 maggio 2010 ore 20:01 segnala
Pioviccicava. Dicevano che a Roma, la pioggia così si chiamava gnagnarella. Che nome assurdo. Faceva venire in mente il lamento di una cinquantenne della Magliana. Lei di romanesco sapeva poco, però sapeva che quell’acquetta , a Roma, era capace di creare un finimondo.

Clara era in ritardo. Dammi dieci minuti, diceva l’sms.

Tranquilla, era stata la risposta. L’insegna del tabaccaio “nuvole di fumo” dava un tocco decisamente blu alla notte che era già abbastanza blu.

Che fantasia! Un tabacchi che si chiama nuvole di fumo con l’insegna blu. O forse era azzurra?L'appuntamento sotto casa di Matteo era tipico del Venerdì. Ci si riprometteva di non fare tardi, si era tutti stanchi e poi il Sabato c'era la palestra...e puntuialmente si facevano le sei senza sapere perché e per come. Si passavano le ore in giro, in auto, fumando e parlando della solita cosa : uomini.

Al massimo qualche dettaglio piccante sul pene di qualcuno, tiè.

Ma sempre di maschi trattavasi, anche se, come dicevano spesso, ci voleva un bel coraggio a chiamare uomo uno con un pene grande come una ministilo.

Ora che ci rifletteva, i dettagli sul pene erano parecchi.

Più che parecchi, erano abbondanti. Quasi una ossessione.

Merda era diventata una cazzo di maniaca.

E non dire cazzo, Ro! Non sta bene e soprattutto, cosa penseranno di te?

La verità.

Che sono una mezza maniaca con l’ossessione per odori, misure e sapori. Detto così, sembro solo l’inviata di Linea Verde … una di quelle che vanno per i paesini la Domenica...e c’è sempre una signora Gina che fa la pasta con le cotiche migliore d’Europa.

Quanta banalità nella nostra esistenza: cibo, sesso, bisogni primari. Il superfluo rende superflua la vita, no?

L’arrivo di Clara  fu il solito: Aò. Dice Clara.

Ciao, dico io. Cerco parcheggio? “Andiamo con la mia o la tua” ? “Qui non c’è mai posto e ..che puzza sti secchioni..ma, in effetti, non ci potremmo dare appuntamento in un posto che puzzi meno?”

No no, a noi piace così. La monnezza, il fumo, i maschi.

Tre facce della stessa medaglia.

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Pioviccicava. Dicevano che a Roma, la pioggia così si chiamava gnagnarella. Che nome assurdo. Faceva venire in mente il lamento di una cinquantenne della Magliana. Lei di romanesco sapeva poco, però sapeva che quell’acquetta , a Roma, era capace di creare un finimondo. Clara era in ritardo....
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18/05/2010 20:01:59
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Commenti

  1. BirthOfTheCool 26 maggio 2010 ore 02:37
    ..ma lo farò solo quando incontrerai un uomo vero, scoprendo che i centimetri a volte sono solo una componente psicologica: fino ad oggi non ho mai conosciuto qualcuno che ne avesse così pochi da diventare inutile.Da normodotato appartenente alla categoria devo confessarti che l'associazione maschi-monnezza forse è un po' ingiusta a meno che tu non ci metta anche del tuo nel cercarti "maschi" così.
    Ti ringrazio però di aver messo il fumo come terza faccia a stemperare il concetto.  :-)))
    Da domani in tuo onore cercherò di svuotare tutti i giorni il bidone della spazzatura, e proverò a smettere di fumare.
    Buona caccia.


  2. PeSSima.DiSpeTTosa76 26 maggio 2010 ore 19:27

    ..è solo un racconto, pura fantasia.

    Per ciò che mi riguarda, la caccia l'ho smessa da tempo.

    chi va a caccia cerca prede, io non sono una tigre ;-)

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