Ed ora?

19 maggio 2011 ore 09:13 segnala
Sono stato seguace e assiduo nella ricerca e la concessione dell’ intrigo, della complicità, dell’ erotismo e di tutto quello che l’ essere, fin dalla notte dei tempi, ha nella sua sostanza ma che per scelte, cultura, contesti, spesso non realizza o materializza, nella sua forma quotidiana. Senza eccessi, con regole precise, senza turbare gli equilibri, e soprattutto, nel “contesto gioco” del cacciatore e della preda entrambi di professione. Cercare di concedermi ciò che non potevo, è stato un qualcosa che non ho inventato di volta in volta, ma un preciso impegno, niente fai da te, prendi e fuggi, mi sono “ acculturato “ ho assorbito i pensieri di grandi come Marquez, Alberoni, Bevilacqua, Perrel, posso dire di aver giocato con lealtà, perdere o vincere non era il fine, il viaggio non aveva mai una meta, il piacere del viaggio stesso era il tragitto. Il punto di forza, la differenza, è stato il sapersi allontanare da dove gli altri erano destinati a risiedere. Non sono mai stato un personaggio concepito dalla fantasia libera di un “ autore”, ma un autore, sempre.
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Sono stato seguace e assiduo nella ricerca e la concessione dell’ intrigo, della complicità, dell’ erotismo e di tutto quello che l’ essere, fin dalla notte dei tempi, ha nella sua sostanza ma che...
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19/05/2011 09:13:54
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Prologo

09 maggio 2011 ore 12:41 segnala
Niente soliti post, ho scritto tanto e cancellato troppo. Quello che segue è solo una colica della mia mente, un torrente di energia psichica che cerca solo di trovare uno sfocio a mare, di congiungersi a qualcosa di vasto, stanca ormai, del tanto scorrere.
Il poeta è un fingitore. Finge tanto completamente che giunge a fingere che è dolore, il dolore che davvero sente. E coloro che leggono quello che scrive….
Ma anche il fingitore è un poeta. Quanto ho scritto, narrato, fin dai tempi delle epiche gesta del peloso Primo, la cui ira funesta si abbatte sulla chat tutta e sulla specie femmina.
Era da tempo che meditavo sulla decisione di rilegarmi in un laboratorio, come fece il Colonnello Aureliano Buendia che, dopo essere sfuggito a 14 attentati, a 73 imboscate e a un plotone di esecuzione, dopo essere sopravvissuto a una dose di stricnina nel caffè che sarebbe bastata a ammazzare un cavallo, si ritirò, a passare la sua vecchiaia, nel suo laboratorio, facendo e disfacendo pesciolini d'oro. Niente, i pesciolini, o meglio, le pescioline continuano a distrarmi. Ho perseverato nel mio folle gioco, cacciatore e preda di professione. Ora sono stanco, basta. Appendere la cedra alle fronde del salice? Bhe, la cetra si è appesa da sola, il salice, però, è quasi scomparso dai giardini mediterranei. Optare per uno Schinus Molle, o falso pepe bianco? Forse dovrei fare come l’ aquila. In età matura il suo becco e i suoi artigli si ripiegano fino ad impedirle di afferrare le prede Ha due scelte, lasciarsi morire o battere forte il becco contro una roccia fino a spezzarselo, aspettare che gli ricresca forte e dritto per poi strapparsi con questo gli artigli ricurvi e lasciarli ricrescere, tornando cosi a ricacciare. E se non funziona? Poi, cosa devo battere contro la roccia, la mia testa? Ma non mi sembra tanto ricurva.
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Niente soliti post, ho scritto tanto e cancellato troppo. Quello che segue è solo una colica della mia mente, un torrente di energia psichica che cerca solo di trovare uno sfocio a mare, di...
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