dans, entre, parmi: nous

13 ottobre 2010 ore 01:50 segnala
Isotta, sapeva toccare Tristano, sì, ma il merito era anche suo, per il fatto stesso che sapeva restarle vicino, ma ad un passo, quel tanto da tenerla legata a parlarsi.

Avrebbero potuto essere sdraiati sul pavimento al centro di una stanza vuota, in un castello, o in un bosco  o sulle rive di un lago, nessun posto avrebbe cambiato il fatto che si sentivano al caldo....da sempre...

I nomi nelle leggende sono solo un riferimento nella trama e noi siamo quella storia a volte.

M:flower i:flower @ 

che mondo sarebbe senza....

29 settembre 2010 ore 22:35 segnala

MANChi…Mi manca la tua dolcezza,mi manca il profumo che hai che mi inebria i sensi.
Il solo vederti significava felicità ,Mi manchi….
mi manchi Nutella.

Quando scrivo ammanto tutto di nutella o di fiele. Le mie parole arrivano spesso agli altri con un senso diverso per ognuno o peggio vengono fraintese, ma per fortuna solo da chi non ha avuto la voglia di conoscermi un poco, i superficiali, quelli che aprono e chiudono rapporti nel giro di un nik.. Non ho la dote della sintesi, questo è vero. Potrei scrivere oggi 29 settembre e invece scrivo.. settembre ci circonda con le sue foglie non ancora rosse e i suoi campi dorati è il 20, e questo sembra impostato ma non lo è... Così come quando dico parlami ancora, non sfuggirmi è come se ti dicessi che se è quello che vuoi, ti ascolterò. Con chi ho un rapporto non c’è mai cattiveria nei miei sbagli e se ho ferito o ferirò mettete in conto che non volevo affatto. Non sono però diversa da ogni altra donna che con le parole può dare “amore” o “morte” detto “in poesia”. Se trascino con me chi mi parla nell’infelicità è perché dentro lo è di per sé, se al contrario mi lascio trascinare io è perché ho bisogno di condividere una parte di me con altri. Se odiamo o se amiamo qualcuno, odiamo e amiamo ciò che è parte di noi, poiché “ciò che non ne è parte non ci disturba”, lo dice H.H. ed è terribilmente vero in me. Fare della filosofia, dicono molti, passatempo per idioti. Tirarsela..ecc…Gente che secondo me vive superficialmente ogni cosa, chi lo pensa. Entrare nelle proprie vene è bellissimo e atroce a volte, certo, ma io vivo così e non posso cambiare e non voglio cambiare.  Chi mi conosce mi detesta o mi ama, ed io preferisco, non essere chi non sono, neppure con chi non guardo negli occhi o non conosco.. Perché, nonostante possa sembrare un ossimoro, in qualsiasi momento della nostra vita l’altro è prima di tutto colui che ci mette radicalmente in discussione e da cui tentiamo di difenderci o con cui proviamo a relazionarci.

<< Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l'addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui. » Ari Mi@

naif....moi

21 settembre 2010 ore 23:07 segnala

Quando a sera il mio mondo abbassa i suoi toni, la lentezza della notte si fa largo e tutto sembra ritornare calmo e tranquillo resto sempre io che sono tesa e irosa e buia oggi come mai ieri. Io che mi spoglio del giorno e di me e guardo altre vite. Ci entro. Non mi sono estranee totalmente, ho la presunzione di leggere ciò che è stato un giorno passato per altri occhi e altre mani. Mi prendo il calore di chi mi conosce. Le ramanzine di chi mi vuole bene. Gli abbracci di quelli che conosco da tempo. E la poesia di chi crede di non raccontare di sé ed invece è così.

E poi scrivo, : lascio che i pensieri vengano come capita e si tramutino in un post o in una foto quando mi andrà. Sarò triste o incazzata forse noiosa: saro ciò che sarò diventata, quello che mi sta accadendo mi cambia dentro e soprattutto cambia la mia vita, al posto mio. Lo scoprirò io stessa, saranno i momenti che traccerò qui che mi disegneranno esattamente come non mi vedrei altrimenti. Tracceranno la linea della mia forza, gli ostacoli che avrò superato e i sogni nuovi che rincorrerò…e le delusioni, anche quelle avranno le loro forme. Le parole mi hanno sempre fatto bene, le mie, quelle di altri: senza nessun programma, senza catene. Nessuna ancora. Incomprensibile, indecifrabile o ovvia eviterò di non parlarmi più. Davanti allo specchio di tutte le mattine mi vedo come non mi sono mai vista. Il nero dei miei occhi è opaco: l’opacità di certe notti senza sonno lo vela. Neppure le lacrime lo riaccendono. Cosa c’è alla fine di un pianto, una macchia bagnata di nero sul cuscino dove si sono mischiate le paure e le domande…C’è atmosfera di sfiducia ora intorno si riflette la mia grande insicurezza nel gestire rapporti di equilibri fragili. Si tratta di me ma non solo di me è questo che non sopporto. Io sono alla fine di tutto......già...e

“Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani; l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre la stessa persona e un'altra. Nuvole... Sono l'intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso.” Da Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares, 1982

se lo sentissi anche tu..non ne parlerei

15 settembre 2010 ore 22:48 segnala
Un hotel. Due coppie. Un fine settimana. Una città nuova. Un finire d’estate,..d’estate. Fotografie, abbuffate, vino. Tempo. Tempo da inventare e niente altro. Ed è sera. Letti. Orgia di pensieri che non  danno piacere, quel piacere conosciuto e che rivoglio. Sesso. E allora sesso. Come se dovessimo lasciarci due pezzi da venti accanto alla sveglia. Amore,. Si scompone e genera sesso puro è quello che mi lascia esausta sì, ma senza trovare pensieri dopo, intorno, mentre. Corpi. C’è il corpo, ce ne sono due ed è diverso. Bello.. certo, perché lo è comunque, di per sé, ed io me ne avvolgo. Però non è fantasia dentro. E’ muoversi come si sa farlo da sempre, che non significa perdersi. Sentire sensazioni e per questo avere consciamente più netta ancora, la mancanza di quel non chiedersi cosa stai pensando ora. Quel non sentirsi la voglia di mani, di braccia intorno, di gambe che restano incrociate a lungo nel silenzio.

Nell’immediato del dopo, sapere esattamente dove finisco io e dove cominci tu .Manca un NON ed è la particella del senso che ha fare l’amore.

Perché io speravo di riuscire a farlo insieme a te, non con te. E’ tutto qui.

Così chiaro,così oscuro, lo è per me sentire tutte le mattine che vivo in un hotel che somiglia a questo. I

ho voluto crederti all'inizio, pur sapendo che

11 settembre 2010 ore 01:10 segnala

No, io non sono come Te. Come tanti qui. Non sono una spugna che si imbeve e poi s’asciuga se posata, e più toccata. Forse soffro più di altri ma non riesco a cancellare ciò che mi ha fatto piacere. E parlando di noi, se, se non posso essere come mi vuoi e se, se non puoi essere come ti vorrei, io non ti lascerei sbiadire in un ricordo.

Io mantengo vivo ciò che ho avuto e lo forgio come ferro nella forma che posso, nella dimensione in cui riesco a viverlo a differenza di te. Mentre lo scrivo vedo il tuo combattere le mancanze, sostituendo nomi e volti, credevo non fosse così facile per te il farlo. Mi sbagliavo. Ed anche ora, pur pensando questo di te, che ti accomuna a quelli cui scivola addosso ciò che per me resta vivo di una persona, anche ora, io domani  sarei felice di stare con te, perché continuo a sperare di sbagliarmi. Non guarirò mai da quel bisogno struggente di cose impossibili, perché possibili possono se solo si vuole che siano.

Tu, che guardo decapitare desideri con una velocità impressionante e pensare che certe notti ti hanno fatto quasi impazzire. Preferisci perdermi, ero forse poca cosa allora e amicizia o amore o passione o attrazione,  qualunque cosa fosse, non era.

 

Mi@

quasi indecente la vita, se non cruda

05 settembre 2010 ore 03:33 segnala

Mi vergogno di avere anche altri pensieri…Ma ho anche altre pagine di vita che si riaffacciano, che aspettano risposte nere su bianco …o che semplicemente continuano ad aprirsi pur restando vuote...

Vuote, come certe parole…Ne parlerei con te ........autunno dolciastro.

Mi@

il verde di quel telo ...è così gelido

01 settembre 2010 ore 22:57 segnala

Non ha età un affetto perso per sempre. Ha giorni di ricordi che rincorrono le lacrime di ore passate a sperare e disperarsi. Giorni che scorrono adesso ancora uguali agli altri nel tempo e nello spazio e solo a noi non sembrano più gli stessi e non lo sono. Perdere qualcuno ci cambia e ci lasci spersi. Ora, che come ogni cosa tutto si normalizza riesco a scrivere. Brutti giorni, perdita di un "secondo padre" per me. Mi ritrovo a “dimenticare” che non c’è più e poi invece, a sera, meccanicamente ad alzare il telefono per chiamarlo. La nebbia della rabbia che avvolge i pensieri comincia a dissiparsi e mi invade la consapevolezza della perdita che porta il freddo della paura in ogni mio sguardo sul mondo. Come un peso, fiacca le mie energie e mi rende faticoso compiere i semplici gesti di ogni giorno: alzarmi dal letto, lavorare, parlare. Ho voglia di solitudine. Silenzio. All’opposto cerco di tornare alla vita di sempre il più velocemente senza riuscirci molto…E cerco disperatamente chi mi ama per l’egoistico bisogno di lasciarmi abbracciare e piangere in altri modi, con altre parole, sorridere attraverso loro, con loro, per loro e cerco te per ritrovarmi.

Maria Yudina - Mozart :rosa

Mi@

nous nous appartenos..

24 agosto 2010 ore 03:02 segnala

Appartenersi,

stanotte, tienimi  stretta tu….appartenersi è della sabbia e del mare, è del cielo e del vento, della terra e dell'albero, indifferenti di un antico morire di una donna e di un uomo nel ritrovarsi..

Ho freddo dentro, le mie mani sono “ tra le tue”..già.

E' vero che è indefinibile ciò che ci lega, ma non cerco risposte e non voglio conferme: stiamoci addosso io e te così, quando lo desideriamo, quando ci pensiamo, come il nostro maglione più vecchio e caldo.

Platonico non significa sciocco e tu lo sai e lo so io.

C'è voglia di sapere che mi pensi qui, che desideri le mie parole solo per te.

In ogni caso sono tue tutte queste lettere, una accanto all'altra che non ci definiscono ma ci uniscono.
Mi@

" Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi." - C. Pavese -


nastri..mia madre non usava elastici

16 agosto 2010 ore 01:00 segnala

Io e la pioggia

e il silenzio

tra il fumo che sale dalle gocce ai miei piedi scalzi in terrazza.Quando portavo la treccia lunga sino alla vita  guardavo in alto ed ero ipnotizzata dalla pioggia. Pioveva fitto oggi. Era bellissimo. Penso ancora, come allora, che sia bellissimo... Sorrido ricordando di quando mi chiedevo da dove venisse tutta quell’acqua, com'era possibile...dov’era prima di diventare un mare capovolto…Ho finito l’inchiostro blu mentre stavo scrivendo: le parole sono rimaste troncate per qualche riga e poi.,.sono diventate invisibili come certi amori….invisibili come certi amici, come quella voglia di restare rannicchiata che ho adesso, come questa casa appena ridipinta che faccio sparire chiudendo gli occhi e rendo invisibile ..Mi emoziona la pioggia e quando smette mi chiedo sempre chissà perché proprio ora....Nastri."..gli elastici rompono i capelli Mi@.."

suoni archetipali....

13 agosto 2010 ore 01:00 segnala

quante parole, sempre diverse attorcigliate come alghe sul fondo di un mare che imprigiona nell’asserire la stessa cosa...sto bene..come un mantra, un mantra.

Respiro la mia sigaretta maledicendola come maledico l'amore.

Amo i destini crociati, i sogni sporchi di fango, gli impenitenti.

Oggi scanso un cielo di nubi, vorrei raccogliere briciole di quell'amore indifferente ai doveri ai saperi: anch'io per incanto restare incantata da uno sguardo oltre questo cielo.

So di carezze e di desideri,i profumi che animi inquieti colgono su di me sparsi: sparano a salve. Non varcano la carne , pallottole pudiche e lussuriose di brame non colte, le mie mani. 

So che non amano, perchè l'amore non conosce moderazione...

Mi@