Un filo tra la Terra ed il Cielo

07 marzo 2019 ore 14:30 segnala
La vita è come un filo teso tra la terra ed il cielo, come una strada per il ritorno.
Per tornarci.
Un filo che va oltre l’orizzonte, oltre ogni immaginazione possibile.
Un filo che corre tra due cuori, due anime, oppure molti cuori e molte anime.
Un filo che oscilla ma su cui si può danzare, a volte ad altezze impensabili, da capogiro.
Ma dall’alto tutto cambia, perché le prospettive ingannano gli occhi e la mente.
Il filo che unisce due cuori a volte, anzi spesso, si indebolisce perché si perde il giusto equilibrio e la tensione diventa insopportabile.
Un filo può resistere a lungo ma non per sempre.
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La vita è come un filo teso tra la terra ed il cielo, come una strada per il ritorno. Per tornarci. Un filo che va oltre l’orizzonte, oltre ogni immaginazione possibile. Un filo che corre tra due cuori, due anime, oppure molti cuori e molte anime. Un filo che oscilla ma su cui si può danzare, a...
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07/03/2019 14:30:18
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Un abbraccio, solo un abbraccio

28 febbraio 2019 ore 14:15 segnala
Vorrei sentirti in un abbraccio.
Sentirti completamente.
Sentire i tuoi seni sul mio petto.
Vorrei sentirti abbandonata nell'abbraccio ed abbandonarmi a mia volta, in modo che tra noi ci sia solo completa fiducia e naturalezza come se le paure e gli imbarazzi non ci appartenessero più.
Vorrei sentire il tuo profumo mentre accarezzo i capelli.
Vorrei sentirti mentre mi stringi a te, le tue braccia intorno alle mie spalle, il tuo respiro su di me.
Finalmente la tua pace è la mia, la mia gioia è la tua.
Vorrei toccare, forse anche solo sfiorare questo angolo di cielo per respirare un minuto di felicità ma, soprattutto, di serenità quella che si prova quando ci si perde gioiosamente.
Come in un abbraccio che unisce due anime in una sola e in un’unica eternità.
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Vorrei sentirti in un abbraccio. Sentirti completamente. Sentire i tuoi seni sul mio petto. Vorrei sentirti abbandonata nell'abbraccio ed abbandonarmi a mia volta, in modo che tra noi ci sia solo completa fiducia e naturalezza come se le paure e gli imbarazzi non ci appartenessero più. Vorrei...
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Se l'amore è amore

14 febbraio 2019 ore 14:40 segnala
L’amore vero è immenso ed unico. Non può essercene un altro uguale.
Non va via per poi ritornare, semmai si nasconde e, come un virus, si insinua in altre situazioni, rapporti, relazioni, sempre con la speranza di risorgere, ritornare alla luce per emettere quel bagliore accecante che solo l’amore può dare.
L’amore all’inizio è sconvolgimento autentico ed incontrollabile ma poi diventa conforto quotidiano o sofferenza: talvolta tormento profondo o dolore freddo e quasi impercettibile che accompagna le notti insonni.
L’amore può scendere a patti anche se non vorrebbe farne.
Vorrebbe sicurezze, desidera stabilità.
Aspira all’eternità ma si accontenta del presente, anche se spesso deve farsi bastare il passato.
L’amore può trasformarsi in odio ma spesso basta poco per farlo ritornare in sé perché odiare chi si è amato è una fatica indicibile.
Se l’amore è amore.
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L’amore vero è immenso ed unico. Non può essercene un altro uguale. Non va via per poi ritornare, semmai si nasconde e, come un virus, si insinua in altre situazioni, rapporti, relazioni, sempre con la speranza di risorgere, ritornare alla luce per emettere quel bagliore accecante che solo l’amore...
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Sotto la pioggia

15 gennaio 2019 ore 14:48 segnala
Che cosa ci faccio qui? Nel mezzo di una strada dove non passa nessuno, per fortuna.
Che cosa ci faccio sotto la pioggia mentre guardo da lontano la tua finestra?
Vorrei gettar via l’ombrello sotto il quale mi nascondo e lasciare che le gocce di pioggia si confondano con le mie lacrime, così amare e salate.
Poi appari tu, dietro il vetro della tua finestra. Guardi giù nella strada e non ti accorgi di me.
Non mi vedi, e come tante altre volte mi sento invisibile, inutile.
Allora mi allontano lentamente,quasi furtivamente, sperando che alla fine tu non mi veda davvero.
Le lacrime continuano a scendere anche se più rade.
Ma forse non piango per te, piango per la mia vita, per il rispetto che non le rendo, per averla portata fino a questo punto. Per il disprezzo che in fondo ho di me stesso mentre forse dovrei provarlo per te.
Ormai mi sono allontanato abbastanza e guardo un’ultima volta verso la tua finestra.
Non ci sei più.
Non vedresti esserci più nella mia vita, ma nemmeno il dolore di questo momento forse mi darà la forza per crederlo veramente o almeno sperarlo.
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Che cosa ci faccio qui? Nel mezzo di una strada dove non passa nessuno, per fortuna. Che cosa ci faccio sotto la pioggia mentre guardo da lontano la tua finestra? Vorrei gettar via l’ombrello sotto il quale mi nascondo e lasciare che le gocce di pioggia si confondano con le mie lacrime, così amare...
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Mad about you

17 dicembre 2018 ore 14:38 segnala
Il mare d’inverno sembra ostile e un po’ perverso perché evoca qualcosa di oscuro e forse maligno.
Il vento soffia e spinge le nuvole grigie dall’orizzonte a questa riva dove camminiamo insieme; tu stretta nelle spalle e nella sciarpa mentre io alzo il bavero del giaccone e cerco di cingerti le spalle con un braccio.
Vedo un ciottolo a forma di cuore, levigato dall’incessante lavoro del mare, te lo porgo come fosse un regalo e tu mi dai un bacio delicato sulle labbra. Ora sento meno freddo ma ho voglia di stringerti di più.
Il mare manda un rumore sordo e rancoroso, e per questo entriamo nel bar da cui possiamo rimirarlo in lungo ed in largo senza averne paura.
Nel bar c’è musica ad alto volume, visibile contrasto di vita con il grigio che sta fuori.
E poi arriva quella canzone, “Mad about you” , pazzo di te.
Si, pazzo di te o forse solo pazzo nel pensare che tu possa esserlo per me, nel credere che sei mia davvero e magari per sempre.
Tu guardi fuori verso il mare che schiuma la sua rabbia sulla riva, allunghi la tua mano così che possa prenderla e scaldarla.
Solo oggi posso dire che quel giorno ero felice, perché forse soltanto i pazzi conoscono la felicità e la libertà.

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Il mare d’inverno sembra ostile e un po’ perverso perché evoca qualcosa di oscuro e forse maligno. Il vento soffia e spinge le nuvole grigie dall’orizzonte a questa riva dove camminiamo insieme; tu stretta nelle spalle e nella sciarpa mentre io alzo il bavero del giaccone e cerco di cingerti le...
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Le sere di autunno

06 dicembre 2018 ore 14:28 segnala
Il buio della sera di autunno aiuta i malinconici. Sfuma i contorni ed i profili, avvolge nell'ombra le persone, fa sbiadire i pensieri nella mente.
La sera protegge dalle luci dei fari delle auto e dai bagliori delle vetrine dei negozi; nasconde agli sguardi estranei e sfuggenti quella malinconia che increspa il viso dopo aver invaso il cuore.
Il vento freddo fa stringere nelle spalle, fa abbassare lo sguardo verso il tappeto di foglie morte che ricopre la strada, induce a desiderare un riparo caldo per il corpo ed un ristoro confortevole per la mente.
Le sere di autunno e d'inverno sono alleate delle persone tristi, le sono amiche anche se spesso sono troppo indulgenti e accondiscendenti verso la loro melanconia.
L'anima si perde mentre vorrebbe solo quella pace che non trova. Nemmeno nel buio della sera.
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Il buio della sera di autunno aiuta i malinconici. Sfuma i contorni ed i profili, avvolge nell'ombra le persone, fa sbiadire i pensieri nella mente. La sera protegge dalle luci dei fari delle auto e dai bagliori delle vetrine dei negozi; nasconde agli sguardi estranei e sfuggenti quella malinconia...
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Io vivrò

04 dicembre 2018 ore 15:37 segnala
Sei stata brava. Alla fine ce l’hai fatta, hai ucciso e fatto a pezzi il tuo amore per me e ferito gravemente il mio per te che forse non sopravvivrà;così ti potrai sentire finalmente libera da lui e da me.
Mi rassegnerò a vivere senza te, ci proverò ancora una volta.
Combatterò per scacciarti in ogni modo dagli spazi che hai invaso ed occupato nel mio cuore e nella mia anima.
Eviterò, o almeno proverò, ad allontanare tutti i "nostri" ricordi, evitare tutti i posti che ci hanno visto insieme, nel sole dei giorni d'estate o nel buio delle sere d’inverno, legati in un abbraccio che pensavo non si sarebbe sciolto mai.
E se nei momenti più duri non riuscirò a fermare le lacrime, proverò a pensare ad un altro futuro, forse improbabile, dove avere finalmente la possibilità, e la fortuna, di trovare una persona:quella giusta davvero.
Ma dovrò anche scacciare il pensiero che ormai sia troppo tardi.
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Sei stata brava. Alla fine ce l’hai fatta, hai ucciso e fatto a pezzi il tuo amore per me e ferito gravemente il mio per te che forse non sopravvivrà;così ti potrai sentire finalmente libera da lui e da me. Mi rassegnerò a vivere senza te, ci proverò ancora una volta. Combatterò per scacciarti in...
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Uno sguardo.

15 novembre 2018 ore 14:38 segnala
Eppure ci spero ancora. Quasi ogni giorno spero di incontrare due occhi speciali.
Due occhi colmi di gentilezza e fiducia, senza alcuna traccia di diffidenza, paura o rabbia.
Magari anche un po’ timidi, perché no.
Due occhi che regalino speranza, allontanino i cattivi e stupidi pensieri sull’umanità e sul suo incerto futuro.
E che non siano i soliti occhi arrabbiati, stanchi di lavoro, arrossati di sonno, delusi dalla vita.
Mi basterebbe ricevere uno sguardo che non sia sfuggente o scappi via spaventato.
Si, anche solo uno sguardo, senza retro-pensieri, qualcosa di pulito ed innocente, che profumi di sincerità e che accolga solo una piccola richiesta: quella di poter ancora sperare che incontrare qualcuno che abbia delle similitudini e qualcosa da condividere sia ancora possibile e non pura utopia.
Perché le utopie muoiono, prima o poi, mentre le speranze possono si andare deluse ma a volte regalano buoni e preziosi frutti.
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Eppure ci spero ancora. Quasi ogni giorno spero di incontrare due occhi speciali. Due occhi colmi di gentilezza e fiducia, senza alcuna traccia di diffidenza, paura o rabbia. Magari anche un po’ timidi, perché no. Due occhi che regalino speranza, allontanino i cattivi e stupidi pensieri...
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15/11/2018 14:38:47
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Quello che non ho

11 settembre 2018 ore 14:30 segnala
Vorrei poterlo dire anche io come De Andrè: quello che non ho è quel che non mi manca.
Vorrei poter non dover pensare troppo a quello che ho desiderato ma non ottenuto.
Vorrei poter amare di più tutto quello che ho avuto, che ho e che magari avrò.
Purtroppo non è facile, non è agevole arrivarci.
Quando qualcosa ti manca tanto e nel profondo, scava un fossato che la ragione deve scavalcare per proseguire il percorso di vita senza che venga meno il fiato e che le lacrime scendano, talvolta inaspettate.
Conosco bene quello che non ho avuto, che non ho e che mi manca.
Devo pensare che non tutto si può avere, nel segno di un destino sconosciuto ed illeggibile con gli occhi del nostro desiderio.
Posso ancora pensare che forse un giorno non mi mancherà più o, per miracolo, possa averlo, come conquista finale di una vita di ostinata speranza e costante ma invisibile tenacia.
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Vorrei poterlo dire anche io come De Andrè: quello che non ho è quel che non mi manca. Vorrei poter non dover pensare troppo a quello che ho desiderato ma non ottenuto. Vorrei poter amare di più tutto quello che ho avuto, che ho e che magari avrò. Purtroppo non è facile, non è agevole...
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Sogni e rinunce

04 settembre 2018 ore 14:38 segnala
Notte di tuoni e fulmini, notte di inquietudini. Un lampo, stavolta nella mente, porta alla necessità di ritrovare qualcosa che sembra perduto.
Cerco nel ripostiglio segreto, lontano da occhi indiscreti, nell’armadio dei cassetti chiusi a chiave dove contenitori ermetici contengono elementi preziosi.
Trovo la scatola dei sogni: è vuota per metà. Il resto contiene sogni distrutti, scoloriti, senza ormai nessun significato, tanto che stento a riconoscerli come miei.
Prendo allora la scatola dei desideri ed esito nell’aprirla: alla fine lo faccio ed anche qui quello che vedo non mi piace. Desideri irrealizzati ed ormai irrealizzabili, rovinati dall’abbandono e dall’inedia.
Resta da aprire la scatola dei ricordi, anzi le scatole, una per quelli belli un’altra per quelli da dimenticare.
Esito a lungo prima di decidere quale aprire per prima. Poi scelgo di evitare le memorie negative, tanto saranno loro a cercare me. Ma indugio anche nell’aprire quello che mi riporterebbe a momenti belli del mio passato e, alla fine, rinuncio.
Rinunciare.
Quando ci si abitua a rinunciare la vita vera inizia a rallentare, perde il senso del suo essere più vero.
Rinunciare alla vita è poi la conseguenza, rinunciare all’amore, alle sfide ed al sapore della vittoria e del raggiungimento di una meta, di un traguardo.
Rinunciare fa vincere la paura, dandole modo di occupare silenziosamente spazi profondi dell’anima da cui non sarà facile cacciarla via.
L’alba è ormai vicina e la tempesta ha lasciato il posto ad un cielo ceruleo che accompagna bene l’aria pungente del giorno che nasce, e che troverà ad aspettarlo ancora l’inquietudine ma anche la ricerca di un’energia nuova.
Il ripostiglio è chiuso ed anche un po’ dimenticato, la luce del giorno porta nuove e salutari distrazioni.
C’è bisogno di un ritmo nuovo, magari di musica, magari di un sorriso e di un abbraccio. Si, magari.
C’è bisogno di riconoscere però il potere del bene e del buono, come può essere un caffè caldo accompagnato da qualcosa che riporti il ricordo della dolcezza.
I tuoni ed fulmini sono lontani, per fortuna, e con loro, almeno per un po’ quelle vibrazioni che non sono tanto positive ma che almeno hanno il merito di toccare qualcosa nel profondo.
Ci vorrà un po’ per allontanarle del tutto, ma la luce del giorno ed il risveglio della vita faranno come sempre il loro lavoro.
Come è giusto e normale che sia.
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Notte di tuoni e fulmini, notte di inquietudini. Un lampo, stavolta nella mente, porta alla necessità di ritrovare qualcosa che sembra perduto. Cerco nel ripostiglio segreto, lontano da occhi indiscreti, nell’armadio dei cassetti chiusi a chiave dove contenitori ermetici contengono elementi...
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