Claustrofobia Situazionale

15 giugno 2018 ore 23:44 segnala


Ho scritto sinfonie incompiute
tessendo arazzi senza trama.

Scolpito statue informi
stendendo mosaici senza malta.

Tessere sparse, tra scaglie di marmo
e nodi afoni, mi vorticano intorno.

E mi manca l'aria.
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« immagine » Ho scritto sinfonie incompiute tessendo arazzi senza trama. Scolpito statue informi stendendo mosaici senza malta. Tessere sparse, tra scaglie di marmo e nodi afoni, mi vorticano intorno. E mi manca l'aria.
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15/06/2018 23:44:08
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Tiglio

13 giugno 2018 ore 23:50 segnala


Tu sempre presente
nel sogno che ogni mattino sfuma,
nell' aria che di tiglio profuma
o nella pioggia battente
che riga i volti della gente.
Attimo di un nuovo giorno.
Io che ti giro intorno
e tu che sembri non accorgerti di niente.
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« immagine » Tu sempre presente nel sogno che ogni mattino sfuma, nell' aria che di tiglio profuma o nella pioggia battente che riga i volti della gente. Attimo di un nuovo giorno. Io che ti giro intorno e tu che sembri non accorgerti di niente.
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Leggere tra le righe

10 giugno 2018 ore 22:11 segnala


Lascia che io legga tra le tue righe...

Fammi giocare a nascondermi tra le tue parole
per poi rincorrerti tra un congiuntivo ed un imperfetto.

Lascia che io mi metta in discussione nelle tue dubitative
e che mi ponga domande tra le tue interrogative.

Non rattristarmi però del tuo passato remoto,
ma lascia che io speri nel futuro prossimo.

... Di addormentarmi sogno, cullata tra le tue parentesi.
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« immagine » Lascia che io legga tra le tue righe... Fammi giocare a nascondermi tra le tue parole per poi rincorrerti tra un congiuntivo ed un imperfetto. Lascia che io mi metta in discussione nelle tue dubitative e che mi ponga domande tra le tue interrogative. Non rattristarmi però del tuo ...
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Otto

03 giugno 2018 ore 05:11 segnala


Rientrando, fece benzina all'automatico.
Aveva fatto qualche acquisto, le solite cose, prodotti per le pulizie di casa e qualcosa da mettere in frigo e si era fermato a mangiare un boccone veloce dai suoi anziani genitori a pranzo.
Trovò un posteggio abbastanza vicino alla sua abitazione. Scaricò i sacchetti. Chiuse il bagagliaio, ripiegò lo specchietto laterale dal lato guida e si incamminò verso casa.

Musica, dall'appartamento di fronte. Restò in ascolto un momento prima di varcare l'ingresso tentando di riconoscere l'artista, questa volta senza successo. Avrebbe dovuto sentirlo meglio.
Entrò, mollò la spesa sul tavolo e riuscì. Si avvicinò silenziosamente alla porta prestando massima attenzione allo zerbino malefico, per non inciamparvi a sua volta. Era molto vicino ma ancora non capiva chi fosse. Sedette ancora a terra, l'orecchio contro.

La melodia era lenta e cadenzata. Chiuse gli occhi tentando di concentrarsi su quelle note, ma l'istantanea di lei sulla porta al mattino, le sue gambe ed il generoso fondoschiena, si visualizzò come un flash nella sua mente. Imbarazzo ed uno strano senso di inquietudine si fecero strada dentro di lui.
Erano passati anni, una vita intera, dall'ultima volta che si era appostato, nascosto nell'ombra, sotto alla finestra di una ragazza che gli piaceva. Anni, che non si sentiva così attratto da una donna.

In realtà da quando aveva chiuso con la sua convivente, non provava interesse o curiosità per la vita e le vicende di alcuno in particolare. Curava i suoi affetti e conservava una manciata di amici. E poi c'era l'arte a catturare la sua attenzione.
Non se lo spiegava, c'era qualcosa di diverso questa volta. La musica e lei, china di schiena. Si sentiva turbato. Ormoni ed adrenalina stavano organizzando un party da qualche parte dentro di lui.
Una vampata di calore gli montò su, dall'inguine fino alle guance scavate per poi ridiscendere, giù dal collo lungo la schiena. Si costrinse a non pensarci e tornò al suono che giungeva al suo orecchio.

" IF I WAS YOUR OWN AND ONLY FRIEND WOULD U RUN 2 ME IF SOMEBODY HURT U, EVEN IF THAT SOMEBODY WAS ME? " (*)

Non aveva mai sentito quel motivo prima ma riconobbe lo stile. Doveva trattarsi di Prince. La sua memoria ed i suoi sensi si erano, in qualche modo risvegliati ed acuiti.
Era meglio rientrare. Si rialzò tendendo l'orecchio ancora un'ultima volta. Non ne era certo, ma per un attimo, gli parve di sentirla piangere.


(*) "Se io fossi il tuo solo ed unico amico, correresti da me se qualcuno ti ferisse, anche se quel qualcuno fossi io?
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« immagine » Rientrando, fece benzina all'automatico. Aveva fatto qualche acquisto, le solite cose, prodotti per le pulizie di casa e qualcosa da mettere in frigo e si era fermato a mangiare un boccone veloce dai suoi anziani genitori a pranzo. Trovò un posteggio abbastanza vicino alla sua abitaz...
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Sicuro

31 maggio 2018 ore 23:55 segnala


Le mani grandi di lavoro duro,
impugni la vita con il vigore
di chi si impegna per il futuro.
Hai tra le dita un solo amore
da proteggere e coltivare,
odoroso gelsomino in fiore.
Un piccolo spazio vorrei occupare
dentro al tuo porto calmo e sicuro.
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« immagine » Le mani grandi di lavoro duro, impugni la vita con il vigore di chi si impegna per il futuro. Hai tra le dita un solo amore da proteggere e coltivare, odoroso gelsomino in fiore. Un piccolo spazio vorrei occupare dentro al tuo porto calmo e sicuro.
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Satellite

30 maggio 2018 ore 22:54 segnala


Non solo all'alba sfumano i sogni,
ma al crepuscolo
quando il sole cede il passo alla luna.
Presenza e sentimento i miei bisogni,
ma basta un momento, uno solo
e non vi è speranza alcuna.
Come satellite mi eclisso.

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« immagine » Non solo all'alba sfumano i sogni, ma al crepuscolo quando il sole cede il passo alla luna. Presenza e sentimento i miei bisogni, ma basta un momento, uno solo e non vi è speranza alcuna. Come satellite mi eclisso.
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Aria

29 maggio 2018 ore 00:15 segnala


Che strana sensazione, questa per me.
Non avere la consueta folla, pressante e prepotente, di voci e vocaboli in testa.
Trovo sempre qualcosa da dire o da scrivere, difficilmente resto senza parole.
Il silenzio mi imbarazza, mi fa sentire nuda, vulnerabile.
Ho appreso, nel corso di questa vita, l'arte del comunicare aria.
Aria per compiacere, aria per assecondare.
Fiato, il mio, sprecato, male utilizzato, male indirizzato.
Sospiro ora. Respiro.
Oggi non sento il bisogno di riempire il vuoto di parole al vento.
Godo di questo dono inaspettato.
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« immagine » Che strana sensazione, questa per me. Non avere la consueta folla, pressante e prepotente, di voci e vocaboli in testa. Trovo sempre qualcosa da dire o da scrivere, difficilmente resto senza parole. Il silenzio mi imbarazza, mi fa sentire nuda, vulnerabile. Ho appreso, nel corso di q...
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Se solo...

27 maggio 2018 ore 23:40 segnala


Ho scelto te perché odori di uomo,
di sale, di zolfo, di zagare e more.
Ho scelto te perché sai di buono,
di arance, di sole, di mandorli in fiore.
D'estate e granite ed infusi di tè.
Di frutta candita, di risa e di vita.
Un brivido e la mia sarebbe infinita,
se solo mi guardassi come io guardo te.


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« immagine » Ho scelto te perché odori di uomo, di sale, di zolfo, di zagare e more. Ho scelto te perché sai di buono, di arance, di sole, di mandorli in fiore. D'estate e granite ed infusi di tè. Di frutta candita, di risa e di vita. Un brivido e la mia sarebbe infinita, se solo mi guardassi c...
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Sette

25 maggio 2018 ore 22:08 segnala


Bittersweet Symphony suonò tronfia. Rispose alla chiamata sul cellulare. Suo figlio, quello piccolo, le faceva gli auguri per il compleanno.

Non sarebbe passato a trovarla, doveva recarsi col padre a comprare le scarpe nuove, firmate naturalmente. Sarebbe poi andato in centro con la "morosa", bello come il sole nelle sue scarpe nuove.

Lo baciò e chiuse la conversazione; il suo biondo ragazzino iperattivo e problematico, quattordici anni d'argento vivo e rabbia.

Da qualche tempo non viveva con lei ma dalla nonna paterna. La decione era stata presa di comune accordo.

Il profondo stato depressivo di cui lei soffriva da tempo e le ristrettezze economiche, non erano le condizioni ideali per la sua crescita emotiva. Era dunque per il suo bene.

Non aveva nemmeno un anno quando il padre, messe le sue cose in un borsone, andò a vivere con la donna che amava alla follia. Da allora fu tutto un susseguirsi di donne amate alla follia e di altrettanti borsoni da viaggio.

Non aveva nemmeno un anno e suo fratello appena tre, quando lei intraprese la carriera circense. Saltimbanco tra mattoncini Lego, pannolini ed estenuanti turni di lavoro serali o notturni. Equilibrista tra bollette e conti da pagare. Pagliaccio per sorridere loro e raccontare dolci fiabe dove tutti vivono felici e contenti.

Accese una sigaretta per sfumare i ricordi. Si stufò delle vuote parole alla radio e la spense.

Aveva bisogno della sua musica. Passò in rassegna tutti i suoi cd ed i suoi dischi. Trovò quel che cercava e lo mise sul piatto. Alzò un po’ il volume quasi certa di non disturbare nessuno. L'alloggio al piano di sotto era sfitto e sopra c'era il solaio. Le note della canzone si diffusero nella stanza e raggiunsero l'ingresso...

"IF I WAS YOUR GIRLFRIEND WOULD U REMEMBER 2 TELL ME ALL THE THINGS U FORGOT WHEN I WAS YOUR MAN ?"

"Se fossi io la tua ragazza, ti ricorderesti di dirmi tutte le cose che hai scordato, quando ero il tuo uomo?"
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« video » Bittersweet Symphony suonò tronfia. Rispose alla chiamata sul cellulare. Suo figlio, quello piccolo, le faceva gli auguri per il compleanno. Non sarebbe passato a trovarla, doveva recarsi col padre a comprare le scarpe nuove, firmate naturalmente. Sarebbe poi andato in centro con la "m...
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25/05/2018 22:08:18
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E ti guardo

24 maggio 2018 ore 00:18 segnala


E ti guardo mentre stai seduto.
Guardo il tuo viso,
dall'ironico sorriso
di chi molto ha vissuto.

E ti guardo gli occhi,
di quel grigio intenso.
Ti guardo e penso
a come tu mi tocchi.

Ti guardo la fronte dal tempo solcata
e ti guardo la bocca, quante volte baciata.
E mentre mi parli, adagio,
guardo i tuoi gesti, non sei a disagio.

Ti guardo assorta,
come quella che ascolta.
E vorrei dirti cose
forse per te noiose.

E vorrei dirti che t'amo.
Ancora
e ancora.

Ma per timore tu vada lontano,
non lo faccio.
Ti guardo e taccio.
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« immagine » E ti guardo mentre stai seduto. Guardo il tuo viso, dall'ironico sorriso di chi molto ha vissuto. E ti guardo gli occhi, di quel grigio intenso. Ti guardo e penso a come tu mi tocchi. Ti guardo la fronte dal tempo solcata e ti guardo la bocca, quante volte baciata. E mentre m...
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