Otto

03 giugno 2018 ore 05:11 segnala


Rientrando, fece benzina all'automatico.
Aveva fatto qualche acquisto, le solite cose, prodotti per le pulizie di casa e qualcosa da mettere in frigo e si era fermato a mangiare un boccone veloce dai suoi anziani genitori a pranzo.
Trovò un posteggio abbastanza vicino alla sua abitazione. Scaricò i sacchetti. Chiuse il bagagliaio, ripiegò lo specchietto laterale dal lato guida e si incamminò verso casa.

Musica, dall'appartamento di fronte. Restò in ascolto un momento prima di varcare l'ingresso tentando di riconoscere l'artista, questa volta senza successo. Avrebbe dovuto sentirlo meglio.
Entrò, mollò la spesa sul tavolo e riuscì. Si avvicinò silenziosamente alla porta prestando massima attenzione allo zerbino malefico, per non inciamparvi a sua volta. Era molto vicino ma ancora non capiva chi fosse. Sedette ancora a terra, l'orecchio contro.

La melodia era lenta e cadenzata. Chiuse gli occhi tentando di concentrarsi su quelle note, ma l'istantanea di lei sulla porta al mattino, le sue gambe ed il generoso fondoschiena, si visualizzò come un flash nella sua mente. Imbarazzo ed uno strano senso di inquietudine si fecero strada dentro di lui.
Erano passati anni, una vita intera, dall'ultima volta che si era appostato, nascosto nell'ombra, sotto alla finestra di una ragazza che gli piaceva. Anni, che non si sentiva così attratto da una donna.

In realtà da quando aveva chiuso con la sua convivente, non provava interesse o curiosità per la vita e le vicende di alcuno in particolare. Curava i suoi affetti e conservava una manciata di amici. E poi c'era l'arte a catturare la sua attenzione.
Non se lo spiegava, c'era qualcosa di diverso questa volta. La musica e lei, china di schiena. Si sentiva turbato. Ormoni ed adrenalina stavano organizzando un party da qualche parte dentro di lui.
Una vampata di calore gli montò su, dall'inguine fino alle guance scavate per poi ridiscendere, giù dal collo lungo la schiena. Si costrinse a non pensarci e tornò al suono che giungeva al suo orecchio.

" IF I WAS YOUR OWN AND ONLY FRIEND WOULD U RUN 2 ME IF SOMEBODY HURT U, EVEN IF THAT SOMEBODY WAS ME? " (*)

Non aveva mai sentito quel motivo prima ma riconobbe lo stile. Doveva trattarsi di Prince. La sua memoria ed i suoi sensi si erano, in qualche modo risvegliati ed acuiti.
Era meglio rientrare. Si rialzò tendendo l'orecchio ancora un'ultima volta. Non ne era certo, ma per un attimo, gli parve di sentirla piangere.


(*) "Se io fossi il tuo solo ed unico amico, correresti da me se qualcuno ti ferisse, anche se quel qualcuno fossi io?
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03/06/2018 05:11:18
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