Quattro

15 maggio 2018 ore 21:55 segnala
-Ci mancava anche la neve!-
Rincasava dal lavoro ed aveva freddo più del solito, nonostante indossasse un pesante giaccone.
Dopo aver sbattuto sonoramente i piedi sul selciato, scrollò l'ombrello e varcò l'ingresso. Si fermò per prendere la posta. Chiuse la cassetta delle lettere e si avviò lentamente su per le scale. Sempre salendo, buttò un'occhiata distratta alle buste appena ritirate.

Alcuni suoni attirarono la sua attenzione. Si fermò. Rumore di tacchi ed il tonfo sordo di qualcosa che rotolava per i gradini, sopra di lui. Udì una voce femminile mormorare all'indirizzo dell'oggetto che cadeva ed il fruscio delle borse della spesa.
-Deve essere la mia vicina, quella della musica.- Pensò.
Da quando si era trasferita in quel palazzo, non l'aveva mai incontrata. Di lei, sapeva quel poco che aveva afferrato dalla conversazione tra la signora del primo piano e la panettiera all'angolo.

La donna intanto, posate le borse sul pianerottolo, scese a metà scala, raccolse le mele che le erano cadute e riprese a salire. Indossava stivali neri, gonna a fiori ed una giacca attillata.

Come un ragazzino, prese a salire i gradini a due a due per raggiungerla. Era emozionato e moriva dalla voglia di vederla. Pensò che avrebbe potuto portarle su la spesa e così scambiare due parole con lei. L'aveva quasi raggiunta quando le lettere, che aveva infilato nella tasca del giaccone, scivolarono volteggiando e planando giù lungo la tromba delle scale, fino a posarsi sul pavimento infradiciato al piano terra.

Fu questione di un attimo. Si voltò a guardare la sua posta cadere. Lei salì gli ultimi scalini frugandosi in tasca per prendere le chiavi. Quel rumore lo indusse a voltarsi ed a riprendere la salita.

La vide chinarsi, posare le pesanti sporte sul tappetino, inserire le chiavi, aprire e riprendere i sacchetti per entrare. Si sentì improvvisamente, ancora una volta, tremendamente sciocco.
Guardò istintivamente in basso poi rialzò gli occhi, appena in tempo per incontrare quelli scuri ed interrogativi di lei. Fissò la porta chiusa per un lungo istante. Allora si ricordò delle sue lettere, sicuramente bagnate ed andò a recuperarle.

Quella sera, pensando a lei, fece un lunghissimo bagno caldo.
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-Ci mancava anche la neve!- Rincasava dal lavoro ed aveva freddo più del solito, nonostante indossasse un pesante giaccone. Dopo aver sbattuto sonoramente i piedi sul selciato, scrollò l'ombrello e varcò l'ingresso. Si fermò per prendere la posta. Chiuse la cassetta delle lettere e si avviò...
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15/05/2018 21:55:46
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