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23 maggio 2018 ore 01:07 segnala

Gatta inarcò la schiena, allungò le zampe e stiracchiandosi sbadigliò.

Sbadigliava sempre quando si svegliava. Scese dal suo angolo di letto con un balzo, manco a dirlo felino ed andò miagolando in cucina. Reclamava la colazione. Si strofinò contro le gambe della padrona che prendeva i croccantini dallo stipetto.

Sedette poi composta vicino al suo piattino ed attese. Era una gatta molto educata. Finito, si spalmò sulla poltrona a far toeletta. Il trattamento di bellezza la sfiancò. Assunse la sua posizione preferita e sonnecchiò. Sembrava una palla, una palla di lucido pelo nero.

Anche lei doveva farsi bella. Si era fatta una promessa quel mattino allo specchio, volersi bene. Agitò il flacone contenente la miscela per farsi la tinta.

Da ragazza portava i capelli lunghi e preferiva il rosso ramato o il mogano. Dopo i trent'anni aveva cominciato a portarli sempre più corti e sempre più scuri. Da qualche anno però, non usava più il nero, anche se le piaceva molto. Aveva optato per un biondo scuro che meglio nascondeva la sempre più dilagante ricrescita bianca.

Stese la tinta sui capelli e guardò l'ora per controllare il tempo di posa. Rispose ai messaggi di auguri sul cellulare ringraziando ed accese la radio. Non c'era la Littizzetto quella mattina.
-Peccato, mi fa ridere- Pensò.
Era ora di risciacquare e rimuovere il colore in eccesso dai capelli. Li asciugò e li acconciò con le dita. Erano corti, li portava con la riga da un lato con qualche ciuffetto buttato sulla fronte.

Restò a guardarsi, riflessa nello specchio. Profondi solchi le segnavano gli occhi ma la pelle del viso era tonica e liscia, il naso piccolo e regolare, le labbra carnose ma non volgari. Non era male nell'insieme e non dimostrava la sua età. Sfilò la maglietta e fece scivolare via la gonna.

Era un po’ sovrappeso, lo ammise a sé stessa e la "x" dei due tagli cesarei non donava di certo al suo ventre. Rendeva però onore al suo orgoglio. I suoi figli erano, senza dubbio, ciò che di più bello e sublime avesse mai fatto in tutta la vita. Si rivestì ed andò in cucina.

Era già passato mezzogiorno ma non aveva fame. Bevve un bicchiere di latte freddo e guardò lontano alla finestra.
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Gatta inarcò la schiena, allungò le zampe e stiracchiandosi sbadigliò. Sbadigliava sempre quando si svegliava. Scese dal suo angolo di letto con un balzo, manco a dirlo felino ed andò miagolando in cucina. Reclamava la colazione. Si strofinò contro le gambe della padrona che prendeva i croccantini...
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23/05/2018 01:07:29
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