Tre

10 maggio 2018 ore 20:19 segnala


Dal telefono cellulare sul comodino Bittersweet Symphony prese a suonare, dapprima sommessa come per non disturbare, poi sempre più forte ed imperiosa a rivendicare il suo ruolo di suoneria telefonica.
-Sempre, sempre quando sono in bagno devono chiamare!- Pensò.

Corse in camera strofinandosi il viso con l'asciugamano.
Fece il giro intorno al letto sbattendo violentemente il piede sinistro contro la gamba nascosta dalle coperte, mentre tentava di raggiungere il telefono. Lo afferrò, cacciando in gola un grido di dolore condito da maledizioni di vario genere e rispose:

-Sì. Pronto? Ah, sei tu... no, ero in bagno... ma figurati... sì, è andato a scuola... certo... lo so... hai ragione... mi dispiace... no, non me l'aveva detto... certo, se non ci fossi tu... va bene... ok... ok... sì, ciao.-

Chiuse la conversazione. Riversa sul letto, gettò il telefono da un lato e coprendosi gli occhi con il braccio destro, buttò fuori tutta l'aria dai polmoni in un sospiro carico di insopportazione. Certe telefonate di prima mattina avevano il dono di rovinare tutto il corso della giornata. Erano anni che si sorbiva i sermoni dell'ex suocera, i suoi rimproveri ed i suoi consigli della serie:

-Tu fai quello che vuoi, non m'interessa ma te lo dico per il bene dei ragazzi.-

In tutta onestà, pensò di aver sempre fatto quel che doveva, quel che poteva e mai quello che avrebbe voluto.
Si alzò dal letto. Il dito del piede non era più dolorante. Andò in cucina e preparò il caffè. In piedi appoggiata al mobile, la tazza fumante in una mano ed una sigaretta nell'altra, pensò a come organizzare la mattina. Vi erano stati giorni in cui il tempo non bastava mai, sempre troppo poco per tutto quello che c'era da fare. Ora, invece, aveva tempo da vendere.

Il contratto di lavoro a termine era scaduto da più di un mese. Non le era stato rinnovato.
Non era mai stata così a lungo senza un'occupazione e la situazione la gettava in un profondo stato di sconforto. Aveva disseminato curriculum in tutte le agenzie interinali della cittadina dove viveva ed era iscritta al collocamento, ma non aveva ancora trovato niente. I lavoratori compresi tra i quaranta ed i cinquantacinque anni sono i più colpiti dalla crisi economica e lei faceva parte del club.

Si versò dell'altro caffè e sedette al tavolo della cucina, la testa piena di brutti pensieri. Si guardò intorno con lo sguardo di chi cerca una via d'uscita, un passaggio segreto che potesse condurla altrove e lontana nel tempo.
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10/05/2018 20:19:08
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