A te....

15 maggio 2010 ore 19:21 segnala
No. Non sei tu l’Amore che ho bramato

Non sei più tu l’incisione nella roccia

La punta di rarissimo diamante.

Sei piuttosto la delusione estrema

L’amarezza del risveglio dopo un brutto sogno

Pirata che ha affondato la mia nave

Deprendandomi dello stesso amore che ti ho dato.

Ti vorrei…vorrei…ma non ti voglio

Non nella dimensione di questo vuoto

Quello che tu credi di riempire a piacimento

Quello che tu riempi di zucchero filato

Di giuggiole comperate sulle fiere.

Non sono uno dei tuoi stracci consumati

Non voglio esserlo…non te lo permetto.

Stavolta no, mi vedrai diversa,

con gli occhi golosi di chi guarda

ma non può indossare

quella gemma adamantina,

l’abito pulito della festa.

Non ti concedo il lusso di riavermi

Nella dimensione di un compromesso solo tuo,

non sarò certo io a raccogliere le briciole

quelle di un amore mai esistito

Di un sentimento sopraffatto.

No. Tu non sei più nessuno…

A te non mostro certo i brandelli del mio cuore

Quelli che tengo tra le mani

Mentre tento di ricomporli con il sangue,

fradici di lacrime salate…

No…tu non avrai nessun onore

Nessun vanto, nel mio duro percorso

In risalita…

Ti lascerò sedimentare come sabbia

La stessa sabbia che mi è scivolata tra le mani

Sulla riva del mare che urlava il suo dolore.

Renderò a te un ‘offesa, l’indifferenza

Verso le tue voglie, i tuoi capricci

Le tue effimere parole al vento…

Non lascerò che tu mi ricalpesti

Come foglia d’autunno tra i viali

Di un ‘estate terminata.

Io sono purissima dolomia che tu hai scalfito,

ma sono roccia …e mi piacerà vedere

il tuo scalpello non andare oltre nel profondo,

e mi piacerà pensarti incredulo e sconfitto..

come debito verso il mio tormento.

...ed ancora...

15 maggio 2010 ore 19:13 segnala



Tu che moduli con scioltezza la tua voce
Per adattarla ad ogni donna , ad ogni seno
Tu sai bene cos’è l’arte di ammaliare.
Il tuo sguardo pesa come roccia sulla pelle,
carezza di titano sul petalo di un fiore;
talvolta leggero come polline nell’aria
caldo come il sole a mezzogiorno.
Tu sai bene come tessere la tela
Quella che da tempo mi aggroviglia
Quella che mi rende la tua serva.
Conosci quando è il tempo di addolcire
Le anime ribelli perché restino ai tuoi piedi.
Io disconosco il filo che mi tendi
Le tue anime segrete, i tuoi corpi già violati
Non ti trovo nelle stanze dei tuoi cuori
Sedotti, distrutti e abbandonati.
Io mi ritraggo, come meglio posso
Per confondermi tra i numerosi fianchi,
venerarti nel mio intimo silenzio,
E vedo te, che scorri con dolcezza
Talvolta con veemenza, la mano
sui ventri delle donne.
E mi rattrista, questa passione vitrea,
questo fremito carnale che ti spinge.
Giacché vorrei essere per te il fianco uno,
la passione tenera immortale,
il modulo di voce conosciuto.

...e un altro pò..

15 maggio 2010 ore 19:12 segnala
Siedo inerme su una valigia vuota,
un clochard che ha perso la sua casa.
Osservo gli stormi di grigi pendolari
l’andirivieni di scontenti formicai.
Siedo sul margine della presunta attesa
con un soldo di speranza ancora in tasca,
mentre tutto è in ritardo o già passato.
Inganno il tempo cercando di capire
l’alito freddo delle statue in cera
che camminano con i loro nasi all’aria
e non si curano dei coriandoli per terra,
del sangue rovesciato sulle strade,
delle ferite provocate dalle loro stesse spade.

C’è ancora spazio per le carni e per le ossa
e per l’intimo segreto nella folla? Dove tutto
ormai è irriverente, dove si fanno prestiti d’amore
ad alti tassi di interesse, sbattendo porte, chiudendo le finestre?
Non ho più che un solo soldo in tasca……..
…………………………..Che me ne faccio?
Lo giocherò ai cavalli.

Un pò di me...

15 maggio 2010 ore 19:09 segnala


E mi dissero di essere prudente
nell’osservare in umili cassetti
di foglie mute e raggrinzite,
armadi trucidati dalle tarme
uccisi dal tempo di troppe stagioni.



Mi dissero che non dovevo sollevare
la polvere seduta sugli oggetti,
disturbare la quiete dei miei morti
nei tratti di penna ormai sbavati
su vecchi fogli ormai ingialliti.



Mi dicono che tutto ha una sua fine
la poppata di un lattante
il gioco delle carte
la passione degli amanti
la raccolta del frumento.



Ma io, ogni giorno torno a celebrare
gli eventi che rintocca la lancetta,
il passo sordo verso il campo santo,
le ghirlande di fiori rosso sangue,
l’indicibile dolore della perdita.

Mi peso

09 maggio 2010 ore 16:57 segnala
...e peso te, le tue parole, miscele esplosive di contraddizioni. Ho l'anima del poeta, di colui che assorbe le sensazioni e trascende gli orizzonti conosciuti, i teoremi e l'algebra. Sono sempre alla ricerca delle sfaccettature, dei "perchè" che si celano dietro l'apparenza delle cose, ed è per questo che ancora non riesco a "smontare" l'immagine che ho di te, non del tutto... Riprendo tra le mani la bilancia, e osservo i numeri, le tacche e mi ricordo che la vita è fatta anche di regole, di matematica alla quale non si sfugge, se non negandone palesemente i risultati. Mi riferisco al peso dei valori, quando si appoggiano su una bilancia ben tarata. Mi riferisco alle addizioni elementari, il classico "2+2", che deve risultare 4 a casa di tutti... Impossibile definire il tuo profilo ora...mi sembrava netto, nitido e preciso, ma la precisione dell'orafo è finita, esaurita nella realtà offuscata, cosicché è impossibile raggiungerti anche con il compromesso.
Ho fatto un giro oggi, mentre di tanto in tanto tentavo di impormi uno sguardo rivolto all'altra gente. Non c'è nessuno, ci sei ancora tu sfogliando la galleria del mio Nokia ammutolito. Ci sei tu, il tuo viso...attimi rubati ad un tempo che fu, o non fu mai, se non nella dimensione dell'effimero. Un castello di sabbia disperso tra le onde del mare....Non c'è più nulla di te...nulla è rimasto , se non l'eco delle illusioni che rivivo ed un pugno di domande alla quali non hai saputo dare una risposta, una che fosse "quella"..
Peso me, la mia sensibilità che si riveste di sofferenza fino a farmi sentire fragile ed incorporea, la forza di dire "no"  e la consapevolezza che acquisisco giorno dopo giorno di essere Donna.
Sono Donna, questo non lo avevi calcolato..

Io, per te

09 maggio 2010 ore 16:51 segnala
Io, per te
null'altro
che crisalide.

Due momenti della mia vita...

07 maggio 2010 ore 20:28 segnala
Appena iscritta...ecco due momenti della mia vita...che hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore...due momenti distinti, carichi di emozioni, tutt'altro che "leggeri".. Era novembre....


A te ritorna ogni volta
Il mio pensiero, la mia idea
solenne, il mio sguardo delicato.
Tu solo ti distingui
Tra i numeri giganti di conquista
Tra le le forme vittime del tempo,
I cuori deformati degli amanti .

Sei sempre tu
Al ritorno dai miei viaggi
Meta unica e traguardo.

Sei tu la Purissima essenza ,
la rosa delicata
la semplicità suprema,
il mio puro Sentimento.

Non importa mai quante perle ho perso
Nei miei giri vorticosi e senza fiato
Perché tu sai , tu solo,
come ricomporre il mio tesoro,
come rendermi di nuovo
candida e pura principessa del tuo regno.

Per te solo il mio sguardo è delicato
Per te le piene improvvise ,
emozioni lungo il viso .
Tamburi nelle vene,
cuore che straripa.


E questo è oggi....un giorno di maggio , dove non respiro rose...distrutta, affranta, delusa...



No. Non sei tu l’Amore che ho bramato
Non sei più tu l’incisione nella roccia
La punta di rarissimo diamante.
Sei piuttosto la delusione estrema
L’amarezza del risveglio dopo un brutto sogno
Pirata che ha affondato la mia nave
Deprendandomi dello stesso amore che ti ho dato.
Ti vorrei…vorrei…ma non ti voglio
Non nella dimensione di questo vuoto
Quello che tu credi di riempire a piacimento
Quello che tu riempi di zucchero filato
Di giuggiole comperate sulle fiere.
Non sono uno dei tuoi stracci consumati
Non voglio esserlo…non te lo permetto.
Stavolta no, mi vedrai diversa,
con gli occhi golosi di chi guarda
ma non può indossare
quella gemma adamantina,
l’abito pulito della festa.
Non ti concedo il lusso di riavermi
Nella dimensione di un compromesso solo tuo,
non sarò certo io a raccogliere le briciole
quelle di un amore mai esistito
Di un sentimento sopraffatto.
No. Tu non sei più nessuno…
A te non mostro certo i brandelli del mio cuore
Quelli che tengo tra le mani
Mentre tento di ricomporli con il sangue,
fradici di lacrime salate…
No…tu non avrai nessun onore
Nessun vanto, nel mio duro percorso
In risalita…
Ti lascerò sedimentare come sabbia
La stessa sabbia che mi è scivolata tra le mani
Sulla riva del mare che urlava il suo dolore.
Renderò a te un ‘offesa, l’indifferenza
Verso le tue voglie, i tuoi capricci
Le tue effimere parole al vento…
Non lascerò che tu mi ricalpesti
Come foglia d’autunno tra i viali
Di un ‘estate terminata.
Io sono purissima dolomia che tu hai scalfito,
ma sono roccia …e mi piacerà vedere
il tuo scalpello non andare oltre nel profondo,
e mi piacerà pensarti incredulo e sconfitto..

come debito verso il mio tormento.