Il Piccolo Principe e la Volpe

08 marzo 2010 ore 23:40 segnala
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
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In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. "... (continua)
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08/03/2010 23:40:15
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Shandon - Noir

08 febbraio 2010 ore 22:29 segnala
Perdi la testa e stendi la tua anima.
Lecca la tua ferita e assaggiane il sangue
Senti il dolore per conto tuo
Fa male così dolcemente
Scegli il tuo inferno
Incontra la nebbia e lascia che ne avvolga il centro
Sii come una tempesta
Che fa lampi nel buio
Mai, mai, non aver mai paura di soffrire
Non nasconderti mai dietro un sorriso
Non piangere mai senza far rumore
Sii il sospiro in una canzone
Sii il silenzio nella tromba delle scale
Sii la macchia sul muro
Sii quello che decide
Sii il primo ma troppo tardi
Sii l'ultimo che si esibisce
Mai, mai, non aver paura di soffrire
Non nasconderti mai dietro un sorriso
e non piangere mai senza far rumore

Ligabue - M'abituerò

01 febbraio 2010 ore 21:34 segnala
M'abituerò a non trovarti
m'abituerò a voltarmi e non ci sarai
m'abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai

Spero che ti sia presa tutto
m'avrai lasciato qualche fotografia
e l'avrai messa lì apposta sul letto
per ricordarmi che sorriderai ancora, ah ma via
ma come se fosse da sapere chi ha ragione
oppure ci dovessimo far male, male.

M'abituerò a non trovarti
m'abituerò a voltarmi e non ci sarai
m'abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai.

Spero che sia finito tutto
e che non porti la tua faccia mai più qua
per il resto andrò come un matto
un'altra donna e poi
e poi vedrai che passerà.
Ma è come se fosse da sapere chi ha ragione
oppure ci dovessimo far male, male.

M'abituerò a non trovarti
m'abiturò a voltarmi e non ci sarai
m'abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai

M'abituerò a non trovarti
m'abituerò a voltarmi e non ci sarai
m'abituerò a non pensarti.

M'abituerò
quasi mai, quasi mai
m'abituerò a non trovarti
m'abituerò a voltarmi e non ci sara
m'abituerò a non voltarmi
m'abituerò
quasi mai, quasi mai, quasi mai

Colpisci forte

30 gennaio 2010 ore 19:17 segnala
il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!

La dipendenza

26 gennaio 2010 ore 22:03 segnala
Il brutto della dipendenza è che non finisce mai bene. Perché ad un certo punto qualunque cosa sia quella che ti fa stare bene... smette di farti bene... e comincia a farti male. Eppure dicono che non ti togli il vizio finché non tocchi il fondo. Ma come fai a sapere quando l'hai toccato? Non importa quanto una cosa ci... faccia male... certe volte rinunciare a quella cosa... fa ancora più male

La ragione umana

26 gennaio 2010 ore 14:39 segnala

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici.

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici.

Il bene che fai verrà domani dimenticato.

L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile.

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.

Se aiuti la gente, se ne risentirà.

Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci.

AudioSlave - Like a Stone

24 gennaio 2010 ore 13:11 segnala
In un pomeriggio di dubbi
In una stanza completamene vuota
Vicino ad una superstrada confesso
Di essermi perso fra le pagine
Di un libro intriso di morte
Leggendo di come moriremo soli
E che se saremo buoni potremo giacere morti
Ovunque vorremo

Vorrei essere a casa tua
Di stanza in stanza con pazienza
Ti aspettero' li'
Come una pietra ti aspettero' li'
Solo

Sul mio letto di morte preghero'
Gli dei e gli angeli
Da pagano (preghero') chiunque
Mi portera' in cielo
In in luogo in cui mi ricordo
Di essere stato cosi' tanto tempo fa
Il cielo era livido
Il vino color sangue
E li' mi incoraggiavi

Vorrei essere a casa tua
Di stanza in stanza con pazienza
Ti aspettero' li'
Come una pietra ti aspettero' li'
Solo

E proseguii con la lettura
fino alla fine del giorno
E rimasi seduto con il dispiacere per
Tutte le cose che ho fatto
Per tutte quelle in cui sono riuscito
E tutte quelle in cui ho sbagliato
Nei miei sogni fino alla morte
continuero' a vagare

Vorrei essere a casa tua
Di stanza in stanza con pazienza
Ti aspettero' li'
Come una pietra ti aspettero' li'
Solo

Bandabardò - Una giornata uggiosa

23 gennaio 2010 ore 15:17 segnala

Cover di Battisti, ma io preferisco questa

 

Sogno un cimitero di campagna e io là
all'ombra di un ciliegio in fiore senza età
per riposare un poco 2 o 300 anni
giusto per capir di più e placar gli affanni
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
intatta con le stesse mutandine rosa
non più bandiera di un vivissimo tormento
ma solo l'ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti d'esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno il mio paese infine dignitoso
e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa
di non sognare la Nuovissima Zelanda
Per fuggire via da te Brianza velenosa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

Ligabue - Il giorno di dolore che uno ha

22 gennaio 2010 ore 17:13 segnala

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...

Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorra dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

Pearl Jam - Just Breath

22 gennaio 2010 ore 11:25 segnala

Quanto adoro questa canzone...

 

Sì lo so che ogni vita deve finire, aw huh...
Come ci sediamo da soli, so che un giorno ce ne dovremo andare, aw huh...
Sono un uomo fortunato che può contare sulle dita di due mani
le persone che ama...

Qualcuno ne ha soltanto una,
altri non ne hanno nessuna, aw huh...

Resta con me...
respiriamo.

I miei peccati sono allenati,
non mi lasceranno mai vincere, aw huh...
Dopo tutto, solo un altro essere umano, aw huh...
Non voglio ferire, c'è già tanto al mondo che mi fa sanguinare...

Resta con me...
Sei tutto ciò che vedo Te l'ho detto che ho bisogno di te?
Te l'ho detto che ti voglio?
Oh, se non l'ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Ogni giorno mi stupisco,
mentre guardo il tuo viso, aw huh...
Hai dato tutto
Senza pretendere niente, aw huh...
Non hai preteso niente...
di tutto ciò che hai dato.

Te l'ho detto che ho bisogno di te?
Te l'ho detto che ti voglio?
Oh, se non l'ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Non hai preteso niente...
di tutto ciò che hai dato.

Stringimi fino a quando non morirò...
Ci ritroveremo dall'altra parte...