
Un'antica leggenda dell'Epiro racconta
di un fanciullo bellissimo che si chiamava Orchide
al quale erano spuntati due seni femminili.
Orchide mano mano che cresceva pur essendo un maschio,
assumeva le sembianze femminili diventando sinuoso e delicato.
Per questo motivo era evitato sia dalle femmine che dai maschi
trovandolo molto diverso da loro.
La sua ambiguità fisica si ripercuoteva anche nel suo carattere
alle volte timido e schivo e altre volte aggressivo e lussurioso.
Un giorno disperato si gettò da una rupe e morì.
Improvvisamente nel luogo della sua morte
iniziarono a spuntare tantissimi fiori, tutti diversi tra loro
ma allo stesso tempo simili nella loro grande sensualità.
Questi fiori furono chiamati Orchidee dallo sventurato Orchide.
Per questo motivo gli efébi ateniesi (un efébo era giovinetto
che si affacciava alla maturità ma non ancora uomo)
vestiti di bianco cantavano le lodi agli dei
con in testa una corona di orchidee.
















