Era partito senza un soldo,
erano gią trent'anni,
forse anche pił.
Aveva lottato
per mettere i denari in banca
e potersene un giorno
venire in gił
e farsi la palazzina
e il giardinetto,
e il rampicante,
con la cantina e il vino,
e la branda
attaccata agli alberi a uso letto,
per darci una schienata
sera e mattina.
Ma il figlio gli diceva:
"Non ci pensare,
a Genova, cosa ci vuoi tornare?"
Ma se ci penso
allora io vedo il mare,
vedo i miei monti
e piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,vedo la lanterna, la cava, laggił il molo.
Rivedo la sera Genova illuminata,vedo lą la foce e sento frangere il mare
e allora io penso ancora di ritornarea posare le ossa dov'č la mia nonna.
Ed era passato del tempo, forse troppo,il figlio insisteva:
"Stiamo bene,dove vuoi andare, papą?
Penseremo dopo,il viaggio, ormai, sei vecchio,non conviene!"
"Oh no! mi sento ancora in gamba,
sono stufo e non ne posso proprio pił,
sono stanco di sentire 'seńor...carramba',
io voglio ritornarmene ancora in gił.
Tu sei nato e hai parlato spagnolo,
io sono nato genovese....e non mi mollo!"
Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la lanterna, la cava, laggił il molo.
Rivedo la sera Genova illuminata,
vedo lą la foce e sento frangere il mare,
e allora io penso ancora di ritornar e a
posare le ossa dov'č la mia nonna....
...Io dico... dov'č la mia mamma....:cuore :rosa

















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