Chopin

01 febbraio 2019 ore 17:22 segnala

Il recital di pianoforte non sembra il modo più interessante di passare il venerdì sera, però quando hai amiche colte e intelligenti certe volte non ti puoi proprio esimere. La sala è piccola e siamo in pochi, lo Steinway nero e lucido è l'unica cosa illuminata bene. Beviamo un prosecco di aperitivo e chiacchieriamo del più e del meno aspettando.

Il pianista entra in scena con passo deciso tra timidi applausi, lo sguardo concentrato, il pensiero all'esecuzione di un pezzo difficile. Mi fermo a guardarlo in questo breve momento di silenzio. Non vola una mosca. I suoi occhi scuri sono lucidi, le braccia importanti tendono la stoffa della giacca, le dita affilate sfiorano i tasti del pianoforte.
La mia mente fantastica mentre mi faccio cullare dalle note dolci e malinconiche. Chissà che uomo è il pianista, nella vita di tutti i giorni, nell'intimità. Chissà se è sempre così serioso, chissà cosa si prova a sentirle sulla pelle quelle mani veloci e precise.

Ora siamo al crescendo, e le note si fanno più forti, più veloci, più spigolose. Risuonano per tutta la sala. Prima di un passaggio particolarmente impegnativo il pianista ha un sussulto, cambia posizione, sposta una gamba indietro e si siede più avanti, quasi sul bordo dello sgabello, tutto proteso sopra la tastiera.

La mia amica si avvicina a dirmi una cosa nell'orecchio, mi tira per un braccio per avvicinarmi, e sento la sua voce calda e un po' emozionata. "Sembra che se lo stia scopando quel piano".
Non me l'aspettavo, non da lei, e queste parole mi danno una scossa. Mi sorprendo, salto via, e il mio braccio nudo urta contro il suo petto, sento il suo seno schiacciarsi contro di me sotto la stoffa del vestito.
"Sei eccitata come una ragazzina!" le dico.
"Dai che anche tu ci hai pensato. Guarda le mani, guarda la posizione che ha adesso, secondo me fa anche apposta!" ora quasi gesticola lei, alza un po' troppo la voce, e qualcuno vicino a noi ci intima di fare piano, di stare zitte.
Siamo due oche, una figura pessima.
Devo ricompormi. Ma non è semplice. Sarà il prosecco, sarà Chopin, ma mi sto eccitando un po' anche io.
"Certo comunque, dico, ci starebbe anche"
"Cosa?"
"Dopo tutto il tempo che ci avrà passato dietro a quel piano, ci mancherebbe che non se lo porti a letto".
Dopo questa pessima battuta vedo un sorriso spuntare sulle labbra della mia amica, sorpresa dalla mia sfacciataggine, incuriosita e incoraggiata, si avvicina di nuovo al mio orecchio e mi sussurra:"io gliela avrei data molto prima".

Ridiamo, ma piano. E la musica ci culla. E la mente vaga.
Chissà cosa potrei fare per distrarre il pianista dal suo strumento. Dovrei salire a cavalcioni sul suo grembo, tra la tastiera e la sua faccia, renderglielo proprio impossibile.
Oppure appoggiare il culo sui tasti, sedermici sopra, tirando fuori una cacofonia che metterebbe fine a qualsiasi sinfonia.
Intanto il pezzo è finito veramente, e applaudiamo tutti con grande entusiasmo.

Madonna che bravo.
efa95b8e-119e-4bdc-88ed-bafbc9bd00de
« immagine » Il recital di pianoforte non sembra il modo più interessante di passare il venerdì sera, però quando hai amiche colte e intelligenti certe volte non ti puoi proprio esimere. La sala è piccola e siamo in pochi, lo Steinway nero e lucido è l'unica cosa illuminata bene. Beviamo un prosec...
Post
01/02/2019 17:22:53
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    17

Commenti

  1. Contemax66 15 febbraio 2019 ore 19:54
    ..che carica...
  2. amicogeniale 20 febbraio 2019 ore 09:33
    complimenti!
  3. antioco4 05 marzo 2019 ore 11:50
    veramente bello ciao

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.