pioggia primaverile

12 aprile 2018 ore 17:32 segnala
Questa primavera che non arriva proprio non la sopporto. Piove ancora, a dirotto, e io sono in giro a piedi come al solito. Annoiata e infastidita.
Entro in un caffè nuovo e troppo fighetto, alle quattro del pomeriggio ci sono studenti tra libri e macbook, un signore anziano che legge il giornale con grandissima concentrazione e una marea di tavoli vuoti.
Lascio l'ombrello che gronda acqua nel portaombrelli di ottone all'ingresso, l'impermeabile lo appendo a sgocciolare. I capelli sono un disastro, ho l'acqua anche negli stivali.
Tutti gli altri sono asciutti e perfetti, li odio con tutto il cuore.

Voglio un cappuccino.

Il barista è giovane, rasato in testa ma con una folta barba. Mi sorride.
"Piove fuori?"
Sorrido anche io, non me l'aspettavo questa.
"Ma mi prendi per il culo?"
Adesso ride anche di più. Ha un bel sorriso, sotto tutta la barba. Porta un grembiule nero sopra la divisa, gli sta stretto, lo ingoffa, insomma sta malissimo. Ma il cappuccino lo sta preparando con grandissima perizia, e grandissima lentezza. Fa un gioco infinito con il pentolino del latte. ha un tatuaggio di una rosa sul polso, sale su sotto la camicia, chissà come va a finire.
Finalmente mi porge la tazza, con il cuore di panna disegnato ad arte sulla schiuma. E un cioccolatino sul piattino.
Bevo, avida.
Mi sporco le labbra, ho i baffi di latte. Lui mi guarda ancora, mentre ci passo la lingua sopra, sfacciatamente.
"Tu come fai, con la barba così?"
"Più o meno allo stesso modo, ma non è così sexy"
Ci guardiamo, di nuovo. A lungo.
Mi guardo allo specchio dietro il bancone. Ho la faccia sconvolta, i capelli bagnati e selvaggi, la bocca sporca.
Mi metto un po' di lucidalabbra. Attira una certa attenzione.
"Se vuoi c'è il bagno, di là"
Lo guardo, seria, sopracciglio leggermente inarcato, per capire meglio cosa mi stia dicendo.
"Dico, se hai bisogno... cioè...per asciugarti"
Un po' in difficoltà, che tenero. Prendo la borsa e vado in bagno. Bello, piastrelle blu, una piantina sulla finestra, il Dyson per asciugarsi le mani. E anche pulito, incredibile.
Mi guardo di nuovo allo specchio, ho acqua ovunque. I polsini del maglione sono bagnati, me lo tolgo, lo stendo sopra il Dyson. Mi chino a slacciare la zip dello stivale.
Sento un rumore da fuori. Apro la porta e lui è lì, che sbircia, con un cassa di bottiglie di minerale in mano.
Come un bambino con le mani nella marmellata.
"No scusa, non è che... è che dovevo portare su l'acqua... e..."
Come no penso, certo.
"Aiutami allora, già che sei qua"
Mi appoggio con il sedere sul lavandino e alzo una gamba verso di lui, porgendogli lo stivale.
Lui molla la cassa di minerale e nervosamente mi aiuta con le cerniere e le fibbie. Sembravano tanto belli questi Chanel sopra al ginocchio un po' da cavallerizza, peccato non siano comodissimi.
"Quel grembiule ti sta malissimo" Gli dico.
"Hai ragione, ma è troppo stretto, non ne hanno più grandi"
"Toglitelo, e anche la camicia"
Mi guarda un po' sorpreso, e poi esegue. Robusto, non grasso. Ha le spalle larghe, i muscoli gonfi, ma non tirati da culturista. Il tatuaggio continua su tutto il braccio. Come una siepe di rose che sale su fino alla spalla, con fiori e spine.
Ha una canottiera attillata che si muove a ogni suo respiro.
"Ho anche le calze bagnate, la punta dei piedi"
Mentre lo dico, struscio il piede sui suoi pantaloni. Ha le cosce large come tronchi d'albero. Mi prende un piede in mano, e me lo accarezza.
Mi sorride.
Questi Dyson asciugano benissimo, ma fanno un casino della madonna. Preme il pulsante, parte il motore e improvvisamente nel bagno c'è solo rumore.
Si avvicina e lo bacio avidamente, slacciandogli la cintura dei pantaloni.
Mi cinge le cosce con le braccia forti, mi stringe, mi solleva come se fossi una foglia secca.
E sono ancora bagnata.
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Questa primavera che non arriva proprio non la sopporto. Piove ancora, a dirotto, e io sono in giro a piedi come al solito. Annoiata e infastidita. Entro in un caffè nuovo e troppo fighetto, alle quattro del pomeriggio ci sono studenti tra libri e macbook, un signore anziano che legge il giornale...
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12/04/2018 17:32:45
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Commenti

  1. 85viking 16 aprile 2018 ore 11:22
    bello lo scritto e notevole l'immagine
  2. Doctorchef 06 giugno 2018 ore 19:32
    peccato per la conclusione frettolosa...ma intrigante...
  3. vagarsenzameta 11 giugno 2018 ore 13:50
    Dove lavoro io non mancano mai asciugamani e fazzolettini,per non parlare della carta igienica….e tutti vissero asciutti e contenti.
  4. rougecarmen 11 giugno 2018 ore 19:05
    grazie dei commenti!

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