A volte sembra che fai, fai.. e poi stai sempre li

14 luglio 2010 ore 21:19 segnala

A volte sembra che fai, fai.. e poi stai sempre li, la vita bloccata e i soliti problemi di sempre.
A me capita un sacco di volte. Di pensare a questa cosa intendo.
Sono pensieri legittimi, specie alla nostra età.
E' un'età strana la nostra, è una via di mezzo tra l'essere ragazzo e l'essere adulto, tra l'essere sognatore e l'essere realitsta.
Già, è proprio strana la nostra età, specie quando ti rendi conto di non essere al passo con quelli della tua età, che almeno hanno già un'idea sul loro futuro. Striminzita, ma almeno ce l'hanno.
E tu? Tu ce l'hai un'idea di dove andrai a sbattere?
Io proprio no.

E' cosi che partono le mie pippe mentali.
Però poi penso che in fin dei conti sto già vivendo. Voglio dire, non è mica da tutti. Sono esattamente dove sono, provo tristezza, gioia, malinconia, felicità.
Insomma, sto vivendo.
Non è che devo ancora iniziare a vivere: sto già vivendo.
E allora perché la malinconia?
E' che forse mi confronto troppo con gli altri, e quando mi confronto lo faccio sempre con chi sta meglio di me, con chi ha quello che io non ho.
Mai il contrario.
E allora parte la malinconia.
Però come si fa a mettere a confronto due vite?
Ogni vita è vita a se, non trovi?
'Sono fatto proprio male', penso a volte. Però sono io e sto vivendo. Non sto aspettando di vivere. Questa è già la mia vita.

Trovare un posto nel mondo

12 luglio 2010 ore 15:14 segnala
Il nostro posto nel mondo non è poi cosi lontano da quello che viviamo tutti i giorni.
Lascia perdere i libri.
Tutte cazzate, perché danno 'un'idea di verità' che non può mai essere uguale per tutti.
Sono le sfumature a fare una vita, non le verità.
Dettagli, piccoli particolari invisibili che vediamo solo noi, che passano attraverso la nostra anima e la cambiano e la rendono unica.

E poi arrivano quelli dei libri, i 'catalogatori di sentimenti', quelli che hanno le loro belle verità preconfezionate.
Sai? Quelli che hanno provato sulla loro pelle le verità di altri e si sono convinti che in fin dei conti siano anche le loro verità.
Arrivano e ti dicono:
"No, secondo me stai sbagliando. Secondo me non è questo il tuo posto nel mondo".
"E su che base dici questo?".
"Ma è chiaro, sulla base del mio vissuto".
E si sono fregati da soli, perché la vita non è mai uguale per tutti.
Perché sono le sfumature a fare la differenza e il bello della vita è che le sfumature sono sempre diverse e individuali.

PAROLE NEL VENTO...

24 novembre 2008 ore 19:21 segnala
Sto smettendo di parlare... Forse le parole vanno conservate dentro, nel salvadanaio dell'anima, senza essere inutilmente sprecate. Vanno coltivate nelle nostre idee e lasciate crescere al sole dei ricordi, dove le parole hanno almeno un senso. Mi ritrovo a camminare da solo per le vie della città e vedo tanta gente. Quante parole sprecate...     Quanti 'Ti amo' buttati lì, senza amare sul serio... Quanti falsi 'ti giuro'... quante inutili bestemmie... quanti 'ti capisco' senza capire mai.. quanti 'ci rivedremo' senza vedersi più...     Le parole illudono e fanno male. Allora me ne sto zitto, in mezzo a tutto questo gran parlare. Abbasso la testa, mi stringo nelle spalle e continuo a camminare, ascoltando e basta.     Perchè per parlare bisogna essere in due, ma essere capiti rimane comunque un illusione...    

SOLITUDINE

22 novembre 2008 ore 09:12 segnala
Un  uomo grida e nessuno sta a sentire. Sono tutti impegnati a vivere le proprie vite, a coltivare i propri interessi, ammaliati dai canti delle sirene di Ulisse. Sono tutti presi nelle loro faccende quotidiane e non hanno tempo di ascoltare le grida di un uomo solo. Non hanno voglia di guardarlo negli occhi e lo ignorano tranquillamente... "Ognuno deve pensare per se" si dicono, per mascherare la crudeltà dei loro cuori. A tutti i 'soli' del mondo dedico una poesia. Posso capirvi, amici miei...   SOLITUDINE   Stai lì, dietro occhi infantili a togliere luce e offuscare tutto a ingoiare lacrime di gioia e di dolore finchè non rimane più niente in me Hai fabbricato una sfera di cristallo e ci sono finito dentro Mi sentivo perso e volevo scaldarmi Mi offristi un rifugio Ci sono finito dentro e ora è tutto ovattato Guardo da dietro un vetro e nessuno sembra accorgersene Grido ma nessuno riesce a sentire i miei lamenti Sono schiavo di qualcosa di indefinibile padrone solo dei miei movimenti maldestri Provo a sbattere i pugni addosso al vetro Mi faccio ancora più male Tu passi li, ti vedo Sei davanti a me e nemmeno ti volti Capisco allora di essere solo Cosi mi accascio Rannicchio il mio corpo nell'angolo buio dell'anima e infilo la testa fra le ginocchia.

PERCHE' GLI OCCIDENTALI SONO DEPRESSI...

12 novembre 2008 ore 17:11 segnala
Le parole del medico personale del Dalai Lama: "La ragione è che voi occidentali siete troppo attaccati alle cose. Siete fissati sulle cose. Uno perde, ad esempio, la sua penna e da allora non fa che pensare alla penna persa, senza dirsi che la penna non ha alcun valore, che si può scrivere anche con un lapis." La stessa cosa vale quando perdi una persona...
Il fatto è che tante volte la persona persa diventa un chiodo fisso proprio perchè l'abbiamo persa... Non c'è una cultura della perdita da noi. Sarebbe bello ricordarsi di quella persona per quello che di buono ci ha lasciato e basta. A volte però si sa che è finita, ma non si accetta la perdita. Quando questa diventa una malattia che non ti permette di crescere, di guardare al futuro con speranza, di guardare avanti senza tornare a guardare indietro... quando quello che rimane dentro fa solo male, allora mi rendo conto della verità di queste parole. Tanta gente è depressa, ma non sa di esserlo. Da parte mia cerco di guardare gli aspetti positivi di tutto. So di sembrare a volte stupido con questa positività, ma è l'unico modo che so di vivere.

IO CHE SUONO...

15 gennaio 2008 ore 14:29 segnala

Ecco, questo sono io all'opera, mentre suono la chitarra. Non è nemmeno un anno che suono (infatti si sente :P), ma volevo entrare nel magico mondo di youtube anche io. Ora sono internazionale...

 

QUESTO AMORE...

17 dicembre 2007 ore 22:27 segnala

Manca ancora tanto alla felicità...

alla bellezza di un sorriso contraccambiato,

al lento ringiovanimento del cuore.

Manca ancora tanto al volo dei sentimenti veri

al migrare di brutti ricordi...

 

GRAZIE DONATE'

09 dicembre 2007 ore 15:48 segnala

Finalmente ho trovato una persona che non si lascia condizionare da stupidi preconcetti. Secondo me la chat deve essere un mezzo per conoscersi e per farsi nuovi amici. Non serve a niente parlare attraverso un monitor, se non per sapere chi sei e che fai nella vita. Se c'è sintonia penso sia logico passare alla fase due: conoscersi sul serio... specie se poi si abita nella stessa città. Sono troppe le persone che contatto e che spariscono non appena dico: "conosciamoci". Ma che pensate, che sia uno stupratore, un maniaco??? Ancora con questi preconcetti stupidi. Dico: non vuoi uscire con me? Benissimo, dimmelo. Mica ti ammazzo... No, spariscono. Ho conosciuto persone con cui ho parlato un sacco. Sembrava davvero avessimo tanto in comune. Tutto a posto per un pò... Poi spariti. Leggono i messaggi (perchè mi arriva il messaggio di conferma lettura), ma non rispondono più. Mah...

Invece con te è diverso. Il primo giorno che ti ho conosciuto mi hai dato l'indirizzo di messenger. Poi il telefono. Adesso ci conosceremo sul serio. Finalmente una persona senza inutili preconcetti...

Grazie Donaté!!!

VIVERE A STENTO

02 dicembre 2007 ore 18:24 segnala

Com’è difficile vivere... Eppure per alcuni risulta cosi facile e chiaro. E’ possibile che sia proprio io a complicarmi le cose? Forse sono nato sbagliato. Appena nato stavo per morire perchè allergico al latte di ogni genere, anche quello materno. Quello, forse, è stato il primo segnale... Avrei dovuto lottare per continuare a vivere. Ancora oggi porto con fatica il fardello del vivere a stento. Ancora oggi rifiuto il latte materno. Mi ritrovo solo, affamato stavolta d’amore. Vedo gente intorno a me. Si muovono per trovare una cura al mio dolore, senza sapere che la cura potrebbero essere loro stessi... Ancora solo, ancora a chiedermi perchè..

E' PER TE...

19 settembre 2007 ore 19:05 segnala

Questa è per te

che hai riscritto il romanzo del mio

cuore su muri di carta

e ora piove...

E' per te

che hai spolverato gli scaffali dell'anima

trovando in un cassetto nascosto due goccie di felicità.

E ora non ci sei...

Senza saperlo, senza nemmeno volerlo

mi son trovato solo

e ora in inverno chi mi scalderà?

Mi son trovato perso, confuso nei passaggi di una vita

maldestra

a ricavare un tozzo di pane secco dagli occhi

compassionevoli di chi mi sta intorno.

Sapevo che sarebbe finita

e sapevo che mi avresti lasciata tu un giorno.

Ora son solo e devo abituarmi al freddo

che sta per arrivare.

E chi mi scalderà?