Se

20 agosto 2018 ore 13:20 segnala
Se ci metti l'amore anche se sbagli,

tutto può diventare qualcosa di speciale.

Giovanni Govoni





















Rugiada su rose, tra spine

e dolore che abbracciano

la vita . In quella piccola

goccia , vi è un oceano di

speranza , dolce e amara

sarà , ma come un fiume

scorrerà in quel mare, che

silente a breve l'accoglierà .



Shela :rosa








Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia.
Ma nel buio... ...Tutto quell'infinito diventa solo
fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco.
Non lo spegni,il mare,quando brucia nella notte.

(Oceano mare - Alessandro Baricco)














"Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni"

- A. Baricco -
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Se ci metti l'amore anche se sbagli, tutto può diventare qualcosa di speciale. Giovanni Govoni « immagine » « immagine » Rugiada su rose, tra spine e dolore che abbracciano la vita . In quella piccola goccia , vi è un oceano di speranza , dolce e amara sarà , ma come...
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Dove inizia la bocca...?

14 agosto 2018 ore 15:34 segnala
Nel bacio?

Nell'insulto?

Nel morso?

Nel grido?

Nello sbadiglio?

Nel sorriso?

Nel fischio?

Nella minaccia?

Nel gemito?

Che sia ben chiaro

dove finisce la tua

bocca lì inizia la mia.



- Mario Benedetti -
























Ascolta il respiro che

nell'unione delle nostre

bocche si lascia

travolgere dalla

passione di un bacio .

Trasporto che avvolge

come un fiume in piena

questo tarlo fisso del

pensiero della tua

bocca sulla mia , che

brama un sogno mai

avverato ma mai

smesso di desiderare.



Shela :cuore :bacio



















Mi conosco da una vita…

eppure mi sorprendo ancora.

- Elle Stew -
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Nel bacio? Nell'insulto? Nel morso? Nel grido? Nello sbadiglio? Nel sorriso? Nel fischio? Nella minaccia? Nel gemito? Che sia ben chiaro dove finisce la tua bocca lì inizia la mia. - Mario Benedetti - « immagine » Ascolta il respiro che nell'unione delle...
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Notte di stelle

09 agosto 2018 ore 17:55 segnala
" Mi chiedi che regalo vorrei?"
Incartami tre etti di onde e due
di salsedine, in un foglio di
cielo azzurro. Se non c'è , mi
basta anche il profumo dell'erba
tagliata, qualche risata, il pane
appena caldo e due occhi che
hanno voglia di toccare le Stelle.

Fabrizio Caramagna



























Filo filo del mio cuore
che dagli occhi porti
al mare c'è una lacrima
nascosta che nessuno
mi sa disegnare.

Fabrizio DeAndrè























In questa notte Speciale, non tanto per il ricordo
riferito delle stelle cadenti, ma per il ricordo che
ho voluto postare in questo messaggio al mio
caro Amico Lorenzo per il suo Onomastico .
Io ci sono , nonostante tutto , mai potrei
dimenticare la grande Amicizia e l'affetto
che mi lega a Te ,se passerai ancora da
queste parti a leggermi , troverai questo
messaggio e forse il tuo Cuore vivrà
ancora un'Emozione.
Dal mio Cuore al tuo
sempre per sempre .

Quella di stanotte 10 Agosto viene chiamata
la Notte di S.Lorenzo,
indipendentemente che si creda o no potrebbe essere
una notte magica , dove ognuno può sognare ed
esprimere un desiderio ,guardando il cielo alla
ricerca di una stella cadente .

Io Vi auguro il meglio di quello che è il vostro
desiderio.





Shela :cuore :bacio









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" Mi chiedi che regalo vorrei?" Incartami tre etti di onde e due di salsedine, in un foglio di cielo azzurro. Se non c'è , mi basta anche il profumo dell'erba tagliata, qualche risata, il pane appena caldo e due occhi che hanno voglia di toccare le Stelle. Fabrizio Caramagna «...
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Se tu fossi :

26 luglio 2018 ore 21:51 segnala
Una lacrima , io non piangerei per paura di perderti.

Jim Morrison


















E ti penso ancora , le dita sulla tastiera che scorrono
come un fiume in piena , cercano di inseguire
pensieri di ieri , ricordando quando ogni sera il
monitor si riempiva di mille parole , a volte mi
domando cosa è rimasto a te di tutto quel tempo che
ci siamo donati , dove le vibrazioni percorrevano
lo spazio ed annullavano la distanza .
Sai a volte resto a pensare davanti ad un foglio
di carta sulla scrivania dell'ufficio , e guardo
il monitor , e mi chiedo : chissà se quando rimani
solo , quando tacciono i rumori frenetici del giorno,
ti sfiora il pensiero di noi , di come eravamo
allora , teneri , sfacciati , pudici e sospesi tra
un desiderio di essere vicini ed un sentimento ,
realtà o sogno era pur sempre un'Emozione .














E con la mente rincorro ancora ricordi
troppo belli da non riuscire a cancellare .
Magari tu sei già' passato oltre (me) tra le cose
che sono passate e facilmente si dimenticano ; non so
più niente di te , ma rispetterò questa distanza e
questa convinzione mi rende libera di scrivere tutto
ciò che sento , nel rivivere quel tempo . Conosco
quella fitta che si prova quando il ricordo diventa
piombo sul petto e l'aria fa fatica ad entrare nei
polmoni , desiderando di smettere di pensare e
premere il tasto "cancella" ma questo si può' solo
fare sulla tastiera , nella mente No.
Si , sono sincera con me stessa almeno , vorrei
sapere tutto di te e spero che in un giorno
qualunque la tua nostalgia si incontri ancora
con la mia , in silenzio , senza parole ti sentirò
arrivare,ed il mio cuore sentirà che ci sei e
sorriderò , come da tanto , da troppo tempo
non riesco più a fare.


Shela :rosa






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Una lacrima , io non piangerei per paura di perderti. Jim Morrison « immagine » E ti penso ancora , le dita sulla tastiera che scorrono come un fiume in piena , cercano di inseguire pensieri di ieri , ricordando quando ogni sera il monitor si riempiva di mille parole , a volte...
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Lo Stupro

19 luglio 2018 ore 09:06 segnala








C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento.
Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta.
Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore...
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena...
come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per
terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele
all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino.
Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello,
la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con
incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono
salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una
dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata
loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole,
ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra,
che sta diventando davvero insopportabile. Perché me
la storcono tanto? Io non tento nessun movimento.
Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo
ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo...
e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di
dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano
le tonsille ai bambini.

L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi
stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza
voce. Non capisco cosa mi stia capitando.
La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica?
Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre.
Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio...
forse è per questo che mi tengono semidistesa.
Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno
accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento...
Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi
snebbio... Ho solo paura...
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla
mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle
sigarette. Stanno aspirando profondamente.

Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli...
li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato
la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere
pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso,
mi si mette tra le gambe... in ginocchio...
divaricandomele. È un movimento preciso, che pare
concordato con quello che mi tiene da dietro,
perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai
miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe
con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa
che subito non individuo... un calore, prima tenue
e poi più forte, fino a diventare insopportabile,
sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette... sopra al golf
fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona
in queste condizioni. Io non riesco a fare niente,
né a parlare né a piangere... Mi sento come proiettata
fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare
qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette,
fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe.
Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro:
con una lametta mi tagliano il golf, davanti,
per il lungo... mi tagliano anche il reggiseno...
mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia
medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi
sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a
piene mani, le sento gelide sopra le bruciature...
Ora... mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti
si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola,
una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando,
sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro.
Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro
sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando,
non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio
capire. Non capisco nessuna parola... non conosco
nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo... i suoi colpi sono ancora
più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi
passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro,
delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No... sì...” Vola un ceffone
tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo,
qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere
finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da
dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui,
io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è
l’unico che non abbia fatto l’amore... pardon...
l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento
la sua fretta, la sua paura.
Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila
i due lembi nei pantaloni.
Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere... e se ne va.

Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti.
È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel
senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico
in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione...
per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per
lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero...
mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi
ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca
di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi,
mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare
per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se
entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce...
i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.



Dal libro di memorie di una grande Donna ,il 9 marzo 1973, Franca Rame fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all'area dell'estrema destra, dai quali fu poi stuprata a turno e malmenata. La vicenda fu ricordata a distanza di tempo nell'opera Lo stupro, del 1981.





Lo stupro
Per mai dimenticare un argomento sempre attuale , ogni giorno succedono questi
abusi , violenze, fino alla morte .Continuiamo a farci sentire , continuiamo a
non mollare , a sperare soprattutto in pene più severe , perchè un domani i
nostri figli , ragazze ma anche ragazzi non debbano avere piu' paura di uscire e trovare un Orco ad aspettarli per violentarli .


Ricordare per sperare in un Domani diverso , più umano, più vero , più pulito.




https://video.repubblica.it/dossier/e-morta-franca-rame/franca-rame-quando-racconto-a-celentano--lo-stupro/129922/128439
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« immagine » C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore... Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’...
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Aprite la vostra mano che ...

13 luglio 2018 ore 16:39 segnala
Voglio porgervi dei piccoli doni :








Il primo dono vorrei fosse una chiave , per
non dimenticare che ognuno di noi nel suo cuore
ha una stanza chiusa , dove vi conserva i suoi
segreti e molte parole che non ha mai avuto il
coraggio di dire .
La teniamo spesso nascosta questa chiave , ma se
decidiamo di affidarla a qualcuno lo si fa come
un atto di fiducia nei suoi confronti , sperando
che non venga mai tradita, anche se non è proprio
così semplice , perche' la fiducia è serietà e
va ponderata bene prima di donarla a qualcuno .











Il secondo dono vorrei fosse un mappamondo dove
con un semplice movimento della mano , vi porti
lontano e con poco possiate essere un pochino
felici , allontanando da voi la tristezza ,
qualora fosse presente .
Un mondo dove potervi rifugiare per sognare e
perchè no , ritornare un pò bambini .












Il terzo dono vorrei fosse un fiore , una viola del pensiero,
che sbocci ogni primavera e riempia i vostri cuori di gioia e
colori. Per fare in modo che possiate aprirvi al mondo e mai
dimenticare che la vita è comunque bella e va vissuta per quel
che abbiamo . E che il bello che c'è dentro noi si dischiuda
e faccia uscire la parte piu' limpida della nostra anima , che
porterà sempre dentro chi ci vuole bene e non verrà mai
dimenticata .










Il quarto dono è un cioccolatino , per addolcire le
giornate .Da gustare lentamente per assaporarne il
gusto del liquore che lo riempie , una metafora di
come andrebbe gustata la vita .
Dobbiamo viverla senza aver fretta e gustarla in
ogni attimo godendo del momento .












Il quinto dono vorrei fosse un pennarello,
per colorare tutto quello che è grigio e
buio con la vostra fantasia .
Non permettiamo alla vita di farci vivere
di un solo colore , sta a noi colorarla
ogni giorno con le nostre opinioni , i
nostri desideri , le nostre Emozioni .
Scarabocchiandola ovunque a piacere ed
evidenziandone i momenti piu' belli e
significativi , senza perderci l'attimo.










E ho lasciato il sesto dono per voi ,
per ultimo :il Cuore che è il bene
più prezioso che ognuno di noi possiede.
Una gentilezza abbiatene cura , come
avete fatto fino ad oggi , e non lasciatelo
scivolare via dalla vostra mano .


Grazie a tutti per esserci e per donarmi tanta bellezza di pensieri , affetto,
amicizia e soprattutto per capire i miei silenzi quando percorro la mia strada
in salita e non sono molto presente .


Con immenso affetto per chi mi segue e per chi passerà a leggere.

Giulia :rosa :cuore





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Voglio porgervi dei piccoli doni : « immagine » Il primo dono vorrei fosse una chiave , per non dimenticare che ognuno di noi nel suo cuore ha una stanza chiusa , dove vi conserva i suoi segreti e molte parole che non ha mai avuto il coraggio di dire . La teniamo spesso nascosta questa...
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Fiore

06 luglio 2018 ore 11:33 segnala
Fiore che non dura

oltre l’ombra di un attimo

la tua freschezza

persiste nel mio pensiero.

Non ti ho perduto

in ciò che sono,

se pure, o fiore, non ti ho visto mai

dove io non sono che la terra e il cielo.

.....................


Pessoa Fernando



















( Fotografia personale )






E ti guardo , sei un semplice geranio ,

affacciato al terrazzo di casa , i tuoi

colori pastello sono luminosi , ed ogni

mattina al risveglio del nuovo giorno,

mi sembri sempre piu' bello .

Mi sono presa cura di te , come

fossi una cosa preziosa , e per me

lo sei , ti parlo , mi preoccupo di

metterti al riparo quando arrivano

forti acquazzoni , e poi ti rimetto a

posto per darti modo di farti baciare

dal Sole di giorno e la sera dalla Luna.


Shela :rosa :cuore












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Fiore che non dura oltre l’ombra di un attimo la tua freschezza persiste nel mio pensiero. Non ti ho perduto in ciò che sono, se pure, o fiore, non ti ho visto mai dove io non sono che la terra e il cielo. ..................... Pessoa Fernando « immagine » E ti...
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Jukebox

18 giugno 2018 ore 10:15 segnala











"Il passato non è mai dove credi di averlo lasciato."

Cathleen Schine












Non so se vi è mai capitato di avere in mente
il frammento di un ricordo o di una canzone
che fluttua ed insistentemente sosta ,come
se si fosse perso?


Come un fotogramma di pellicola si è
staccato, e cerca di tornare
al suo tempo ...passato.
Non può andare avanti perché gli avvenimenti si
sono evoluti e sono cambiati, come non può
tornare indietro perché non trova più la strada,
e resta lì.. ogni tanto si affaccia e
sospende il nostro presente per qualche secondo..
Le nostre emozioni è come se da silenti,
aspettano pazienti di essere rievocate.
Pensavo ad un vecchio jukebox ed una canzone
che rievoca nella mente prepotente questo
motivo ed insistente non si toglie dalla mente ...
e mi sorprendo a ballare pensando a come l'Emozione
di un ricordo può essere silenziosa, le note
invece sono il ricordo di un'Emozione.

Questi pensieri e questa canzone che mi rendono serena ,
lasciandomi il sorriso sul viso , li dono anche a Voi.:cuore



Shela :rosa










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« immagine » "Il passato non è mai dove credi di averlo lasciato." Cathleen Schine Non so se vi è mai capitato di avere in mente il frammento di un ricordo o di una canzone che fluttua ed insistentemente sosta ,come se si fosse perso? Come un flashback, questo fotogramm...
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Fantasia e sogni e ancora arte Chagall "Il violinista verde"

06 giugno 2018 ore 09:58 segnala





Milano, Palazzo Reale mostra Chagall









Con le sue immagini possiamo iniziare un viaggio ,
si avete letto bene , nelle stanze della nostra
esistenza , dove ogni singola stanza ci parla , ci
racconta qualcosa di noi , ed è bellissimo poter
sognare con i pensieri e la fantasia .



Iniziamo il nostro viaggio ..buona lettura .

Giulia :rosa




La cucina

Il vociferare quando tutti riuniti .... gustare dolci sapori..... ed il vapore dell’acqua che bolle su quel piccolo fornello ,l'odore di ragù ....ed il rumore sordo del cucchiaio di legno tanto antico quanto prezioso e sempre attuale ....
...un ricordo mi sfiora la mente , la prima volta che ho preparato i biscotti, ho ancora nella testa la voce di mia mamma che mi elenca gli ingredienti ... le uova e il burro che si appiccicavano alle mani.. l’impazienza davanti al forno .. il desiderio di assaggiarne un pezzettino di cui ora non ricordo più il sapore ma solo il profumo e la lingua che bruciava...


"E ad un tratto il ricordo mi è apparso. Quel sapore era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina (...) la zia Lèonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio. La vista del biscotto, prima di assaggiarlo, non m’aveva ricordato niente; (...) Ma quando niente sussiste di un passato antico (...), soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto....” (Marcel Proust, La strada di Swann, tratto da Alla Ricerca del tempo perduto)




Salotto adibito a studio

..silenzio ... sospiri ... carta ingiallita ... brusio di pagine .. polvere impalpabile .. pensieri liberi...ricordi.....
Quegli immensi fogli bianchi che stendevo accuratamente sul tavolo, li usavo per provarci le matite e le penne prima di scrivere. Mi avvicino per sentire l’odore sottile della grafite mischiato a quello dell’inchiostro. Io mi arrampicavo su di
una sedia altissima per scarabocchiarci sopra.
Era la mia corrispondenza segreta....

Studiavo davanti al libro ma lo sguardo era catturato dalle venature
della scrivania: vi sono ancora i segni lì e mi aggiro volentieri fra questi lisci disegni del legno, lasciando che la mente emigri verso nuove soluzioni, via, lontana dalla nostalgia di chi ero tanti libri fa....
Una immensa distesa di segni, disegni e parole che si sovrapponevano, si incontravano, si espandevano, macchie di inchiostro, trame che crescevano e si ingrandivano sino a che non c’era più neanche un piccolo spazio bianco...



La camera da letto

Il fruscio delle lenzuola, sensuale leggerezza di stoffe..il fresco odore di sapone del bucato ..il respiro profondo ..un dolce tepore ... baci e carezze ....

La mia vestaglia di seta , l'immancabile libro sul comodino . La forma buffa delle mie pantofole .
I miei occhiali che senza non potrei leggere .
Il profumo diverso, inconfondibilmente il suo ... ed il mio....

“Sbatto le palpebre per la stanchezza e le mie ciglia emettono un suono minuscolo, impercettibile sul bianco sensibile dell’alto cuscino...” (Fernando Pessoa, Il libro dell’Inquietudine)




... Ecco la sveglia che mi riporta al nuovo giorno ... sogno e ricordi si con-fondono.. tra le mani “il violinista verde”.. un profumo di neve fresca, il suono stridulo delle macchine in strada , uno sguardo sui tetti in una notte viola sul
mio morbido cuscino di piume.....



“la città pare spaccarsi, come le corde di un violino, e tutti gli abitanti si mettono a camminare sopra la terra. I personaggi familiari si installano sui tetti e lì si riposano. Tutti i colori si rovesciano, si trasformano in vino che zampilla dalle mie tele... i miei quadri sono i miei ricordi...”
(Marc Chagall)
« La pittura mi era necessaria come il pane, mi sembrava come una finestra da cui avrei potuto fuggire, evadere in un altro mondo »
(Le parole di Marc Chagall )








“ L’arte può essere definita – e utilizzata –
come la mappa esteriorizzata del nostro
se interiore.”
Peter London
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« immagine » “Penetrare all’interno delle sue immagini è possibile solo dopo aver risvegliato in sé i resti dei ricordi infantili, e dopo aver fatto risorgere nell’animo quelle sensazioni dimenticate di quando viveva in noi la paura del buio, mentre una vecchia sedia poteva all’improv...
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06/06/2018 09:58:15
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Schiavi o Liberi?

28 maggio 2018 ore 15:26 segnala








" Siamo schiavi
le ragnatele sulle nostre ali
essere umani,
Oh si
c'è più dolcezza negli sguardi animali"
Un fiore il mio nome non sa
e l'acqua frontiere non ha

Siamo schiavi
da ciò che è sacro, sempre più lontani
siamo ingenui e criminali
ci avveleniamo con le nostre mani.

(dal testo)
























Nel crescendo di batteria e arpeggi di chitarra ,
in questa canzone Anna Oxa ci mette tutta la
grinta possibile . Musica e parole che fanno
riflettere , in un tempo in cui la nostra libertà
viene sempre minata ......Sembriamo liberi,
ma siamo tutti prigionieri di questo sistema
che ci vuole tutti uguali , tutti social , che
fine faremo ? Ma soprattutto che futuro
lasceremo ai nostri ragazzi , dove i byte
prendono il posto delle belle uscite tra amici,
dove ci si confrontava guardandoci negli
occhi , dove prima di tutto ed anche se non
si era d'accordo con loro non alzavano le
mani , non usavano le armi , per imporre
il proprio dominio su chi era più debole ,
sulle Donne , sui disabili , sugli anziani , o
perlomeno anche se è sempre esistita la
violenza , era più controllabile e controllata.
Più ascolto il testo di questa canzone e più
penso a quante verità porta alla luce , questo
è anche il prezzo che si deve pagare per
resistere al mondo moderno , ma non tutti
riescono a trovare l'equilibrio fra sentimenti
interiori e l'umanità che ci circonda.........

Che le suole delle nostre scarpe possano
toccare sempre il suolo ove camminiamo,
e non siano solo fatte di vento che con il
suo soffio spazza via ogni cosa e non lascia
alcun ricordo ....Noi abbiamo bisogno di
ricordi .

Ed è in un fiore che cureremo con delicatezza ,
donandogli l'acqua che serve affinché cresca
e fiorisca sano e rigoglioso , come dovrebbe
essere il percorso della Vita che vorremmo
per l'intera Umanità.



Shela :rosa








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« immagine » " Siamo schiavi le ragnatele sulle nostre ali essere umani, Oh si c'è più dolcezza negli sguardi animali" Un fiore il mio nome non sa e l'acqua frontiere non ha Siamo schiavi da ciò che è sacro, sempre più lontani siamo ingenui e criminali ci avveleniamo con le nostre mani. ...
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28/05/2018 15:26:29
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