Il valore educativo dei Cartoni Animati

03 settembre 2018 ore 13:38 segnala
Di Platone ho apprezzato per lo più i suoi discorsi sulle virtù e in particolare sull'onestà.
Tempo fa leggevo un suo libro, non ricordo quale, dove diceva che le virtù non si possono insegnare, ma si ottengono per volere divino. Ho fatto un pò di fatica ad accettare la cosa, ma dopo averci pensato a sufficienza ho capito che, sostituendo il volere divino con il caso, aveva ragione.

Tutte le virtù e quindi anche la più importante, l'onestà, non si trasmettono geneticamente dai genitori e neppure, necessariamente tramite l'educazione e/o l'esempio; non ci si risveglia necessariamente onesti leggendo i migliori trattati di etica, nè studiando la storia in modo critico, o la psicologia o la sociologia o viaggiando molto o in qualunque altro modo. Esistono corsi di etica all'università, ma non sviluppano necessariamente le virtù, solo la conoscenza (e anche su quella ho i miei dubbi, visto come funzionano le università), nè studiare filosofia al liceo ti rende un uomo migliore...poi a quell'età figuriamoci se si ha la capacità di ragionare davvero su quello che si legge!!
Tutte le cose che ho elencato possono indubbiamente favorire lo sviluppo di virtù e di onestà, ma che questo avvenga o meno non è garantito ed è abbastanza casuale, una casualità che ha un suo senso, come tutta la casualità in natura: è incontrollabile, è imprevedibile o quasi, perchè dipende da un numero troppo elevato di variabili, ma risponde a precise regole di causa-effetto.
Un esempio tra tanti: avere almeno un genitore che è un gran mentitore può sviluppare una sensibilità, attenzione e infine repulsione per le bugie, tale da rendere il figlio un baluardo della sincerità.

E i cartoni?
Beh io sono cresciuto a pane e cartoni e sospetto che abbiano avuto un peso non indifferente (e positivo) nella mia formazione. Molti di quelli che ho visto da ragazzino erano stupidini, ma adatti a quell'età lì; ora continuo a vedere cartoni, i quali si sono evoluti e si rivolgono anche o, in alcuni casi, principalmente a un pubblico più maturo. In ogni caso, anche tra i più semplici, nei cartoni c'è sempre l'eroe e i ci sono i cattivi e l'eroe è sempre una figura molto positiva, onesta, generosa, che, pur non mancando di difetti e idiosincrasie, fa sempre (o quasi) la cosa giusta al momento giusto, anche a prescindere dai suoi stessi interessi. E i cattivi pure, non sempre, ma spesso vengono mostrati per quello che sono: persone danneggiate da esperienze passate, paurose, spaventate, che necessitano amore e comprensione e che purtroppo reagiscono in modo sbagliato, cercando di imporsi e di dominare, ma non dei mostri che agiscono male perchè malvagi.
Nei film e nelle serie TV questo non è sempre vero, anzi, il più delle volte non è così....Dr House, Breaking Bad, Battelstar Galattica, Boardwalk Empire, giusto per dare qualche nome a caso.
Sono il primo a preferire gradazioni di grigio piuttosto che dicotomie bianco-nero, ma, a mio parere, gli eroi sono diventati troppo scuri, troppo egoisti.

Platone diceva anche che, per creare una società virtuosa, bisognerebbe censurare opere, come per esempio l'Odissea, che esaltano furberia, disonestà e altri vizi. Anche su questo punto mi sono trovato subito in disaccordo con lui; riesco a capire la sua posizione e in teoria sembra senzata, ma, come tutto in Platone, funziona solo in teoria, in una società che è già perfetta e ha poca utilità in una società imperfetta.
Il problema è che la censura è un impoverimento del patrimonio culturale dell'uomo ed è un' arma a doppio taglio. Chi può porsi come giudice imparziale e giusto nel decidere cosa è da divulgare al popolo e cosa deve essere nascosto per non essere letto o guardato? Chi mai può essere così lungimirante, anzi quasi preveggente da capire che un certo testo o prodotto artistico possa portare nel tempo cattiva o buona influenza sulla virtù del popolo? Non ho appena scritto che un genitore bugiardo e stronzo può, per reazione, creare un figlio onesto e virtuoso?
Pertanto su questo punto rimango indeciso e, nel frattempo, mi ritrovo a guardare sempre più cartoni e sempre meno film e telefilm.
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Di Platone ho apprezzato per lo più i suoi discorsi sulle virtù e in particolare sull'onestà. Tempo fa leggevo un suo libro, non ricordo quale, dove diceva che le virtù non si possono insegnare, ma si ottengono per volere divino. Ho fatto un pò di fatica ad accettare la cosa, ma dopo averci pensato...
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03/09/2018 13:38:52
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Commenti

  1. gattamannara 03 settembre 2018 ore 13:51
    Condivido, ricordo all'epoca dell'esordio dei cartoni animati giapppnesi, tipo "Goldrake" schiere di dotti si scagliarono contro questi cartoni in quanto incitavano alla violenza...in fondo i bambini che giocano a guardie e ladri oppure cow boy contro i pellerossa, non usano forse la stessa violenza e discriminazione? "Io sono buono e tu cattivo..."
  2. Sad.Alien 03 settembre 2018 ore 13:56
    @gattamannara: la violenza è insita nell'uomo, così come in ogni altro animale, è necessaria per la sopravvivenza e persino per agire con la giusta energia in piena pace. Quello che si può fare è convogliare la forza dell'aggressività su attività e su scopi nobili e giusti e i cartoni queste cose le insegnano.

    I dotti spesso si perdono nelle loro seghe mentali e si dimenticano di avere un corpo, in cui scorre un sangue, che può farsi amaro, che può battere più forte, per una donna o per via di un pericolo o un nemico....perdono di vista la realtà, avendo tenuto troppo tempo la testa china sui libri e le chiappe posate su una sofficie poltrona :-)
  3. gattamannara 03 settembre 2018 ore 13:58
    Concordo,sarebbe per l'appunto saggio disquisire su come neutralizzare l'eccesso di aggressività, piuttosto che polemizzarci sopra;)
  4. Sad.Alien 03 settembre 2018 ore 14:02
    @gattamannara: l'eccesso di aggressività dipende dalla paura, più viviamo in epoche difficili e spaventose, più diventiamo aggressivi e dopo questa riflessione sono ancora più convinto che la censura consigliata da Platone non abbia nessun senso.
  5. gattamannara 03 settembre 2018 ore 14:03
    Anzi, più paura si ha, più si ha possibilità di sopravvivere a questo mondo infame ;-)
  6. Sad.Alien 03 settembre 2018 ore 14:06
    @gattamannara: certo! la paura serve proprio a stimolare una risposta ai pericoli, che può essere la fuga o la lotta (e quindi aggressività). Senza la paura saremmo degli zombie :-)

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