LA GROSSA EREDITA'

12 gennaio 2019 ore 20:30 segnala
C'era una volta un commerciante che, dopo una vita trascorsa nel commercio, aveva messo da parte un'enorme ricchezza. L'uomo però sperperò in breve tempo i tanti guadagni vivendo nel più grande sfarzo, spendendo per bere e per il gioco d'azzardo. Quest'uomo aveva due figli.
Quando questi furono cresciuti e iniziarono a guadagnare tanto di che vivere, si adirarono profondamente col padre che aveva scialacquato tutti i suoi beni e risparmi. Nonostante l'uomo fosse ormai anziano e non godesse di buona salute, non riceveva nessun aiuto dai suoi due figli.
Un giorno allora l'uomo, disperato, andò da un suo vecchio caro amico sperando nell' utilità di un suo consiglio. Appena l'uomo spiegò all'amico come i suoi figli non l'amassero e come gli facessero mancare ogni tipo di sostegno, l'amico gli rispose: "Non preoccuparti, caro amico. Ecco cosa devi dire ai tuoi figli: Una volta ho prestato ad un amico una grossa somma di denaro e ora egli me la restituirà".
L'uomo, ampiamente soddisfatto, ringraziò e tornò sereno verso casa.
Qualche giorno dopo, come d'accordo, l'amico venne a trovarlo portando con sé una grossa e pesante cassapanca. Entrando disse: "Che Dio accresca le tue ricchezze! E' passato tanto tempo, ma finalmente eccoti indietro il denaro che mi avevi prestato!" L'uomo allora mostrò davanti ai figli grande entusiasmo e con felicità disse: "Cari figli, il denaro che il mio amico mi sta restituendo sarà vostro, lo lascio in eredità a voi! Un terzo del denaro sarà distribuito ai poveri, tutto il rimanente lo dividerete voi due! Io controllerò solo che nulla vada perduto".
Da allora in poi l'uomo fece costante guardia alla cassapanca. Se si doveva assentare un attimo, chiudeva accuratamente la porta della stanza a chiave. I suoi due figli, finalmente, non gli facevano più mancare nulla ed esaudirono ogni suo desiderio sino alla sua morte. L'uomo gioiva di aver finalmente rieducato i suoi figli al bene.
Quando l'uomo morì i figli poterono finalmente aprire la cassapanca ma ebbero una grossa delusione: la cassapanca era colma solo di sassi! Subito però i figli capirono e riconobbero sereni una cosa basilare: l'educazione al bene e all'amore verso i genitori è meglio di qualsiasi ricchezza esistente al mondo..

HABETROT

09 gennaio 2019 ore 15:06 segnala
C'era una volta una ragazza, figlia di contadini, così pigra che sua madre non era riuscita ad insegnarle a filare. Era molto bella, ed il suo unico passatempo era andarsene a zonzo per i boschi o guardare i ruscelli scorrere, malgrado la madre la rimproverasse in continuazione. Un giorno la madre perse la pazienza, le diede in mano sette matasse di lana e le disse: Dovrai filarla entro tre giorni, altrimenti ti caccerò di casa!

La ragazza capì che la madre faceva sul serio e così provò a mettersi al lavoro: ma in breve tempo le sue manine si riempirono di calli e la sua bocca, a forza di tagliare il filo, si rovinò. Così la ragazza decise di non proseguire il lavoro e di ritornarsene a spasso.

Giunta vicino ad un torrente, vide una minuscola vecchina, tutta deforme dagli anni e dal lavoro, che filava. Siete molto brava, nonna, disse la ragazza, non è che potreste darmi una mano con il mio lavoro?

Portamelo qui ed io ti aiuterò!, disse la vecchina. La ragazza le portò la lana e la vecchina sparì di colpo. Per un po' la nostra protagonista la aspettò, poi si addormentò. Si svegliò che era già verso sera, ed avvicinandosi ad una roccia vicino ad un ruscello, sentì una voce che diceva: La bimba che dorme sulla collina non sa che il mio nome è Habetrot. Nella roccia c'era un buco: lei guardò dentro e vide che dava su una caverna in cui la piccola vecchina stata filando tutta la sua lana, con l'aiuto di altre due minuscole vecchine come lei, deformate anche loro dagli anni e dal lavoro.

Dopo poco la vecchina uscì dalla caverna e consegnò alla ragazza la lana pronta. La ragazza tornò a casa, mangiò sette cosce di pollo che trovò vicino al fuoco per lei e si mise a dormire. L'indomani mattina la madre fu molto contenta nel vedere che aveva fatto il lavoro e cominciò a canticchiare tra sé: Mia figlia ha filato sette matasse di lana, mia figlia ha filato sette matasse di lana!

Un nobile di quelle terre stava andando a spasso quando sentì quella donna che cantava: si affacciò per vedere se era tutto vero, e oltre la lana filava vide anche la figlia della donna, che era talmente bella che se ne innamorò subito e la chiese in moglie. Ma poco dopo ricominciò con la storia della lana da filare. La ragazza, disperata, andò da Habetrot, che le disse: Porta il tuo fidanzato qui! La ragazza portò il giovane lì e si trovarono di fronte a tre vecchine sformate. Il giovane chiese: Perché siete così brutte? Perché è una vita che filiamo! Allora il nobile decise che la sua fidanzata non avrebbe più filato. I due ragazzi si sposarono e vissero felici e contenti, con Habetrot e le sue sorelle che si occupavano delle faccende di casa.
Fiaba dalla Scozia

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

05 gennaio 2019 ore 21:52 segnala
Con la tradizione cristiana la Befana non c’entra proprio niente, ma nella tradizione popolare c’è una leggenda che in qualche modo la inserisce come protagonista di questa festa religiosa.

I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù.
Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.
Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina.
I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perché là era nato il Salvatore.
La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.
I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare.
Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù.
Ma nonostante li cercasse da ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.
E così ogni anno, la sera dell’Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece è stato birichino!

AFORISMI COINCIDENZE

30 dicembre 2018 ore 17:37 segnala
Fidati delle coincidenze.
Sono il sussurro che tradisce il legame tra il possibile e l’inevitabile.
(Anonimo)

Coincidenza è il modo di Dio di restare anonimo.
(Albert Einstein)

Se potessi, scriverei una gigantesca enciclopedia sulle parole ‘fortuna’ e ‘coincidenza’. È con queste parole che si scrive il Linguaggio Universale.
(Paulo Coelho)

Se potessi, scriverei una gigantesca enciclopedia sulle parole ‘fortuna’ e ‘coincidenza’. È con queste parole che si scrive il Linguaggio Universale.
(Paulo Coelho)

Le coincidenze ci ricordano che siamo molto di più di ciò che vediamo e che dobbiamo incominciare a credere nel nostro istinto e nella nostra voce interiore.
(Stephen Littleword)

La telefonata di un vecchio amico che non sentivamo da anni e al quale un istante prima avevamo pensato, la sensazione di doverci recare per qualche oscuro motivo in un dato luogo, un oggetto che cercavamo da tempo e che, inaspettatamente, ci viene donato da una persona ignara della nostra ricerca… sono tutte coincidenze che si spingono al di là del semplice caso e che non è possibile accantonare come eventi fortuiti.
(Frank Joseph)

Chi non crede nelle coincidenze le perde.
(Alessandro Morandotti)

Più uno presta attenzione alle coincidenze, più queste si verificano.
(Vladimir Nabokov)

Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze.
(Leonardo Sciascia)

Quella volta mi sono detto che le coincidenze, forse, sono dei fenomeni molto comuni. Si verificano in ogni momento intorno a noi, nella nostra vita quotidiana. Ma della metà non ci accorgiamo neanche, le lasciamo passare così. Come dei fuochi artificiali che vengono fatti scoppiare in pieno giorno. Fanno un po’ di rumore, ma nel cielo non si vede nulla. Però se desideriamo fortemente qualcosa, le coincidenze affiorano nel nostro campo visivo portando il loro messaggio.
(Haruki Murakami)

La vita è tutta fatta di coincidenze.
(José Saramago)

Nella vita, l’unico modo per non farsi cogliere impreparati dal destino e non lasciarselo scappare è tenere d’occhio le coincidenze che ti presenta.
(Marcela Serrano)

Spesso sogniamo persone da cui poi riceviamo una lettera. Ho constatato più volte che nel momento in cui si è verificato il sogno la lettera giaceva già nell’ufficio postale pronta per essere spedita.
(Carl Gustav Jung)

LA LEGGENDA DELL'ALBERO DI NATALE

23 dicembre 2018 ore 14:04 segnala
La Leggenda dell’Albero di Natale

I sussurranti pini e i grandi abeti
vestiti di verde e pieni di muschio
si levano nel crepuscolo
come i druidi di una volta.
Betty Smith
Una cosa bellissima del mio lavoro è scoprire quali siano le parole-chiave che le persone utilizzano per cercare gli argomenti di loro interesse. È bellissima perché mi permette di scoprire spesso cose che non conosco.

La leggenda dell’albero di Natale è una di queste parole-chiave, un gruppo di parole che probabilmente sono intrise anch’esse di un po’ della magia del Natale.
Non conoscevo questa leggenda ma ormai è diventata una delle mie preferite sulla tradizione di addobbare l’abete in occasione del Natale.

Mi piace perché è una storia che scalda il cuore e riempie di gioia: parla di carità, solidarietà e rispetto per il prossimo.

Non ricordo le sue parole esatte ma ve la racconto ugualmente cercando di trasmettere anche a voi la sua dolcezza.

Tutto ebbe luogo moltissimi anni fa, il giorno della Vigilia di Natale. Quell’anno aveva nevicato moltissimo e l’unico modo per scaldare la casa era utilizzare della legna da ardere nel camino.

La leggenda dell’albero di Natale racconta la storia di un bambino, figlio di contadini, che viveva in un villaggio di campagna vicino una grande foresta. Subito dopo aver pranzato, il bambino decise di uscire per recarsi nel bosco: voleva cercare un ceppo di quercia da ardere nel camino la notte della Vigilia di Natale per rispettare una delle antiche tradizioni del suo villaggio.
Purtroppo, come ben sapete, le giornate in inverno sono più corte e le ore di luce durano davvero poco. Nonostante il bambino conoscesse quel bosco come le sue tasche, sopraggiunta la notte si perse.

Al ragazzino non restò altro da fare che cercare un riparo per trascorrere la notte così come gli avevano sempre detto i suoi genitori. Camminando lentamente tra gli alberi spogli illuminati dalla fioca luce della luna, cercò di trovare un posto adatto a lui ma non era affatto facile: non c’erano grotte, nè capanne lì intorno; soltanto alberi.

Man mano che camminava, fiocchi di candida e gelida neve iniziarono a cadere giù dal cielo rendendo la sua ricerca ancora più difficile. Calde lacrime iniziarono a bagnargli il viso al pensiero di tutto ciò che si stava perdendo: la cena, i regali, l’affetto dei suoi genitori…

Stanco e affamato, s’imbattè in un bellissimo abete: uno dei pochi alberi rimasti verdi nonostante l’inverno. Asciugandosi le lacrime, vi si diresse cercando rifugio vicino al suo profumato tronco. Cullato dai rumori del bosco e stretto nei suo cappotto, si accucciò ai suoi piedi e si addormentò.

L’abete, che silenziosamente aveva assistito a tutta la scena, intenerito da quel piccolo esserino che si era rifugiato proprio sotto la sua chioma, decise di abbassare i suoi rami facendoli toccare quasi a terra in modo da stringerlo a sé e proteggerlo dalla neve.

Il giorno di Natale, il bambino fu svegliato dal vociare degli abitanti del villaggio giunti nel bosco per cercarlo. Gli corse incontro e lì portò nel posto in cui aveva trascorso la notte: i rami dell’abete erano ancora rivolti a terra e gli abitanti del villaggio capirono presto cosa era successo. Per ringraziare l’abete di quel gesto di generosità decisero di decorarlo con ciò che avevano: sciarpe, cappelli e guanti… che divennero con il corso del tempo festoni e palline natalizie.

Da quel giorno, secondo la leggenda dell’albero di Natale, l’abete viene considerato uno dei simboli del Natale e per questo addobbato.

Oggi è tradizione utilizzare degli abeti finti come alberi di Natale: non profumano come quelli veri ma è comunque un bel modo di onorare e rispettare questi antichi spiriti dei boschi.
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La Leggenda dell’Albero di Natale I sussurranti pini e i grandi abeti vestiti di verde e pieni di muschio si levano nel crepuscolo come i druidi di una volta. Betty Smith Una cosa bellissima del mio lavoro è scoprire quali siano le parole-chiave che le persone utilizzano per cercare gli argomenti...
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AFORISMI SUL NATALE

22 dicembre 2018 ore 20:03 segnala
Non e' curioso che in prossimita' del Natale ci ci sia un qualcosa che ci rende tristi? Non si sa cosa sia,ma e' qualcosa che non desta molta preoccupazione perche' non lo proviamo in altri momenti.
K. Bosher

Una coscienza pulita e' un Natale perenne.
Benjamin Franklin

Durante il Natale ci viene ricordato il nostro scopo, che e' quello di privarci della nostra vita per amore.
AbbÈ Pierre

Da sempre considero il Natale un momento meraviglioso. Un momento gentile, pieno di carita', godibile e adatto per il perdono. L'unico periodo durante tutto l'anno,dove uomini e donne riescono ad aprire liberamente e volenterosamente i loro cuori,che di solito tengono chiusi.
Charles Dickens

Il piu' autentico significato del Natale e'che tutti noi non siamo mai soli.
Taylor Caldwell

Qualche consiglio per un regalo di Natale: il perdono per il tuo nemico, la tolleranza verso un tuo avversario,il tuo cuore per i tuoi amici, un buon servizi per un tuo cliente. Carita' per gli altri e dai il buon esempio ad un bambino. Rispetta te stesso.
Oren Arnold

La mia concezione del Natale ,nuova o vecchia che sia,e' semplicissima: amare gli altri. Riflettiamoci un poco,per quale motivo dobbiamo aspettare il Natale per farlo?
bob hope

UN OMAGGIO A SANTA LUCIA

13 dicembre 2018 ore 18:56 segnala


La storia di Santa Lucia
Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre. La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant'Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all'aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia torna a Siracusa e trova la mamma guarita. Rompe il fidanzamento, e decide di andare tra i poveretti che stanno nelle catacombe, con una lampada alla testa, e di donare loro tutta la sua dote. Il fidanzato non comoprende, si arrabbia e decide di vendicarsi, denunciando pubblicamente quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa, con l'accusa di essere cristiana. Sono anni di persecuzione dei cristiani, sotto l'imperatore Diocleziano.

Lucia ammette e ribadisce la sua fede, irremovibile anche sotto tortura, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l'esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riescono a smuoverla. Lucia viene così condannata a morte.

Prima di morire riesce a ricevere l'Eucaristia e predice a Diocleziano la sua prossima morte e la cessazione delle persecuzioni entro breve. Entrambi i fatti si verificano nel giro di pochi anni.

La leggenda di Santa Lucia
La leggenda narra che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Lucia acconsente al regalo, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono e ancora più belli di prima. Il ragazzo chiede in regalo anche questi, ma la giovane rifiuta, così viene da lui uccisa con un coltello nel cuore.

Le tradizioni di Santa Lucia
In alcuni luoghi Santa Lucia viene festeggiata e fa le veci di Babbo Natale.
In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l'anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai famigliari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.
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« immagine » La storia di Santa Lucia Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre. La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant'Agata, p...
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13/12/2018 18:56:47
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LA LEGGENDA DI SAN NICOLA

06 dicembre 2018 ore 17:24 segnala

Nicola era un vescovo molto generoso ed è famoso per i miracoli che ha fatto in favore dei bambini.
Una famosa leggenda di San Nicola racconta di quando diede da mangiare ad alcuni bambini poveri ed affamati di una città.
San Nicola raccolse frutta, verdura, grano e li fece caricare su una grande barca dalle vele blu che partì alla volta della città.
San Nicola bussò alle porte delle case dove vivevano i bambini poveri lasciando loro un sacco di cibo.
Da allora san Nicola torna tutti gli anni sulla terra per portare regali ai bambini.

San Nicola in Olanda

Ai bambini olandesi si racconta che San Nicola abita in Spagna col fedele Piero il Nero e che essi arrivano il 6 dicembre a bordo di un grande veliero.
Durante tutto l’anno San Nicola annota le buone e le cattive azioni dei bambini, mentre il suo valletto prepara i regali.
San Nicola e Piero il nero vengono ricevuti dal sindaco e dalla regina.
Il valletto ha la testa coperta di fuliggine perché è lui che infila i regali nei camini.
San Nicola sbarca a Amsterdam, la capitale dell’Olanda.
Il 6 dicembre è festa per tutti i piccoli olandesi poiché essi ricevono i regali.
San Nicola attraversa la città sul suo cavallo bianco fra le grida di gioia dei bambini; poi va a visitare i bambini ammalati.
Il 6 dicembre i bambini cercano i regali in casa e leggono i biglietti che li accompagnano.

San Nicola in Austria e in Slovacchia

In Austria San Nicola sfila con i Krampus.
Questi sono strani personaggi che minacciano di portare via i bambini disobbedienti.
In Slovacchia, San Nicola, sotto la sorveglianza di personaggi mascherati, scaccia la morte dalle abitazioni.
La morte è rappresentata da una specie di fantasma che tiene in mano una falce.
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« immagine » Nicola era un vescovo molto generoso ed è famoso per i miracoli che ha fatto in favore dei bambini. Una famosa leggenda di San Nicola racconta di quando diede da mangiare ad alcuni bambini poveri ed affamati di una città. San Nicola raccolse frutta, verdura, grano e li fece caricare s...
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