La nuova Madre Superiora

02 gennaio 2019 ore 15:17 segnala
La nuova Madre Superiora
La nuova madre superiora è suor Eleonora, detta Cocomero per via del procace e abbondante sederotto. Proviene dalla Svizzera, è tanto rigida di costumi quanto tonda, questa ultima qualità la deve al fatto che durante le crisi mistiche si rimpinza di formaggio e cioccolata.
Al suo arrivo suor Cocomero non ha perso tempo. Siamo svizzere, nevvero! Tutte le educsnde si devono schierare in corridoio faccia al muro, su le gonnelle. Ispezione di conformità al regolamento. Le mutadine devono essere di cotone bianco in estate, di lana rosa in inverno. Bacchetta in mano, suor Cocomero comincia la sfilata. Bene, bene. Ach, cosa significa questo? Juliette e le sue due amiche del cuore portano mutande di pizzo nero!
“Dove avete comprato queste mutande proibite dal regolamento?”
“Reverenda Madre Superiora, sono un dono al convento da parte di un benefattore. Il cittadino Armand Lucas ci ha volute premiare per aver recitato un poesia a memoria in sua presenza.”
Suor Cocomero ha ordinato di restituire le mutande al benefattore. Invece, le tre monelle al tramonto sono sgaiattolate da un buco nella rete del giardino, per andare a gettarsi tra le braccia di Armand Lucas il Comprensivo. Le tre educande, Juliette e le due amiche, abbandonate dalla protezione di Marie Antoinette, sarebbero finite sottomesse alla nuova madre superiora. Armand promette loro un buon posto nelle Cantine e mantiene la promessa. Le tre aristocratiche fanciulle pensano ‘meglio qui commesse di un vinaio, che finire nelle grinfie arcigne della nuova badessa’ e si massaggiano i teneri culetti, che Armand non manca di fare rossi ogni volta che una smorfiosa di cliente si lamenta del servizio. Per la verità le clienti migliori vogliono essere consigliate da Juliette nella scelta dei vini, ma qualche stupida borghesuccia si lamenta e Juliette ha bisogna di una sculacciata ogni tre giorni.
Con l’arrivo della nuova badessa, per monsignor Porcello è l’addio ai festini con focaccine e educande, niente più confessioni private alle novizie, per queste ultime ci sono le passeggiatine di penitenza fuori a piedi nudi quando cade la neve.

devo mangiare

31 dicembre 2018 ore 17:35 segnala
(Le Memorie di Margherite Dupont Soleil)
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Il giorno dopo

29 dicembre 2018 ore 15:37 segnala
Il giorno dopo Armand stava leggendo i rapporti dei suoi assistenti sulle ultime forniture di tappi di sughero. I fottuti tappi del fottuto fornitore si sbriciolavano. Armand sapeva che sarebbe diventato il divertimento di tutti i nobili al Circolo degli Scacchi. Gli pareva di sentirli ‘il vino del signor vinaio conte Armand sa di tappo’. E tutti a sghignazzare.
L’arrivo di Margherite nello studio lo sorprende rosso in volto e assai contrariato.
“Che ti succede Armand? Ancora i tappi? Era venuta a divertirti con i racconti delle educande, ma forse è meglio che mi ritiri.”
Armand aveva molte volte chiesto a Margherite sulla suoi anni nella scuola di un convento. Ma lei aveva sempre risposto sbuffando. Adesso non lasciarti sfuggire questa occasione Armand. Al diavolo i i tappi.
“Suvvia Margherite, vieni a sederti sulle mie ginocchia.”
“Dovrò sollevare la gonna per non sciuparla con le pieghe. Prometti di non toccarmi il sedere.”
“Come desidera la signora contessa. Ora comincia il racconto.”
“Ebbene, Armand, noi educande non facciamo altro che parlare di quello che succede nel matrimonio, soprattutto durante la notte quando gli sposi sono soli. So che questo ti stupirà, ma lasciami continuare e capirai. Il libro del corso sul matrimonio non parlava che di ricamo, pianoforte e uova fritte a puntino. A noi interessava ben altro.”
“Ben altro, Margherite?”
“Ti faccio un esempio, Armand. Durante le vacanze estive una di noi ragazze aveva appreso da una sua sorella più grande che allo sposo piace accarezzare il seno della sposa. Il fatto ci aveva stupite non poco. Fino a quel momento eravamo sicure che il desiderio e la passione dello sposo fossero limitati al sedere della sposa.”
Armand si accarezza la barbetta, ma non osa interrompere.
“Dovevamo documentarci e insistemmo col giardiniere, perché ci procurasse alcuni libri. Il brav’uomo rifiutò piangendo, che la Madre Superiora lo avrebbe scoperto e messo in mezzo alla strada come un sacco di stracci. Gli promettemmo che avrebbe potuto pizzicarci il sedere dietro al roseto. Lui smise di piangere ma non promise i libri. Il perverso voleva contrattare. Dovemmo accettare che infilasse la mano sotto le gonne, purché pizzicasse con leggerezza.”
“Stai inventando tutto, Margherite? Ti ho conosciuta fanciulla timida e ingenua.”
Margherite nasconde un sorriso di compatimento e riprende.
“Il giardiniere ci portò due testi. La Beata Frigidina nel Primo Capitolo sosteneva che la sposa deve sempre portare le mutande. Ma una di noi chiese come poteva aprire le cosce allo sposo senza togliersi le mutande. L’interruzione fu respinta e si passò agli altri capitoli. Finalmente si arrivò al punto con Frigidina. La sposa non doveva mai mostrare il seno allo sposo, men che mai lasciarselo toccare. Il fine del matrimonio non è questo. Nel secondo testo, attribuito a Frà Porcelon, si spiegava chiaramente che la sposa nulla doveva negare alla felicità dello sposo, altrimenti lui si sarebbe trastullato con le tette della cuoca. Letti i due testi, noi educande decidemmo di far scrivere alla sorella maggiore di cui abbiamo già detto. Questa sorella maggiore rispose che lei dapprima aveva citato la Beata Frigidina allo sposo, ma quando lui le aveva detto che avrebbe fatto un salto in cucina a mangiare un boccone, aveva citato Porcelon. Lei aveva poi aggiunto che il suo sposo era un pianista e forse per questo sapeva sfiorare certi tasti.”
Armand si gratta la zucca.
“Armand, dimentichi che ora sei il conte Lucas? Non grattarti la zucca.”
“Margherite, hai inventato la storiella del seno della sposa, per burlarti di me. La prima volta che ho cercato di sfiorarti le tette hai strillato come una papera spennata.”
“Mio tenero e ingenuo vinaio. Le educande che escono dal collegio e tornano a casa, per essere presentate allo sposo prescelto, subiscono una metamorfosi, una trasformazione. Loro cancellano tutto quanto è avvenuto nel collegio, a parte il piano, il ricamo e l’uovo fritto. Loro sanno che devono recitare la parte dell’oca svanita.”
“Margherite, quando ti ho chiesto di metterti col culetto per aria, hai minacciato di gettarti dagli scogli, o qualcosa del genere, i ricordi sono confusi, ma non mi pare possibile che tu recitassi.”
“Armand, una cosa sono i discorsi tra educande, altra cosa la realtà. Forse avevo paura, non conoscevo le tue intenzioni e le conseguenze. Ora non ti dirò più nulla per soddisfare la tua lasciva impertinenza. I segreti delle educande non devono uscire dal convento.“.


Armand e Margherite

La Nuova Badessa
La Vedova Nera
Il Sindaco Delacaramel
Ritorno dei Nobili a Narcassonne.
E siamo alla Fine con la Contessa e il Conte Consorte

Revisione 03.06.2018
Title: Le Memorie della contessa Margherite Dupont Soleil
Author: John Gerard Sapodilla
ISBN 9781310697784

La Delusione di Armand

27 dicembre 2018 ore 18:54 segnala
John Gerard Sapodilla
Armand, dopo mesi dal giorno della cerimonia nuziale, non aveva ancora visto il sedere di Margherite.
A letto la notte Margherite faceva il suo dovere, come le aveva imposto il suo padre spirituale il giorno prima delle nozze. Non osava rifiutarsi, sarebbe stato peccato, ma la camera doveva essere tutta buia, spente le candele e tirate le persiane alle finestre, prima di togliersi le mutande, infine pretendeva di non togliersi il corsetto, anche se consentiva a slacciarlo per non soffocare. La prima notte, per non morire di vergogna, nei primi istanti lei aveva immaginato che si sarebbe gettata dall’alto sugli scogli e Armand sarebbe vissuto nel rimorso tutta la vita, per averla costretta.
Armand Lucas, commerciante di vini, aveva sposato Margherite per due ragioni: la aristocratica rotondità del suo sedere e il titolo di contessa. Era rimasto deluso. Un giorno, con aria ingenua e innocente, le aveva chiesto:
“Margherite, questa notte non vorreste mettervi col culetto per aria per offrirvi al mio piacere?”
Lei non aveva compreso, forse Armand voleva farsi gioco della sua ingenuità, non glie lo avrebbe permesso.
“Per aria, Armand? Non sono più la sciagurata femmina, che sperpera il vostro denaro in romanzi francesi? Sono diventata il vostro angelo, che vola sopra di voi?
Alle spiegazioni di Armand era inorridita.
“Signore, voi conoscete la mia famiglia, la mia educazione religiosa, come osate tentarmi contro natura? Il vostro linguaggio è insopportabile, avete dimenticato che sono una Dupont Soleil?
E poi la rivoluzione, la Rivoluzione Francese. Addio al titolo nobile, un’altra delusione per il buon Armand. I Dupont Soleil avevano mantenuto la testa sul collo per via che siamo nella Vandea e che non hanno più un soldo, imbrogliati dai loro contadini e rovinati da un rampollo scioperato. Anche il matrimonio di Armand e Margherite ha giovato a salvarli dall’esilio, perché i rivoluzionari comprano bottiglie senza pagare alle Cantine Lucas.

(Le Memorie di Margherite Dupont Soleil)
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Armand e Margherite

22 dicembre 2018 ore 16:04 segnala
Armand e Margherite
Una supplica, Armand?
Questa volta Armand Lucas si era presentato senza botti di vino, ma con un foglio di carta pieno di numeri. Il conte Richard Dupont Soleil aveva dissimulato la sua intuizione dietro una domanda distratta.
“Una supplica, Armand?”
Armand aveva fatto un inchino, il più profondo possibile.
“Vostra eccellenza, il debito ammonta a duecentomila franchi.”
Il conte gli aveva strappato di mano il foglio e lo aveva gettato nel camino. Acceso di sdegno. Il camino furioso per l’oltraggio si era affrettato a bruciare il foglio. Il conte era stato un tempo inviato ambasciatore di Francia a Madrid e conosceva l’arte della diplomazia e del possibile. Richard de Sans Soucre era consapevole che nella sua situazione finanziaria l’arroganza con i fornitori non era più possibile.
“Ebbene, Armand, che ne diresti di sposare mia figlia Margherite?”
Armand sente una brezza che lo porta in alto su una nuvola. Nessun Lucas avrebbe mai sognato di avere per moglie una Dupont Soleil.
Una trappola?
“Signor conte, lasciate che mi proponga alla contessina Margherite. Come potrei mai osare di forzare la sua volontà? E poi, come Vostra Eccellenza sa, i Lucas non sono nobili.”
Dupont Soleil aveva frenato la sua ira con un profondo diplomatico sospiro.
“Lucas, i miei amici a Corte ti faranno duca. Quanto a Margherite, la sua volontà conta nulla. Ma vieni pure domattina a conoscerla, prima di firmare il contratto di matrimonio.”
Preso commiato, Armand aveva subito corrotto la cameriera personale di Margherite. Con sollievo aveva appreso che la futura sposina, oltre a un viso fiero di angelo biondo, poteva offrire anche due splendide cosce normanne.
Al mattino seguente lui si era presentato con un carretto carico di vini e un anello di diamante. Era stato annunciato alla contessina, mentre lei ammirava il giardino fiorito di orchidee da una sua finestra.
“Margherite, accettate questo pegno della mia devozione.”
E si era messo in ginocchio, non sapendo che altro fare.
Lei non si era girata.
“Lucas, il conte Richard ti attende per la firma del contratto di matrimonio. Ci rivedremo in chiesa, dunque.”
La cameriera gli aveva tolto di mano l’astuccio con l’anello e aveva portato dal conte un Armand Lucas stordito dagli usi dei nobili.
Il contratto era degno di un feroce strozzino. Lo sposo veniva spolpato e spennato. Il conte gli aveva messo una mano sulla spalla.
“Firma, Armand. Pensavi di avere il titolo di duca per dieci franchi?”
Nell’apporre a sua volta la nobile firma, il conte aveva pensato che presto un imprevisto incidente avrebbe troncato la breve vita felice del novello duca Lucas. Sua figlia Margherite, vedova disperata, avrebbe ereditato tutti i possedimenti dello sposo.
Nel lasciare il palazzo, Armand aveva pensato alla prima notte di nozze. Margherite si sarebbe presentata di sicuro gelida nella camera nuziale, ma lui avrebbe saputo come prenderla una volta soli:
“Madame, non vorreste togliervi le mutande, prima di stendervi sulle mie ginocchia? La tradizione di casa Lucas vuole che il culetto della sposa sia rosso acceso la prima volta a letto, in segno di sottomissione.”
Ripete a se stesso che la costringerà a mettersi faccia a terra, a quattro zampe, la gonna rovesciata. Sorride soddisfatto di questa sua decisione, le farà vedere chi è il padrone, quando le abbasserà le mutande con lo stemma, per godersi la visione dell’aristocratico orgoglioso sedere.

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Le Memorie di Margherite Dupont Soleil

25 novembre 2018 ore 10:56 segnala
Le Memorie di Margherite Dupont Soleil
John Gerard Sapodilla


Una supplica Armand?
La Nuova Badessa
La Vedova Nera
Il Sindaco Delacaramel
Ritorno dei Nobili a Narcassonne
E siamo alla Fine con la Contessa e il Conte Consorte


Timida e orgogliosa, Margherite, contessa Dupont Soleil, è costretta a un matrimonio di interesse con Armand Lucas, vignaiolo e commerciante di vini arricchito. Una unione agitata da piacevoli tormenti nelle passioni della Rivoluzione Francese. I riferimenti storici della contessa sono traballanti, il lettori la perdoni. Le sanculotte nemiche dei nobili sono tutte svergognate senza mutande. I rivoluzionari sono tutti giacobini prima e bonapartisti poi. La Francia cambia, come pure la contessa Margherite.
A proposito di mutande, alcuni storici e cronisti affermano che le donne non portavano mutande nel periodo della Rivoluzione Francese.
Peraltro noi siamo venuti in possesso del diario di Margherite Dupont Soleil dove si dice chiaramente che le mutande femminili andavano su e giù a quel tempo.


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Julien non fa la spia

16 novembre 2018 ore 21:46 segnala
Il servizio segreto Giacobino aveva sussurrato a Julien:
“Julien, siamo stati informati che alcune delle tue nobili ammiratrici pretendono di essere rivoluzionarie ma portano mutande con lo stemma dei Borbone. Prima di intervenire devi darci i loro nomi con certezza e le sgualdrinelle avranno il meritato castigo.”
Ma Julien non fa la spia, anzi. Eccolo che corre ad avvertire le sue amiche, a cominciare con Georgette, già contessa de La Doucederriere.
“Georgette, dammi le tue mutande.”
Lei è divertita ma perplessa:
“Vuoi un mio ricordo, Julien? Hai intenzione di lasciarmi? Ho un cassetto pieno di mutande di seta, prendi quelle che ti eccitano.”
“Georgette, il servizio segreto Giacobino ti sospetta e cerca prove contro di te. Devi darmi tutte le tue mutande, penderò io a distruggerle.”
“E io cosa metterò? Le mutande di lana borghesi mi pizzicano mi fanno venire il prurito.“
Ma alla fine Georgette deve rassegnarsi e Julien la lascia senza mutande.

Da Le Memorie di Margherite Dupont Soleil

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Il servizio segreto Giacobino aveva sussurrato a Julien: “Julien, siamo stati informati che alcune delle tue nobili ammiratrici pretendono di essere rivoluzionarie ma portano mutande con lo stemma dei Borbone. Prima di intervenire devi darci i loro nomi con certezza e le sgualdrinelle avranno il...
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16/11/2018 21:46:52
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Nozze complicate

16 novembre 2018 ore 16:48 segnala
Amori sofferti, tragici e contrastati, a fiumi.
Margherite ha cercato di coinvolgere Armand nel piacere della lettura.
“Armand, siete stanco da una giornata faticosa, suvvia qui accanto a me, vi leggerò la novella della regina Ginevra e il suo cavaliere Lancillotto.”
Armand ha piuttosto in mente il libro della contabilità.
“Margherite, avete pagato diecimila franchi per la ripulitura di un tavolinetto. Pensate forse che io sia Re Riccardo, tornato dalle Crociate con i forzieri pieni d’oro?”
Margherite richiude il libro con furia, Armand sobbalza infastidito.
“Signore, la vostra impudenza diventa ogni giorno più intollerabile. Ho fatto restaurare una piccola scrivania in legno profumato di sandalo. Un lavoro unico tramandato dagli ebanisti alla corte del re Sole, maestri insuperabili di intarsi e gioco degli incastri nei cassetti segreti.”
Le urla di Armand in risposta sconvolgono la sventurata Margherite.
“Avrei fatto ripulire con solo cento franchi il vostro sandalo profumato. Ma c’è dell’altro. Mille franchi per l’acquisto di libri il mese scorso. Non ne avete già abbastanza per passare il tempo a trastullarvi nella lettura?”

Soldo di Cacio

14 novembre 2018 ore 13:36 segnala
Soldo di Cacio
Il semaforo diventa rosso e una automobile senza la portiera dalla parte del guidatore fa cigolare i freni e si arresta all’incrocio. Soldo di Cacio scende dal marciapiede col suo secchiello di acqua fresca pulita. Lei ha riempito il secchiello al fontanino e si dirige verso l’automobile con una spugnetta e uno straccino nella mano libera. Sulle punte dei piedi tenta di raggiungere il parabrezza, ma si rende conto di essere ancora troppo piccola e allora va di fronte all’auto e comincia a lavare con cura e attenzione i fanali.
La nostra piccola lavavetri abita lì, vedete? in quella grande scatola di cartone sopra la griglia che soffia l’aria calda di una cucina; ma lei ha notato una automobile di lusso abbandonata senza il motore e le ruote pensa che potrà avere una nuova sistemazione, stare al riparo e dormire sul morbido sedile posteriore di velluto rosso.
Adesso il semaforo diventa verde senza passare dal giallo, perché certi fili sono staccati. Il guidatore lancia una moneta nel secchiello e lei ritorna al fontanino.
© 2017 J G Sapodilla

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Soldo di Cacio Il semaforo diventa rosso e una automobile senza la portiera dalla parte del guidatore fa cigolare i freni e si arresta all’incrocio. Soldo di Cacio scende dal marciapiede col suo secchiello di acqua fresca pulita. Lei ha riempito il secchiello al fontanino e si dirige verso...
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I racconti di Sapodilla

13 novembre 2018 ore 16:09 segnala
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