Il giorno dopo

29 dicembre 2018 ore 15:37 segnala
Il giorno dopo Armand stava leggendo i rapporti dei suoi assistenti sulle ultime forniture di tappi di sughero. I fottuti tappi del fottuto fornitore si sbriciolavano. Armand sapeva che sarebbe diventato il divertimento di tutti i nobili al Circolo degli Scacchi. Gli pareva di sentirli ‘il vino del signor vinaio conte Armand sa di tappo’. E tutti a sghignazzare.
L’arrivo di Margherite nello studio lo sorprende rosso in volto e assai contrariato.
“Che ti succede Armand? Ancora i tappi? Era venuta a divertirti con i racconti delle educande, ma forse è meglio che mi ritiri.”
Armand aveva molte volte chiesto a Margherite sulla suoi anni nella scuola di un convento. Ma lei aveva sempre risposto sbuffando. Adesso non lasciarti sfuggire questa occasione Armand. Al diavolo i i tappi.
“Suvvia Margherite, vieni a sederti sulle mie ginocchia.”
“Dovrò sollevare la gonna per non sciuparla con le pieghe. Prometti di non toccarmi il sedere.”
“Come desidera la signora contessa. Ora comincia il racconto.”
“Ebbene, Armand, noi educande non facciamo altro che parlare di quello che succede nel matrimonio, soprattutto durante la notte quando gli sposi sono soli. So che questo ti stupirà, ma lasciami continuare e capirai. Il libro del corso sul matrimonio non parlava che di ricamo, pianoforte e uova fritte a puntino. A noi interessava ben altro.”
“Ben altro, Margherite?”
“Ti faccio un esempio, Armand. Durante le vacanze estive una di noi ragazze aveva appreso da una sua sorella più grande che allo sposo piace accarezzare il seno della sposa. Il fatto ci aveva stupite non poco. Fino a quel momento eravamo sicure che il desiderio e la passione dello sposo fossero limitati al sedere della sposa.”
Armand si accarezza la barbetta, ma non osa interrompere.
“Dovevamo documentarci e insistemmo col giardiniere, perché ci procurasse alcuni libri. Il brav’uomo rifiutò piangendo, che la Madre Superiora lo avrebbe scoperto e messo in mezzo alla strada come un sacco di stracci. Gli promettemmo che avrebbe potuto pizzicarci il sedere dietro al roseto. Lui smise di piangere ma non promise i libri. Il perverso voleva contrattare. Dovemmo accettare che infilasse la mano sotto le gonne, purché pizzicasse con leggerezza.”
“Stai inventando tutto, Margherite? Ti ho conosciuta fanciulla timida e ingenua.”
Margherite nasconde un sorriso di compatimento e riprende.
“Il giardiniere ci portò due testi. La Beata Frigidina nel Primo Capitolo sosteneva che la sposa deve sempre portare le mutande. Ma una di noi chiese come poteva aprire le cosce allo sposo senza togliersi le mutande. L’interruzione fu respinta e si passò agli altri capitoli. Finalmente si arrivò al punto con Frigidina. La sposa non doveva mai mostrare il seno allo sposo, men che mai lasciarselo toccare. Il fine del matrimonio non è questo. Nel secondo testo, attribuito a Frà Porcelon, si spiegava chiaramente che la sposa nulla doveva negare alla felicità dello sposo, altrimenti lui si sarebbe trastullato con le tette della cuoca. Letti i due testi, noi educande decidemmo di far scrivere alla sorella maggiore di cui abbiamo già detto. Questa sorella maggiore rispose che lei dapprima aveva citato la Beata Frigidina allo sposo, ma quando lui le aveva detto che avrebbe fatto un salto in cucina a mangiare un boccone, aveva citato Porcelon. Lei aveva poi aggiunto che il suo sposo era un pianista e forse per questo sapeva sfiorare certi tasti.”
Armand si gratta la zucca.
“Armand, dimentichi che ora sei il conte Lucas? Non grattarti la zucca.”
“Margherite, hai inventato la storiella del seno della sposa, per burlarti di me. La prima volta che ho cercato di sfiorarti le tette hai strillato come una papera spennata.”
“Mio tenero e ingenuo vinaio. Le educande che escono dal collegio e tornano a casa, per essere presentate allo sposo prescelto, subiscono una metamorfosi, una trasformazione. Loro cancellano tutto quanto è avvenuto nel collegio, a parte il piano, il ricamo e l’uovo fritto. Loro sanno che devono recitare la parte dell’oca svanita.”
“Margherite, quando ti ho chiesto di metterti col culetto per aria, hai minacciato di gettarti dagli scogli, o qualcosa del genere, i ricordi sono confusi, ma non mi pare possibile che tu recitassi.”
“Armand, una cosa sono i discorsi tra educande, altra cosa la realtà. Forse avevo paura, non conoscevo le tue intenzioni e le conseguenze. Ora non ti dirò più nulla per soddisfare la tua lasciva impertinenza. I segreti delle educande non devono uscire dal convento.“.


Armand e Margherite

La Nuova Badessa
La Vedova Nera
Il Sindaco Delacaramel
Ritorno dei Nobili a Narcassonne.
E siamo alla Fine con la Contessa e il Conte Consorte

Revisione 03.06.2018
Title: Le Memorie della contessa Margherite Dupont Soleil
Author: John Gerard Sapodilla
ISBN 9781310697784
fdf67536-2260-4499-b87a-dd195b262ef3
Il giorno dopo Armand stava leggendo i rapporti dei suoi assistenti sulle ultime forniture di tappi di sughero. I fottuti tappi del fottuto fornitore si sbriciolavano. Armand sapeva che sarebbe diventato il divertimento di tutti i nobili al Circolo degli Scacchi. Gli pareva di sentirli ‘il vino del...
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29/12/2018 15:37:16
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