l'Orologio

26 aprile 2020 ore 21:24 segnala
Armand si accarezza i baffetti. Armand è alla ricerca di un ricordo.
“Margherite, cosa ne hai fatto dell’orologio che ti regalai?”
“Quel cipollone di oro finto?”
“Era tutto d’oro. Un pezzo unico di un artigiano svizzero.”
“Che favoletta mi racconti, vinaio Armand? Dove ti eri procurato il cipollone?”
“Mi era stato dato in pagamento da un principe vizioso amante del mio buon vino.”
Le onde e i lampi dei ricordi travolgono Margherite che scoppia un lacrime.”
“Dannato vinaio Armand, venivi tutti i giorni a farmi la corte con tuo sorriso scemo. Di solito portavi una cassetta di vini in omaggio per il conte Dupont Soleil. Ma quella volta provasti a comprare la mia simpatia col cipollone. Non appena te ne fosti andato, lasciai cadere in terra l’orologio e gli diedi un calcio. Ma quella notte avevo sentito l’orologio che faceva Tic Tac Tic e mi parlava. Diceva che ero una ingrata, che lui era stato l’orologio di una principessa, fino a quando il principe suo sposo lo aveva sottratto per pagare trecento bottiglie di vino a un fottuto vinaio. E diceva che lo svizzero aveva lavorato per tre messi alla sua costruzione e adesso io con un calcio avevo rotto la molla della carica e all’alba lui avrebbe smesso di fare Tic Tac per sempre. Dopo quella notte io tenevo l’orologio sempre con me, aggiustavo le ore con i rintocchi del campanile e facevo Tic Tac. Un mattino la cameriera mi risveglia alla solita ora. Le dico di prendermi l’orologio nel cassetto. Svanito.”
Armand ha ascoltato con intensa attenzione. Ma ora cosa significa quel sorriso diabolico? Armand tira fuori una catenella dal taschino del panciotto e alla fine eccolo qua, il cipollone.
Margherite smette di piangere.
“Ma guarda, Armand lo Sciacquabottiglie venne a riprendersi il suo regalo. Come hai fatto a rientrare di notte nella nostra casa?”
Armand muove con vaghezza una mano nell’aria. Sciocchezze per un uomo con la sua esperienza.
“Un uomo d’affari deve tenersi informato su tutto. Sapevo che Josephine era una femmina dedita al buon vino e alle perversioni, mi sono servito di lei. Passai per le cucine invece di uscire. Dissi a Josephine di tenermi nascosto fino a notte, che volevo salire da te per ammirarti mentre angelica dormivi. Le promisi che poteva venire a prendersi nelle Cantine qualche bottiglia quando voleva e se poi voleva essere anche frustata non faceva che dirmelo.”
Margherite si morde il labbro.
“Ti sei venuto a riprendere il tuo regalo.”
“Ero molto irritato per il modo con cui mi avevi ringraziato per educazione. Sbuffavi e facevi un sorriso tirato.”
Margherite annuisce e va a prendere una lettera nascosta in un libro.
“E che mi dici di questa lettera, Armand il permaloso?”
Armand dice niente e Margherite continua.
“E’ una lettera di Julien dall’America. Dice che sono la sua cara sorellina e che è sta lui a rubare l’orologio. Dice che io facevo finta di dormire e sorridevo, quando entrava nella mia stanza da letto per prendermi un orecchino o un braccialetto. Dice che quella notte la luna illuminava un oggetto in terra nel mio studio e che lui non era stato a farsi troppe domande. Aveva pensato che la cosa migliore fosse vendere a te l’orologio, che tu avresti potuto farmi un regalo. Dice che tu non avevi fatto domande o trattato sul prezzo, che a lui era sembrato strano, ma non era il momento di fare domande. Dice che tu, Armand, gli avevi creduto sulla parole che l’orologio funzionava in modo perfetto. Infine ti manda tanti saluti.”
Armand assume in silenzio l’aria del tipo che mette sempre una banconota nella cassetta delle elemosine, ma poi dice che si libera delle monetine di rame.
Margherite assume l’aria della moglie devota e parla.
“Armand, non è ancora passato un mese dall’ultima volta, ma faremo una eccezione. Scendi da Josephine e dille di preparare la mela cotta allo zucchero e rum.”

Le Memorie di Margherite Dupont Soleil

b5ed4e1a-43a5-4f75-9174-192a30c8e7c7
Armand si accarezza i baffetti. Armand è alla ricerca di un ricordo. “Margherite, cosa ne hai fatto dell’orologio che ti regalai?” “Quel cipollone di oro finto?” “Era tutto d’oro. Un pezzo unico di un artigiano svizzero.” “Che favoletta mi racconti, vinaio Armand? Dove ti eri procurato il...
Post
26/04/2020 21:24:34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.