la prova

05 agosto 2020 ore 20:08 segnala
La prova del cetriolino
Come si conviene a ogni convento di monachelle, anche appena decente, il convento di Narcassonne ha un confessore. E chi potrebbe essere il fortunato se non il nostro buon frà Rosmarino. Ora se pensate che confessare le brave sorelle sia un passatempo vario e divertente, ebbene vi sbagliate. I peccatucci sono sempre gli stessi. Ecco per esempio sorella Arancia.
“Buongiorno, frà Rosmarino.”
“San Cirillo, ti protegge, sorella. Che mi hai combinato dall’ultima volta?”
“Che peccati volete che faccia qui a Narcassonne, una poverina come me? Quando sono di turno a fare la spesa, convinco l’ortolano a allungare il conto. E poi devo sopportare i suoi tormenti. E sorella non mi fate vedere le albicocche. E sorella non mi fate vedere il meloncino. D’altre parte io devo risparmiare qualche soldarello per la dote, se mai passasse qualcuno a portarmi via.”
Frà Rosmarino sbuffa di noia più che mantice a attizzare un fuoco freddo e suor Arancia si sposta verso i pettegolezzi.
“Frà Rosmarini, nessuno sa quanto sia svergognata la nostra Superiora. Un giorno suor Limoncina va da lei a chiedere un paio di calzette nuove, perché le escono gli alluci dai buchi. E Superiora dice che siamo povere e che prenda ago e filo per chiudere i buchi. E suor Limoncina le dice che quando lei Superiora si compra le mutande di pizzo nero, per mostrarsi al signor Armand, non siamo povere. E madre Superiora la minaccia di mandarla in un convento di montagna dove si godrà il fresco in una celletta umida e intanto che si prenda subito dodici frustate sul culo. Ma questo è niente a confronto della verifica col cetriolino.”
“Cetriolino, sorella?”
“Proprio cetriolino. fratello. Ogni tre mesi noi sorelle siamo convocate da Madre Superiora per la prova del peccato di sodomia. Lei tenta di penetrarci con un cetriolino, i culetti che resistono alla penetrazione sono approvati come vergini. Inutilmente le abbiamo fatto notare che fin dal tempo del Beato Giocondo questa prova non ha il riconoscimento della gerarchia. Lei Superiora dice che nel frattempo la scienza ha fatto progressi e quel che sta bene a lei, sta bene a tutte. Sappiamo tutte che la prova è truccata, ma dobbiamo subire. La sventurata cha ha mancato di ubbidienza, si sente il cetriolino spinto dentro e inutili sono i suoi lamenti. Madre Superiora le intima di confessare il nome del peccatore a cui ha ceduto, che altrimenti sarà trasferia nel convento delle Calzettine Crudeli, dove avrà carote e cetriolini a colazione. La sventurata si getta in ginocchio, bacia a Superiora i piedi, le ginocchia e tutto il resto. Questo baciare i piedi e tutto il resto può sembrare una penitenza lieve, ma tutte noi sorelle sappiamo che Madre Superiora si lava, fa le abluzioni e si profuma solo quando viene in visita da lei il signor Armand. Per il resto del tempo lei puzza dei formaggi di cui si rimpinza, soprattutto groviera e gorgonzola.”
Frà Rosmarino ha ascoltato e riflette. Sorella Arancia freme in attesa del castigo di penitenza.
“Fratello, quante fustate sul sedere mi merito?”
“Sorella, non posso frustarti per questi tuoi peccatucci. Sarebbe contro il regolamento, potrei passare un guaio. Ti darò una sculacciata.”
“Ma con le mutande abbassate?”
“E sia. Ma la prossima volta non mi venirmi con questi peccatucci veniali.”
Come è sua abitudine, alla fine del mese suor Eleonora, madre superiora, confessa i suoi peccati a frà Rosmarino.
“Ebbene sorella, il solito peccatuccio di gola? Cioccolato e formaggio?”
“Non mi viene in mente altro, fratello.”
“Niente altro? E che mi dici del cetriolino.”
Eleonora si infila ogni sera un cetriolino sbucciato nel culetto. Quale tra le sorelle può averla spiata? E in che modo.
“Fratello, è solo per darmi sollievo, a causa di un bruciore, un prurito che mi tormenta da qualche tempo.”
Frà Rosmarino tenta il colpo a sorpresa.
“Dunque, sorella cara, per alleviare il tuo bruciore, infili il cetriolino alle altre sorelle?”
Suor Eleonora si aspettava che la cosa si venisse a risapere e pronta ha la risposta.
“Fratello mio, devo fare rapporto ogni tre mesi che le sorelle non abbiano commesso sodomia. Per assolvere a questo mio compito, è necessaria la prova del cetriolino.”
“Ebbene, sorella, a causa di certe voci che circolano sul tuo conto, mi è stato assegnato un delicato compito. Certamente mai apristi la porticina didietro al peccato, ma si conviene darne prova.Vieni dunque qui da me e mettiti col culo per aria. Eleonora deve ubbidire, ma cerca di tenere ben contratta la porta dalle quale più volte è entrato Armand. Frà Rosmarino le tira giù le mutande e prende a infilarle il cetriolino che però non entra. L’infelice madre superiora piange e si lamenta.
“Fratello, non vedi dunque che mai commisi sodomia?”
Il frate sghignazza e le mostra il cetriolino che è però un cetriolone.
“Sorella, le tue preghiere a San Cirillo hanno fatto il miracolo di soccchiudere la porta aperta dal signor Armand.”
Eleonora comprende la burla e tiratesi su le mutande a vergognosa fugge via.
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La prova del cetriolino Come si conviene a ogni convento di monachelle, anche appena decente, il convento di Narcassonne ha un confessore. E chi potrebbe essere il fortunato se non il nostro buon frà Rosmarino. Ora se pensate che confessare le brave sorelle sia un passatempo vario e divertente,...
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05/08/2020 20:08:36
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