Oliver Pimps

08 gennaio 2019 ore 10:14 segnala
Non si può dire che il novello conte Armand avesse gran successo al Circolo degli Scacchi, che aveva come soci i nobili del circondario di Narcassonne. Armand non veniva ai invitato al tavolo da gioco. Se si formavo un crocchio di nobili a discutere sugli incredibili progressi della scienza, Armand ne era escluso. Armand era costretto a starsene seduto su una poltroncina isolata a fingere di leggere il giornale.
Alla fine un esasperato Armand aveva affrontato il segretario del Circolo.
“Signor mio segretario, io sono l’unico che paga la quota annuale di iscrizione. Inoltre rifornisco di vino a volontà i soci, questa banda di ubriaconi.”
La risposta aveva gelato Armand, come passero colto dalla tormenta fuori dal nido.
“Signor mio conte Armand, il Circolo degli Scacchi sopporta la presenza di un vinaio per devozione alla contessa Margherite. Tolleriamo che vantiate le amicizie dei soci per favorire i vostri affari. Riguardo al vino, sa di tappo scadente e ha un retrogusto di aceto marcio. Infine, nobili si nasce, non si diventa.”
Armand aveva preso il giornale per ripararsi d una pioggerella in arrivo, se ne era andato a testa bassa rasente ai muri, seguito da qualche cane randagio incuriosito. Non voleva farsi vedere a casa con quella espressione triste e adirata, si era fermato alle Cantine Lucas. I commessi lo avevano accolto ossequiosi.
“Buon giorno, conte Armand, oggi abbiamo avuto più vendite del solito.”
Lui dissimulò allegria, si rinchiuse nel suo ufficetto e finse di sfogliare il giornale bagnato. Le pagine centrali si erano salvate dalle gocce di pioggia. Prese a leggere distratto una inserzione.
‘Francesi, nobili non si nasce, si diventa grazie ai nostri maggiordomi di pura razza inglese.’
Seguivano le istruzioni per un primo contatto con l’agenzia a Londra.
Il turbine che travolse i commessi era il conte Armand che si precipitava a inviare la sua richiesta all’agenzia di Londra. Presto gli arrivò la risposta. Il loro miglior maggiordomo, Oliver Pimps, si sarebbe imbarcato al più presto a Dover per raggiungere la Francia. I giorni seguenti furono frementi di attesa. In casa Amand saltellava, correva al cancello se gli sembrava di aver udito l’arrivo di una carrozza.
E finalmente il giorno arrivò. Armand era alle Cantine e fu la cuoca Josephine che accolse lo straniero sceso dalla carrozza. Un tipo allampanato e con grandi orecchie a cartoccio mai viste da queste parti.
“Brava donna, sono Oliver Pimps dei Pimps di Cricklewood. Avvisate il vostro padrone e conducetemi al mio alloggio.”
“Benvenuto nella casa dei conti Dupont Soleil. Sono Josephine duchessa di Normandia.”
Nella precipitazione Josephine si era portato dietro il mestolo fumante di zuppa e si rese ora conto che Pimps la guardava con disapprovazione.
“Pimps, dubitate forse che io sia la duchessa di Normandia? Osservate lo stemma sulle mie mutande.“
Per una qualche ragione le mutande non incontrarono l’approvazione di Pimps.
“Chi vi stira le mutande, duchessa Josephine?”
“Oliver Pimps, non mi piace che facciate tante domande. Pensate a stirarvi le vostre orecchie.”
Molte donne aveva rifiutato un ballo a Oliver Pimps per via delle sue orecchie.
“Le mutande hanno qualche piccola piega di troppo. D’ora in avanti provvederò io stesso a stirarle. Sempre che non si tratti di pelle raggrinzita.”
A Narcassonne si mormorava che il sedere di Josephine ne rivelasse le origini plebee, altro che duchessa. Josephine lo sapeva.
L’idillio fu interrotto dall’arrivo trafelato di Armand .
“Sei Oliver Pimps, non è vero? Fatto buon viaggio? Un goccio di vino ti rimetterà vispo e arzillo.”
Oliver Pimps osservava Armand in uno strano silenzio.
“Cosa ti succede, Oliver Pimps? Forse dovresti assaggiare la zuppa calda di Josephine.”
“Col vostro permesso, signore, portate scarpe nere con cappello marrone.”
“Mio caro ragazzo, qui in Francia usiamo scarpe nere. Ma non voglio rattristarti- Cambierò cappello.”
“Col vostro permesso, signore, non metterei una cravatta verde su una camicia blu.”
Cravatte al rogo
Bruciavano nel fuoco, rosse di vergogna, le cravatte di Armand condannate da Oliver Pimps come inappropriate. Nello studio Armand attizzava il fuoco del caminetto. Oliver Pimps eseguiva la sentenza, prelevando la colpevole da un cestinello. Attenti al loro lavoro e con le spalle alla porta, i due birbantelli non si accorsero che la porta si apriva per lasciar entrare Margherite.
“Armand, posso chiederti cosa stai facendo con le cravatte che ti ho regalato?”
Armand farfuglia e lascia la parola a Oliver Pimps.
“Con il permesso della signora contessa posso spiegare ogni cosa. La scelta delle cravatte per il conte Armand fa parte del mio incarico. Ho ritenuto che i pallini gialli in campo blu, per fare un esempio, non fossero appropriati. Lo stesso potrei dire per le paperelle rosse in campo bianco. Insomma ogni cravatta esclusa aveva la sua pena. Prego la signora contessa di non acquistare altre cravatte per il conte Armand.”
Attento, Oliver Pimps, non vedi il fumo che esce dalla orecchie di Margherite?
“Armand, questo tuo lampione con le orecchie a cartoccio molesta la nostra cuoca Josephine. Pretende di stirarle le mutande. Al mattino, pretende due uova fritte nel burro con aggiunta di pancetta. Josephine è molto turbata.”
Avanti, Armand, difendi il tuo uomo.
“Margherite, noi a Narcassonne siamo provinciali, dobbiamo accettare nuovi usi e costumi-“
“Armand, il tuo Oliver Pimps , non ha ambizioni solo nel campo delle cravatte. Egli spazia anche nel campo delle mutande femminili. Ha avuto l’ardire di sollevarmi le sottane col pretesto di controllare se le mie mutande erano ben stirate. Ora tu devi spiegargli che noi donne qui a Narcassonne sappiamo come stirare le nostre mutande. Se lui si attenta ancora a sollevarmi la gonna, gli infilzo da dietro la punta dell’ombrello e lo spingo fino al porto, dove potrà prendere un battello e tornarsene a casa.”
Oliver Pimps non disse una parola. In silenzio prese la porta, scese in giardino e si nascose tra le fronde di un folto albero.
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Le Memorie di Margherite Dupont Soleil
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Non si può dire che il novello conte Armand avesse gran successo al Circolo degli Scacchi, che aveva come soci i nobili del circondario di Narcassonne. Armand non veniva ai invitato al tavolo da gioco. Se si formavo un crocchio di nobili a discutere sugli incredibili progressi della scienza, Armand...
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08/01/2019 10:14:36
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