La capanna

27 agosto 2010 ore 17:26 segnala
Ieri mattina sono uscita per una commissione... (portare il pc dal tecnico per cambiare lo spinotto dell'alimentatore esterno). La mia amica mi ha consigliato un nuovo negozio appena aperto da tre giovani ragazzi che si occupano appunto di assistenza e manutenzione pc.
Non avevo idea di chi fossero i 3 soci.
Appena ho varcato la soglia... ecco davanti a me 3 vecchi amici d'infanzia. Ho provato una strana sensazione nel rivedere quei vecchi amici in una situazione cosi sicura e statica, e cosi ho immaginato per un'istante di esserci anche io li con loro...
Mi sono proiettata in quella realtà (negozietto tranquillo in periferia, climatizzato, comfort di ogni tipo) fidanzata da 10 anni e desiderosa di metter su capanna quanto prima.
E' bastato poco per rendermi conto che non potrei farlo. Non sono ancora pronta probabilmente a metter radici tanto forti da poter descrivere alla perfezione i successivi 50 anni della mia vita.
E' bastato poco per capire di vivere in una strana e maledettamente comoda situazione alla peter pan dove qualsiasi forma di accasamento provoca in me un senso di asfissia e non certo sicurezza.
Sono felicissima per i miei amici ... non fraintendetemi. E poi... Fa comodo avere un tecnico esperto in manutenzione pc a portata di mano (anche solo fosse da un punto di vista economico :D), ma ...... vivo in controtendenza e non capisco perchè mentre tutti rientrano la testa nel sacco io comincio ad uscirla.
Mentre tutti sperimentano la voglia di accasarsi, io sperimento la voglia di strada, mondo, nuove realtà parallele, culture, prospettive.
Sperimento la voglia di parlare con gente che ha vissuto in posti differenti dai miei, la voglia di fare qualcosa di anticonvenzionale, camminare mano nella mano con qualcuno senza preoccuparmi del fatto che la gente penserà che mi sono accasata, fornire consulensa psicologica ad un trans che ha tentato il suicidio, parlare in modo nuovo, usando nuovi verbi, espressioni. Sono sempre io,  eclettica e bizzarra da questo punto di vista. Non rinnego quello che ho dentro, ma ogni tanto reinventarsi giova alla salute.
 La staticità infondo è comoda. Anche i paraocchi lo sono. Ed io... più vedo la gente accasata, più avverto la voglia di smantellare le pareti di una casa... perchè quando si ama qualcuno ... la capanna, il tetto sulla testa è la più comoda delle soluzioni. Si fa capanna per dare un segnale al mondo anzi più di un segnale : " lei/ lui sta con me in via definitiva; ormai ho raggiunto tutto quello che avrei potuto desiderare", invece io sono alla ricerca non di una capanna ma di un villaggio, sono alla ricerca di un'infinita gamma di desideri, sono alla ricerca di tutto e niente.
Mi viene la pelle d'oca quando sento coetanei dire frasi del tipo "la vita è fatta di tappe: si nasce, si cresce, si studia, ci si trova un lavoro, ci si sposa, si sfornano figli da accudire, si allevano nipoti, si muore". E' davvero tutta qui la vita??? E' davvero questo lo scopo del percorso? Si tratta solo di questo? Non lo so... quello che so è che per un tipo come me dare una risposta a questa domanda è importante e la capanna che tutti si accingono a costruire oscura la visuale tra me e il mondo.
L'unica certezza che ho è che, il mio percorso devrà essere tutto fuorchè un segmento con un inizio, una fine e in mezzo una linea retta che raramente interseca qualcosa o qualcuno.
No... io voglio le curve, voglio discese ripide, risalite improvvise, nuovi mondi, rientri calorosi, paesaggi innevati, conversazioni con barboni acculturati, notti stupide e notti magiche, voglio sporcarmi di fango, voglio rialzarmi e camminare sull'erba a piedi nudi, voglio fumare per darmi un tono e smettere di fumare perchè va di moda, voglio avere la possibilità di insegnare quel poco che ho imparato a chi ne ha bisogno, voglio piangere, ridere, amare, costruire capanne di fango e smantellarle subito dopo, ricominciare tutto d'accapo ogni volta.
Io sono nata per le curve.

Lettera ad un adolescente

27 agosto 2010 ore 16:51 segnala
Scrivo proprio a te nuova generazione
Una lettera indirizzata ad un adolescente immaginario: una cugina, un ragazzino che passa con la moto davanti casa mia almeno 50 volte al giorno, a te che pensi che dai 25 anni in poi si è vecchi, a te che hai 13 anni e ti senti adulto.
E' una lettera strana la mia.
Nessun consiglio su come vivere la vita, visto che anche io devo ancora scoprirlo.
Nessuna raccomandazione che vada oltre il semplice presupposto di vivere intensamente.
Vorrei poter dire tante cose.
Vorrei poter dire che adesso che sono grande ho tutto chiaro e limpido nella mia testa.
Vorrei poterti dire che la mia strada è predefinita e tracciata alla perfezione.
Vorrei spiegarti cos'è l'amore, il sesso, la tenerezza, la dolcezza, come si bacia, come si tiene sulla corda un ragazzo, qual'è il modo più appropriato per troncare una relazione.
Vorrei dirti un sacco di cose rassicuranti, tipo che i veri amici ti rimarranno per sempre accanto , oppure che gli amori sbagliati servono per riconoscere quello giusto, o ancora che crescendo tutto diventa più facile e ponderato.
Vorrei dirti che con il passare del tempo si sbaglia meno, si piange meno, si ride meno, si fanno meno cazzate.
Mentirei se ti dicessi queste frasi retoriche e false.
E non voglio mentire, non stasera.
Per cui proverò a dire la verità.
Tutti trascorrono la maggior parte della propria vita brancolando nel buio..  si cade un infinità di volte. Un infinità di abbagli ci distolgono dalle cose veramente importanti e vere.
Ci sono gli amici dell'anima che se ne vanno via lontano senza far ritorno, gettando le proprie reti in altri porti, verso altri orizzonti, fino a diventare perfetti sconosciuti.
Ci sono nuovi occhi estranei che per un motivo apparentemente inspiegabile ti scelgono e tu scegli loro... e si inizia a camminare insieme. E si cammina per un lungo tragitto o forse per uno breve, ma di sicuro si cerca di assaporare insieme la vita.
Poi ci sono loro, gli amori.
Gli amori fedeli, bugiardi, traditori, facili. Gli amori che ti sollevano, ti riempiono la vita e a volte te la distruggono per anni e anni. Gli amori sudati, conquistati e quelli che nascono semplicemente da uno sguardo rubato di soppiatto.
Gli amori illusori, che ti fai i castelli in aria ma in realtà sono nulla.
Gli amori sofferti, che si disperdono tra le dita senza che tu abbia la possibilità di accorgerti della dimensione dei tuoi sentimenti e l'unica cosa che riesci a dire a te stessa il mattino seguente è : "mi sono sbagliata... non era l'amore che credevo".
E poi ci sono gli attimi intensi in cui assapori la mancanza di qualcuno, sono quelli i momenti in cui ti rendi conto di quanto amore la tua anima è in grado di emanare.
Perchè l'amore è trasporto nelle notti infuocate di passione o quando insieme conti le stelle in un giorno qualsiasi d'estate, ma diventa denso, duro come un pugno nella stomaco, fitto come uno spillo piantato nel cuore, quando sperimenti la lacerante nostalgia di qualcuno.
Ed è proprio la nostaglia a darci la percezione dei nostri limiti, la forza dell'amore che pulsa nella vene.
E' una banalità lo so. Io questa cosa l'ho capita alla tua età. Ma devi sapere che non si cambia cosi tanto come pensi.
L'esistenza di ogni essere umano è fatta di cicli, e tutto si ripete, si va avanti fino al punto di partenza tutte le volte. La sola differenza sta nel fatto che il tempo non torna indietro al contrario dell'esperienza, e questo aumenta le nostre aspettattive e le nostre paure più profonde.
Cos'altro dirti della vita ... si piange, si ride, si soffre, si parte, si resta, si corre.
Cerca di incontrare le persone. A volte capita che l'incontro più bizzaro, strano e apparentemente privo di senso, diventi determinante per la tua vita.
A me è sempre successo cosi:
Le cose migliori e peggiori sono state determinate dagli incontri fugaci.
E poi ci sono loro: i viaggi.
Non sottovalutare i viaggi e i viaggiatori. Ogni uomo deve poter trovare la propria dimensione ovunque voglia. Non sottovalutare i corridoi di un trano affollato e non leggere un romanzo in treno... mai... . Cerca piuttosto alchimie, contatti, incontri, scopri la destinazione dei tuoi compagni di viaggio. Per il romanzo c'è sempre tempo ma spesso sono gli incontri importanti che ci sfuggono in nome di una stupida e insulsa routine.
Parla con gli sconosciuti e impara le lingue. A scuola nessuno ti spiegherà mai perchè imparlarle è tanto importante.
Non sentirti mai arrivato. Impara da tutti.
Non giudicare nulla, specie le cose che non conosci.
Una vita priva di paraocchi apre le porte ad infinite possibilità e sarebbe stupido precludersele.
Non ho consigli da dare, e questi miei pochi suggerimenti sono dettati dai brevi momenti di lucidità vissuti in una vita brancolante nel vuoto come è la mia... com'è quella di tutti.
Non ti arrendere, non credere a tutto quello che ti dicono.
La gente mente.
E' biologicamente programmata alla menzogna.
Ma impara a credere in qualcuno.
Forse ti sbaglierai... io mi sbaglio di continuo. Ma credere aiuta ad essere presenti con noi stessi e a coltivare la speranza.
Impara a non essere servile e allo stesso tempo ad essere gentile con tutti.
Non vergognarti ad abbracciare un amico. Non devi apparire a tutti i costi la donna o l'uomo privo di fragilità.
La fragilità ci rende speciali e unici.
Non vergognarti a fare un passo indietro, privati del tuo stupido orgoglio di tanto in tanto.
Vivi intensamente e viaggia.
Assapora ogni istante.
E quando pensi che il tuo momento non arriverà mai... chiudi gli occhi e prova a fare qualcosa che ti faccia sentire meno solo.
Annienta la solitudine ma allo stesso tempo godine.
Arriverà il tuo momento... arriverà la tua rivalsa e se tarderà ad arrivare bhè... inventati un modo per riemergere.


Ogni amore è quello giusto e allo stesso tempo quello sbagliato, per cui non sprecare la tua vita precludendo a te stesso la possibilità di amare.