L'uomo alienato

02 gennaio 2017 ore 21:35 segnala
Dedicato a tutti quelli che si annoiano

...guardiamoci dal regalare una patente di nobiltà intellettuale ad ogni sbadiglio dell'attuale, universale noia. Non esiste, tranne casi patologici di deficiente sviluppo mentale, un sentimento d'alienazione di cui l'individuo non sia direttamente responsabile. Anch'io, alienato a mio modo e dunque colpevole, mi guardo attorno e non vedo che volti devastati da una noia che non ha nulla di esistenziale ma è il frutto di una supina acquiescenza a tutti gli aspetti peggiori del nostro tempo: un tempo che, dopo tutto, è stato fatto da noi.
Era inevitabile che questo accadesse: uno dei compiti fondamentali dell'industria è di divertire l'uomo, ossia di divergerlo da quell'otium contemplativo, ch'è il peggior nemico di ogni attivismo. L'industria, se vuole vivere e prosperare, deve riempire quel vuoto con ogni sorta d'invenzioni; e deve riempirlo in modo che si svuoti rapidamente per far luogo ad altri bisogni egualmente fittizi. Guai se l'uomo si contentasse di una sola automobile, di una sola donna, di un solo colore di capelli, d'anima, di opinioni; guai se la gente lasciasse invenduti i dischi di canzonette, e vuoti gli stadi del foot-ball; guai se tutti decidessero di andar meno al cinema, di lasciar chiusa la TV e di non comprare "il libro di cui si parla": sarebbe il segno di una catastrofe da cui l'industria culturale andrebbe travolta. Per ora nulla di simile è nelle previsioni; ma siccome tutto deve essere preveduto in tempo era necessario che la noia, l'incapacità di sentire e di volere fosse nobilitata da un blasone nuovo e diventasse simbolo di raffinatezza intellettuale. Di qui lo spaccio su scala industriale dell'alienazione, questo brevetto di cui ogni anima moderna (anche se vuota come una zucca) non potrebbe oggi fare a meno. E si noti la prudente ipocrisia di porre il rimedio (e la conseguente fine dell'alienazione) in un tempo lontano, quando sia possibile una nuova palingenesi sociale. Con un colpo solo l'intellettuale raggiunge così due obiettivi egualmente preziosi: conserva i vantaggi dell'alienato, che non sono pochi, e nello stesso momento può lavarsi le mani di tutto e dire: io non c'entro, non è colpa mia.
Non mi dilungo su altri vantaggi dell'alienazione, tali da far presagire non breve il regno della nuova insegna. Grazie all'alienazione ognuno può credere in buona fede di desiderare la libertà e di esserne privato da forze più grandi di lui. È risparmiata così all'uomo la sconfortante scoperta ch'egli non desidera affatto di esser libero. Inoltre, dal punto di vista industriale, è strettamente necessario che l'uomo domandi sempre qualcosa di nuovo senza in realtà possedere nulla...

Eugenio Montale, 29 aprile 1962 (ma è ancora così attuale che sembra sia stato scritto ieri)
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Dedicato a tutti quelli che si annoiano ...guardiamoci dal regalare una patente di nobiltà intellettuale ad ogni sbadiglio dell'attuale, universale noia. Non esiste, tranne casi patologici di deficiente sviluppo mentale, un sentimento d'alienazione di cui l'individuo non sia direttamente...
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02/01/2017 21:35:47
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