...seduzione a tavola...

24 marzo 2013 ore 18:49 segnala

Seduzione e cibo hanno da sempre un legame molto stretto. Cosa fare e non fare per conquistare il partner? Ecco alcuni consigli per sedurre a tavola

Seduzione e cibo hanno un legame molto stretto, vuoi perché di fronte a un buon piatto le persone sono più predisposte a confrontarsi, a lasciarsi andare…ad aprire gli animi, insomma, vuoi perché la giusta dose di sensualità può scaldare l’atmosfera e rendere perfetta la sintonia della coppia. Ma come ci si comporta a tavola per sedurre il partner? Ecco alcuni consigli validi sia a casa che al ristorante.

Fondamentale è l’educazione, le buone maniere e la discrezione come prima cosa e mai gesti troppo ammiccanti o espliciti che non sono affatto seducenti

La sensualità parte dal cibo e da come questo arriva alla bocca... è bene non fare strane coreografie con le posate per farle arrivare alla bocca.
Usare il telefonino è sbagliato, anche appoggiarlo sul tavolo; l’ideale sarebbe spegnerlo perché niente e nessuno dovrebbe suscitare più interesse e attenzione di chi ci sta davanti
I gomiti sul tavolo sono antiestetici, meglio appoggiare solo gli avambracci e stare eretti con la schiena e non curvi o “flosci”.
Accarezzarsi i capelli in alcuni casi è sexy, ma a tavola è bene non giocherellarci troppo: non c’è niente di più sgradevole di un capello che cade sul tavolo o, peggio ancora, dritto nel piatto...
Mai usare gli stuzzicadenti anche se nascosti dietro la mano!
Per non rovinare l’intesa, non vanno toccati argomenti che come la politica o il matrimonio che possono annoiare o accendere discussioni...
Non parlare con la bocca piena sembra un consiglio banale ma c’è ancora molta gente che argomenta senza aver prima finito di masticare. Il vedo e non vedo in bocca è decisamente non sexy...
Per apparire interessanti non è bene parlare di continuo... bisogna dimostrare interesse per ciò che dice il partner e non monopolizzare la conversazione.
Non aspettare che sia la donna a chiedere di versarle da bere e se avvicina la mano alla bottiglia, va battuta sul tempo: questa è una regola troppo spesso dimenticata ma che è molto apprezzata dalle donne.

Una cena a casa è più intima di un appuntamento in un locale. Per creare l'atmosfera giusta affinchè anche il "dopo cena" sia piacevole, è bene curare alcuni dettagli come le luci e una musica di sottofondo, mai troppo forti nè troppa penombra; bella una candela sul tavolo ma non profumata. Il tavolo va ben apparecchiato ma non deve sembrare un banchetto nuziale. Vanno bene i colori e i tessuti particolari, l'importante che ci sia armonia anche tra piatti e tovaglia. La scelta del vino deve essere accurata come il piatto che decidete di preparare. Nel caso, se cucinato personalmente è ancora più affascinante.

Ecco cio' che ama una donna, che le sia dedicato del tempo... il tuo tempo!
che tu abbia pensato a lei... che abbia voluto soddisfarla cercando di renderla felice, allora rimarrà piacevolmente stupita.. e quando riesci a stupire una donna beh... è tua...

Purtroppo nella vita,nonostante tutti i consigli che si possono ascoltare e seguire, capita di incontrare persone e fare scelte sbagliate...
La cosa importante è credere in quello che si fa senza rimpianti e ripensamenti...il resto lo farà la chimica, e se mancherà pazienza...
vorrà dire che il partner non è quello giusto... cambiatelo!!!
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...donne che sanno sedurre...

22 marzo 2013 ore 19:45 segnala

...Consigli alle donne che vogliono sedurre il maschio.
Care donne, noi uomini siamo meno maiali di quel che pensate...

Oggi vorrei svelarvi un segreto gelosamente custodito dai maschi per migliaia di anni.
Indiscutibilmente l’uomo è attratto dalle parti appariscenti della donna: seno, sedere, gambe. Ma sarebbe un grave errore pensare che il nostro desiderio sia principalmente legato a queste forme. Molti uomini sarebbero disposti a farsi impiccare per negarlo perché ci piace questo stereotipo di bestie selvagge e senza cuore.
Attenzione non voglio menarla che anche noi siamo romantici, anche se si vede poco…

Per capire la vera molla del desiderio maschile bisogna penetrare nelle differenze psicologiche tra i due sessi.
E questo si può spiegare senza far discorsi difficili…
La femmina è capace di dare la vita, di portarla dentro, di farla crescere. La femmina ha una capacità miracolosa di curare, accudire, proteggere i piccoli. Una mamma è mamma ininterrottamente. Non c’è un solo momento nel quale smette di essere tesa verso il benessere delle sue creature. Anche una donna che non ha figli ha comunque questa potente capacità di agire in modo continuato, senza nessuna battuta di arresto. Il maschio invece ha una natura genetica legata ad azioni brevi: fecondare, difendere dalle belve le donne e i bambini, trovare il cibo.

Il maschio riesce a mettere tutte le energie in un solo gesto, ma poi crolla in stato catatonico fino alla prossima impresa.

Il maschio non cerca il sesso di per sé.
Il maschio cerca di diventare bersaglio di questa meravigliosa attenzione ininterrotta della femmina.
Può sembrare ridicolo che io affermi questo. Se si guarda l’aggressività sessuale maschile parrebbe che l’uomo voglia solo dominare la donna.
Ma questa è la reazione isterica alla difficoltà di ottenere quel che desidera intimamente.
Le relazioni sessuali oggi non sono più regolate dalla semplice naturalità degli istinti. La repressione sessuale, la mancanza di informazione sull’anatomia del piacere eccetera eccetera, provocano che il maschio non si senta soddisfatto e la sua fame di amore e di sesso si trasforma in aggressività.
Non dico questo per giustificare i comportamenti di potere del maschio ma solo per cercare di capire da dove vengano.

Anche i maschi da piccoli sono teneri e buoni…
Scontiamo 5 mila anni di segregazione della donna…
Se c’è un buon rapporto di coppia, con un’attività sessuale mediamente smodata e soddisfacente, il maschio dovrebbe via via rilassarsi e tornare alla naturalità gentile del proprio istinto.
Ma ciò non avviene se l’uomo non capisce e non smonta certi atteggiamenti prepotenti.
Ma d’altra parte la donna è anche lei vittima di questo stato di cose e tende a barricarsi dietro comportamenti difensivi che non l’avvantaggiano.

Ed eccoci al dunque. Qualunque uomo rifletta un poco sulla sua storia sarà certamente in grado di dirti quando si è innamorato di te. Quando ha sentito quella cosa pazzesca capace di sconvolgerlo completamente e di spingerlo a fare qualunque cosa. Non si tratta del perdersi nella tua scollatura esplosiva o nel movimento sinuoso dei tuoi fianchi.
No. Quel che l’ha fatto impazzire è un semplice sguardo. Uno sguardo preciso, inequivocabile, che ogni donna produce ogni tanto, magari senza rendersene conto… Se lo sapesse che in quello sguardo è racchiuso tanto potere…
Ce l’ho chiaro davanti agli occhi.
Lei che si gira leggermente verso di te, con il capo appena inclinato di lato, un lieve sommovimento nei capelli, e ti dice con gli occhi qualcosa tipo: “Tu sei dentro il mio cerchio della vita”. Cavolo, mi rendo conto che ho usato le parole del film “Caro ti presento i miei”. Quello con Robert de Niro che fa l’ex agente della Cia paranoide. Possiamo usare altri termini: “tu sei della mia famiglia”, “tu hai la chiave per entrare nella mia casa”. Mettici le parole che preferisci, l’importante è capirsi.
Una simile domanda di “essere parte di” esiste veramente nel centro della testa dei maschi. Si chiama senso di appartenenza ed è qualche cosa di potentissimo per tutti ma centrale per il maschio.
La donna non ha bisogno di appartenere al un cerchio della vita del marito. La donna ha il suo. La donna cerca chi sappia vigilare i confini del cerchio e sappia riempirlo di cose buone.
Certo la donna impazzisce se si sente esclusa da qualche cosa… ma in modo diverso: non sopporta quando non si sente riconosciuta, considerata, amata, rispettata, quando si sente tradita. Ma comunque possiede lei la chiave della vita.
Solo una donna che abbia subito intense e prolungate violenze e privazioni psicologiche potrà perdere il senso di essere principio della vita.
Nessun maschio invece avrà mai questo.
La base delle psiche maschia è: “Essere forte, abile e coraggioso per ottenere la stima delle donne e l’appartenenza al loro cerchio. L’ACCOGLIENZA. Essere accolto. Questo è il parametro essenziale.

Il suo totem è racchiuso nell’idea di penetrare.
Il dramma della cultura maschilista è proprio privare il maschio della coscienza che l’obiettivo è essere accolto, non entrare di forza. Non c’è piacere nell’entrare senza venir accolti.
Tutto il resto ne discende. La passione per le tette ad esempio… o il
culto per i rapporti orali.

Sicuramente pochi gesti hanno un significato maggiore in questo senso: se mi prendi in bocca è chiaro che mi accetti e mi accogli…
Ovviamente in pratica questo può non essere vero ma l’archetipo è questo.

La donna a volte è incazzosa. Alza la voce, diventa ripetitiva come un timbro, fino allo sfinimento.Si tratta di un comportamento che discende dalla mancanza di autostima. La donna usa una metodologia sostanzialmente maschile, rinunciando all’arte magica che risiede nella capacità di accoglienza.
Se non chiudi il frigorifero la donna s’imbestialisce perché vede in questo il non rispetto per la casa, il suo luogo.
Ma questa reazione non funziona: proprio perché in presenza di un comportamento maschile, antagonista, il maschio tende a reagire praticando l’amnesia.
Non può accettare di aver sposato un maschio, si sente una criptochecca!

Cara femmina, prova invece a sorprenderlo con un gesto di complicità quando, per errore, riesce a chiudere il frigorifero.
Usa quello sguardo... quello è magico.

Quando invece di un’azione semplice (“Chiudi il frigorifero!”), c’è di mezzo qualche cosa che riguarda i desideri intimi, la donna si intimidisce e, inspiegabilmente, diventa riottosa a parlare, pensa:”Se mi ama capirà” e non dice esattamente quel che desidera. Sarebbe più semplice se essa, non chiedendo direttamente, trovasse il momento giusto per descrivere positivamente, nei dettagli, un’azione che la soddisfa o una sua fantasia! E’ così facile se inclini leggermente il capo…
Sì perché spesso il maschio non produce i comportamenti giusti non per pigrizia o malanimo ma solo perché non ha capito, non ha focalizzato.
...Diglielo!!!
Ricordandoti che però questo piccolo essere è sempre spaventato dall’idea di essere inadatto, di veder defraudato il suo ruolo di coraggioso difensore.
Ad esempio il maschio, di fronte ad una offerta sessuale diretta, in realtà si spaventa. A parole i maschi magnificano le donne che ti saltano addosso. In realtà ne hanno terrore.
Se togli al maschio la soddisfazione di essere lui attivo lo disorienti. E questo è male, provoca effetti contrari a quelli che desideri.
Provocare il maschio significa invece fargli capire che è giunto il momento nel quale tu sei conquistabile, se si impegna.
Gli devi comunque dare un segnale doppio, è questo che lo galvanizza!...e sarà tuo!
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...è dura da mandare giù...

20 marzo 2013 ore 19:18 segnala

Che esistano differenze tra uomo e donna (e per fortuna!), lo sapevamo tutti. Che partano dal cervello, forse è un po’ meno noto. Ma immagino già le sghignazzate del pubblico maschile: “Differenze tra cervello maschile e femminile? Che uno esiste e l’altro no! etc. etc. …” Mi secca un po’ deludere i miei colleghi di genere, ma la realtà è amara: il cervello femminile non solo esiste, ma è più sofisticato di quello maschile. Ad esempio, nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro. Conseguenze? L’uomo tende ad elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare.

La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico. Il celebre “intuito” femminile si basa proprio su questo: sulla possibilità del cervello di elaborare la realtà in modi diversi e paralleli. Vantaggi? In situazioni complesse è avvantaggiata la donna, perché il cervello femminile è meno “rigido” e quindi è portato ad analizzare uno spettro più ampio di dati e possibilità. Il cervello maschile è favorito in situazioni semplici e collaudate. Se il primo è come una fuoriserie- un po’ delicata ma capaci di prestazioni strabilianti- il secondo ricorda di più un trattore: semplice, robusto, inarrestabile, ma limitato.

Oltre al corpo calloso, le ricerche hanno evidenziato che nella donna una zona dei lobi frontali è più attiva: è un’area legata ai processi decisionali, molto connessa alle cosiddette aree “limbiche”, la sede dell’emotività. Il processo decisionale delle donne è quindi influenzato emotivamente in misura maggiore rispetto a quello degli uomini.
La cosa più sorprendente, però, è che la donna risulta molto più resistente del maschio agli stress: sia in campo fisico che psicologico. E non solo per la ragione, ormai nota a tutti, che la donna da un punto di vista cardiocircolatorio risulta più protetta, in virtù di una più alta concentrazione di estrogeni, ormoni che hanno un’azione protettiva sulle arterie.

La donna è anche più capace -mediamente- di gestire stress: Da un punto di vista psicologico le donne tendono ad affrontare i problemi ricorrendo di più al supporto sociale o gestendo le emozioni negative, mentre i maschi tendono a concentrarsi maggiormente sulla soluzione del problema in sé. Lo stile femminile risulta spesso vantaggioso, in quanto l’incapacità maschile di gestire l’aspetto emozionale spesso conduce a disturbi di tipo somatico. Le maggiori capacità femminili nel gestire le avversità si evidenziano chiaramente nei periodi di crisi come quello attuale: secondo l’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile , nell’anno passato sono sorte 5.523 aziende “rosa” di fronte alla praticamente totale immobilità del resto del tessuto del paese.

“Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo.
Brucia ma non si bruciano.
Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.
Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”
Concita De Gregorio
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...L'amore di una mamma è per sempre...

17 marzo 2013 ore 19:19 segnala

"La madre": arriva in italia l'horror rivelazione dell'anno!

Prendi un piccolo film spagnolo, girato con un budget modesto ma grande abilità visiva. E capace di infondere angoscia e tensione senza un attimo di respiro all'ideale della figura materna. Qui trasformata in qualcosa di molto particolare perfino rispetto alle tante variazioni offerte finora dalla cinematografia horror.

Impressiona al punto giusto un regista-produttore come Guillermo Del Toro (Hellboy, Il labirinto del fauno) ed ecco che dall'originale Mamàn gli studios di Hollywood traggono La madre. Vedremo il film nelle sale italiane dal 21 marzo. Il film diretto da Andres Muschietti è interpretato da Jessica Chastain, già vista in Tree Of Life e Zero Dark Thirty.
Cinque anni sole nei boschi - Cosa è successo alle due sorelline ritrovate terrorizzate nei boschi, dopo aver vissuto in mezzo alla natura ed essere sopravvissute alla morte dei genitori? Il loro mistero ne contiene molti. Ed è immerso nella tragedia perché prima del ritrovamento le piccole Victoria e Lilly hanno visto il padre Jeffrey uccidere la sua moglie e partner in affari per poi darsi alla fuga. Lo hanno visto poi tentare il suicidio, salvo poi essere a sua volta ucciso da qualcosa che ha lasciato una traccia indelebile nel loro comportamento. Dopo il ritrovamento, le bambine appaiono come animali selvaggi. Di loro si occupano la psicologa e musicista Annabel (Jessica Chastain), compagna di Lucas, fratello del defunto Jeffrey. Da quel momento la trama di La Madre si sviluppa in due direzioni: quella dell'indagine psicologica per ricostruire cosa è avvenuto nei cinque anni di vita in mezzo alla natura selvaggia. E quella per scampare alla "cosa" che minaccia chi sta a contatto con le piccole. Perché qualcosa non le vuole lasciare, e le reclama ad ogni costo.
Scheda e trailerBacher: i disegni rivelano l'anima dei bambini - La dottoressa Fiamma Bacher, grafologa e rieducatrice della scrittura, ha analizzato alcune tematiche presenti nel film di Muschietti. A cominciare dall'intepretazione scientifica dei segni grafici lasciati dai bambini, come accade nella baita in cui vengono ritrovate le due bambine: "Il disegno infantile è un importante strumento di comunicazione, di rilevante importanza soprattutto nei primi anni di vita del bambino (dai 18/20 mesi). E' infatti una sorta di linguaggio alternativo a quello verbale, in cui il bambino proietta se stesso come “si sente” e come “sente” la realtà circostante". Cosa si può capire dai disegni infantili sul rapporto con la madre? "La figura materna, per la sua importanza nella vita di ogni bambino, è la massima espressione di come il disegno possa raffigurare i sentimenti, le emozioni e i sentimenti del bambino: se grande, in primo piano sul foglio, disegnata con utilizzo di un tratto curvilineo e con buona pressione, colorata con colori “caldi” (giallo, rosso, arancio, rosa ), il volto sorridente, rappresenta una madre ben vissuta dal bambino. Se piccola, in un secondo piano, con utilizzo di un tratto angoloso o frammentato, colorata con colori scuri , oppure grande ma minacciosa, esprime un rapporto negativo". E' possibile scorgere dai disegni future patologie? "Dobbiamo ritenere senza alcun dubbio che il disegno stesso sia uno strumento di valido supporto nell’individuazione delle difficoltà cognitive o di problematiche patologiche dei piccoli".

Nell'attesa vi mostro un video molto interessante relativo alla realizzazione di Mama, la presenza malefica costruita sulle fattezze dell'attore Javier Botet, spesso utilizzato per ruoli di questo genere (è lui la Niña Medeiros dei due REC). I realizzatori degli effetti speciali si sono serviti di un mix fra tecniche classiche e moderne, applicando a Javier una base di make-up e registrando i suoi movimenti. Poi si è passati alla digitalizzazione e all'apporto della CGI. Il risultato è spaventoso...speriamo lo sia anche su grande schermo...
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...uomini che amano troppo...

17 marzo 2013 ore 07:15 segnala

Non sono solo le donne ad “amare troppo”… Capita anche agli uomini, che a volte vivono relazioni infelici e ossessive senza rendersi conto che stanno usando questa “passione” solo per sfuggire da se stessi.
...Uomini che amano troppo. Uomini che sopportano donne difficili, relazioni frustranti, rifiuti, tradimenti, senza cessare di essere presenti, di offrire affetto. Uomini che cercano – il più delle volte inutilmente – di “salvare” la propria donna da problemi anche gravi: depressione, droga, alcol, tendenze distruttive.

Si tende sempre a pensare che tale dipendenza dalle relazioni affettive sia una caratteristica femminile. La dipendenza d’amore, che può avere varie forme e intensità, riguarda invece anche diversi uomini.
Attenzione: si parla di dipendenza d’amore. Quando un uomo ama molto, aiuta la partner in difficoltà, è presente, premuroso, attratto sessualmente, paziente e volenteroso nelle crisi, felice e soddisfatto nei periodi sereni, questo va benissimo, anzi. Un uomo così non ama troppo: ama tanto.

Qualche donna a volte ha la pessimistica convinzione che in genere gli uomini amino meno delle donne: è impossibile stabilire un dato del genere. E’ certo però che, mediamente, gli uomini esprimono e dimostrano assai poco i loro sentimenti: già quindi un uomo tanto espansivo sembra una preziosa rarità.

Amare in modo distorto
Un uomo che “ama troppo” è invece un uomo che ama male o che, meglio ancora, forse non ama affatto: si definiscono così infatti le persone che credono di amare intensamente qualcuno, ma in realtà scaricano nella relazione amorosa tutta una serie di ansie e problemi personali.

Dunque non amano, sono ossessionati. Non sono attratti da una partner, ma in fuga da se stessi, e da un vuoto interiore che non riescono a riconoscere e a sopportare. Non hanno un genuino desiderio sessuale, ma l’imperioso bisogno di dimenticare se stessi, tra le braccia di un’altra persona.

Come capire la differenza tra un uomo che ama molto e uno che “ama troppo”?Non è sempre facilissmo, perché a chiunque può capitare, di tanto in tanto, di usare il sentimento come paravento per scordare le proprie difficoltà personali. Un buon metro per giudicare, d’altra parte, è la quantità e la qualità della sofferenza che questi uomini sopportano nei loro rapporti.

E’ un ottimo segno saper aiutare una partner in difficoltà; meno tranquillizzante è l’aver bisogno che lei sia nei guai, per sentirsi utili e accettati. E allo stesso modo, può capitare a tutti di innamorarsi perdutamente di una donna che non ne vuole sapere; ma non è altrettanto sano se questo accade in continuazione… La premura è deliziosa, la disponibilità tirata sino al masochismo è sospetta. La generosità nel sesso in un uomo è bellissima, ma non se arriva alla dimenticanza di se stesso…

Chi sono gli uomini che “amano troppo”?
L’amare troppo, la dipendenza psicologica dalle relazioni, è più diffusa tra le donne, ma non è certo assente tra gli uomini, che però la ‘pubblicizzano’ meno. Un uomo può forse ammettere un amore infelice, ma è improbabile che confessi tutto: la sua ossessione, le umiliazioni, le suppliche e le strategie tentate.
Diverse le tipologie dell’”amare troppo” maschile.

C’è il ‘salvatore’, colui che trova sempre donne con gravi problemi. Il più delle volte sono persone che hanno avuto una madre sofferente, che si è appoggiata molto a loro: ecco che spesso ripropongono l’unico modello d’amore che conoscono, scegliendo a ripetizione partner bisognose di cure. Questi uomini hanno bisogno della debolezza della partner per sentirsi utili: se lei riesce a star meglio, il rapporto entra in crisi, e spesso lui va in cerca di una nuova donna da aiutare…

Ci sono poi gli uomini-vittime, molto più passivi: hanno uno spirito di sopportazione infinito, tollerano tradimenti, umiliazioni, mancanza di attenzioni e di rispetto, ripetendosi che ne vale la pena, perché si tratta di un ‘grande amore’. Sono persone con problematiche di tipo masochista, cresciuti in famiglie difficili, nelle quali sono stati abituati a evitare a ogni costo i conflitti.

Infine i persecutori: uomini che partono da un’estrema debolezza interiore che però, per nascondersi, si veste di aggressività, violenza o spirito di persecuzione: aggrediscono verbalmente o fisicamente la partner, la perseguitano con il loro desiderio o la loro gelosia, elaborano strategie di vendetta se lei si allontana.

Ultimi i partner depressi: passano da una crisi abbandonica all’altra, senza riuscire a uscirne.

Caratteristica comune dell’amare troppo è, in ogni caso, l’incapacità di riconoscere che “il problema” non è nella partner - con la sua freddezza, i suoi problemi, i suoi tradimenti – ma dentro di sé, nella inconscia convinzione di non meritare l’amore, nei modelli nevrotici appresi in famiglia.

Capire questo meccanismo di proiezione è il primo passo, necessario e difficile, per riuscire ad amare tanto, ma non troppo, e accettare quello che a questi uomini sembra fare così paura, perché se ne sentono indegni, perché non hanno imparato per primi ad accettare se stessi: essere ricambiati.

E in più…
Cosa c’entra il Viagra, la famosa pillola del desiderio, con l’amare troppo? Questi uomini nel loro tentativo ossessivo di tenere insieme un rapporto difficile, di non lasciare andare una partner non interessata, non permettono a se stessi neanche l’idea della possibilità di una défaillance. Se poi occorre loro l’”incidente” di un’erezione mancata, scaricano su questo fatto la “colpa” del non funzionamento della relazione, che invece, è evidente, sta da tutt’altra parte.

Si sente ripetere da più parti che il vero pericolo del Viagra, che in molti casi può essere un farmaco utile, sta nell’automedicazione. Questo è vero a due livelli. A livello fisico, la mancanza di erezione è prima di tutto un sintomo che va controllato, perché può essere la spia di patologie come il diabete o disturbi cardiovascolari, che vanno curati.

Ma lo stesso discorso è valido a livello psicologico: se l’erezione non c’è, e si escludono cause organiche, si tratta di un chiaro segnale di sofferenza della psiche che non va “coperto” subito prendendo una pillola.
-tratto dal web-
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« immagine » Non sono solo le donne ad “amare troppo”… Capita anche agli uomini, che a volte vivono relazioni infelici e ossessive senza rendersi conto che stanno usando questa “passione” solo per sfuggire da se stessi. ...Uomini che amano troppo. Uomini che sopportano donne difficili, relazioni f...
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...sappiamo ascoltare?...

16 marzo 2013 ore 09:15 segnala

Premesso che capire le donne e sviluppare tale capacità non sia per nulla facile per noi ometti,cercare di farlo è comunque uno sforzo importante, che ognuno di noi dovrebbe assolutamente tentare.

Cominciamo a fare la cosa più banale di questo mondo: ascoltiamole...dai, eddai ragazzi proviamoci!!!
Ascoltiamole con attenzione, dimostrando vero interesse verso quello che raccontano.
Facciamolo guardandole negli occhi quando ci parlano. Se impariamo a farlo, oltre a sviluppare la capacità di capirle meglio,avremo un altro grande vantaggio nei loro confronti: potremmo entrare in quel meccanismo complicato che hanno sotto i capelli rivestendo il ruolo di quei "pochi" che possiedono tale capacità.
In questo modo, saremo certi che anche le nostre vite relazionali otterranno un netto miglioramento.
E allora bestiacce che cosa stiamo aspettando?
Cominciamo subito a impegnarci per ascoltare in maniera attiva e propositiva ogni ragazza che vorrà parlare e confrontarsi con noi.

Certo non è facile, per un uomo, capire una donna, e ciò di cui lei ha più bisogno è proprio quello che noi non riusciamo e talvolta non vogliamo darle.
Noi uomini diamo per scontato che basti il sostegno economico o un regalo, per renderle felici.
Pensiamo che averle scelte come compagne sia la più grande manifestazione d’amore.
Un tempo forse alla donna questo bastava per sentirsi amata e protetta, ma oggi le cose sono cambiate, i ruoli si sono allineati.
Anche loro lavorano, hanno molte più cose da fare, sono sempre più sole e lontane dal sostegno affettivo delle altre donne.
Viene spesso a mancare il tempo per tutte quelle attività di creatività o di femminilità, che l’appagherebbero.

Le donne oggi hanno bisogno dagli uomini di contatto e sostegno emotivo.
Contrariamente a quanto noi crediamo, hanno bisogno di cose molto semplici, purché ripetute e quotidiane,che le facciano sentire belle, amate e protette, con abbracci, baci, passione, complimenti sul loro aspetto, parole dolci, comunicazione, ascolto e comprensione, gesti di galanteria e di aiuto.
Solitamente, tanto l’uomo, quanto la donna, danno all’altro ciò di cui loro stessi hanno bisogno e non solo questo è assolutamente lontano dalle reali necessità del partner,ma solitamente tende a creare un senso maggiore di frustrazione e infelicità.
Il segreto quindi, per “capire le donne” e “sviluppare” negli uomini tale “capacità” è smettere di dare per scontati certi bisogni e di dare quanto non richiesto ma apprendere ad ascoltare.

Spesso non è facile capire ed accettare un suggerimento ed altre volte sembra assurdo dover fare qualcosa che proprio non ci verrebbe in mente di fare
e ancor meno fare qualcosa di “non spontaneo”.
Il motivo, per cui invece dobbiamo impegnarci e farlo, è proprio questo: non capire!
Se non capiamo è proprio perché siamo diversi.
Accettiamolo e godiamoci i frutti meravigliosi che traiamo dal rendere felice chi amiamo.
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« immagine » Premesso che capire le donne e sviluppare tale capacità non sia per nulla facile per noi ometti,cercare di farlo è comunque uno sforzo importante, che ognuno di noi dovrebbe assolutamente tentare. Cominciamo a fare la cosa più banale di questo mondo: ascoltiamole...dai, eddai ragazzi...
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...esiste una formula?...

15 marzo 2013 ore 16:06 segnala

Se chiedete ad un uomo come deve essere la sua donna ideale quasi certamente inizierà a descriverla fisicamente: mora, bionda, rossa, liscia, riccia, alta, bassa,…. poi magari passerà agli aspetti caratteriali tipo: dolce, forte, sportiva, santa, maiala, ecc… insomma, le solite cose.
Se fate la stessa domanda ad una donna a grandi linee otterrete delle risposte simili, l’ordine non sarà lo stesso, alcuni aspetti prevarranno maggiormente ed altri saranno trascurati ma alla fine rimarranno dentro le due “grandi famiglie”: fisicità e carattere.
Difficilmente, uomo o domma che sia, il vostro interlocutore userà come indicatore di preferenza la matematica!

Potrebbe sembrare una cosa strana e di sicuro lo era per me fino a pochi giorni fa quando ne sono venuto a conoscenza. È bastato incontrare una vecchia amica, scambiare le solite quattro chiacchiere che si fanno in queste occasioni e ritrovarsi a parlare di LUI.
LUI è un imprenditore della nostra zona, uno che ha sempre dedicato tanto tempo alla sua azienda e che solo adesso, forse anche grazie al raggiungimento di una certa sicurezza economica, ha cominciato a dedicare maggior tempo e risorse a se stesso: feste, la “bella macchina”, cose così…

È diventato anche più esigente in tema di donne. Tanto che, pur rimandando uno splendido amico pronto a farsi in quattro per te in caso di bisogno (parole della comune amica), di fronte ai sentimenti intensi, all’amore, si è completamente trasformato. Ha chiuso una relazione che andava avanti da anni ed ha iniziato a cercare (e trovare) donne con le quali instaurare storie brevi e intense (?) tutte accomunate dalla SUA teoria sulla relazione perfetta.
La regola è: “La donna deve avere la metà degli anni dell’uomo + 7”.
Quindi, ad esempio, se l’uomo ha 50 anni la sua donna deve averne 32! .
Ora, io non so se dietro a questa teoria ci sia follia o genialità.
Posso solo dire che mi sento un…dinosauro! Per me, da buon “preistorico”, l’approccio più “estremo” che ricordavo era il cercare conforto nell’affinità dei reciproci segni zodiacali, nulla di più.
Oggi proprio non ce lo vedo un giovincello impegnato tra divisioni e addizioni per conquistare la sua bella, a meno che questa formula non sia valida solo per gli uomini over 50.

Un mistero ed un fenomeno tutto da studiare. Hai visto mai che tra qualche anno ci scappi pure un bel premio Nobel?
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« immagine » Se chiedete ad un uomo come deve essere la sua donna ideale quasi certamente inizierà a descriverla fisicamente: mora, bionda, rossa, liscia, riccia, alta, bassa,…. poi magari passerà agli aspetti caratteriali tipo: dolce, forte, sportiva, santa, maiala, ecc… insomma, le solite cose. ...
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15/03/2013 16:06:54
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...ufficio e ...

14 marzo 2013 ore 20:54 segnala

Il fenomeno del sesso in ufficio è molto più diffuso di quanto si possa pensare: un sondaggio inglese rivela che il 61% delle donne attirate da un collega finisce poi per avere un rapporto sessuale con lui. Se alcune di noi seguono scrupolosamente il motto "niente sesso sul luogo di lavoro", altre preferiscono rendere la giornata più interessante lasciandosi andare a baci e carezze tra le scrivanie. Del resto, avere dei rapporti sessuali in ufficio è una delle fantasie erotiche più diffuse. Secondo lo psicologo Loic Roche ci vogliono 4 mesi per trovare un partner sessuale sul luogo di lavoro, mentre i tempi si allungano nella vita quotidiana, che ne richiede da 6 a 12.

Ma attenzione, per approfittare appieno di questi momenti, si devono rispettare alcune regole d’oro. Sebbene infatti nessun testo di legge vieti il sesso sul luogo di lavoro, si raccomanda comunque un minimo di discrezione.

Qualche consiglio x scovare il partner giusto:
bisogna essere in grado di non fare passi falsi quando si inizia una approccio, di qualsiasi natura, con un collega. Sì, perché lavorando a stretto contatto, non è facile gestire incomprensioni e screzi. Meglio avere le idee chiare e agire di conseguenza. Un'altra regola fondamentale è selezionare il tipo giusto che fa per voi. Ecco le tipologie di partner che potete incontrare tra le scrivanie.
Il partner ufficiale: oltre alla tua vita, la tua dolce metà condivide con te anche l’ufficio? Approfittatene per spezzare la routine e vivere dei momenti stimolanti oltre le mura domestiche
Il collega di passaggio: in stage, in contratto a tempo determinato, in trasferta, in visita dalla succursale di New York, il partner ideale è qualcuno che resterà per poco e che non avrà il tempo di approfittare della pausa delle 11 per raccontare a tutti di che colore sono le tue mutandine
Il collega di sempre: lavorate sempre in coppia, avete una grande complicità e a forza di frequentarlo sette ore al giorno non ti lascia indifferente, allora perché non fare il grande passo? Se hai in mente una relazione seria, perché no, ma se è solo una voglia passeggera, rifletti bene prima di agire: i vostri rapporti professionali potrebbero risentirne o, ancora peggio, uno di voi potrebbe innamorarsi
Il capo o il subordinato: terreno minato, raramente la gerarchia e i rapporti sessuali vanno d’accordo. Anche se il brivido, la sensazione di infrangere le regole e il fascino del potere non mancheranno, essere accusata di molestie sessuali o di essere stata promossa pagando in natura nuocerebbe alla tua carriera e alla tua credibilità

Le regole d’oro del sesso in ufficio:
ecco alcuni consigli utili per tenere segreta la vostra passione ed evitare licenziamenti o inimicizie sul lavoro:

Discrezione assoluta: alimentare i pettegolezzi della pausa delle 11 non è utile a nessuno.
Evitate di scambiarvi mail bollenti: si fa presto a premere il tasto sbagliato e ad inviare un messaggio hard a tutti i contatti dell’ufficio.
Non spogliatevi mai del tutto, nel caso in cui qualcuno abbia la pessima idea di entrare nella stanza nel momento meno opportuno.
Controllate che non ci siano telecamere nel parcheggio o nell’ascensore.
Un po’ di rispetto: se il collega prescelto è stato deludente o addirittura un emerito cretino, non gridarlo ai quattro venti.
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« immagine » Il fenomeno del sesso in ufficio è molto più diffuso di quanto si possa pensare: un sondaggio inglese rivela che il 61% delle donne attirate da un collega finisce poi per avere un rapporto sessuale con lui. Se alcune di noi seguono scrupolosamente il motto "niente sesso sul luogo di l...
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...anche le donne...

13 marzo 2013 ore 22:58 segnala

Alle donne piacciono le avventure di una notte? ...Come gli uomini ricercano solo il piacere.

Al di là di qualsiasi romanticismo, a volte la verità è difficile da accettare. Eppure dobbiamo prendere come un dato di fatto che le donne amano le avventure di una notte. Come gli uomini – contro cui spesso si punta il dito proprio per questo motivo – anche alle donne piace la storia di sesso occasionale che si consuma nell’ arco di una notte. E non pensate che sia una diceria messa in giro da chi vuole screditare il gentil sesso: quest’affermazione è il risultato di un nuovo studio dell’Università del Michigan, riportato dalla rivista Journal of Personality and Social Psychology. Anche le donne dunque sono interessate al puro sesso senza sentimenti, se non il piacere assoluto.

Questa ricerca fa ricredere soprattutto quelli che erano convinti da sempre che il pianeta maschile fosse distante anni luce da quello femminile. A quanto pare, uomini e donne hanno più punti in comune di quanti tutti immaginavamo, soprattutto quando si parla di sesso. Lo studio dimostra che le donne rifiutano l’avventura sessuale di una notte solo quando non sono sicure di poter trarre il massimo piacere da quell’incontro: se sono rassicurate dall’avvenenza e dall’atteggiamento del partner, anche le donne sono molto propense a fare qualche capriola tra le lenzuola.

Lo psicologo Terri Conley ha definito questo atteggiamento come “Pleasure Theory” cioè le donne accettano le avventure di una notte per procurarsi un pò di piacere esattamente come fanno gli uomini. Gli scienziati hanno rianalizzato una serie di esperimenti condotti in uno studio del 1989 da Russell Clark ed Elaine Hatfield, secondo cui più del 70% dei ragazzi diceva di sì alle avance di una studentessa, mentre neppure una donna ha accettato la stessa offerta di sesso da parte de ragazzi. Se questo atteggiamento era stato attribuito al fatto che le donne sono selettive circa i partner sessuali perché cercano quello giusto che garantisca sicurezza una volta nata la prole, mentre gli uomini si sono evoluti per diffondere il più possibile il proprio patrimonio genetico e quindi per avere più rapporti sessuali con partner diverse, ora Conley ribalta la situazione pur non negando che anche quella tearia abbia la sua validità. Come esiste la formula chimica dell’amore, evidentemente esiste anche la formula dell’intesa sessuale.


Se la “Pleasure Theory” trova la sua concreta verità, più o meno vuol dire che sia gli uomini che le donne pensano solo a divertirsi. Il che potrebbe diventare lo scopo della vita di molte persone, ma mette in secondo piano la riproduzione. Secondo questa teoria è la ricerca del piacere la forza centrale che motiva il comportamento sessuale di uomini e donne e che la riproduzione è solo un sottoprodotto di questo sforzo. Se pensiamo che 7 coppie su 10 fa l’amore solo nel fine settimana perchè è troppo stanca e, magari anche in quelle rare occasioni, prova poco piacere, si capisce che forse l’avventura di una notte è l’ideale per molti – single e non – per ritrovare quel brivido che hanno perso. Ma si può andare avanti solo con poche ore di piacere? Anche se intense, non lasciano niente a livello emotivo, col risultato che i sentimenti diventano sempre più subordinati al sesso.
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« immagine » Alle donne piacciono le avventure di una notte? ...Come gli uomini ricercano solo il piacere. Al di là di qualsiasi romanticismo, a volte la verità è difficile da accettare. Eppure dobbiamo prendere come un dato di fatto che le donne amano le avventure di una notte. Come gli uomini –...
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13/03/2013 22:58:08
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...facciamolo in fretta...

13 marzo 2013 ore 18:01 segnala

Il sesso cotto e mangiato può essere una delle varianti più eccitanti degli incontri hot.
Per "farlo in fretta" non significa eiaculazione precoce: significa trovarsi in situazione anche estreme, col rischio di essere scoperti, aggiungendo all'eccitazione del sesso anche l'adrenalina della paura.
Il must del sesso veloce per le donne è avere addosso una gonna facile da alzare (quindi bandite le gonne strette e lunghe) e indossare mutandine facili da sposare o sfilare - (per intenderci ok i perizomi, no a culotte fascianti)
L'uomo deve essere invece pronto a farlo "alla bersagliera": spesso in piedi, slacciando i calzoni e sfoderando solo l'utile necessario.
Il sesso veloce si fa ovunque, più o meno di nascosto.
Ecco alcuni dove e come del sesso veloce:
In auto- non stiamo parlando della camporella: il sesso veloce ben fatto si consuma nelle aree di sosta degli autogrill, nei parcheggi all'aperto, meglio se frequentati.
Nei luoghi di passaggio. Attenzione comunque a evitare gli atti osceni in luogo pubblico!
Affittare una camera d'albergo è facile: intrufolarcisi quando la donna delle pulizie la lascia aperta e mettere sulla maniglia "non disturbare" è davvero da professionisti!
Al cinema: meglio nelle file più dietro, magari a orari improbabili e col cinema vuoto.
In aereo: un grande classico sono le toilette da adoperare in due, magari nelle ore notturne quando tutti dormono.
Altra variante di rischio è la reciproca masturbazione da sedile, ovviamente senza essere beccati!
In ascensore: la vera maestria è praticare sesso orale tra un piano all'altro.
Qualunque situazione e qualunque luogo può essere praticabile.
Non sottovalutate mai anche l'adrenalina della fretta: sapere di avere pochissimi minuti per il sesso prima che uno dei due se ne debba andare aiuta ad aumentare a dismisura l'eccitazione.

Sentiamo: voi dove l'avete fatto in fretta e furia l'ultima volta?