...incontri rubati al tempo...

12 marzo 2013 ore 19:46 segnala

- Non lo trovo?
- Ma cosa?
- Il profilatt….
- Ce l’ho io, non ti preoccupare.
- Come mai?
- Come mai cosa? Per togliere alibi a quelli smemorati come te…
Il mio amico è alle prese con un bel dilemma. Mi vuole, non mi vuole. Gli ho detto “oggi si fa a ore pasti, poi voglio starmene sotto le coperte a leggere un buon libro… puoi restare se ti va purchè non scocci e ti trovi qualcosa d’altro da fare…”.
Pretende l’esclusiva, poi ha la gelosia per il mio dono della preveggenza, che, oddio, definirlo preveggenza è un po’ presuntuoso. In realtà capita spesso che lui/loro si dimentichino di portarsi dietro una precauzione.
- Il profilattico aumenta di prezzo peggio che la benzina!
- Si, e te lo rivendi come l’oro. Io sono precaria ma costa di più la conseguenza di un rapporto fatto senza.
Poi, già che c’è, si scorda dove sono le mie zone erogene. Le sbaglia tutte. E giuro che tra una cosa e l’altra non ho spostato niente. Sta’ tutto là, sempre nello stesso punto.
Ora mi dice che quella strada la indovina meglio al buio. E se ti muovi bene al tatto, pazienza, chiudiamo le finestre, saldiamo le fessure, fingiamo che sia notte anche se c’è luce dappertutto. In realtà scopro che il mio amico è timido. Non vuole che lo guardi e mi affezioni ai suoi difetti.
Ha un corpo che non c’entra niente con la media dei modelli che vedi nelle pubblicità. Non diresti che abbia sex appeal ma io sono una che va ad olfatto e mi piace il suo calore. Freddo e bello non riesco a farmelo piacere. Bello e senza un odore compatibile non lo so fare.
Ho messo anni tra me e l’idea di perfezione e mi vedo cambiare ogni giorno e nel mio corpo ci sto bene, non lo costringo, non lo viviseziono, è armonioso, bello, mi piaccio molto. Non è la prima volta che mi capita di condividere la pelle con un uomo che non ha lo stesso approccio, sereno, con se stesso.
Ansia da prestazione, ansia da apparizione. Ma, cuore mio, non è che il mio corpo sia un palcoscenico per cui siamo qui a verificare la tua magnificenza. Siamo qui, insieme, per stare, godere, raccontarci l’un l’altra, insieme, che c’è una dimensione in cui si smette di preoccuparsi per se stessi e ci si lascia andare ad uno scambio, fatto di reciprocità, in cui l’altro conta quanto te e in cui l’agio è dato dall’assenza di egoismo.
Lo dico con grande tenerezza e comprensione perché un po’ io ti capisco. Le vostre insicurezze sembra stiano diventando il mio pane quotidiano. Ma abbi fede, io ti conosco, tu stai qui con me perché ti faccio sentire a casa, mi trovi poco rassicurante per il mio aspetto ma sono così accogliente con le imperfezioni altrui. Troppo lungo e complicato da spiegare ma giusto per sintetizzare diciamo che di te mi eccita l’intelligenza, la risata, la voce, l’odore, le mani.
Se ti rilassi e mi tocchi come sai fare tu vedrai che andrà tutto bene. Non devi essere perfetto, proprio no. Non dentro il mio letto. Già hai i tuoi bei problemifuori da qui. Lo sai che questo è il mio spazio di serenità. Non voglio pressioni e non regalo pressioni. Se ti va è okay e se non sei nel momento adatto non fa niente.
Non serve ubriacarsi, doparsi, patologizzarsi. Tu sei un individuo sano e sei qui, adesso, accanto a me, e l’unica cosa che ti chiedo è: metti quel preservativo e abbracciami.
Oggi è il mio turno e ti racconto io… c’era una volta un ragazzo che teneva per mano le mie giornate incerte e non è affatto un danno se talvolta mi scappa di tenere per mano le sue…

(dal web)
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- Non lo trovo? - Ma cosa? - Il profilatt…. - Ce l’ho io, non ti preoccupare. - Come mai? - Come mai cosa? Per togliere alibi a quelli smemorati come te… Il mio amico è alle prese con un bel dilemma. Mi vuole, non mi vuole. Gli ho detto “oggi si fa a ore pasti, poi voglio starmene sotto le coperte...
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12/03/2013 19:46:08
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