La Maenn-a nostra strada natia (via Madre di Dio)

16 luglio 2017 ore 09:02 segnala
Verso sera al tramontar del sole
Quando la luce del giorno diventa fioca
Io sempre ti ricordo

Ti ricordo intera, popolata, giovane gaia
Spensierata come del resto noi all’allor tempo
Protetti dalla tua longeva esperienza

Rivedo i tuoi palazzi, i tuoi negozi
Gli scalini di una chiesa
Un gruppo di amici

Ti ricordo come presente
Come presente rimani
Nei miei pensieri e nelle mie prestazioni

Ricordo molto volentieri la tua gente
Povera, ricca questo non importa
Però sincera

Pensandoti mi ridesta la voglia di riabbracciarti
Forse è solo un arcano pensiero
O forse diverrà realtà

Pensiamo al domani con dovizia
Speriamo in un giorno più chiaro
Speriamo ancora più fervidamente

Che terra rigogliosa e forte
Come è la tua col rifiorir delle costruzioni,
se pur diverse, rigeneri

lo spirito primitivo nel cuor degli uomini
che abiteranno le tue percosse membra
rinvigorite da esterior bellezza.
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Verso sera al tramontar del sole Quando la luce del giorno diventa fioca Io sempre ti ricordo Ti ricordo intera, popolata, giovane gaia Spensierata come del resto noi all’allor tempo Protetti dalla tua longeva esperienza Rivedo i tuoi palazzi, i tuoi negozi Gli scalini di una chiesa Un gruppo di...
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16/07/2017 09:02:00
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la vecchina fantasma

14 luglio 2017 ore 09:16 segnala
La mattina del 29 Dicembre 1989 successe qualcosa di veramente inusitato. Alcuni passanti incontrarono per strada un'anziana signora, che indossava abiti di foggia sorpassata ed in dialetto genovese domandava indicazioni per raggiungere Vico dei Librai. " Non riesco più a orientarmi, aiutatemi !", ripeteva smarrita. Le persone interpellate la guardavano alquanto sconcertate, poiché nessuno, nonostante fosse nato in quei luoghi, conosceva la via che la vecchina cercava. La sorpresa più grande l'ebbero però quando, nel rispondere che erano degli incompetenti, la signora svanì in un raggio di sole. Un giovane raccontò che mentre portava il suo cane a fare un giretto mattutino, fu spinto a fermare una signora molto anziana, per domandarle qualche spicciolo. La vecchina aprì il suo borsellino ne estrasse una banconota e la donò al giovane che la ringraziò calorosamente. " Pensavo si trattasse di un biglietto da mille lire ", riferì in seguito " Invece mi accorsi che erano cento lire del 1943! ". Come nei precedenti incontri, la signora era svanita lasciando molta perplessità intorno. Due intraprendenti giornalisti di un quotidiano cittadino mi interpellarono, esponendo i fatti. Insieme ci recammo sui luoghi delle apparizioni per carpire qualcosa di più all'arcano segreto della vecchina. Appurato che Vico dei Librai era una strada che andò distrutta all'epoca in cui venne rasa al suolo l'intera zona di Via Madre di Dio, cercammo l'ausilio di una seduta medianica per esplorare il passato. A notte inoltrata ci riunimmo, i membri di un gruppo medianico, uno scettico giornalista ed io per fare luce sul personaggio che andava e veniva a suo piacimento dalla dimensione eterea che ci circonda. Ne venimmo a capo dopo ore di sforzi ma almeno provammo la soddisfazione di dare un nome alla vecchina, nonché nel ricostruire la sua storia. L'entità che si presentò disse di chiamarsi Maria Benedetti e di avere perso la vita nel 1944, durante la guerra, in un modo alquanto banale. Era uscita per fare la spesa, quando era stata colta da un malore e si era accasciata sui gradini di un portone, morta. Quando si era ridestata, non rendendosi conto della nuova situazione e convinta che fossero trascorsi pochi secondi, cominciò a girare cercando la sua dimora. Secondo alcuni, la donnina apparirebbe ancora ogni cinque anni, ma non troverà più la sua casa, perché è stata demolita. A lei non importa, non ci vuol credere, persiste nel domandare a tutti che la accompagnino in Vico dei Librai, perché è tardi e deve ancora preparare il pranzo!... Nel dicembre del 1994 fu incrociata da un suo discendente che vuole rimanere anonimo, nei garage dell'attuale Centro dei Liguri. Poiché questa persona si spaventò moltissimo nel vedere le sembianze viventi della sua antenata, la vecchina in preda al dolore corse via, con la sua pesante borsa della spesa e fu travolta da un'automobilista in Via delle Casacce, proprio sotto la Via Madre di Dio. Alla Polizia che accorse sul luogo dell'incidente il pover'uomo raccontò di aver visto distintamente la signora, vestita con uno scialle ed una gonna lunga, cadere sull'asfalto e tutta la frutta che era nella borsa rotolare per ogni dove....Ma della sventurata vecchina, non se ne trovò traccia. Anna, una ragazza che è venuta da me a raccontarmelo, afferma di averla vista e che anche a lei la vecchina domandò di Vico dei Librai. La giovane la accompagnò per un tratto, reggendole la borsa, fino a quando la defunta non si perse nel nulla da cui era venuta. Anna rimase molto male in seguito a questa vicenda e ogni volta che può torna in quella via, facendosi il segno della croce e augurando alla signora Maria di poter ritrovare la sua casa. Il 31 dicembre 1996 la misteriosa vecchina riapparve, lasciando dietro di sé stupore e un borsellino con delle monete fuori corso del 1940.
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La mattina del 29 Dicembre 1989 successe qualcosa di veramente inusitato. Alcuni passanti incontrarono per strada un'anziana signora, che indossava abiti di foggia sorpassata ed in dialetto genovese domandava indicazioni per raggiungere Vico dei Librai. " Non riesco più a orientarmi, aiutatemi !",...
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14/07/2017 09:16:36
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Maenn-a (Marina)

12 luglio 2017 ore 14:47 segnala
Due alte colline, come a sorvegliare il mare,
un immenso ponte, dalle enormi arcate,
ad unir le due cime sale,
dalla città vecchia in Sarzano,
fino a giunger la chiesa in Carignano.


Sulle due sponde, che scendono a valle,
in un pullular di alte case,
inframezzate da strette crose,
da caruggi, piazzette, e ripide scalinate,
era un labirinto, per voi che, inoltravate.


Nel fondo ad unir, una strada, che
serpeggiando, da Ponticello scivolava lenta,
arrivando al mare,
tutta lastricata da pietre squadrate,
a coprir il ruscello, che sotto solea passare.


Una via rumorosa, abitata da gente laboriosa,
dalle lavandaie che nei trogoli cantavano,
ai bottegai,i fabbri, falegnami, bottai, ostaie,
frotte di ragazzini, che correndo gridavano,
tutto all'ombra del ponte, che in alto stava.


Per lungo tempo così è stato, fino a che
in un giorno di guerra, gravemente t'han ferita,
governanti stolti, t'han finita, adesso noi
ragazzi dai capelli grigi, ci armiamo di penna,
per raccontar, la nostra... Maenn-a.

La pioggia

09 luglio 2017 ore 07:28 segnala
Cade, da nubi,
dense e nere cade
,copre ogni cosa,
i prati, i tetti, le strade.

Senti il suo tichettio
nel colpire l'ombrello,
un rumore sordo,
come il batter del martello

La gente corre e s'affanna,
in cerca di un riparo, un capanno
crei pozzanghere, rivoli d'acqua
ingrossi fiumi, puoi fare danno.

Cade, fino che appare il sole cade,
per questo noi ti ringraziamo,
rigeneri la vita,
senza di te, noi non viviamo.

POLITICA e POLITICI

05 luglio 2017 ore 20:42 segnala
La politica, dovrebbe essere
il motore per una nazione,
i politici, sono quelli che
rubano le risorse di una nazione.

La politica, dovrebbe premiare
gli onesti e punire i disonesti,
i politici, fanno le leggi per proteggersi,
perchè sono loro i disonesti.

La politica, dovrebbe dare assistenza
e curare i suoi cittadini,
i politici, è li, che creano il loro potere
per fregare meglio i cittadini.

La politica, dovrebbe combattere
il lavoro nero,
i politici, ricevono le mazzette dalle imprese
che fanno lavorare in nero.

La politica, dovrebbe combattere
mafiosi e delinquenti,
i politici, come fanno a combattersi
se sono loro mafiosi e delinquenti.

La politica, dovrebbe essere la
rappresentanza delle personalità migliori,
i politici, sono la la feccia, la rappresentanza
delle personalità peggiori.

Il signor Dino

03 luglio 2017 ore 20:11 segnala
Il ricordo, di un mitico personaggio,
che la mia giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
un'uomo eccezionale, straordinario, per la sua cultura,
la sua gentilezza, il suo sapere.


Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
da "Vergi", vecchio bar, di una splendida via,
prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.


Aveva sempre, un libro in mano,
lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
diceva, allontana la pazzia di torno,
per questo io ne leggo, uno al giorno.


Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.


Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
mio carissimo, "Signor Dino".

Bar Latteria Bavari

02 luglio 2017 ore 15:34 segnala
Genova, Tommaseo, è quasi l'alba, l'aria è fresca,
nel silenzio della piazza, si alza una saracinesca,
il Bavari bar latteria, che per prima le luci accende.
Fervono preparativi, cornetti, brioches, krapfen, da infornare,
ombrelloni, sedie, tavolini, all'aperto da sistemare,
un'altra giornata di lavoro, sta per iniziare.


Ecco arrivare, i primi avventori,
chi di notte ha lavorato, chi da casa esce presto,
la colazione al bar, un rito, con sempre più sostenitori,
veloce, due chiacchere, due battute, un ambiente ospitale.
l'odore, la fragranza, delle paste ancora calde,la focaccia col bianchino,
per non parlare, del profumo inebriante, del caffè o del cappuccino.


La mattina è passata, la pausa pranzo e arrivata,
si preparano, piatti appetitosi o semplici foglie d'insalata,
a finire la frugale libagione, l'immancabile caffè.
Ci si ferma al pomeriggio, c'è il krapfen con la panna,
se non ti vuoi fermare, col gelato puoi camminare,
Il locale lavora sino sera, quando il sole va a tramontare.


Il bar, è gestito da tre simpatiche canaglie,
il modo socievole, cordiale, ti avvinghia nelle loro maglie,
i loro nomi sono, Flavio, Maurizio, Roberto,
se il bar frequenti, ti conquistano di certo,
soddisfano i clienti più esigenti, i più golosi,
una cosa, di loro mal sopporto... Che del Grifo son tifosi.

AMORE

30 giugno 2017 ore 17:07 segnala
Che cos'è questo sentimento,
che ti inebria o da tormento.
Cosa scatta nel cervello,
quando incontri il tuo modello.


Sei felice, ti senti strano,
hai il mondo nella mano,
per te la vita e tutta rosa,
ti sembra di volar sopra ogni cosa.


Poi basta un po' di gelosia,
per far finir la poesia,
questo tarlo ti trasforma,
ti perseguita, prende forma.


Poi arrivano i tradimenti,
che pone fine ai sentimenti,
la vita diventa un inferno,
pensare che giuriamo amore eterno.

Fede

27 giugno 2017 ore 20:16 segnala
Fede Tante volte mi chiedo, cosa sia la fede,
difficile risposta, senza capire, in quello in cui crede.
Certo, chi ha questo sentimento, non ragiona accetta tutto,
quello che c'è di bello e quello che c'è di brutto.


Fin dai tempi più antichi, si crede nella religione,
ci si sottomette al potere divino, per evitare la sua punizione.
Ogni chiesa, ogni culto, insegna verso gli altri, amore.
Guerre, massacri, sempre s'è fatto, in nome del divino.


Ci sono sempre stati, capipopolo , re, faraoni,
in loro nome, abbiamo combattuto, siamo caduti, subito umiliazioni,
lo si faceva per poco, per avere un po' di protezione,
in cambio loro avevano ricchezza e noi solo frustrazione.


Infine s'è creduto nella politica, nella democrazia, nei partiti,
ognuno, ha il suo rappresentante, eletti in pubblici dibattiti,
ora sono al parlamento, fanno leggi, emanano decreti, fanno i nostri interessi.
Che umana delusione, nel vedere quanto siamo fessi.


Adesso in chi, a che cosa, dobbiamo aver fede, credere,
nella religione, nella monarchia, nella politica, tutti centri di potere.
Organizzazioni, che giocano sulla nostra ignoranza.
Dobbiamo uscire da questo giogo, usando, un po' d'intelligenza.

La gatta di casa

24 giugno 2017 ore 10:30 segnala
Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
eri così piccina, che stavi in una mano,
grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.


Subito, della famiglia hai fatto parte,
sei cresciuta libera e prepotente,
della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.


Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.


E' tardi, andiamo in camera a dormire,
quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi, per
ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
ti lasci dondolare, dal respiro regolare.


Or si dice, gli animali non capiscono,
quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
di staccarsi da lei non vuole,
il ricordo di quand'era piccolina, la prima ad amare.