Codice Minniti: strappo al codice morale

09 agosto 2017 ore 09:34 segnala


Marco Revelli da il Manifesto dell’8/8/2017

Negli ultimi giorni qualcosa di spaventosamente grave è accaduto, nella calura di mezza estate. Senza trovare quasi resistenza, con la forza inerte dell’apparente normalità, la dimensione dell’«inumano» è entrata nel nostro orizzonte, l’ha contaminato e occupato facendosi logica politica e linguaggio mediatico. E per questa via ha inferto un colpo mortale al nostro senso morale.
L’«inumano», è bene chiarirlo, non è la mera dimensione ferina della natura contrapposta all’acculturata condizione umana.
Non è il «mostruoso» che appare a prima vista estraneo all’uomo. Al contrario è un atteggiamento propriamente umano: l’«inumano» – come ha scritto Carlo Galli – «è piuttosto il presentarsi attuale della possibilità che l’uomo sia nulla per l’altro uomo».
Che l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo. Ed è esattamente quanto, sotto gli occhi di tutti, hanno fatto il nostro governo – in primis il suo ministro di polizia Marco Minniti – e la maggior parte dei nostri commentatori politici, in prima pagina e a reti unificate.
Cos’è se non questo – se non, appunto, trionfo dell’inumano – la campagna di ostilità e diffidenza mossa contro le Ong, unici soggetti all’opera nel tentativo prioritario di salvare vite umane, e per questo messe sotto accusa da un’occhiuta «ragion di stato».
O la sconnessa, improvvisata, azione diplomatica e militare dispiegata nel caos libico con l’obiettivo di mobilitare ogni forza, anche le peggiori, per tentare di arrestare la fiumana disperata della nuda vita, anche a costo di consegnarla agli stupratori, ai torturatori, ai miliziani senza scrupoli che non si differenziano in nulla dagli scafisti e dai mercanti di uomini, o di respingerla a morire nel deserto.
Qui non c’è, come suggeriscono le finte anime belle dei media mainstream (e non solo, penso all’ultimo Travaglio) e dei Gabinetti governativi o d’opposizione, la volontà di ricondurre sotto la sovranità della Legge l’anarchismo incontrollato delle organizzazioni umanitarie.
Non è questo lo spirito del famigerato «Codice Minniti» imposto come condizione di operatività in violazione delle antiche, tradizionali Leggi del mare (il trasbordo) e della più genuina etica umanitaria (si pensi al rifiuto di presenze armate a bordo). O il senso dell’invio nel porto di Tripoli delle nostre navi militari.
Qui c’è la volontà, neppur tanto nascosta, di fermare il flusso, costi quel che costi. Di chiudere quei fragili «corridoi umanitari» che in qualche modo le navi di Medici senza frontiere e delle altre organizzazioni tenevano aperti. Di imporre a tutti la logica di Frontex, che non è quella della ricerca e soccorso, ma del respingimento (e il nome dice tutto).
Di fare, con gli strumenti degli Stati e dell’informazione scorretta, quanto fanno gli estremisti di destra di Defend Europe, non a caso proposti come i migliori alleati dei nuovi inquisitori. Di spostare più a sud, nella sabbia del deserto anziché nelle acque del Mare nostrum, lo spettacolo perturbante della morte di massa e il simbolo corporeo dell’Umanità sacrificata.

Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto «civile», che la solidarietà, il salvataggio di vite umane, l’«umanità» come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti.
Non si era mai sentita finora un’espressione come «estremismo umanitario», usata in senso spregiativo, come arma contundente. O la formula «crimine umanitario». E nessuno avrebbe probabilmente osato irridere a chi «ideologicamente persegue il solo scopo di salvare vite», quasi fosse al contrario encomiabile chi «pragmaticamente» sacrifica quello scopo ad altre ragioni, più o meno confessabili (un pugno di voti? un effimero consenso? il mantenimento del potere nelle proprie mani?)
A caldo, quando le prime avvisaglie della campagna politica e mediatica si erano manifestate, mi ero annotato una frase di George Steiner, scritta nel ’66. Diceva: «Noi veniamo dopo. Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz». Aggiungevo: Anche noi «veniamo dopo».
Dopo quel dopo. Noi oggi sappiamo che un uomo può aver letto Marx e Primo Levi, orecchiato Marcuse e i Francofortesi, militato nel partito che faceva dell’emancipazione dell’Umanità la propria bandiera, esserne diventato un alto dirigente, e tuttavia, in un ufficio climatizzato del proprio ministero firmare la condanna a morte per migliaia di poveri del mondo, senza fare una piega. La cosa può essere sembrata eccessiva a qualcuno. E il paragone fuori luogo. Ma non mi pento di averlo pensato e di averlo scritto.
Consapevole o meno di ciò che fa, chi si fa tramite dell’irrompere del disumano nel nostro mondo è giusto che sia consapevole della gravità di ciò che compie. Della lacerazione etica prima che politica che produce.
Se l’inumano – è ancora Galli a scriverlo – «è il lacerarsi catastrofico della trama etica e logica dell’umano», allora chi a quella rottura contribuisce, quale che sia l’intenzione che lo muove, quale che sia la bandiera politica sotto cui si pone, ne deve portare, appieno, la responsabilità. Così come chi a quella lacerazione intende opporsi non può non schierarsi, e dire da che parte sta. Io sto con chi salva.
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09/08/2017 09:34:41
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Commenti

  1. Xaspettando.tex 09 agosto 2017 ore 14:00
    chi ha scritto questo pezzo lo faceva forse seduto nel suo ufficio climatizzato...
    io credo che la situazione era diventata davvero insostenibile...credo che l'Italia abbia fatto tantissimo e continui a farlo...ma credo che gli altri paesi non lo abbiano invece fatto....lasciandola da sola a gestire una catastrofe...perciò sto con il governo e approvo le decisioni che ha preso e spero che non molli...e non dimentico che ci sono in Italia, tra gli italiani, milioni di poveri per i quali il signore seduto nel suo ufficio non spenderà una parola...
    è facile il populismo...ed è anche superficiale...
    finisco dicendo che non sono italiano anche se vivo qui molti mesi all'anno...
  2. semplicemente.1965 09 agosto 2017 ore 16:17
    Sono pienmente d'accordo con te sulla prima parte:grande responsabilità ce l'ha l'UE che ha scaricato il problema sulla sola Italia. Basterebbe creare canali umanitari legali, cancellare il trattato di Dublino e redistribuire i profughi tra tutti i paesi europei per allentare la tensione.
    Non sono dìaccordo con la soluzione adottata che è solo unìipocrisia per non dire che i profughi li si vuole respingere, non gestire. Il blocco delle navi italiane nelle acque libiche che ci sta a fare secondo te, a impedire ai gommoni di partire non certo ad arrestare gli scafisti, Altra ipocrisia è dire che si vuole contrastare gli scafisti, questi li si combatte in Libia con polizia che purtroppo laggiù è corrotta al pari degli stessi scafisti. Altra ipocrisia ancora è dire aiutiamolo a casa loro con finanziamenti e cooperazione, giusto, ma a chi vanno sti soldi se la Libia è ormai un non stato, diviso in due, con zone occupatae da tribù locali e terroristi. Inoltre se tutto andasse bene ci vorrebbero almeno decenni per risanare un'economia distrutta dalla guerra che noi abbiamo fatto. Ecco mi piacerebbe che Minniti dcesse chiaro e tondo; gli italiani ce lo chiedono, blocchiamo la frontiera del Mediterraneo, respingiamoli da dove son venuti, alla guerra, alla fame e nei lager libici.
    Questo post non è populista, populista è il governo che cavalca le pulsioni razziste. Se molti italiani sono poveri e anch'io questo mai l'ho dimenticato, la responsabilità è proprio di quel governo che ogi approvi, che ha regalato miliardi alle imprese per assumere e poi licenziare con i cosiddetti contratti a tutele crescenti, che ha abolito la tassa sulla prima casa e indiscriminatamente anche per le case di lusso, che salva banche e mette a terra i risparmiatori, e non di poveracci più poveri di noi.
  3. Xaspettando.tex 11 agosto 2017 ore 10:15
    Anche la CEI ha approvato il codice e la stragrande maggioranza degli italiani è per attuarlo severamente...dunque mettiamoci un punto, è così e basta...e finiamola di guardare indietro ma magari lottiamo per andare avanti...per avere un Paese più giusto...e meno distrutto...
    populismo non ti piace? eppure leggendo pare proprio questo...
  4. semplicemente.1965 11 agosto 2017 ore 12:25
    Che la CEI abbia approvato il Codice non mi stupisce nè cambia la mia opinione, tanto la Chiesa nella sua lunga storia ha mostrato che, nonostante le belle parole, alla fine si schiera col più forte.
    Che la maggioranza lo voglia è dettata dalla paura e questo lo capisco perchè la crisi economica ha annullato quel briciolo di solidarietà che ancora resisteva, Tu dici lottiamo, giusto, ma perchè non lottare con la stessa forza contro un governo che non sa gestire nè la crisi nè l'immigrazione?
    Comunque rispetto la tua opinione anche se non la condivido e ti ringrazio per aver commentato con cortesia e pacatezza. Ciao.
  5. semplicemente.1965 11 agosto 2017 ore 12:42
    (epperò non hai portato argomenti logici contro le mie obiezioni al codice Minniti al blocco navale e alle sue conseguenze, solo convinzioni e questo per me è populismo)
  6. Xaspettando.tex 11 agosto 2017 ore 13:23
    argomenti logici? guardati attorno, vai nelle strade di città e paesi, vai nei centri d'accoglienza...vai...e vai tra i poveri che non hanno proprio nulla e se non ci fossero le mense chissà...vai nelle stazioni di notte...vai...come fanno tanti volontari e la charitas...e poi forse capirai che incrementare tutta questa disperazione non è proprio il caso...
    non ho altro da aggiungere se non che parlare è troppo facile ma le parole, buoniste, non risolvono un bel niente...
  7. semplicemente.1965 11 agosto 2017 ore 13:39
    i poveri sono allora solo i nostri? gli altri quelli di altri paesi li possiamo tranquillamente ignorare, ributtare nelle carceri libiche? Vivo in un quartire povero e vedo tanta gente che pesca nei cassonetti e faccio volontariato per poveri e disabili italianissimi. La disperazione è tale solo se italiana, quella africana è falsa!!?? Sei stato fortunato a nascere in quella parte del mondo che ancora respira un pò di benessere, perchè non c'è guerra e sicità e fame allo stato vero.
    Chiudo qui perchè ancora non mi hai dato risposte valide im merito alla questione specifica sul codice, Alre soluzioni ci sono e le ho anche scritte, per cui non solo parole e buonismo, ma realismo. Arriciao.
  8. semplicemente.1965 11 agosto 2017 ore 13:56
    e tanto per dirtene un'altra dò anche lezioni di italiano a profughi nigeriani, raccontano storie che ti farebbero rizzare capelli in testa. Se fossi nato laggiù cambieresti idea o forse no, tu come tutti pensi di meritari la vita che hai, no, come me sei nato in quella piccolissima area del mondo che si è arricchita depredando le ricchezze di quel popolo che volete ricacciare. E non sono parole sono FATTI che puoi leggere nella storia del colonialissmo europeo.
  9. Xaspettando.tex 13 agosto 2017 ore 11:34
    il colonialismo sarebbe il tuo argomento logico? cioè tutti noi dovremmo sentirci in colpa per come si è sviluppata la storia...per i fatti e i misfatti dei nostri "antenati"...per favore, questo è populismo davvero...
    continua a fare come tantissimi che non se ne vantano quello che puoi ma specialmente non dare lezioni di chiarezza e di etica agli altri...
    ah, il codice è una decisione dello Stato Italiano, ragionevole e che mira alla risoluzione di un grave problema...per questo paese e non solo...e lo approvo in pieno.
  10. semplicemente.1965 16 agosto 2017 ore 13:10
    il colonialismo in passato e lo sfruttamento delle risorse africane oggi non solo sono un argomento logico ma la vera del fenomeno migratorio.
    Mi sta dicendo che lei non è responsabile per le azioni dei governi che ha votato? E se anche non ci fosse nessuna responsabilità diretta, accogliere rifugiati che fugguno da guerre e carestie è giustificato solo se si hanno responsabilità? Davvero crede che i paesi occidentali non abbiano responsabilità per i governi armati e i dittatori nel continente africano? O per la devastazione e lo sfruttamento delle loro risorse? A lei, come a tanti commentatori piace ragionare con il sistema binario fatto di contrapposizioni; bianco o nero, buoni o cattivi, buonisti o realisti. I problemi sociali e polici per voi sono come una partita di calcio dove si sceglie una squadra e poi si urla a squarciagola per sostenerla e inveire contro gli avversari. Purtroppo la realtà è più complessa e cercare di comprenderla richiede umiltà e apertura mentale. Ma non si preoccupi; per chi cerca di dare semplicmente un tono pacato alla propria intolleranza, non serve tutto questo sforzo.

    Il Senegal era una nazione ricchissima di pesce che contribuiva pesantemente all'economia ed alla diffusione di un discreto stato di benessere nella popolazione. Da tempo navi russe, giapponesi ecc... devastano il fondale con reti a strascico a maglie strette e di conseguenza portando alla fame la popolazione.
    Come si vede la devastazione continua anche se, più che con le multe, il paese potrebbe difendersi, come è successo in altre nazioni, disseminando il fondale di rocce o anche carcasse di autovetture che danneggiano e rompono le reti.
    Questo è uno dei tantissimi esempi che permetterebbe alle nazioni africane di difendersi dall'ingordigia delle multinazionali, in questo caso, del pesce.
    Per non parlare delle multinazionali che stanno comprando migliaia di ettari di terreno togliendo ai contadini africani la sola risorsa di sopravvivenza per farci colture intensive che alla fine ci avveleneranno e della vendita di armi a dittatorelli corrotti ne vogliamo parlare?
    Oltre a non essere notoriamente delle persone coraggiose, i razzisti, e oltre ad odiare la parola razzismo (quando la sentono cominciano a sbraitare), usano tutta una serie di scuse e mezze bugie per nascondere quello che pensano veramente.
    La frase 'aiutiamoli a casa loro' è l'esempio piú chiaro.
    Se leggete i loro argomenti, la maggior parte parla di soldi, di pagare di tasca propria, di tasse (che per altro molti non pagano), ma aiutandoli a casa loro sarebbe la stessa cosa. Dovrebbero pagare di tasca allo stesso modo. Però sarebbero molto felici di non vederli, a loro dà fastidio la loro presenza, ma non potendolo dire apertamente, devono costruire tutta una strategia di scuse, spesso puerili.
    E a causa della loro intolleranza, dovuta a un'umana paura di ció che non conoscono, rifiutano ogni forma di conoscenza e si afferrano disperatamente ai pochi slogan che alcuni mediocri politici regalano loro ogni giorno.
  11. semplicemente.1965 16 agosto 2017 ore 13:16
    Son passata a dale del lei per mettere distanza e ribadisco che lei non mi ha portato un solo argomento logico da contrapporre alla mia anlisi se non il solito mantra del populismo.

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